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	<title>Vastesi.com &#187; Ambiente</title>
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		<title>Quattro nuove concessioni di idrocarburi</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 12:18:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[prospezione e ricerca di idrocarburi]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.

La legge regionale approvata dal Consiglio Regionale di Gianni Chiodi nel gennaio del 2010 e che vieta in zone sensibili abruzzesi le estrazioni di &#8220;idrocarburi liquidi&#8221; mostra tutta la sua inadeguatezza e l&#8217;ignoranza di base di chi l&#8217;ha redatta. La legge infatti lascia campo aperto agli &#8220;idrocarburi gassosi&#8221; per i quali non ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo e pubblichiamo.<br />
</em></small><br />
La legge regionale approvata dal Consiglio Regionale di Gianni Chiodi nel gennaio del 2010 e che vieta in zone sensibili abruzzesi le estrazioni di &#8220;idrocarburi liquidi&#8221; mostra tutta la sua inadeguatezza e l&#8217;ignoranza di base di chi l&#8217;ha redatta. La legge infatti lascia campo aperto agli &#8220;idrocarburi gassosi&#8221; per i quali non ci sono vincoli di alcun genere.</p>
<p>Ma i principi della geologia sono semplici: sottoterra ci sono spesso miscele di gas e di petrolio e non e&#8217; sempre possibile distinguere fra i due.</p>
<p>I petrolieri allora ci riprovano e invece di far riferimento alla possibilità&#8217; di estrarre petrolio, parlano di estrazione di gas naturale. Sono di questi giorni infatti le richieste per ben 4 autorizzazioni a procedere per l&#8217;estrazione di &#8220;gas&#8221; dal Teramano e nel Pescarese. </p>
<p>Le concessioni sono quelle di Villa Mazzarosa e Villa Cipressi, in provincia di Teramo, per conto della Mediterranean Oil and Gas &#8211; la stessa di Ombrina Mare &#8211; e quelle di Santa Venere e Cipressi in provincia di Pescara, per conto dell&#8217;Adriatica Idrocarburi, che fa capo all&#8217;ENI.</p>
<p>Le localita&#8217; interessate sono Cappelle sul Tavo, Citt Sant&#8217;Angelo, Collecorvino, Montesilvano, Moscufo, Pescara, Pianella, Spoltore, Atri, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Elice, Montefino, Penne, Mosciano S. Angelo, Teramo, Cermignano, Cellino Attanasio, Canzano, Castellalto, Notaresco,  Bellante.</p>
<p>Anche se i petrolieri lo chiamano ora &#8220;gas&#8221;, le tecniche utilizzate, i rifiuti prodotti, la presenza di idrogeno solforato, sono talquali per il gas che per il petrolio. Basti pensare che presso il lago di Bomba le estrazioni di gas avranno bisogno di un desolforatore i cui principi sono del tutto simili al Centro Oli di Ortona.</p>
<p>A suo tempo tutte le associazioni ambientali, docenti universitari indipendenti e non al soldo di ENI o Assomineraria, avevano denunciato la possibilità&#8217; da parte delle ditte trivellanti di utilizzare il gas naturale come cavallo di Troia per bucare il territorio, e sottolineato la necessita&#8217; di vietare anche l&#8217;estrazione di gas dall&#8217;Abruzzo.</p>
<p>Il governo regionale non ha voluto dare ascolto al parere degli esperti, e cosi&#8217; il ritorno dei petrolieri si e&#8217; concretizzato.</p>
<p>A prendere decisioni su queste 4 concessioni sara&#8217; ancora una volta la VIA regionale di Antonio Sorgi, che dopo due anni ancora non riesce a dire il suo no definitivo alle estrazioni di gas a Bomba da parte della Forest Oil, sebbene tutto l&#8217;Abruzzo civile e libero abbia espresso in mille modi il suo no.</p>
<p>Ci aspettano altre battaglie e chiediamo ai presidenti di provincia di Pescara, Guerino Testa e di Teramo, Valter Catarra e soprattutto ai cittadini di prendere informazioni, di indignarsi e di attivarsi contro questi nuovi attacchi. Chiediamo altresi alla dirigenza regionale di rispettare la volontà&#8217; popolare e di dire una volta per tutte no all&#8217;Abruzzo minerario, senza prese in giro e senza altri stratagemmi volti solo ad ingannare la gente.</p>
<p>Gianni Chiodi, oltre ad essere stato sordo di fronte alle argomentazioni di esperti veri, e testardamente ancorato alle sua scarsa conoscenza scientifica, ancora una volta si mostra incurante della sua terra, della sua gente, e finanche della sua città&#8217;, Teramo.</p>
<p><small>Maria R. D&#8217;Orsogna<br />
Associate Professor<br />
Department of Mathematics<br />
Institute for Sustainability<br />
California State University at Northrdige<br />
<a target="_blank" href="http://www.csun.edu/~dorsogna">www.csun.edu/~dorsogna<br />
</a><br />
Francesco Stoppa Ph.D<br />
Full Professor A1/04<br />
<a target="_blank" href="http://www.cata.unich.it">www.cata.unich.it</a><br />
<a target="_blank"href="http://www.caam.unich.it">www.caam.unich.it</a></small></p>
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		<title>Il WWF sul &#8220;presunto&#8221; assalto dell&#8217;orso</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2011/11/17/il-wwf-sul-presunto-assalto-dellorso/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 12:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Open Zone]]></category>
		<category><![CDATA[orso]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.

