Più sensibilità verso la natura e la cultura
L’Abruzzo potrebbe essere il Trentino del centro Italia: montagne, laghi, parchi, e in più il mare, se solo avesse quella stessa sensibilità verso la natura e la cultura. Ma accade che giovani, a cui il caso offre il privilegio di imbattersi in un’orsa con tre cuccioli, li inseguano con l’auto e si divertano a terrorizzarli. Che un capogruppo regionale, nella guerra fra orsi a rischio di estinzione e cani randagi sempre più aggressivi e minacciosi, si schieri con quest’ultimi, sostenendo che non devono essere abbattuti. Accade che luoghi storici da proteggere e valorizzare siano inaccessibili.
Due esempi fra i tanti. A Sulmona, il santo romitorio, alle pendici del monte Morrone, da cui l’ asceta Pietro uscì papa per vivere l’ “avventura di un povero cristiano”, e per il quale Benedetto XVI è venuto recentemente a celebrare la ricorrenza della nomina, è incredibilmente impraticabile. A S. Vito Chietino, la casa del promontorio sul mare, da conservare come una reliquia, in cui D’Annunzio visse l’amore tempestoso con Barbara Leoni e scrisse uno dei suoi capolavori, “Il trionfo della morte”, è proprietà di un privato e non la si può visitare. E’ possibile solo scorgerla furtivamente dall’esterno, dal cancello.
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venerdì 11 febbraio 2011 ore 09:46 - Permalink al commento
Non è tutto oro quello che luccica…
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mercoledì 9 febbraio 2011 ore 16:49 - Permalink al commento
Si ma il trentino è tutelato meno dell’Abruzzo e sopratutto L’Abruzzo non è una regione a statuto speciale. Inoltre i tesori abruzzesi fauna e flora non sono secondi a nessuno. Quindi caso mai è il trentino a poter esser l’Abruzzo del settentrione. Comunque campanilismo a parte quello che scrivi è vero. Potremmo vivere di solo turismo ma i nostri politicanti preferiscono il petrolio e la speculazione edilizia o il progettare folli impianti sciisstici nella regione più verde d’Europa. La politica è completamente ingessata sui propri conflitti di interesse. L’Aquila è una bella evidenza del fallimento nazionale e regionale.
p.s.
Le casette che il Trentino ha detto di donare all’Abruzzo erano case pagate dallo Stato e dagli Abruzzesi…. Anche il marketing a volte fa la differenza.
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febbraio 10th, 2011 ore 11:37 - Permalink al commento »
@MAC, sembra que la tutela sia un problema. Sullo statuto speciale, ti do ragione.
Però dobbiamo anche ricordarci che ci sono problemi culturali che bisogna affrontare e risolvere. Quello che dice Max è vero: i primi a non amare e valorizzare la nostra terra, siamo noi. Siamo bravi a vantarci solo in negativo e mai in positivo: guardiamo quelli che stanno peggio e pensiamo che, per quello che abbiamo, per quello che siamo e soprattutto per quello che ci danno, non stiamo poi tanto male.
Maestri dello ’scarica barile’, ci nascondiamo dietro scuse assurde quali: “eh, ma a vasto (o in abruzzo) non siamo pronti”, “qui non lo capirebbero”, “non abbiamo le capacità/risorse/cultura”, “‘na cosa così qui non si può fare”, “ma grazie a Dio che abbiamo quello che abbiamo”, etc…
Da fuori tutto questo si vede meglio…
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martedì 8 febbraio 2011 ore 20:28 - Permalink al commento
in Abruzzo manca l’educazione, la cultura, il rispetto verso il proprio territorio. Tutti aspetti che invece, in Trentino-Alto Adige (dove ho vissuto…) ne hanno da vendere.
Lassù il territorio è protetto, tutelato, difeso con i denti !
E guai a che viene da fuori a fare speculazione edilizia o altro…
Lassù sanno come far girare l’economia, anche in tempo di crisi.
Lassù AMANO la propria terra !
…….
Quaggiù la distruggiamo (basta solo vedere quanta monnezza c’è per le strade…). Poi ci lamentiamo che non c’è lavoro…..
Ma chissà perchè che viene a trovarmi dal Nord dice che potremmo vivere solo di turismo !
IMPARIAMO !!
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