È la volta di Cottarelli


Ci vuole fede, una grande fede per credere all’ennesima promessa di una nuova risolutiva spending review. Ora è il turno di Cottarelli. Viene da chiedersi con Don Abbondio: “Cottarelli, chi è costui?” Sconosciuto fino ad oggi, si legge che è un ex-dirigente del Fondo Monetario Internazionale. Promette di ridurre la spesa pubblica di 32 miliardi in tre anni, quasi 11 miliardi l’anno, assicurando un risparmio del 23% di PIL, nonché un alleggerimento del carico fiscale e un incremento degli investimenti produttivi.

Prima di lui ci hanno provato in molti. Tutti eccellenti per competenza e determinazione. Ci si impegnò Padoa Schioppa, poi Giarda e infine Bondi che pure aveva fatto miracoli nel risanare la Parmalat. Niente. Una delusione dietro l’altra. Le commissioni si sono succedute a commissioni, ognuna ha prodotto seri e approfonditi studi, una sequela di “libri bianchi”, buoni per professori universitari di economia e una miniera per le tesi degli studenti. Il commissario Cottarelli non ha perso tempo, di commissioni ne ha già costituite venti. Sicuramente produrranno altri libri bianchi idonei ad aggiornare la conoscenza degli sprechi miniseriali, regionali, provinciali e comunali. Mentre la palude burocratica continuerà a farla da padrona. Verrebbe voglia, se la cosa non fosse così seria, di raccogliere le scommesse sull’ennesimo prevedibile fallimento.

Comments

comments

Lascia un commento