WWF: “Racconto con troppe ombre, perché proprio oggi?&#8221;
In riferimento alla grave notizia di un presunto attacco da parte di un orso marsicano ai danni di un pastore abruzzese, il WWF rileva le incongruenze del racconto rispetto ai fatti conosciuti dalle autorità competenti e dichiara un rischio di procurato allarme che non aiuta la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo e pubblichiamo.<br />
</em></small><br />
<strong>WWF: “Racconto con troppe ombre, perché proprio oggi?&#8221;</strong></p>
<p>In riferimento alla grave notizia di un presunto attacco da parte di un orso marsicano ai danni di un pastore abruzzese, il WWF rileva le incongruenze del racconto rispetto ai fatti conosciuti dalle autorità competenti e dichiara un rischio di procurato allarme che non aiuta la convivenza tra l’uomo e questi animali, simbolo dell’Appennino di cui rimangono oggi appena 50 individui e che proprio la gente del posto dovrebbe voler tutelare perché rappresenta un valore irrinunciabile per le stesse attività umane. </p>
<p>“Quanto dichiarato dal signor Nunzio Marcelli è di una gravità assoluta &#8211; ha dichiarato Massimiliano Rocco, responsabile per il WWF Italia del progetto Life Arctos &#8211; Il suo racconto infatti differisce dai fatti conosciuti dalle autorità competenti e può costituire un procurato allarme, proprio nel momento in cui sta prendendo avvio la nuova fase del progetto Life Arctos per lo sviluppo di azioni di coesistenza tra i grandi predatori, come orsi e lupi, e le attività agro-silvo-pastorali.” </p>
<p>“Al contrario di quanto affermato dal signor Marcelli, gli orsi non sono alimentati artificialmente da nessuno nel contesto del Parco, e anzi le autorità competenti quali il Corpo Forestale dello Stato, il Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise e i partner del progetto Life Arctos, stanno contrastando qualsiasi alimentazione artificiale di questi animali, che possa indurli a un comportamento diverso da quello abituale &#8211;  continua Rocco del WWF Italia &#8211; In nessun caso in questi anni si è registrato un simile comportamento aggressivo degli orsi nei riguardi dell’uomo, anche in contesti ambientali diversi o in prossimità di centri abitati. E’ vero invece che in molti casi gli orsi sono stati circondati o rincorsi dalla gente curiosa che voleva fotografarli e filmarli.” </p>
<p>“Ci viene da chiederci come mai simili dichiarazioni vengano fatte proprio oggi, pochi giorni dopo i primi incontri tematici tra i partner del progetto Life Arctos e gli allevatori abruzzesi di ovini, caprini e bovini, per definire insieme quali possano essere le migliori strategie per facilitare la convivenza dell’uomo con i grandi predatori che popolano l’Italia. Ci auguriamo che le autorità competenti facciano tutte le debite verifiche per appurare ciò che realmente è accaduto e se del caso procedano a norma di legge” conclude Massimiliano Rocco del WWF Italia. </p>
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		<title>Un video per salvare l&#8217;orso marsicano</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2011/11/07/un-video-per-salvare-lorso-marsicano/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 10:22:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Open Zone]]></category>

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		<description><![CDATA[Mario Cipollone ci segnala questo video, un appello per la salvaguardia dell’orso bruno marsicano.

