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	<title>Vastesi.com &#187; Memorie Vastesi</title>
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		<title>Personale di pittura di Paola Bolognese-18/24 Luglio-Sala Mattioli</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 10:20:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilo prosperi</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Memorie Vastesi]]></category>
		<category><![CDATA[Opinione]]></category>

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		<description><![CDATA[Si inaugura questa sera (18 Luglio) a Vasto, presso la Sala Mattioli in Piazza Rossetti, la personale di pittura di Paola Bolognese, pittrice acquerellista vastese. La mostra rimmarrà aperta tutta la settimana fino a Domenica prossima 24 Luglio e seguirà i seguenti orari di apertura serali: dalle 18:30 fino alla Mezzanotte inoltrata.
Ormai diventato appuntamento estivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si inaugura questa sera (18 Luglio) a Vasto, presso la<strong> Sala Mattioli</strong> in Piazza Rossetti, la personale di pittura di <strong>Paola Bolognese</strong>, pittrice acquerellista vastese. La mostra rimmarrà aperta tutta la settimana fino a Domenica prossima 24 Luglio e seguirà i seguenti orari di apertura serali: dalle 18:30 fino alla Mezzanotte inoltrata.</p>
<p>Ormai diventato appuntamento estivo che si protrae da molti anni, anche in questa edizione del 2011 l&#8217;artista concentra la sua attenzione sui paesaggi marini della &#8220;Costa dei trabocchi&#8221;, temi questi che ben si prestano ad essere interpretati con la tecnica raffinatissima dell&#8217; acquerello.</p>
<p>Ogni anno l&#8217;affluenza è davvero molto numerosa e moltissimi, turisti e non, scelgono le opere della pittrice come <em>&#8220;souvenir artistico&#8221;</em> o come <em>&#8220;memoria poetica&#8221;</em> dei loro soggiorni nei nostri splendidi lidi e nella nostra accogliente città.</p>
<p>Due anni fa Paola Bolognese ha avuto l&#8217;onore di avere tra gli ospiti della sua Personale anche il critico d&#8217;arte <strong>Vittorio Sgarbi</strong> (si vedano le immagini allegate) che Le ha riservato gentili complimenti e sentiti apprezzamenti.</p>
<p>Qui di seguito l&#8217;estratto della brochure disponibile presso la Mostra:</p>
<p><em>&#8220;Diplomata all’Istituto Statale di Vasto, <strong>Paola Bolognese</strong> ha partecipato con successo a varie importanti rassegne nazionali di pittura.<br />
Ha inoltre allestito diverse personali in Abruzzo e altre regioni.<br />
Le sue opere fanno parte di collezioni private in  Italia ed estere.<br />
     Negli ultimi anni di carriera, <strong>Paola Bolognese</strong> ha vissuto una lunga crescita artistica, frutto di una profonda maturazione delle tecniche pittoriche e di quella dell’ acqurello in particolare.<br />
     In questa ricerca, che ha condotto l’artista a definire la sua predilezione nei confronti dell’acquerello, <strong>Paola Bolognese</strong> indirizza la sua attenzione nei riguardi di aspetti sempre nuovi di Vasto.<br />
     Nelle sue mani ed attraverso il delicato tocco del pennello, l’oggetto ritratto, gli scorci caratteristici, un trabocco e i diversi paesaggi di questa meravigliosa città diventano “Natura spiritualizzata” celebrata con quella sacralità di sentimento che rende unico lo stile di <strong>Paola Bolognese</strong>.<br />
Le sue opere in questo senso rivelano una acuta sensibilità nei confronti del Bello che trova la sua massima realizzazione ed il naturale sfogo dei colori nella luce e nelle ombre, così poeticamente evocati.<br />
Non importa quale sia il soggetto, il Bello è ovunque: il riflesso di una barca, un cielo minacioso, un viso illuminato, tutto nelle sue mani assurge a dignità poetica, perchè di poesia si tratta!</p>
<p>     L’arte di  <strong>Paola Bolognese</strong> precede ed anticipa la comune immaginazione e, nello stesso tempo, la completa, giungendo la dove questa non puo arrivare.&#8221;  </em></p>
<p>Risiede ed opera a Vasto<br />
Studio &#8211; Via Palermo , 18<br />
cell.   (+39) 328 89 48 702<br />
<img src="http://www.archimetria.it/temporanei/LOCANDINA.jpg" /><br />
<img src="http://www.archimetria.it/temporanei/BROCHURE_RETRO.jpg" alt="Brochure di Paola Bolognese" /><br />
<img src="http://www.archimetria.it/temporanei/Bolognese-Sgarbi1.jpg" alt="Vittorio Sgarbi ospite della personale 2009 di Paola Bolognese" /><br />
<img src="http://www.archimetria.it/temporanei/Bolognese-Sgarbi2.jpg" alt="Vittorio Sgrabi autografa un opera della pittrice Paola Bolognese" /><br />
<img src="http://www.archimetria.it/temporanei/autografo Sgarbi.jpg" alt="L'autografo di Vittorio Sgarbi" /></p>
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		<title>L&#8217;antica Histonium</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 09:26:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Memorie Vastesi]]></category>
		<category><![CDATA[adriano bologna]]></category>
		<category><![CDATA[histonium]]></category>

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		<description><![CDATA[di Adriano Bologna.
