I 180.00 euro per Berlusconi


La decadenza di Berlusconi, che si sarebbe dovuta dichiarare “immediatamente”, come vuole la legge Severino, ricorda la condanna a morte di quel mattacchione di Bertoldo che riuscì a sfuggire al capestro avendo ottenuto dal re la possibilità di scegliersi l’albero al quale essere impiccato. E naturalmente non ne trovò nessuno di suo gradimento. Chissà, quindi, se mai un giorno questa storia infinita avrà una fine.

A quel punto il pregiudicato Berlusconi avrà diritto ad un assegno di 180.000 euro. Meno di un pacchetto di sigarette per lui plurimiliardario, ma una bella somma per tutti noi, eccezionalmente provvidenziale per un disoccupato o un cassintegrato. La sconsolata riflessione che viene da fare è come i nostri parlamentari si siano regalati dal dopoguerra ad oggi una serie di privilegi, senza che nessun partito, nemmeno quello che si arrogava la difesa degli ultimi, si sia opposto. Bene fanno il grillini a dare battaglia perché un condannato per frode fiscale non venga beneficiato di un indennizzo di Stato. E c’è da augurarsi che Carlo Cottarelli, il nuovo ennesimo commissario della spending rewiew, cominci la sua opera con il sopprimere, per tutti i parlamentari, questo vergognoso privilegio. Ma , sappiamo già che non farà niente in proposito. La casta non tocca la casta.

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