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	<title>Vastesi.com &#187; Il solco delle idee</title>
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		<title>Ventricina e fonti energetiche</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 14:52:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[Il solco delle idee]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Francescopaolo D'Adamo]]></category>
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		<category><![CDATA[ventricina]]></category>

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		<description><![CDATA[di Francescopaolo D&#8217;Adamo.
Il Vastese, patria della Ventricina, uno dei migliori salami d’Italia (e qui la battuta sarebbe facile) potrebbe esportare meglio nel mondo la sua immagine, approfittando del prelibato salume ma non solo dal punto di vista gastronomico.
Mi spiego. Fermo restando che la produzione “casereccia” rimane e rimarrà la migliore, bisognerebbe produrre in maniera industriale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><strong>di Francescopaolo D&#8217;Adamo.</strong></small></p>
<p>Il Vastese, patria della Ventricina, uno dei migliori salami d’Italia (e qui la battuta sarebbe facile) potrebbe esportare meglio nel mondo la sua immagine, approfittando del prelibato salume ma non solo dal punto di vista gastronomico.</p>
<p>Mi spiego. Fermo restando che la produzione “casereccia” rimane e rimarrà la migliore, bisognerebbe produrre in maniera industriale il famoso salume che tanti riconoscimenti riscuote. Una volta impiantati allevamenti di ampie dimensioni, come per esempio quelli in Emilia Romagna, dal momento che come si usa dire, del maiale non si butta via niente, si potrebbe utilizzare anche l’unico prodotto  che di questo animale si scarta. Non sto qui a specificare cosa.</p>
<p>Tempo addietro ho parlato dell’utilizzo, quale fonte di energia, del prodotto dei nostri water e delle deiezioni canine. Il lettore attento ricorderà il progetto messo a punto in Inghilterra, per produrre energia sufficiente per alimentare interi quartieri cittadini; mentre in altre parti del mondo si sono, fino ad ora, limitati a produrre energia per i lampioni dei parchi pubblici, grazie a coloro che raccolgono e gettano in appositi contenitori le deiezioni dei propri amici a quattro zampe (non come dalle nostre parti dove tanta “energia” è sparsa sui marciapiedi e nelle aiuole).</p>
<p>La proposta è: &#8220;perché non utilizzare lo ‘scarto’ dei maiali per produrre energia?&#8221;</p>
<p>Aggiungerei inoltre un ulteriore utilizzo di questo animale: il riciclo dei rifiuti organici. </p>
<p>Si sa che come &#8220;Ciacco&#8221; nella Divina Commedia, il maiale mangia di tutto. Nel Settecento (anche a Vasto) quando volevano far sparire le tracce di una persona, davano questa in pasto ai “suini”. Anche i vecchi contadini davano i loro rifiuti al maiale ( naturalmente quelli che si potevano permettere il lusso di produrre rifiuti). Perché, quindi, non dare in pasto a questi animali &#8220;l’umido&#8221; prodotto nelle nostre case? Sai quanto risparmio e che “liberazione” per le discariche.</p>
<p>Molte volte (a sentir dire) questo &#8220;umido&#8221; è scarto di prodotti alimentari di ottima qualità, tanto che è nata la filosofia &#8220;Freegan&#8221; (filosofia di gente che per scelta si nutre di cibo buttato nei cassonetti).</p>
<p>Finalmente assumerebbe significato positivo il detto che dice &#8220;dare le perle ai porci&#8221;.</p>
<p>PS: L’Europa continentale, Italia compresa, nel suo insieme butta via ogni anno 200 milioni di tonnellate di alimenti «Un terzo dei gas serra viene dalla produzione agricola: con meno sperpero, emissioni giù del 10%».</p>
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		<title>Fotovoltaico e camposanto.</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 10:35:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Il solco delle idee]]></category>
		<category><![CDATA[Francescopaolo D'Adamo]]></category>

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		<description><![CDATA[di Francescopaolo D&#8217;Adamo.
