#NoINVALSI. Anche a Vasto è riuscito il boicottaggio dell’Unione degli Studenti.


#NoINVALSI UdS Vasto4Anche a Vasto hanno suscitato polemiche le prove INVALSI, i test elaborati dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione per la seconda classe della scuola superiore, e numerosi sono stati i docenti e gli studenti che hanno protestato contro lo strumento ministeriale di valutazione della Scuola italiana.

In prima fila, ancora una volta, i ragazzi dell’Unione degli Studenti di Vasto che hanno rilanciato negli Istituti scolastici di Vasto e del Vastese il boicottaggio #NoINVALSI.
La “lotta” del sindacato studentesco ha registrato adesioni notevoli sia a livello nazionale che locale: tanti gli studenti che hanno marchiato i fogli con gli hashtag #NoInvalsi #ValutatiNonSchedati #UdSVasto piuttosto che compilare le schede come richiesto dal Ministero dell’ Istruzione.

Il coordinamento della sezione locale dell’UdS non le manda a dire: “Un boicottaggio contro un test a crocette che pretende di valutare il nostro sistema scolastico nazionale e catalogare studenti e scuole senza tener conto delle differenze sociali ed economiche delle famiglie e dei territori in cui vivono”.

“Una via sbrigativa per affrontare il tema del diritto allo studio e dell’emergenza educativa del nostro Paese, senza una reale strategia nelle politiche scolastiche e senza alcuna condivisione con gli attori chiave della Scuola: studenti, docenti e personale ATA” affermano nel comunicato stampa della sezione di Vasto i coordinatori Mario Testa, Lorenzo Antonellini e Lorenzo Scopa.

Una protesta che riflette anche sui costi dell’intera valutazione tramite test INVALSI, stimati dall’Unione degli Studenti in circa 14 milioni di euro all’anno: “preziose risorse sottratte all’edilizia scolastica, vera emergenza della Scuola italiana”.

Il tema dell’edilizia scolastica e della sicurezza nelle scuole è il punto centrale dell’impegno degli studenti vastesi dell’UdS.
Lo scorso 12 Marzo i ragazzi organizzarono le “Lezioni in Piazza”, perché ritenevano che, date le pessime condizioni raggiunte dai propri edifici scolastici e l’indifferenza apparente delle Dirigenze, fosse meglio far lezione per strada.
Con l’hashtag #MeglioFuoriCheDentro gli studenti vastesi denunciarono una “pericolosità notevole” nelle Scuole del territorio e inviarono una lettera aperta alle Istituzioni perché intervennissero urgentemente, allegando un dossier fotografico sulle problematiche edili delle proprie scuole.
Si appellarono sia al Presidente della Provincia di Chieti, Mario Pupillo, che al Sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, affinché si fossero fatti portavoce del serio problema.

#NoINVALSI UdS Vasto2
Non riceverono nessuna risposta ufficiale a quella iniziativa, ritenuta dai ragazzi del sindacato studentesco locale, “profetica” visti i crolli ed i numerosi danneggiamenti che si riscontrarono nelle scuole del Vastese durante le fortissime piogge della settimana successiva alla manifestazione.

“Non abbiamo ricevuto risposta da parte delle Istituzioni ma abbiamo suscitato un movimento di docenti e studenti nelle nostre scuole impegnato a riflettere sul tema della qualità della vita scolastica e del diritto allo studio” che sottolineano come “il grande risultato raggiunto da questo embrione di “Coalizione Sociale” locale che non verrà intimorito dalle sanzioni e dalle minacce che sono state rivolte agli studenti di alcune scuole da parte di alcuni docenti e dirigenti a seguito del boicottaggio dei test di valutazione”.

#NoINVALSI UdS Vasto3Ed è proprio sulle sanzioni disciplinari che hanno subito alcuni degli studenti coinvolti dal boicottaggio che si soffermano in chiusura del comunicato stampa sulla loro inziativa: “A tal proposito ricordiamo che le prove INVALSI restano un test anonimo, facoltativo e non valutabile come previsto dalla legge DLGS n.196/2003 e dallo Statuto delle studentesse e degli studenti DPR n.249/1998.”

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