Un mistero incomprensibile
Per il credente tutto viene da Dio, il bene e il male, il sole e la pioggia, la salute e la malattia. Ma, nella visione provvidenzialistica cristiana, il dolore e l’infermità hanno un senso: “Dio non turba mai la gioia de’ suoi figli se non per prepararne loro una più certa e più grande”. Un prete, che è credente per definizione, dovrebbe vedere nel bambino disabile un essere toccato dalla grazia. La sua sofferenza e quella della sua famiglia un’imposizione sacrificale per un dono più bello e più grande. E’ molto difficile accettarla, ma questa è la dottrina cristiana, correttamente interpretata dal Manzoni. E Gesù non ha forse detto: “Gli ultimi saranno i primi”? E chi è più ultimo di un disabile? Allora perché quel sacerdote ha voluto umiliare quel bambino e i suoi genitori? Sostiene che non poteva capire il mistero della transustanziazione, cioè che il pane e il vino, una volta benedetti dal sacerdote, pur conservando le loro apparenze, sono in verità diventate sangue e corpo di Gesù.
Verrebbe da chiedergli, non quale bambino, ma quale adulto può capire un mistero del genere che in quanto tale è totalmente incomprensibile. La discriminazione del sacerdote è stato, pertanto, un atto di ingiustificabile insensibilità umana e cristiana.
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