Nasce l’Associazione Agorà


Riceviamo e pubblichiamo.

Logo agoràIl 20 novembre u.s. e presso lo Studio del Notaio Michele D’Ambrosio di Pescara si è costituta l’”Associazione Agorà”, un’Associazione onlus fondata da imprenditori, professionisti, lavoratori e pensionati disabili e normodotati che considerano la funzione sociale dell’impresa prima etica e poi economica. A comporre il primo Consiglio Direttivo sono stati eletti Nicola Cirelli, Rosaria Nelli, Ugo Esposito, Piero Crisante, Palmina Romano.

Inevitabilmente la fine di un ciclo economico produce un sacca di disagio sociale che si ripercuote sul nuovo ciclo il quale, per effetto della tecnologia evoluta rispetto alla precedente ed alle ovvie mutate esigenze sociali, dovrebbe poter contare su condizioni di massima efficienza per una ripresa produttiva e di consumo immediata.

Stranamente gli economisti ed i commentatori delle questioni di politica economica individuano i segnali di ripresa solo attraverso gli indicatori finanziari, trascurando di segnalare come sia straordinariamente limitativo per il comparto produttivo il trascinamento della società disagiata ereditata del declino del ciclo precedente.

foto 1Agorà, convinta come è del valore umano e dignitoso di tutti i cittadini senza riserva alcuna, ritiene che all’impresa, proprio per la sua prioritaria funzione sociale, appartenga l’obbligo morale di tenere in equilibrio il rapporto tra etica ed affari, dal quale scaturisce lo spirito solidale con cui concretamente delineare progetti di vita collettiva migliore, pianificando azioni per lo sviluppo locale sostenibile e condiviso.

La mission di Agorà è orientata alla sensibilizzazione ed al coinvolgimento del mondo imprenditoriale locale nella difesa del territorio e dell’ambiente inteso in senso molto ampio. Al quale proporrà la compartecipazione in iniziative per contenere i fenomeni di degrado sociale, per sostenere progetti a favore dello sviluppo economico locale e valorizzare le competenze e le professionalità delle persone con limitazioni fisiche il cui inserimento nei circuiti produttivi automaticamente determina l’abbattimento dei costi socio assistenziali. Si tratta in sostanza di promuovere e introdurre una forma innovativa di mecenatismo, non più solo elargizioni “caritatevoli” ma un ambizioso progetto mirato ad ottimizzare alcuni aspetti di vita collettiva altrimenti destinata all’emarginazione.

Un rinnovato sistema di confronto con le istituzioni per passare dalla “rivendicazione” alla “proposta concreta e risolutiva” su quanto attiene la difesa del territorio, la salvaguardia dell’ambiente e la protezione dei singoli cittadini.

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