Vasto è l&#8217;antica città frentana &#8216;Histonium&#8217; la cui fondazione si fa risalire all&#8217;esule Diomede, condottiero dei Traci, dopo la guerra di Troia.
L&#8217;industria ed il commercio della lana, fiorente in Histonium, indusse la colonia greca a stabilirsi in questa località. In seguito l&#8217;influsso di Roma ebbe determinanti orientamenti perché riuscì a diffondere in Abruzzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><strong>di Adriano Bologna.</strong></small></p>
<p>Vasto è l&#8217;antica città frentana &#8216;Histonium&#8217; la cui fondazione si fa risalire all&#8217;esule Diomede, condottiero dei Traci, dopo la guerra di Troia.</p>
<p>L&#8217;industria ed il commercio della lana, fiorente in Histonium, indusse la colonia greca a stabilirsi in questa località. In seguito l&#8217;influsso di Roma ebbe determinanti orientamenti perché riuscì a diffondere in Abruzzo la sua civiltà, le arti, riuscendo a tramandare, attraverso i secoli, l&#8217;opulenza e la maestosità di edifici che ancora oggi destano l&#8217;ammirazione delle genti, nonostante gli sconvolgimenti naturali e le ire dei numerosi eserciti delle invasioni barbariche.</p>
<p>L&#8217;Abruzzo era ben noto ai romani, non solo perché vi confinava, ma anche perché durante l&#8217;epoca gloriosa, era attraversato dalle vie Salaria, Coecilia, Claudia Nova, Valeria, Traiano-Frentana, che favoriscono il fiorire di un&#8217;arte di carattere locale, il cui influsso, però, è rimasto sempre ancorato agli schemi architettonici romani.</p>
<p>Fiera delle sue istituzioni e della libertà, Histonium oppose energica resistenza nell&#8217;epoca in cui la potenza romana iniziò la sua espansione e l&#8217;affermazione del potere anche in Abruzzo, ma nel 305 a.C. Histonium cadde insieme alla Frentania che fece così parte delle popolazioni soggette a Roma, combattendo valorosamente contro gli Epiroti, sotto le insegne romane.</p>
<p>Nel 91 a.C., Histonium prese parte alla Lega della Confederazione dei Popoli Italici contro Roma, fino ad ottenere la cittadinanza ed il titolo di &#8220;fiorente Municipio&#8221;. La città conserva importanti resti di edifici romani (Terme, Teatro, ville, tombe funerarie, pavimenti musivi).</p>
<p>Sontuosi templi sono nella tradizione storica di cui si ha notizia attraverso lapidi ed iscrizioni. Il municipio romano di Histonium aveva il Foro ed il &#8220;Campidoglio&#8221; fatto restaurare dall&#8217;Imperatore Fabio Massimo; l&#8217;acquedotto romano che risale ai Pelasgi; due tavole osche incise; bronzi e terrecotte.</p>
<p>Testimonianze di avanzi dei passati splendori affiorano ovunque e richiamano l&#8217;attenzione e l&#8217;interesse dei cultori ed appassionati archeologi. Sollecitando l&#8217;amore all&#8217;indagine, quanto mai affascinante, sulle popolazioni che precedettero questa civiltà, che sono state artefici di opere che ancora oggi sfidano le inventive e le tecniche dell&#8217;uomo.</p>
<p>Da Silla, nella lotta contro Mario, la città subì enormi ed irreparabili danni, fino a che non venne ricostruita e, nel 117, compresa nella Provincia del Sannio. Gli anni futuri determinarono la progressiva decadenza della Città, perché, dopo la caduta dell&#8217;Impero, toccò all&#8217;Abruzzo la sorte delle altre regioni d&#8217;Italia. Gli opulenti municipi romani furono invasi dalle orde barbariche, subendone l&#8217;oppressione vandalica e rappresentando il teatro di sanguinose lotte, che si protrassero durante il periodo feudale.</p>
<p>Nell&#8217;etimologia la parola Histonium deriva da quella greca &#8220;Histonia&#8221; che significa telaiolo, giacché la località divenne potente colonia dei Siracusani, dei Sanniti e poi dei Romani. Vasto derivò dal vocabolo Guast&#8217; che in antica lingua tedesca significa residenza ossia palazzo o località dove siedeva l&#8217;amministratore della giustizia (il Giustiziere), ovvero sede del Gastaldo.600 anni a.C.Fu capitale della repubblica osca,che aveva i suoi confini a nord in ortonum ad ovest in anxanum a sud in boianum ancor prima che Roma si formasse ebbe retta da due censori la prima forma di repubblica della penisola italica.</p>