WPvideo 1.10



Mario Cipollone (Pescara, 1981) è un giovane scrittore abruzzese, autore di diversi libri e racconti, non tutti pubblicati. La Natura è la sua musa ispiratrice. L’influsso creativo tra Creato e creatura si riflette nella sensibilità dello scrittore per il tema ecologico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Mario Cipollone ci segnala questo video, un appello per la salvaguardia dell’orso bruno marsicano.</em></small></p>
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<div class="wpv_self"><a href="http://www.skarcha.com/wp-plugins/wpvideo/">WPvideo 1.10</a></div>
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</div>
<blockquote>
<p>Mario Cipollone (Pescara, 1981) è un giovane scrittore abruzzese, autore di diversi libri e racconti, non tutti pubblicati. La Natura è la sua musa ispiratrice. L’influsso creativo tra Creato e creatura si riflette nella sensibilità dello scrittore per il tema ecologico, contro l’invasione nazista dell’uomo sull’ambiente in un Terzo Reich autodistruttivo, come Soluzione Finale l’estinzione progressiva delle altre specie viventi. L’orso bruno marsicano diventa allora l’incarnazione della Natura selvaggia e incontaminata che resiste, partigiana, sulle montagne più inaccessibili d’Abruzzo. L’orso bruno campeggia tuttora su simboli araldici medievaleggianti di borghi (Pescina) e città (Berlino), sulle etichette di prodotti alimentari o sulle fiancate degli autobus turistici, ma scarseggia nell’ambiente selvaggio. Tutti pensano che l’orso continuerà a esistere in Abruzzo finché ci saranno le montagne o il Parco Nazionale d’Abruzzo, di cui è il simbolo nel mondo, ma non è così. Le aree protette istituite per la sua conservazione, ostaggi di interessi economici e politici, sembrano non bastare a garantire all’orso la sopravvivenza. La popolazione superstite di questo preziosissimo endemismo appenninico è stata ulteriormente decimata negli ultimi anni da avvelenamenti, investimenti, episodi di bracconaggio. I bambini, che oggi si addormentano coccolando il loro orsacchiotto di peluche, probabilmente domani non avranno la possibilità di vedere un orso vivo in Natura o di rallegrarsi dell’idea che da qualche parte, in Italia, l’orso esiste ancora in carne e pelliccia. Un animale imponente, nobile, coraggioso, pacifico se non aggredito, rischia di scomparire per sempre dalla fauna d’Abruzzo e d’Italia per colpa di una vigilanza non vigile, di un deficit culturale, dell’ignoranza e della malvagità di pochi, dell’indifferenza di molti. “Uccidendo l’orso, l’uomo uccide se stesso”.</p>
<p>Questo video, la cui realizzazione non sarebbe stata possibile senza la genialità e sensibilità di Luigi Scaglione (regista) e Davide Della Corte (aiuto regia e fonico) di Oltrecielo Audio-Visualand Performing Art (www.oltrecielo.com) è stato concepito da Mario Cipollone durante un periodo di permanenza a Wrocław (Polonia). È un appello alle coscienze antropocentriche di amare un po’ di più la natura e l’orso.</p>
</blockquote>
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		<title>Trivelle e 4ª commissione regionale a Bomba</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2011/10/19/trivelle-e-4%c2%aa-commissione-regionale-a-bomba/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 07:21:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Lago di Bomba]]></category>
		<category><![CDATA[trivellazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.

