Un pasticciaccio brutto in Abruzzo

Un pasticciaccio brutto in Abruzzo

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Un pasticciaccio brutto, non in via Merulana, ma in Abruzzo. Forse Don Rodrigo non è morto, si è solo trasferito nella nostra regione, travestendosi da donna, la presidentessa della CRI Abruzzo, Maria Teresa Letta. Un maresciallo sta subendo da anni una persecuzione per aver rilevato gli illeciti amministrativi della signora presidente. Paga per aver fatto solo il suo dovere, rivolgendosi alla Corte dei Conti. La visita degli ispettori revisori dei conti è finita a tarallucci e vino, a pranzo con la presidentessa. Il maresciallo, per averlo denunciato, è stato fulminato da un querela per calunnia e subitamente punito con il trasferimento fuori regione, ad Assisi. Le sue accuse non dovevano essere così infondate se ben tre diversi direttori generali hanno contestato la gestione della sorella del gentiluomo di Sua Santità, nonché sottosegretario, Gianni Letta. E hanno avuto la loro, sono stati rimossi. Il povero maresciallo continua a lavorare ad Assisi presso la CRI, a 300 km dalla sua abitazione di Avezzano, nonostante le sue condizioni di salute siano quelle di chi ha subito un intervento chirurgico al cuore e il conseguente parere negativo del Collegio medico Militare della CRI. Ma non è finita, gli è arrivata addosso una gragnola di provvedimenti disciplinari, tre, con l’accusa di aver danneggiato l’immagine della CRI. Lui e non Scelli, che tradì la storica terzietà della Croce Rossa piegandola a fini di partito. E’ una storia incredibile. A questo punto, noi cittadini non possiamo assistere indifferenti. Abbiamo tutto il diritto di sapere se il maresciallo è un mitomane o la Sig.ra Letta abusa del suo potere, protetta dalle sue ascendenze politiche.


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