<p><small><em>(da &#8216;Cenni storici sulla mia terra&#8217;,di Bologna Adriano)</em></small></p>
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		<title>Caduti durante la II Guerra Mondiale, ecco i luoghi di sepoltura di tanti &#8217;scomparsi&#8217;</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2010/10/26/caduti-durante-la-ii-guerra-mondiale-ecco-i-luoghi-di-sepoltura-di-tanti-scomparsi/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 07:55:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[Memorie Vastesi]]></category>
		<category><![CDATA[antonino dolce]]></category>
		<category><![CDATA[II Guerra Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[scomparsi]]></category>

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		<description><![CDATA[di Antonino Dolce
Una ricerca durata più di 10 anni e che tuttora va avanti. È quella di Roberto Zamboni, blogger veronese che, partendo dalla tragedia di un suo congiunto e dei suoi compagni di sventura &#8220;deportati, vessati e uccisi nei campi di concentramento nazisti&#8221;, ha iniziato a raccogliere e catalogare i dati di chi fu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><small>di Antonino Dolce</small></strong></p>
<p>Una ricerca durata più di 10 anni e che tuttora va avanti. È quella di Roberto Zamboni, blogger veronese che, partendo dalla tragedia di un suo congiunto e dei suoi compagni di sventura &#8220;deportati, vessati e uccisi nei campi di concentramento nazisti&#8221;, ha iniziato a raccogliere e catalogare i dati di chi fu deportato nei campi nazisti e non tornò più a casa. Il blog di Zamboni si chiama &#8216;<a target="_blank" href="http://www.robertozamboni.com/">Dimenticati di Stato</a>&#8216; a indicare un oblio che non ha permesso ai famigliari di conoscere le sorti di queste povere vittime sepolte in Austria, Germania e Polonia.</p>
<p>L&#8217;obiettivo del sito è &#8220;raccogliere i nomi di tutti gli italiani, senza distinzioni di sorta, caduti per motivi di guerra e sepolti nei principali cimiteri militari italiani tedeschi, austriaci e polacchi&#8221;.</p>
<p>Il lavoro di Roberto Zamboni è fatto di ricerche sul posto e contatti con il ministero della Difesa, l&#8217;archivio Vaticano e le autorità tedesche, polacche e austriache. Ne è venuto fuori un impressionante archivio, suddiviso per province, fatto di nomi di connazionali deportati perché partigiani, disertori, semplicemente vittime della follia nazista che rende superfluo ogni perché.</p>
<p>E così, leggendo il lungo e triste <a target="_blank" href='http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2010/10/elenco.pdf'>elenco</a> della provincia di Chieti quasi sembra di tornare indietro nel tempo e osservare da vicino gli stenti e le violenze per cui perirono tanti giovani, soprattutto ragazzi intorno alla ventina. Anche il territorio vastese pagò il suo tributo di sangue. Scorrendo la lista si può trovare: </p>
<p><em>&#8220;Sebastiano De Simone nato il 18 gennaio 1912 a Fresagrandinaria (Chieti) – soldato – internato nello Stammlager VI D – matricola 53240 &#8211; deceduto presso lo Stalag VI A / Hemer-Hiserlon (Nord Reno Westfalia) il 7 marzo 1944 – causa della morte: bronchite/enterite/paralisi cardiaca &#8211; Inumato in prima sepoltura il 10 marzo 1944 nel cimitero di guerra franco-polacco – posizione tombale: tomba n° 318 – Riesumato e attualmente sepolto a Francoforte Sul Meno (Germania) &#8211; Cimitero militare italiano d’onore &#8211; posizione tombale: riquadro p &#8211; fila 1 &#8211; tomba 38&#8243;.</em></p>
<p>E come lui molti altri, provenienti da Dogliola, Palmoli, Carunchio, Cupello, Schiavi D&#8217;Abruzzo, Gissi, Furci, San Salvo e Vasto. Morti e dimenticati dallo Stato. Lasciando, così, un terribile punto di domanda alle famiglie. Un interrogativo magari attenuato dagli anni che passano, ma mai sopito completamente.</p>
