La “punizione divina” dello scienziato

La “punizione divina” dello scienziato

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Si resta senza parole a sentire, non l’ultimo degli ignoranti, ma nientemeno che il vicepresidente del CNR, uno scienziato quindi, sostenere che il tremendo maremoto che ha devastato il Giappone è “la voce terribile e paterna (sic) di Dio per le colpe personali e collettive degli uomini. E’ punizione divina”. Da uno scienziato , del secolo XXI, ci si sarebbe aspettata una spiegazione scientifica. Questo incredibile e inqualificabile personaggio al quale paghiamo stipendi, immagino, d’oro, dovrebbe immediatamente dimettersi. La sua, peraltro, è una tesi vecchia e ricorrente, di ambienti retrivi. Venne tirata fuori in occasione del terremoto del 1755 che distrusse Lisbona, contestata dall’illuminista Voltaire che scrisse in proposito un poema. Scriveva: “Quali peccati? Qual colpa han commesso questi infanti schiacciati e insanguinati sul materno seno?” E ancora: “La Lisbona che fu conobbe maggior vizi di Parigi e di Londra, immerse nei piaceri?” “Perchè, come il colpevole, pur l’innocente
debba subire il male senza scampo?”


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