E se si istallasse una serie di pannelli solari sulle coperture delle tombe nel cimitero e si illuminassero così le lampade votive? Visto il risparmio che questa operazione garantirebbe, si potrebbe addirittura eliminare una odiosa &#8220;tassa sul defunto&#8221;; quella cioè che vede l’obbligo, da parte di chi ha rispetto per i cari trapassati, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><strong>di Francescopaolo D&#8217;Adamo.</strong></small></p>
<p>E se si istallasse una serie di pannelli solari sulle coperture delle tombe nel cimitero e si illuminassero così le lampade votive? Visto il risparmio che questa operazione garantirebbe, si potrebbe addirittura eliminare una odiosa &#8220;tassa sul defunto&#8221;; quella cioè che vede l’obbligo, da parte di chi ha rispetto per i cari trapassati, di pagare una “certa” somma per tenere acceso un lumino davanti alla foto di costoro. Mi si dirà: &#8220;si paga il consumo dell’elettricità&#8221;. Bene! Ma chi valuta questo consumo, mi può spiegare come è possibile che quella minuscola lampadina consumi così tanto? Tanto varrebbe tornare a “ cannele e cannelotte &#8216;e zi&#8217; Vicenza” narrate da Totò.</p>
<p>Si badi bene, non voglio sapere dove finiscono gli eventuali introiti né come la parte destinata alla municipalità viene utilizzata. E’ solo un pensiero.</p>
<p>Alcuni anni addietro, arrivò in giunta la proposta di realizzare, nei pressi del cimitero un impianto fotovoltaico. Progetto che in questi giorni sta venendo alla &#8220;luce&#8221;. Proposi già da allora di &#8220;pretendere&#8221; una piccola quota dell’energia prodotta, da destinare per i consumi del camposanto. Mi rispose qualcuno: &#8220;le tasse non si tolgono mai&#8221;. Questo qualcuno dirà che sto inventando questa risposta o, al limite, che non ricorda. L’idea comunque rimase lì, su quel tavolo.</p>
<p>La rilancio ora, alla vigilia delle commemorazioni per i defunti, con qualche giorno in anticipo riguardo a quanto si dirà in merito alle cose fatte ed ancora da fare per il cimitero esistente (lamentele, giustificazioni e vanterie) e sui pensieri relativi a quello nuovo ancora da concretizzare.</p>
<p>P.S. Non ho proposto di utilizzare l’energia dalla quale scaturiscono i fuochi fatui. Sono sicuro però che qualcuno ci stia già pensando. Della serie… &#8220;non si butta niente&#8221;.</p>
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		<title>La location per il concerto? Il Carlo Della Penna</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 14:33:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[Il solco delle idee]]></category>
		<category><![CDATA[aggregazione giovanile]]></category>

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		<description><![CDATA[di Francescopaolo D&#8217;Adamo
La proposta di Antonino Spinnato che vuole organizzare un concerto con tutte le band “vastarole” non solo mi vede concorde ma addirittura mi stuzzica.
L’ormai ex Asilo Carlo Della Penna, già abbandonato da anni, con la sua stupenda pineta di pertinenza, potrebbe essere la “location” ideale per questo evento. Con l’occasione si potrebbe lanciare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small>di Francescopaolo D&#8217;Adamo</small></p>
<p>La proposta di Antonino Spinnato che vuole organizzare un concerto con tutte le band “vastarole” non solo mi vede concorde ma addirittura mi stuzzica.</p>
<p>L’ormai ex Asilo Carlo Della Penna, già abbandonato da anni, con la sua stupenda pineta di pertinenza, potrebbe essere la “location” ideale per questo evento. Con l’occasione si potrebbe lanciare l’idea di utilizzare quella struttura come centro di aggregazione giovanile.</p>
<p>Questo luogo, asilo d’infanzia dismesso, perché un tempo definito da un importante politico locale “eccellente campus universitario”, versa nel più totale abbandono e per certi versi somiglia al castello della bella addormentata, così com’è coperto da erbacce, arbusti e frutici di ogni tipo. Peccato che nelle favole il tempo non deteriori le cose mentre nella realtà questo avviene e anche velocemente. Ancora più velocemente avviene con “l’aiutino” dell’uomo. Magari una volta ridotto ad un ammasso di macerie, qualche “furbetto del quartierino” consiglierà l’amministrazione di turno ad inserire questo immobile, assieme a tutte le pertinenze (pineta, giardini, residenza dei custodi ecc.), nell’elenco delle proprietà comunali da dismettere. Magari questo “consiglio” è già stato dato. Oppure, venuta meno la clausola della donazione da parte di Carlo Della Penna, ai “bambini” di Vasto, gli eredi potranno tornare il possesso di quella proprietà e così  gli stessi “furbetti” …</p>
<p>Insomma i giovani, che in questi giorni stanno facendo sentire la propria voce, all’unisono e fuori da tutte le etichette politiche, quegli stessi giovani, figli di coloro che quell’asilo hanno frequentato, potrebbero farsi avanti e richiedere quello spazio che  non è proprietà privata ma proprietà “pubblica”.</p>
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		<title>Dove “rallentava&#8221; il treno</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 10:53:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[Il solco delle idee]]></category>
		<category><![CDATA[ex tracciato ferroviario]]></category>
		<category><![CDATA[gallerie ferroviarie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho ricevuto in questo momento l’invito a partecipare ad un convegno dal poetico ed accattivante titolo &#8220;Dove correva il treno&#8221;. Vorrei anticipare un mio pensiero.