<p>Lo stesso blogger è riuscito a far presentare due proposte di legge (una alla Camera e una al Senato) per addebitare allo Stato le spese di un&#8217;eventuale riesumazione e rimpatrio. È disponibile, in alternativa, il modello di lettera da inviare al sindaco del comune di nascita del caduto per chiedere l&#8217;accollamento dei costi del rimpatrio, attualmente a carico del richiedente.</p>
<p>Il grande merito della ricerca di Zamboni è rispondere a quel punto di domanda in sospeso con coordinate certe. Un gesto disinteressato che permetterà a tante famiglie di conoscere e onorare la memoria dei martiri della Seconda Guerra Mondiale, dimenticati dallo Stato ma vivi nel ricordo dei propri cari.</p>
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		<title>Richiesta foto</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2010/08/31/richiesta-foto/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 12:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuse.olivieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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		<description><![CDATA[All&#8217;inizio degli anni &#8216;30, i fratelli Michele e Nicolino Olivieri armarono i primi due motopescherecci di Vasto.
Furono denominati Ciaferro e Ciaferrino.
C&#8217;è qualcuno che ne possiede qualche foto?
Grazie se ne consentiranno la pubblicazione.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;inizio degli anni &#8216;30, i fratelli Michele e Nicolino Olivieri armarono i primi due motopescherecci di Vasto.<br />
Furono denominati Ciaferro e Ciaferrino.</p>
<p>C&#8217;è qualcuno che ne possiede qualche foto?</p>
<p>Grazie se ne consentiranno la pubblicazione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nicola D&#8217;Adamo chiede la revoca della cittadinanza onoraria vastese per Benito Mussolini</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 10:18:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[Memorie Vastesi]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza onoraria]]></category>
		<category><![CDATA[lino spadaccini]]></category>
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		<description><![CDATA[Da Nicola D&#8217;Adamo riceviamo e pubblichiamo
Egr.Signor Sindaco Vasto
p.c. Presidente Consiglio Vasto
Oggetto: Revoca delibera Comune di Vasto conferimento cittadinanza onoraria a Benito Mussolini
Il sottoscritto Nicola D’Adamo, Consigliere comunale (Uniti per Vasto), 
premesso
    * che da una ricerca dello storico locale Lino Spadaccini – pubblicata in data odierna dagli organi di stampa – si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Da Nicola D&#8217;Adamo riceviamo e pubblichiamo</em></small></p>
<p>Egr.Signor Sindaco Vasto<br />
p.c. Presidente Consiglio Vasto</p>
<p>Oggetto: <strong>Revoca delibera Comune di Vasto conferimento cittadinanza onoraria a Benito Mussolini</strong></p>
<p>Il sottoscritto Nicola D’Adamo, Consigliere comunale (Uniti per Vasto), </p>
<p>premesso</p>
<p>    * che da una ricerca dello storico locale Lino Spadaccini – pubblicata in data odierna dagli organi di stampa – si apprende che in data 1° giugno1924  la prima amministrazione fascista cittadina, presieduta dal prof. Pietro Suriani, ha conferito al Duce, allora Presidente del Consiglio, la “cittadinanza onoraria” di Vasto; .<br />
    * che l’episodio di per se non fa molta notizia, perché tra il maggio ed il giugno del 1924 tantissime città sparse lungo tutto lo stivale hanno insignito Mussolini di tale onorificenza;</p>
<p>constatato</p>
<p>    * che negli ultimi decenni, però, molte città hanno revocato la delibera di conferimento della cittadinanza onoraria al Duce</p>
<p>interroga</p>
