Nebbia per il Parco Nazionale della Costa Teatina

Riceviamo dalla Costituente per il Parco Nazionale della Costa Teatina.

Nebbia per il Parco Nazionale della Costa Teatina, sereno per i petrolieri.

La scienziata Maria Rita D’Orsogna domani in audizione alla Commissione Ambiente e Industria del Senato, cercherà di denunciare le incomprensibili agevolazioni, tra incentivi e royalty, che vengono garantite in Italia per una industria altamente impattante, quale quella petrolifera. Un petrolio e un gas di qualità scadente, le cui quantità sono irrisorie, che scaricano gli innumerevoli e costosissimi impatti ambientali, propri di questa industria, su tutta la collettività e sulle generazioni future.

La professoressa, dall’alto delle sue competenze, attestati di stima e premi, che hanno sempre più un respiro nazionale ed internazionale, cercherà di perorare il blocco definitivo di estrazione di nuovi idrocarburi per l’Abruzzo e l’Italia intera, riguardo nuovi progetti inerenti i combustibili fossili.

Quattro nuove istanze nel territorio abruzzese- Cipressi, S.Venere, Villa Mazzarosa e Villa Carbone- in procedura di Valutazione di Assoggettabilità, con tempi di scandenza per la presentazione delle osservazioni in critica proprio sotto le feste natalizie, costringendo associazioni, cittadini, comuni e Provincia di Teramo ad un tour de force, durante tutte le prefestività e festività.

Le quattro istanze che attendono l’esito del Comitato di Valutazione della regione Abruzzo, insieme alle due concessioni di coltivazione Colle San Giovanni e Aglavizza approvate, hanno di fatto funestato la fine del 2011, e l’inizio del 2012, risvegliando bruscamente una regione che pensava di aver chiuso con nuovi progetti di coltivazione e ricerca di idrocarburi.

La legge Chiodi ha ampiamente dimostrato tutta la sua fragilità: le zone di riguardo previste dalla suddetta normativa sono cancellate dalla dicitura”idrocarburi liquidi”, infatti basta richiedere i permessi per la ricerca di gas, non sapendo inizialmente quale tipo di idrocarburi sia presente nella zona da indagare. E’ chiaro a tutti che le operazioni di ricerca come impatto ambientale sono identiche sia per il petrolio che per il gas. Molto strano che le compagnie petrolifere spendono soldi per una ricerca doppiamente al buio, poiché potrebbero non trovare niente, o trovare idrocarburi liquidi. Per quest’ultimi, la legge regionale N.48 del 2010, detta anche legge Chiodi, non “dovrebbe” essere un ostacolo?

Mentre splende il sole per nuovi progetti inerenti gli idrocarburi in Abruzzo, possiamo definire il Parco della Costa Teatina, il Parco delle nebbie.

Infatti, dal momento della consegna al Ministero dell’Ambiente delle proposte di perimetrazione fatte dai Comuni interessati (non da tutti, purtroppo), che doveva avvenire entro la data di scadenza del 30 settembre 2011, non si sono avute più notizie del destino del Parco, né relativamente ad un paventato commissariamento, né riguardo al suo perimetro.

Il timore che il processo, in seguito al cambio di gestione ministeriale, si possa arrestare di nuovo, come successo diverse volte in passato, è reale. E’ per questo che la Costituente “VogliAmo il Parco”, consegnerà, tramite Maria Rita D’Orsogna, una lettera al neo-Ministro dell’Ambiente, Dr. Corrado Clini, per sollecitarlo a concludere l’iter avviato, arrivando quanto prima alla definizione del perimetro del Parco.

Costituente per il Parco Nazionale della Costa Teatina-rete di cittadini, associazioni, operatori turistici, cantine, sindacati, amministratori, agricoltori.

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