Interrogazione parlamentare per i Buoni Fruttiferi Postali declassati


Finalmente una buona notizia per tutti i cittadini truffati dallo Stato!

Nel mese di Novembre 2013 ho inoltrato una richiesta di Interrogazione Parlamentare ai Parlamentari del Movimento 5 Stelle appartenenti alle seguenti Commissioni:

• II Commissione (Giustizia)
• VI Commissione (Finanze)
• IX Commissione (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni)

L’Oggetto della Interrogazione è il seguente:
Risarcimento ai cittadini italiani possessori di Buoni Fruttiferi Postali declassati con decreto Legge.

Il testo della richiesta è riportato in calce a questo articolo.

Ebbene, l’ On. Azzurra Maria Pia Cancelleri, una dei destinatari della richiesta, ha dato seguito con una interrogazione a risposta scritta n° C. 4/02948 in data 13-12-2013, tuttora in corso di valutazione, di cui non sono venuto prima a conoscenza, qui di seguito riportata: ringrazio a nome di tutti i cittadini truffati dallo Stato L’On. Cancelleri per il prezioso lavoro svolto:
http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=11444&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27

Va aggiunto che nel mese di Marzo scorso, l’Eurodeputata della Lega Nord, On. Mara Bizzotto,ha sollevato la questione di leggittimità del decreto legge 1986, attraverso due interrogazioni al Parlamento europeo, in data 29 Marzo 2014:
http://www.marabizzotto.it/it/stampa/comunicati/buoni-fruttiferi-postali-lo-scandalo-italiano-approda-al-parlamento-europeo.html

Invito tutti i cittadini che si trovino nelle medesima condizione di “truffati dallo Stato” ad iscriversi al Gruppo aperto di Facebook “Buoni Fruttiferi Postali_Truffati dallo Stato” per rimanere aggiornati sulla vicenda:
https://www.facebook.com/groups/478485232278070/

All’interno del Gruppo troverete:
-lo storico della vicenda
-tutti i documenti ufficiali
-le sentenze
-le interrogazioni parlamentari
-le testimonianze dei cittadini truffati

Questo il testo della richiesta di Interrogazione parlamentare:

Gent.mo Cittadino Portavoce del M5S,
Egregio Parlamentare, sono un cittadino italiano, abruzzese, elettore del M5S.
Con la presente Le chiedo di farsi portavoce delle istanze di migliaia di cittadini, che sono nella medesima mia condizione di “truffati dallo Stato per norma di legge”, presso il governo e le Istituzioni preposte, attraverso una Interrogazione Parlamentare.
L’Oggetto della interrogazione è il seguente: Risarcimento ai cittadini italiani possessori di Buoni Fruttiferi Postali declassati con decreto Legge.

Premesso che i Buoni Fruttiferi Postali (qui di seguito denominati B.F.P.) sono titoli emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti (l’Emittente) per propri fini istituzionali, garantiti dallo Stato Italiano e collocati in esclusiva da Poste Italiane. I relativi rendimenti (e le tabelle con il relativo calcolo) sono stabiliti dall’Emittente ed approvati dal Ministero del Tesoro (che e’ l’organo di governo e controllo in materia). I rendimenti e le tabelle con il relativo calcolo sono stampati a tergo, sul retro, di ogni singolo B.F.P. (in allegato scansione fronte-retro di un B.F.P.)
I fatti, elencati qui di seguito in forma condensata, sono questi:

• Nel periodo compreso tra gli anni ’80 e ’90 migliaia di cittadini italiani si rivolgono presso gli uffici postali presenti sul territorio per procedere all’acquisto di Buoni Fruttiferi Postali pluriennali come forma di investimento, per se o per i propri cari, per gli anni a venire. Molti di quei buoniappartengono alle serie “L” “M” “N” “O”.
• Anche mio padre, oggi 80enne, nel 1982 procede all’acquisto di 3 B.F.P., appartenenti alla serie “O”, del valore di 1 Milione di Lire cadauno, per un totale di 3 Milioni di Lire.
• Quei buoni fruttiferi postali, nei quali i cittadini avevano riposto gran parte dei loro progetti economici futuri, negli anni che vanno dal 2000 ai giorni nostri, arrivano al termine ultimo per la produttività di interessi, essendo trascorso i 20 e i 30 anni massimi di giacenza.
• Per tale ragione i sottoscrittori di quei B.F.P., che, corre l’obbligo di ricordarlo, rappresentano a tutti gli effetti un contratto sottoscritto tra le parti, si rivolgono presso gli uffici postali per incassare quanto dovuto.
A quel punto l’amara sorpresa!
• Il Ministro del Tesoro del Governo Amato con il decreto del 13 giugno 1986 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 148 del giugno 1986), detto decreto legge Gava-Goria, ha istituito una nuova serie di buoni con la lettera “Q” e ha stabilito che tutti i buoni postali fruttiferi delle serie precedenti (le suddette serie L, M, N, O) fossero convertiti in titoli della nuova serie Q. Questa nuova serie Q rappresenta un vero e proprio “declassamento” delle serie interessate, presentando Tassi di interesse notevolmente più bassi rispetto a quelli sottoscritti al momento dell’acquisto. Risultato perdita, anzi, sottrazione di utili per valori compresi tra il 20% e il 50%.
• Nodo fondamentale della vicenda è che di questo declassamento realizzato medianti decreto legge dallo Stato Italiano non venne fatta alcuna comunicazione individuale ai possessori dei B.F. In sostanza vennero cambiate le regole del gioco durante lo svolgimento della partita in senso unidirezionale ed impositivo.
• Nel 1997, una cittadina italiana, la Sig.ra Rosa Aliperti, come tanti altri italiani, recatasi, invece all’ufficio postale di Saviano per riscuotere quanto maturato fino a quel momento, aveva appreso che, in virtu’ del d.m. 13 giugno 1986 che disciplinava l’emissione di una nuova serie Q di B.P.F., erano stati approvati interessi notevolmente inferiori a quelli convenuti e stabiliti e riportati a tergo del B.F.P. in suo possesso.
• Pertanto, la Sig.ra Aliperti, nel 1999 intentò un procedimento civile nei confronti del Ministero del Tesoro, del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni e di Poste Italiane. per far valere le sue ragioni e i suoi diritti.
• Intanto, nel 1998 Poste Italiane viene privatizzata e diventa a tutti gli effetti una S.p.A.
• Nel 2002 Il Tribunale di Napoli, in questo procedimento sollevò la questione di legittimità costituzionale di quel decreto legge sulla base del decreto legislativo n.284 del 1999, che avevo previsto che un’eventuale variazione sfavorevole dei tassi di interesse andava comunicata direttamente a tutti i possessori di Buoni Postali cui sarebbe spettato il diritto di recesso,tutela non prevista nel 1986.
http://www.gazzettaufficiale.it/atto/corte_costituzionale/caricaArticoloDefault/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1999- 12-01&atto.codiceRedazionale=099C1157&atto.tipoProvvedimento=ORDINANZA%20(Atto%20di%20promovimento)
• Nel 2003, La Corte Costituzionale, con sentenza n. 333 del 2003, dichiarò inammissibile la questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Napoli, pur lasciando degli spiragli aperti, rimettendo una questione di metodo, procedurale, della contestazione e non tanto e non solo di merito.
http://www.giurcost.org/decisioni/2003/0333s-03.html
• Nel 2007, le Sezioni Riunite della Corte di Cassazione, in seguito a denuncia di altri cittadini, con sentenza n. 13979 del 2007, ha così stabilito:
“Nella disciplina dei buoni postali fruttiferi dettata dal testo unico approvato con il d.P.R. 29 marzo 1973, n. 156, il vincolo contrattuale tra emittente e sottoscrittore dei titoli si forma sulla base dei dati risultanti dal testo dei buoni di volta in volta sottoscritti; ne deriva che il contrasto tra le condizioni, in riferimento al saggio degli interessi, apposte sul titolo e quelle stabilite dal d.m. che ne disponeva l’emissione deve essere risolto dando la prevalenza alle prime, essendo contrario alla funzione stessa dei buoni postali – destinati ad essere emessi in serie, per rispondere a richieste di un numero indeterminato di sottoscrittori – che le condizioni alle quali l’amministrazione postale si obbliga possano essere, sin da principio, diverse da quelle espressamente rese note al risparmiatore all’atto della sottoscrizione del buono”. La Corte di Cassazione ha peraltro precisato che nella disciplina dei buoni postali fruttiferi, il rapporto tra Poste Italiane Spa e il sottoscrittore dei titoli si forma sulla base dei dati risultanti dal testo dei buoni di volta in volta acquistati. Quindi il contrasto tra le condizioni indicate sul titolo e quelle stabilite dal Decreto Ministeriale che ne disponeva l’emissione deve essere risolto dando la prevalenza alle prime, essendo contrario alla funzione stessa dei buoni postali e che le condizioni alle quali le Poste si obbligano possano essere, sin da principio, diverse da quelle espressamente rese note al risparmiatore all’atto della sottoscrizione.
http://www.adusbef.it/consultazione.asp?Id=8754&T=5
• Tale interpretazione è stata peraltro confermata anche dal’ Arbitrato Bancario Finanziario di Banca D’Italia.
http://www.arbitrobancariofinanziario.it/decisioni/categorie/Depositi%20a%20risparmio/Interessi/Dec-20120509-1465.pdf

Anche mio padre, a Novembre dello scorso anno (2012) a distanza di 30 anni, termine ultimo per la produttività degli stessi b.f.p., si rivolge alle poste per riscattare quanto dovuto, ma al posto dei 18.817,00 € ognuno, glie ne sono stati offerti 8.981,00 €, prendere o lasciare! Con una perdita complessiva pari a circa 30.000,00 €.
Questi i fatti fino ad oggi.

L’interrogazione parlamentare di cui Le chiedo di farsi portavoce mira ad avere oggi risposte a queste 3 semplici domande:

1. Sulla scorta della Sentenza n.13979 del 2007 delle Sezioni Riunite della Corte di Cassazione, ad oggi quanti cittadini che hanno esposto denuncia sono stati rimborsati di quanto realmente dovuto in base alle tabelle riportate a tergo dei B.F.P ?
2. Se si è proceduto al rimborso in che misura percentuale di quanto dovuto tale rimborso è stato effettuato?
3. In virtù della privatizzazione di Poste Italiane avvenuta nel 1998, chi è oggi il soggetto che eroga e restituisce il mal tolto ai possessori dei B.F.P. declassati con D.L. n. 148 del 1986?

Si senta libero di rielaborare ed integrare il testo come meglio crede ai fini della formulazione formale corretta della Interrogazione. Le chiedo soltanto di comunicarmene data ed ora di convocazione.

Ringrazio in anticipo per quanto vorrà fare per noi cittadini italiani che vediamo nel M5S l’unica reale possibilità di cambiamento e di far sentire la propria voce e la propria indignazione all’interno delle istituzioni.

Con stima immutata
Danilo Prosperi

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Architetto, 31 anni. Vivo e Lavoro a Montesilvano (PE). Blog più seguiti: www.beppegrillo.it www.antoniodipietro.it www.voglioscendere.it www.vastesi.com

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