<p>la  S.V. per essere messo al corrente  su questo imbarazzante episodio. In particolare,  tramite la verifica presso gli archivi comunali: se esiste la delibera del conferimento della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini in data 1°giugno 1924; se sia stata fatta una eventuale delibera per la revoca di tale provvedimento. Ed in caso negativo, chiede se non è il caso di procedere in tal senso.</p>
<p>Alla presente allego il testo dell’articolo a firma di Lino Spadaccini sul conferimento della cittadinanza onoraria a Mussolini.</p>
<p>Distinti Saluti</p>
<p>Vasto, 17 marzo 2010                        </p>
<p>Nicola D’Adamo <em>Uniti per Vasto</em></p>
<blockquote><p>
<strong>È mai stata revocata la “cittadinanza onoraria” di Vasto a Benito Mussolini?</strong><br />
di Lino Spadaccini</p>
<p>In un precedente post dello scorso dicembre avevo parlato di quei personaggi che per i meriti conseguiti, per le loro opere o per il loro legame alla nostra città avevano ricevuto la cittadinanza onoraria: il generale Carlo Antonio Manhes, il barone Giuseppe Nicola Durini, Raffaele Paolucci, Alberto de’ Stefani, Giorgio Crisci e Mons. Vincenzo Fagiolo. Ma in quell’occasione ne avevo dimenticato uno: Benito Mussolini. Infatti, con l’entrata in carica della prima amministrazione fascista cittadina, presieduta dal prof. Pietro Suriani, in data primo giugno 1924, nella stessa circostanza è stata conferita al Duce, allora Presidente del Consiglio, la cittadinanza onoraria di Vasto.</p>
<p>Il Commissario Prefettizio Rag. Cesare Perdisa, nella sua lunga e ragionata Relazione al ricostituito consiglio comunale di Vasto, ad un certo punto affermava: “E la promessa fu mantenuta col plebiscito del 6 aprile in cui i vastesi affermarono superbamente la loro fede ed il loro consenso per quel Governo che ha salvato l’Italia sull’orlo del precipizio. Di questa fede e di questo consenso voi, signori Consiglieri, in numero di 29 su 30, vi siete resi interpreti invitandomi a conferire la cittadinanza onoraria di Vasto a S. E. il Presidente del Consiglio. Ed io, proclamando Benito Mussolini vostro concittadino onorario, ho sentito l’ineffabile orgoglio di coronare la mia missione con l’atto che consacra per sempre la redenzione di Vasto!”</p>
<p>Vengono i brividi a rileggere queste parole. Sarebbe interessante sapere anche il nome del consigliere che si è astenuto oppure ha votato contrario alla proposta di cittadinanza.</p>
<p>L’episodio di per se non fa molta notizia, perché tra il maggio ed il giugno del 1924 tantissime città sparse lungo tutto lo stivale hanno insignito Mussolini di tale onorificenza. Non vogliamo entrare nel merito delle vicende storiche e politiche dell’epoca, ma quello che è interessante appurare e se tale cittadinanza sia mai stata revocata con una delibera comunale.</p>
<p>Navigando su internet possiamo trovare molti documenti, relativi a città più o meno importanti, che solo negli ultimi anni hanno scoperto che non è stata mai emessa una delibera di revoca della cittadinanza onoraria, e si sono dati da fare per districarsi da questa situazione insolita e piuttosto“imbarazzante”: parlo di Bologna, Firenze, Aosta, Siena e ancora tanti altri. E Vasto? È mai stata emessa una delibera di revoca? Informateci se avete notizie più precise in merito.</p>
<p>Lino Spadaccini</p></blockquote>
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		<title>Vasto antica e selvaggia</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2009/12/06/vasto-antica-e-selvaggia/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 09:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Memorie Vastesi]]></category>
		<category><![CDATA[baffone]]></category>
		<category><![CDATA[ferrari]]></category>
		<category><![CDATA[shangai]]></category>

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		<description><![CDATA[di Adriano Bologna
Erano gli inizi della primavera del 1963, quella notte non dormii, perchè mio padre, cambiando le gomme al camion, da Baffone, gli aveva strappato una promessa: quella mattina avrebbe fatto un giro a Shangai con la sua Ferrari, una monoposto di Formula uno.