Il giorno 20 ottobre 2011 si riunira&#8217; a Bomba la quarta commissione del  consiglio regionale d&#8217;Abruzzo per l&#8217;industria, il commercio ed il turismo,  presieduta da Nicola Argiro&#8217; e per discutere di &#8220;aspetti e problematiche&#8221;  legate alla coltivazione di idrocarburi secondo il progetto Monte Pallano  dell&#8217;americana Forest Oil Corporation. Bomba [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo e pubblichiamo.</em></small></p>
<p><img style="border: 4px solid white;" src="http://www.comunedibomba.it/files/lago1_3.jpg" alt="Lago di Bomba (CH)" width="320" height="227" align="left" /></p>
<p style="text-align: left;">Il giorno 20 ottobre 2011 si riunira&#8217; a Bomba la quarta commissione del  consiglio regionale d&#8217;Abruzzo per l&#8217;industria, il commercio ed il turismo,  presieduta da Nicola Argiro&#8217; e per discutere di &#8220;aspetti e problematiche&#8221;  legate alla coltivazione di idrocarburi secondo il progetto Monte Pallano  dell&#8217;americana Forest Oil Corporation. Bomba sorge su un terreno  idrogeologicamente fragile, soggetto a frane, smottamenti, e subsidenza  naturale e ospita gia&#8217; una delicata diga costruita in terrabattuta invece  che in cemento a causa della sua estrema vulnerabilita&#8217;. Il progetto della  Forest Oil prevede la creazione di almeno cinque pozzi di idrocarburi e la  costruzione di una raffineria-desolforatore, del tutto simile al centro oli  di Ortona.</p>
<p style="text-align: left;">Pare allora opportuno ricordare a Nicola Argiro&#8217; e all&#8217;intera  commissione quanto affermato dagli stessi petrolieri nella rivista  &#8220;International Oil Letter&#8221;, volume 23, 20 Agosto 2007:<em>&#8220;That  gas/condensate reservoir has not been developed because it lies under Bomba  lake and there is a landslide risk in the mountainous area.&#8221;</em>&#8220;Quella  riserva di gas/condensato non e&#8217; stata sfruttata perche&#8217; giace sotto il lago  di Bomba e sussiste un rischio di smottamenti in quella zona  montagnosa&#8221;.</p>
<p>Lo stesso concetto e&#8217; stato ribadito piu&#8217; e piu&#8217; volte,  da geologi abruzzesi non al soldo della Forest Oil e da Ronald Brown, un  esponente della Forest Oil International: Bomba e&#8217; a rischio Vajont ed e&#8217;  pericoloso trivellarla, quali che siano gli strumenti di  prevenzione. </p>
<p>E&#8217; importante anche ricordare che contro questo nefasto  progetto si e&#8217; espressa l&#8217;intera provincia di Chieti, centinaia di  associazioni sportive, religiose, culturali, politiche, la Confcommercio, il  WWF, i comuni di Fara Filiorum Petri,  Fossacesia, Francavilla, Miglianico, Collemezzo, Roccascalegna, Tornareccio, Altino, Torricella Peligna,  Pennadomo, Bomba, oltre a centinaia di cittadini che hanno mandato  osservazioni all&#8217;ufficio VIA di Antonio Sorgi, organizzato incontri  informativi e protestato &#8211; civili ma decisi &#8211; contro la petrolizzazione  della nostra regione. Anche gli eredi di John Fante dalla California si sono  espressi contro la trasformazione di Bomba in un campo di gas. Il  comitato di cittadini &#8220;Gestione partecipata del Territorio&#8221; guidato da  Massimo Colonna ha messo in luce tutte le pericolosita&#8217; del progetto della  Forest Oil: oltre alla subsidenza, il superamento di limiti legali per le  emissioni, la vicinanza della raffineria al centro cittadino, i danni che  portera&#8217; all&#8217;economia agricolo-turistico della zona. Ricordiamo a  Nicola Argiro&#8217; e all&#8217;intera Quarta Commissione che il trattato di Aarhus,  recepito anche dall&#8217;Italia, afferma che la volonta&#8217; popolare e&#8217; vincolante.  </p>
<p>Chiediamo allora che il nostro desiderio di non essere petrolizzati &#8211;  manifestato all&#8217;unanimita&#8217; in mille modi nel corso degli scorsi anni &#8211; sia  rispettato. E&#8217; la democrazia. La scienza, il senso comune,  l&#8217;intelligenza puntano in una sola direzione: vietare trivelle e raffinerie  in vicinanza del lago, senza se e senza ma. Non lasceremo alla Forest Oil  distruggere Bomba, il suo lago e la sua storia ed esigiamo che per una volta  la politica sia decisa e faccia gli interessi veri della gente e non degli  speculatori. In campagna elettorale Gianni Chiodi disse di essere  contrario al centro oli di Ortona. Anche se non siamo in campagna  elettorale, i cittadini di Bomba meritano esattamente lo stesso  rispetto.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Maria R. D&#8217;Orsogna,  PhD<br />
Associate Professor<br />
Department of Mathematics<br />
California State  University at Northridge<br />
Los Angeles, CA 91330</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">PS: Il link con i testi della International Oil Letter<br />
e le dichiarazioni  di Ronald Brown si possono scaricare qui: <a href="http://dorsogna.blogspot.com/2011/10/nicola-argiro-presidente-della-quarta.html">http://dorsogna.blogspot.com/2011/10/nicola-argiro-presidente-della-quarta.html</a></p>
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		<title>Vasto merita il Parco Nazionale</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2011/09/28/vasto-merita-il-parco-nazionale/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 08:21:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Open Zone]]></category>
		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro gentile]]></category>
		<category><![CDATA[parco nazionale della costa teatina]]></category>

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		<description><![CDATA[di Alessandro Gentile.
