L’accusa ai politici di Diego Della Valle

L’accusa ai politici di Diego Della Valle

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La coraggiosa accusa ai politici dell’imprenditore Della Valle è da condividere pienamente. Parla per tutti noi che non abbiamo voce, ci hanno tolto, con una complicità trasversale, persino il diritto di scegliere i parlamentari. Li ha dichiarati incompetenti e incapaci, preoccupati solo dei loro interessi personali e di partito. Se la gestione pasticciona e inadeguata della crisi è da attribuire alle forze di governo, le cause remote sono di tutti i partiti, come pure lo spudorato arroccamento a difesa dei privilegi della casta, che non ha rinunciato a niente in questa terribile contingenza economica e finanziaria. Non si toccano le province e i mille enti inutili, così le pensioni indecenti dei parlamentari, mentre a tutti i lavoratori si chiedono grossi sacrifici. Se le retribuzioni dei parlamentari sono le più alte d’Europa, quelle dei politici regionali sono una vera propria giungla.

Non si capisce in base a quale criterio le indennità e i rimborsi spese dei consiglieri variano notevolmente. Si va dalla virtuosa Emilia Romagna dove i consiglieri percepiscono 5.666 euro al mese al raddoppio in Lombardia con 12.523 e quasi alla triplicazione, 14.644 euro, della Sardegna. E non è finita. Nella scala dei privilegi, c’è chi sta ancora più in alto: i manager pubblici, i cui meriti sono spesso solo quelli di appartenenza alla cordata giusta, se non, peggio, alla cricca vincente.


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