Tutta Vasto conosceva Baffone, era un gommista conosciuto da tutti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small>di Adriano Bologna</small></p>
<p>Erano gli inizi della primavera del 1963, quella notte non dormii, perchè mio padre, cambiando le gomme al camion, da Baffone, gli aveva strappato una promessa: quella mattina avrebbe fatto un giro a Shangai con la sua Ferrari, una monoposto di Formula uno.<br />
Tutta Vasto conosceva Baffone, era un gommista conosciuto da tutti i Camionisti, da Bari a Bologna.<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/vespavbb1963/2703012557/" title="photo sharing"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3094/2703012557_67103ac59b.jpg" alt="" style="border: solid 2px #000000;" class="left" width="380"/></a>La Statale 16 passava in mezzo a Vasto davanti a Shangai. Carovane intere di Autotreni, provenienti dal Sud, attraversavano Vasto, sovraccarichi all&#8217;inverosimile. Davanti a Shangai tra camion, tre ruote, bighe trainate da cavalli e urla di banditori che vendevano il pesce fresco, si creava una atmosfera che oggi a volte si rivede nei documentari sulle città orientali. </p>
<p>Era quasi mezzogiorno e a Shangai davanti al ristorante dei Perrozzi già si sentiva l&#8217;odore della zuppa di pesce, conosciuta da mezza<br />
Italia, io ero seduto ad un angolo ed ero deluso, perchè la speranza per cui mio padre mi aveva portato da Carpineto a Vasto, non si era avverata, la Ferrari di Baffone quella mattina per un problema al carburatore non voleva partire. </p>
<p>Ci eravamo, già allontanati dall&#8217;allora via Pescara dove Baffone aveva la sua officina, dove lui viveva come un eremita, dormendo tra le sue gomme e la sua Ferrari. La sua officina era quindi anche la sua casa.<br />
Ma quando nessuno ci credeva più, uno scoppio tremendo, fece tremare tutte le vecchie case dell`allora Shangai, tutta Vasto rimase paralizzata e tutti corsero in strada o alle finestre, tutti sapevano, dopo un simile scoppio, la Ferrari era partita.<br />
Di li a poco Baffone avrebbe fatto un giro attraversando Vasto a folle velocità.</p>
<p>Fu così che con i miei tredici anni, vidi il mitico &#8220;Baffo&#8221; passare avanti Shangai ed andando su verso piazza Rossetti, a velocità da circuito e con un rombo frastornante che faceva tremare tutte le case. Gli applausi a scena aperta, di tutta la gente riversata ai bordi della strada. I camionisti rimanevano fermi, a godersi lo spettacolo, tutti partecipavano, affascinati dalla folle velocità.<br />
Avveniva tutto all`improvviso, senza programma, ma nel modo più semplice e spettacolare. </p>
<p>Oggi un avvenimento del genere sarebbe impossibile.<br />
Ma quanta libertà abbiamo perso da allora ad oggi?<br />
Baffone tra l`altro correva alle corse, ma mio padre mi diceva che non era in possesso di una patente di guida.</p>
<p>Ho una preghiera, a qualche anziano lettore, se si ha una foto di Baffone con la sua Ferrari, di pubblicarla su questo sito.<br />
Grazie..</p>
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		<title>Le nostre origini</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 09:42:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Adriano Bologna
Il territorio della repubblica di Histonium intorno al 1000 avanti Cristo, era molto popolato.
