Bisogna riaprire i luoghi celestiniani di Sulmona

Bisogna riaprire i luoghi celestiniani di Sulmona

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Il Volto santo di Manoppello era sconosciuto ai più, persino fra gli abruzzesi. La visita del papa, nel 2006, riassunta da quella singolare foto del pontefice in contemplazione dell’icona, l’ha fatta conoscere a tutto il mondo. Da allora Manoppello è nell’itinerario religioso dell’Opera romana pellegrinaggi e il Volto viene visitato da migliaia di turisti, con il corollario di frequenti convegni religiosi. A Sulmona la visita del papa si è esaurita nell’evento religioso. Non ha promosso i luoghi celestiniani, l’eremo, dove Pietro fu colto dalla inaspettata notizia dell’elezione al soglio pontificio, e l’ Abbazia monumentale nello straordinario contesto del Morrone e della Majella. E dire che Benedetto XVI era venuto proprio per riparare all’oblio al quale era stato condannato quell’imbarazzante predecessore che – unico- a quel “covo di astuzie della corte papale” aveva preferito il “grande silenzio mistico della montagna nuda”. Era accaduto, infatti, che, prima della visita di Benedetto XVI, l’accesso ai luoghi celestiniani era stato interdetto da un’ordinanza del sindaco di Sulmona. Per motivi di sicurezza. Era caduto un masso. L’esperto geologo aveva sentenziato che tutta la zona era a rischio.

Era bastata la parola di un singolo – ipse dixit! – per impedire la visita di quei luoghi, tenervi lontano il papa, che li ha potuti vedere solo dall’elicottero, e migliaia di pellegrini e turisti. A nulla sono valse le reiterate richieste di cittadini e dell’Associazione celestiniana di una ricognizione collegiale di esperti per accertarsi dell’effettivo stato dei luoghi. Finalmente la tenace battaglia dell’ Associazione ha avuto successo su quella vera e propria “follia” amministrativa di chiusura sine die. Un pool di tecnici, voluto dalla stessa , è il caso di dire benemerita, Associazione, ha accertato in maniera incontestabile che la strada di accesso al piazzale dello chalet e lo stesso piazzale, gran parte del sentiero che conduce all’Eremo non presentano rischi di nessun genere. Mentre per il tratto finale del sentiero e per l’Eremo vero e proprio, è possibile ricondurre il rischio entro limiti di sicurezza con alcuni semplici interventi di bonifica e di costante monitoraggio. Il pool tecnico-geologico, composto da qualificatissimi professionisti, i geologi Davide D’Errico, Giovanni De Caterini, Paolo Zaffiro, e gli ing. Quintilio Napoleone e Carlo Maria Speranza, coordinato dalla Dott.ssa Catia Di Nisio, si è servita per l’analisi del rischio del metodo più severo. Quello che utilizza i rigorosi parametri decretati dalla Confederazione Elvetica.

Dopo quasi due anni dalla visita pontificia il Comune si deciderà a riaprire finalmente i luoghi celestiniani? E non sarebbe anche il caso che chiedesse scusa per i danni insipientemente arrecati all’economia cittadina?



'Bisogna riaprire i luoghi celestiniani di Sulmona' ha ricevuto 1 commento:

  1. Unregistered
    Mario Franco Basilico
    mercoledì 26 ottobre 2011 ore 22:29 - Permalink al commento

    Penso che l’ordinanza sia stata emessa su rchiesta, altrmenti non ci stavano altre scuse per non andarci; tutti sappiamo quanto sia stato amato e quanti lo hanno imitato i suoi successori. I pellegrini potrebbero andrci in massa ma loro prediligono più Bonifacio e Woitila.

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