I costi (sempre alti) della politica italiana

I costi (sempre alti) della politica italiana

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Chi non ricorda le promesse in campagna elettorale sulla riduzione dei costi della politica. Non se n’é fatto niente. Le province sono ancora lì, intoccabili, funzionali più che al cittadino ai piccoli potentati locali, i parlamentari continuano ad essere il doppio di quelli di un Paese come gli Usa, con una popolazione cinque volte superiore alla nostra. Le indennità, nonostante la crisi che porta alla disperazione i ceti più deboli, sono quelle di sempre e così i benefit scandalosi e persino il diritto al vitalizio. Dopo solo cinque anni di mandato.

Un privilegio assoluto – rispetto a tutti i comuni mortali che devono lavorare una vita – che si estende alle centinaia di consiglieri delle venti regioni italiane. In questo desolante scenario di menzogne, di promesse non mantenute, giunge una notizia. Una notizia che stranamente i media hanno trascurato. I consiglieri regionali dell’Emilia-Romagna hanno approvato all’unanimità una legge che prevede l’abolizione del vitalizio a partire dalla prossima legislatura. E’ possibile aspettarsi l’effetto emulazione da parte del Parlamento e degli altri consigli regionali? Lo speriamo, ma non ci crediamo. Li conosciamo troppo bene.


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