Abitato da pastori Oski nella parte che va verso l`interno, da pescatori Oski sulla costa, che avevano imparato l`arte di stare in mare. Al contrario di adesso che il nostro borgo (Carpineto) a volte sembra disabitato, ad ogni angolo c&#8217;era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Adriano Bologna</em></p>
<p>Il territorio della repubblica di Histonium intorno al 1000 avanti Cristo, era molto popolato.<br />
Abitato da pastori Oski nella parte che va verso l`interno, da pescatori Oski sulla costa, che avevano imparato l`arte di stare in mare. Al contrario di adesso che il nostro borgo (Carpineto) a volte sembra disabitato, ad ogni angolo c&#8217;era molta vita, i giovani e le giovane Oske organizzavano durante tutto l&#8217;arco dell&#8217;anno feste in onore del Dio Esus e del Dio della fertilità Boninos. Sulle pendici di Montenero, Colle Casale, di Carpineto, Montesorbo, Montagnola, Policorvo, a S. Lorenzo, dappertutto sorgevano case-capanne abitate da pastori. La pastorizia era in quel tempo, l&#8217;unica occupazione. Mentre i giovani Oski si allenavano nell&#8217;esercizio delle armi, le giovani donne erano responsabili della casa capanna e del gregge che possedevano. Quando avvenivano matrimoni, la donna sposata non apparteneva ad un solo uomo, così come per noi oggi sembra naturale pensare, bensì sessualmente rimaneva per tutta la vita libera e poteva avere figli con tutti i componenti la propria stamma. Il tasso di mortalità era molto alto, inoltre i continui combattimenti con altre stamme costavano la vita di molti giovani. Era vietato solo avere rapporti con componenti altre stamme. Se questo avveniva o si fuggiva definitivamente con altra stamma o si veniva uccisa attraverso lanci di sassi. Al contrario gli uomini potevano portare nella propria stamma una donna anche presa con violenza da altra stamma. Il guerriero Osko, ed è a mio avviso meraviglioso, in quel periodo si preoccupava solo di essere valido e gagliardo nell`uso delle armi e nell&#8217;arte dell amore. Un guerriero Osko era come un piccolo Dio, tutto ciò che lo circondava era al suo servizio, tutte le donne del suo villaggio erano a lui sottomesse, spettava solo a lui decidere in un determinato momento, quale donna amare. La donna veniva rispettata ed apprezzata, ma aveva nei confronti dell uomo una posizione inferiore. Un guerriero quando tornava da una battaglia, se non aveva ferite veniva allontanato dalla stamma. A Bramsche, una città Tedesca, per una settimana si fa una festa e si ricreano le stesse situazioni, io ho osservato da vicino questi comportamenti ed ho scoperto che tutti i partecipanti, si sentivano molto a proprio agio&#8230;</p>
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		<title>Il vecchio pastore</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 08:43:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Adriano Bologna
La certezza storica è ufficiale, il territorio di Carpineto era esattamente al centro della Repubblica di Histonium retta da due Censori. La scorsa settimana, tornati alla luce, la statua del Dio Esus e la fontana sacra al Dio Beninos, la fontana dell&#8217;Osko, la fontana della fertilità a piana Montorio (vicino Carpineto)&#8230;. 
Era l&#8217;anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Adriano Bologna</p>
<p>La certezza storica è ufficiale, il territorio di Carpineto era esattamente al centro della Repubblica di Histonium retta da due Censori. La scorsa settimana, tornati alla luce, la statua del Dio Esus e la fontana sacra al Dio Beninos, la fontana dell&#8217;Osko, la fontana della fertilità a piana Montorio (vicino Carpineto)&#8230;. </p>