Secondo me, eliminare così velocemente, la &#8220;Strada ferrata&#8221; è stato un errore, perché è stato eliminato uno dei tratti ferroviari più belli d’Europa, che poteva rimanere in uso per fini turistici, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho ricevuto in questo momento l’invito a partecipare ad un convegno dal poetico ed accattivante titolo &#8220;Dove correva il treno&#8221;. Vorrei anticipare un mio pensiero.</p>
<p>Secondo me, eliminare così velocemente, la &#8220;Strada ferrata&#8221; è stato un errore, perché è stato eliminato uno dei tratti ferroviari più belli d’Europa, che poteva rimanere in uso per fini turistici, attraverso un impiego compatibile con l’ambiente.</p>
<p>Mi hanno a suo tempo spiegato che è una procedura comune, eliminare prontamente i binari dalle linee ferroviarie dimesse. Non ne sono convinto, poiché, viaggiando, spesso mi trovo ad attraversare binari di linee da tempo in disuso (non è una metafora sulla politica).</p>
<p>Già a suo tempo ho proposto idee inerenti piccoli tratti costieri o sull’utilizzo delle vecchie stazioni. Ora mi piacerebbe proporre il recupero delle gallerie per farne uso come spazi  a valenza culturale. Penso che almeno le gallerie sul territorio di Vasto siano compatibili con questa proposta.</p>
<p>L’Assessorato alla Cultura, in questi giorni, sta valutando il suggerimento dell’Associazione italiana per la Creatività, inerente una “festa” su questa materia, la creatività appunto.</p>
<p>Perché non utilizzare le gallerie per questo scopo? Quale luogo potrebbe ispirare di più l’immaginazione, la fantasia, l’inventiva? Io credo, è banale sottolinearlo, che la cultura debba rimanere necessariamente legata al passato ma non è “solo” il passato.</p>
<p>La pianta di alloro rappresentato sulla parte lapidea del monumento a Rossetti, rappresenta la pianta della Cultura (nello specifico la poesia), che cresce e produce i suoi frutti. In questo caso Gabriele Rossetti e la sua stirpe.  Questa pianta però va curata, alimentata, amata, così che cresca e produca ancora.</p>
<p>Le gallerie in disuso, romantiche, magiche, affascinanti, pur nella loro indigenza potrebbero essere uno dei tanti stimoli che il territorio ci offre, un esperimento che vale la pena di tentare.</p>
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		<title>Ho fatto 3 al superenalotto</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 17:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[Il solco delle idee]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo]]></category>
		<category><![CDATA[superenalotto]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo da Francescopaolo D&#8217;Adamo:
Se avessi vinto i centomilioni del SuperEnalotto, avrei innanzi tutto fatto ricollocare la ruota panoramica a piazza Marconi, come negli anni sessanta, una specie di London eye, per far vedere come è bella Vasto. Avrei fatto anche realizzare una piazza sopraelevata in quel posto e ristrutturare il mercato di Santa Chiara. Se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo da Francescopaolo D&#8217;Adamo:</p>
<p>Se avessi vinto i centomilioni del SuperEnalotto, avrei innanzi tutto fatto ricollocare la ruota panoramica a piazza Marconi, come negli anni sessanta, una specie di London eye, per far vedere come è bella Vasto. Avrei fatto anche realizzare una piazza sopraelevata in quel posto e ristrutturare il mercato di Santa Chiara. Se avessi vinto i cento milioni, avrei finalmente fatto completare il restauro di Palazzo d’Avalos, avrei fatto restaurare e recuperare Palazzo Genova Rulli e le ville d’Avalos. Quella di Punta Penna, che avrei trasformato in un campus universitario (di questi tempi) quelle di via Pescara e di via Santa Lucia ma soprattutto quella di via frutteto eccezionale luogo di cultura in quella zona della Città forse trattata con distrazione. Se avessi vinto, avrei potuto comprare le aree di risulta della ferrovia per lasciarle incolte e selvagge, avrei fatto sistemare invece con molta cura i giardini pubblici. Avrei addirittura potuto comprare i terreni destinati al centro oli a Ortona, per poi decidere cosa farne, avrei potuto comprare dei terreni da dare in comodato a chi ama l’agricoltura, quella vera, quella del sudore. Avrei ampliato il parco di aqualand aggiungendo giostre per utilizzarlo anche nella stagione invernale. Avrei riqualificato il cimitero ed ampliato lo stesso. Avrei restaurato il palazzo sede del Municipio.<br />
