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Il Demiurgo del petrolio
Da ‘Nuovo senso civico’, riceviamo.
E’ stata una giornata storica per la lotta contro la petrolizzazione dell’Abruzzo!
Appena un po’ scalfita dall’inspiegabile defezione delle due associazioni ambientaliste che avrebbero dovuto rappresentarci, Legambiente e WWF, e dalla grave assenza di rappresentanti del governo regionale.
Dal convegno in sé come prevedibile dalle premesse, ci aspettavamo con timore e qualche paura il sostegno della scienza alla petrolizzazione.
Il taglio logico e non ideologico scelto come slogan dal Professor Rainone ha tenuto banco con un filo di arroganza a lungo.
A sentirlo parlare sembrava che i quattro anni della nostra vita spesi per scongiurare la deriva petrolifera del nostro amato Abruzzo, organizzando incontri, dibattiti, proiezioni, concerti, manifestazioni, approntando soldi, sottraendo tempo al lavoro e ai nostri affetti, potessero sbriciolarsi.
Sembrava che le 50.000 firme da noi raccolte fossero state un’estorsione alla credulità popolare attraverso un’opera di terrorismo psicologico attuato divulgando notizie senza base scientifica.
Dall’alto dello scranno della cultura scientifica che avrebbe voluto rappresentare, il demiurgo del petrolio, il Professor Rainone, ha ribadito a più riprese il ruolo super partes della scienza arrivando persino a consigliarci la lettura dell’Apologia di Socrate scritta da Platone, ricordandoci che l’Università “per sua stessa definizione non può che essere il luogo per eccellenza deputato alla libera manifestazione delle idee e al libero confronto”, puntando a “scelte razionali e vantaggiose per il territorio”.
Dopo il convegno, animato dai 4 relatori previsti nel programma, è stata allestita una tavola rotonda dalla quale sono cominciate ad emergere le crepe della tenuta logica delle premesse fino al botto finale.
Fino al punto in cui il dottor Massimo Colonna, chimico, dalla platea gremita, sferra due fendenti che tramortiscono il campione della logica super partes con due notizie.
La prima notizia.
Uno dei documenti prodotti nelle slide dal Professor Rainone prova con forza che le nostre falde acquifere sono sì inquinate da idrocarburi, ma attribuendone la causa preponderante all’uso dei diserbanti in agricoltura (!!!). Sfortunatamente per il Professore, il Dott. Colonna ha fatto notare che lo studio in questione, di cui egli stesso è l’autore, non poteva essere considerato scientificamente attendibile, mancando nella slide le coordinate di quel rilievo, con il quale non si poteva escludere, se non mistificandone il senso, che la più probabile fonte di inquinamento delle falde è verosimilmente dovuto alle perforazioni petrolifere e non ai pesticidi.
Spingendo quindi la lettura di quel documento a sostegno di quello che è un vero e proprio falso!
Ecco il metodo scientifico del demiurgo!
La seconda notizia.
Il Professor Mario Rainone, fino a quel punto sedicente arbitro della partita PETROLIO SI PETROLIO NO, ha redatto e sottoscritto le contro osservazioni alle osservazioni presentate alla Regione Abruzzo da centinaia di associazioni e liberi cittadini, per conto della Forest oil.
Non possiamo dire che il demiurgo è al libro paga della Forest, solo perché non abbiamo le prove.
A quel punto, il teatrino delle basi “logiche e non ideologiche” si è sciolto come neve al sole in un nanosecondo, davanti agli occhi di tutti, gelando il sangue dei petrolieri presenti e quello del povero Rainone, ridotto a dire che non ha preso soldi dalla Forest e che quella “consulenza scientifica” l’avrebbe concessa per amore della scienza!
Se eravamo andati intimoriti siamo tornati molto più forti di prima!
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