<p>Era l&#8217;anno 1100 avanti Cristo, a piana Montorio in una sera d&#8217;inverno, i camini dei pagliai, le case della stamma dei Chatten del popolo degli Oski, fumavano. Montenero, maestoso, offriva al villaggio dei guerrieri Chatten, protezione e riparo dal gelido vento dell Est. Il fumo mischiato alla fredda brina del mare di Magon (Histonium) creava una atmosfera che ricordava al vecchio capo Osko la primitiva terra dei Chatten a Nord tra le verdi rive del Lippe e i dolci pendii della Teutoburger Forrest. I bambini Chatten figli dei gloriosi guerrieri, giocavano con le slitte fatte di canna di bambu nella prima neve scesa ad imbianchire i pendii di montenero e montesorbo. Il vecchio capotribù Osko, seduto avanti la propria capanna, scrutava l&#8217;orizzonte fumando la sua vecchia pipa, l&#8217;odore del papavero bruciato inebriava la sua mente e lo portava lontano nei ricordi, nelle immense praterie della valle dei fiumi, della valle dell&#8217;Ems. La notte prima l&#8217;ululato delle lupe scese dalla montagna di Pallano, in cerca di cibo, avevano più volte turbato il suo riposo e, di volta in volta, il vecchio capo si era recato sull&#8217;uscio della capanna a rincuorare il suo gregge. Da lontano il fiume uat-uat (Sinello) in piena rumoreggiava quasi ad avvisare il vecchio capo che la notte non avrebbe portato bene. La notte che scese fu notte di luna chiara e le ombre create nella fredda atmosfera dell&#8217;inverno, facevano presagire nulla di buono. A tarda notte, quando la luna piena fu nascosta da una gelida nube, un branco di lupe, scese dalla montagna di Pallano, spinte dalla fame, attaccarono il gregge addentrandosi, feroci, fin nelle capanne<br />
del villaggio Osko. Il figlio del capo un tenace guerriero&#8230;</p>
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		<title>Lo Stato Osko</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 09:14:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Adriano Bologna
Abgesehen von der Tabula Bantina, die zur Rekonstruktion der echt-oskischen Verfassung nicht zu verwenden ist, finden wir die Zensur bei den Oskern nur in zwei Originalzeugnissen. Zunächst Con. 190, gefunden im Frentaner-Land und wohl zur Gemeinde Histonium gehörig (vergl. Conway zu der Inschrift):
kaal hüsidiis gaav. Kai. Husidis Gav. f.
viibis ühtavis üf. Vibis Uhtavis [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Adriano Bologna</p>
<blockquote><p>Abgesehen von der Tabula Bantina, die zur Rekonstruktion der echt-oskischen Verfassung nicht zu verwenden ist, finden wir die Zensur bei den Oskern nur in zwei Originalzeugnissen. Zunächst Con. 190, gefunden im Frentaner-Land und wohl zur Gemeinde Histonium gehörig (vergl. Conway zu der Inschrift):</p>
<p>kaal hüsidiis gaav. Kai. Husidis Gav. f.<br />
viibis ühtavis üf. Vibis Uhtavis Uf. f.<br />
kenzsur patt &#8230;. censores &#8230;.</p>
<p>Die Inschrift steht auf einer Bronzeplatte und gehörte natürlich zu einer Dedikation. In der Frentanerstadt wirkte also ein Zensoren-Paar ebenso wie in Rom. Das zweite Zeugnis ist die
</p></blockquote>
<p>Traduzione del testo originario, che descrive la mappa di bronzo, riportata da Federico II alla luce nel 1238 a Vasto (Frentanerstadt): La coniatura 190, ritrovata nella citta Frantana e appartenente al comune di Histonium, su una mappa di bronzo, dimostra che la Repubblica di Histonium era retta, 600 anni avanti Cristo da due Censori. La forma di Stato Repubblicano venne da Roma, ripreso dallo stato Osko di Histonium.</p>
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		<title>L&#8217;arrivo degli Oski</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 15:40:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Adriano Bologna
Circa 1500 anni avanti Cristo, la nobile stamma degli Oski, formata da c.a. 30.000 persone,tra guerrieri donne e bambini,dopo due anni di spostamenti verso sud, arrivarono sulla dolce collina, dove oggi sorge Vasto.
I più anziani non credevano ai loro occhi, vedendo dall&#8217;alto il golfo di Vasto, abbagliati dalla luce e dai colori della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Adriano Bologna</p>
<p>Circa 1500 anni avanti Cristo, la nobile stamma degli Oski, formata da c.a. 30.000 persone,tra guerrieri donne e bambini,dopo due anni di spostamenti verso sud, arrivarono sulla dolce collina, dove oggi sorge Vasto.<br />
I più anziani non credevano ai loro occhi, vedendo dall&#8217;alto il golfo di Vasto, abbagliati dalla luce e dai colori della fauna e dal mare che sembrava baciare la terra d&#8217;oro, capirono che il Dio Esus volesse dare loro un annuncio e che questa era la nuova terra promessa, la terra del sole la terra di cui gli antichi Teutoni padri dei Celti, avevano sempre sognato.</p>
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