…Avrei, avrei … ma ho fatto solo tre, mi sono comprato un grande gelato e … ho continuato a sognare.</p>
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		<title>Una Scuola in Memoria di Sandro Smerilli</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 21:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide1971</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[Il solco delle idee]]></category>
		<category><![CDATA[sandro smerilli]]></category>

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		<description><![CDATA[Una scuola in memoria di Sandro Smerilli in quello stesso luogo dove perse la vita, tornerebbe a nascere in forma tangibile ed indelebile, nel ricordo collettivo di una persona.
Articolo tratto dal Giornale di G.La Rana.
In Via Luigi Cardone il 9 aprile 2007 perse la vita Sandro Smerilli. Gli amici e i famigliari di Sandro,in occasione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una scuola in memoria di Sandro Smerilli in quello stesso luogo dove perse la vita, tornerebbe a nascere in forma tangibile ed indelebile, nel ricordo collettivo di una persona.<br />
Articolo tratto dal Giornale di G.La Rana.<br />
In Via Luigi Cardone il 9 aprile 2007 perse la vita Sandro Smerilli. Gli amici e i famigliari di Sandro,in occasione del suo compleanno lo hanno voluto ricordare con uno striscione posto a S.Antonio Abate ,nel luogo dove avvenne il tragico incidente. Lo striscione e&#8217; stato collocato, probabilmente solo per caso ,su un muro che circonda una  scuola in via di realizzazione .Una scuola che sara&#8217; frequentata da tanti bambini;gli stessi che Sandro trasportava a scuola,quotidianamente,con lo scuolabus della Sat,societa&#8217; per la quale lavorava in qualita&#8217; di autista.Insomma,nel posto dove perse la Vita Sandro Smerilli sorgera&#8217; una Scuola.Non sappiamo se e&#8217; gia&#8217; stata decisa l&#8217;intitolazione di questa nuova opera pubblica;sarebbe,pero&#8217; molto bello se la si intitolasse alla memoria di Sandro Smerilli ,perche&#8217; in quello stesso luogo dove perse la vita,tornerebbe a nascere,in forma tangibile ed indelebile,nel ricordo collettivo della sua persona.Dalle pagine del giornale(Il Grillo) intendiamo lanciare questa proposta,condivisa anche da alcuni lettori che ci hanno telefonato in redazione.Chiunque volesse sostenere l&#8217;iniziativa di intitolare la nuova scuola di S.Antonio Abate alla memoria di Sandro Smerilli,potra&#8217; manifestare la propria adesione inviando una mail alla redazione del Periodico il Grillo o una comunicazione alla nostra redazione .Gli interessati dovranno precisare le proprie generalita&#8217; ed indicare gli estremi di un documento di riconoscimento.Tutte le adesione saranno consegnate al Sindaco di Vasto . P.S. Partecipate numerosi .Grazie anche da Davide1971</p>
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		<title>Un&#8217;alternativa al Centro Oli c&#8217;è</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2008/05/27/lalternativa-al-centro-oli/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 May 2008 14:15:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Spanish</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Il solco delle idee]]></category>
		<category><![CDATA[centro oli ortona]]></category>
		<category><![CDATA[città agroalimentaria]]></category>
		<category><![CDATA[ciudad agroalimentaria]]></category>
		<category><![CDATA[Tudela]]></category>

