Medici ospedalieri e liberi professionisti


Un mio amico, in previsione di un intervento chirurgico, necessitava di una Tac. La lista di attesa era lunga, lunghissima. Passavano i mesi inutilmente. È persona di forti principi, non voleva farlo. Ma il suo medico lo sollecitava, stava danneggiando la sua salute. Si è visto costretto a rivolgersi ad un medico dalla doppia figura, ospedaliero e libero professionista. Grazie a lui, ha subito scavalcato la lista di attesa. Ha potuto, così, in tempi rapidi, ottenere la diagnosi e finalmente sottoporsi all’intervento chirurgico. Pagando, ha sorpassato i poveri, quelli che non possono permetterselo.

Due considerazioni sono d’obbligo. La prima, ovvia, che il servizio sanitario dovrebbe essere più rapido ed efficiente; la seconda, che dovrebbe essere ripensata la possibilità per i medici pubblici di esercitare la libera professione, favorendo così i propri clienti nell’utilizzo delle strumentazioni pubbliche e creando discriminazioni e favoritismi, oltre che un loro improprio arricchimento.

Ma quale politico, quale partito si permetterà di toccare una categoria forte e privilegiata come questa e così ben rappresentata in Parlamento?

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