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		<description><![CDATA[Il dibattito sul Centro Oli che si vorrebbe costruire a Ortona è sempre più acceso. Giorno dopo giorno, cresce la protesta di coloro che credono che il Centro Oli darà il colpo di grazia all&#8217;economia della regione, soprattutto alla parte meridionale. Mi sembra che sia stato ampliamente dimostrato quali saranno i danni che questa industria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il dibattito sul Centro Oli che si vorrebbe costruire a Ortona è sempre più <a target="_blank" href="http://www.vastesi.com/blog/2008/05/25/centro-oli-sale-lattenzione-della-stampa-nazionale/">acceso</a>. Giorno dopo giorno, cresce la protesta di coloro che credono che il Centro Oli darà il colpo di grazia all&#8217;economia della regione, soprattutto alla parte meridionale. Mi sembra che sia stato ampliamente dimostrato quali saranno i danni che questa industria farà e i dubbi sul ritorno economico che ne avranno i cittadini sono sicuramente fondati.</p>
<p>Non ritorno sulle ragioni del &#8216;<a target="_blank" href="http://www.vastesi.com/blog/2008/05/16/centro-oli-il-ritorno-di-attila/">no</a>&#8216; e aspetto ancora di conoscere le ragioni del &#8217;si&#8217;, visto che finora l&#8217;unica cosa chiara è che il Centro Oli è un buon affare per l&#8217;impresa che lo costruirà e dirigerà. </p>
<p>Da anni, l&#8217;Abruzzo non ha politici capaci e preparati. Negli ultimi dieci anni, siamo passati da una sorta di politica del &#8216;vivere alla giornata&#8217; aspettando i contributi statali ed europei (peraltro, mal spesi&#8230;), ad una politica assurda e denigrante per la nostra regione e per noi. Il modello proposto sta trasformando la &#8216;regione verde&#8217; in &#8216;regione grigia&#8217; o addirittura nera. Si sta cercando di fare cassa ospitando l&#8217;industria più inquinante e più dannosa per l&#8217;ambiente, mettendo a rischio agricoltura e turismo. </p>
<p>Forse, qualche anno fa, avrebbero potuto accusare gli abruzzesi di meritare queste politiche e di non avere a cuore il futuro della loro regione. Oggi, non è più possibile. Oggi, si alza un coro di &#8220;no&#8221;, fermo e deciso, a questi progetti scellerati.</p>
<p>Troppo spesso, a volte anche in malo modo, si accusa le tante associazioni, i tanti comitati, i tanti movimenti e i tanti cittadini contrari al Centro Oli, e più in generale al progetto di sviluppo che si sta disegnando per la nostra regione, di appartenere al &#8220;partito del no&#8221; e di non saper fornire un&#8217;alternativa al modello inquinante che ci propongono.</p>
<p>Mi permetto qui di lanciare una proposta, un&#8217;alternativa &#8216;verde&#8217; al Centro Oli: una &#8216;Città Agroalimentare&#8217;. Un complesso industriale che riunisca le imprese della zona che operano nel settore agroalimentare con lo scopo di sfruttare al massimo le sinergie, le economie di scala e l&#8217;energia. Guadagnando di più, spendendo meno e (udite, udite!) inquinando meno. </p>
<p>A parte i guadagni del settore, ci sarebbero anche i guadagni del turismo enogastronomico&#8230;</p>
<p>Chiarisco che l&#8217;idea non è mia: l&#8217;ho copiata, spudoratamente, dal progetto della <a target="_blank" href="http://www.ciudadagroalimentaria.es/general.php?idi=cas&#038;sec=30">Ciudad Agroalimentaria de Navarra</a>. Non sono un economista e il caso va studiato. Bisogna vedere se funzionerebbe, se ci sono le premesse, i finanziamenti, etc. Però io lancio l&#8217;idea, sperando che i nostri amministratori siano all&#8217;altezza della situazione.  </p>
<p>Saludos!</p>
<p>PS: oh, io vi posso pure accompagna&#8217; a <a target="_blank" href="http://www.tudela.es/cas/index.asp">Tudela</a>: andiamo e vediamo, poi voi tornate e copiate.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vasto attraverso una Super 8</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2008/05/09/vasto-attraverso-una-super-8/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 May 2008 15:00:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo il gran successo dell&#8217;iniziativa &#8216;La Fotostoria di Vasto&#8216;, ci riprovo con un&#8217;idea complementare. Si tratterebbe di raccogliere i film girati con una Super 8 dai nostri concittadini nel corso degli anni. Lo scopo, come sempre, è testimoniare la storia della nostra città. 
Le foto e i filmini, più qualche manifesto, qualche libro e giornale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il gran successo dell&#8217;iniziativa &#8216;<a target="_blank" href="http://www.vastesi.com/blog/2007/08/24/la-fotostoria-di-vasto/">La Fotostoria di Vasto</a>&#8216;, ci riprovo con un&#8217;idea complementare. Si tratterebbe di raccogliere i film girati con una Super 8 dai nostri concittadini nel corso degli anni. Lo scopo, come sempre, è testimoniare la storia della nostra città. </p>
<p>Le foto e i filmini, più qualche manifesto, qualche libro e giornale, basterebbero per montare una nuova area nel museo della città dedicata al &#8216;900!! Dai, non mi dite che sono l&#8217;unico entusiasta!</p>
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		<title>Censimento delle spiagge vastesi</title>
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		<pubDate>Fri, 09 May 2008 14:12:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Spanish</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La settimana scorsa mi sono preso una piccola vacanza e sono andato al sud: bel mare, buon cibo e ottimi amici. 
La mattina, dopo colazione, aprivamo una mappa del ufficio turistico e decidevamo quale spiaggia visitare. Era una mappa molto semplice e intuitiva dove c&#8217;erano segnate solo le spiagge e per ognuna c&#8217;era una foto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La settimana scorsa mi sono preso una piccola vacanza e sono andato al sud: bel mare, buon cibo e ottimi amici. </p>
<p>La mattina, dopo colazione, aprivamo una mappa del ufficio turistico e decidevamo quale spiaggia visitare. Era una mappa molto semplice e intuitiva dove c&#8217;erano segnate solo le spiagge e per ognuna c&#8217;era una foto e una piccola spiegazione&#8230;vogliamo farlo per Vasto?</p>
<p>Propongo di partire da <em>vastesi.com </em>per fare un censimento popolare delle spiagge vastesi. L&#8217;idea è scattare qualche foto, spiegare come ci si arriva e dare qualche dato: nome, servizi disponibili, accessibilità, etc.</p>
<p>Poi magari riusciamo anche a fare una piccola mappa. Ci state? </p>
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		<title>Gruppi di consumo</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 10:07:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vasto è una realtà perfetta per organizzare dei gruppi di consumo, magari di quartiere: è una cittadina media con un&#8217;agricoltura abbastanza diffusa. Lo scopo è piuttosto semplice: spendere meno e favorire la produzione locale.
In pratica si tratta di superare la distribuzione organizzando la vendita diretta di alimenti. Il prezzo di un prodotto cresce moltissimo (troppo) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vasto è una realtà perfetta per organizzare dei gruppi di consumo, magari di quartiere: è una cittadina media con un&#8217;agricoltura abbastanza diffusa. Lo scopo è piuttosto semplice: spendere meno e favorire la produzione locale.</p>
<p>In pratica si tratta di superare la distribuzione organizzando la vendita diretta di alimenti. Il prezzo di un prodotto cresce moltissimo (troppo) nel tragitto produttore-consumatore perchè passa per il distributore e per il venditore. Saltiamo questi due ultimi passaggi con il gruppo di consumo: spenderemo meno e aiuteremo i produttori vastesi.</p>
<p>Dal punto di vista organizzativo, non è tanto difficile: ci vuole un locale, un gruppo di consumatori e un gruppo di produttori. Il resto va da sé&#8230;Certo, nel mondo burocratizzato in cui viviamo ci vorrà qualche permesso, magari superabile con qualche escamotage legale&#8230;non so, ma sicuramente non sarà cosí difficile.</p>
<p>È una buona occasione per dimostrare che i cittadini sanno organizzarsi e che non aspettano sempre che siano gli amministratori a toglierli le castagne dal fuoco, ma anche per risparmiare e prendersi una piccola rinvicita sui grandi distributori. Pensare di avere conseguenze sui prezzi è esagerato, ma magari un giorno&#8230;</p>
<p>Saludos! </p>
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