Caro Direttore, una lettera per esprimere tutta la mia disapprovazione circa l&#8217;inutile e &#8220;provinciale&#8221; polemica sul Parco Nazionale. Vasto merita il parco. Questa terra è ancora stupenda ma qualcuno finge di non saperlo. Qualcuno ha paura della rinascita turistica ed economica della nostra città. Limitare il perimetro vuol dire limitare i finanziamenti a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><small>di Alessandro Gentile.</small></strong></p>
<p>Caro Direttore, una lettera per esprimere tutta la mia disapprovazione circa l&#8217;inutile e &#8220;provinciale&#8221; polemica sul Parco Nazionale. Vasto merita il parco. Questa terra è ancora stupenda ma qualcuno finge di non saperlo. Qualcuno ha paura della rinascita turistica ed economica della nostra città. Limitare il perimetro vuol dire limitare i finanziamenti a pochi eletti e questo lo sanno in molti. Bisognava fare di più di quanto approvato dal consiglio durante la seduta di ieri. </p>
<p>Il 27 settembre è stato l&#8217;<em>overshoot day</em>: l&#8217;uomo ha consumato tutte le risorse rinnovabili del pianeta.<br />
Il consumismo sfrenato ed il modello di sviluppo attuale rischiano di distruggere il pianeta.<br />
E&#8217; un bilancio che preoccupa non solo per le ripercussioni ambientali ma anche per quelle economiche, sociali, politiche e religiose.<br />
In un contesto del genere la polemica contro il parco nazionale della costa teatina assume connotati comici a tinte macabre.<br />
L&#8217;opposizione ad un modello di sviluppo alternativo ed ecosostenibile sembra priva di ogni buon senso. </p>
<p>Mi chiedo se la politica locale legga i giornali. Mi chiedo se i parco-scettici stiano vivendo la crisi economica, emblema del fallimento di un sistema produttivo completamente &#8220;sgangherato&#8221;. E&#8217; difficile pensare che i precari, i cassintegrati, i giovani disoccupati intravedano una minaccia in un qualcosa che non ancora esiste. Non è stato il parco a non saper produrre ricchezza e lavoro. L&#8217;ingessamento del territorio già esiste e non certo nelle aree tutelate. Le statistiche ci informano che i parchi nazionali e le riserve hanno registrato un cospicuo incremento delle presenza turistiche. In forte calo, invece, i villaggi turistici con un meno 30% di presenze in un solo anno. </p>
<p>I turisti preferiscono il verde ed i servizi, le aree protette, gli agriturismi e B&#038;B.<br />
Per Vasto il parco è una necessità. Senza una vera e amplia tutela ambientale e senza una saggia pianificazione del territorio saremo costretti a tramutarci in una città dormitorio esposta a delinquenza e degrado. Chi si oppone al progetto del parco lo fa per interesse personale e opportunismo politico. Un parco nazionale con sede nel vastese rappresenta una minaccia per tutti coloro che in questi anni hanno lavorato all&#8217;emarginazione della nostra città. Nel giro di pochi anni abbiamo assistito allo svanire del &#8220;sogno universitario&#8221;, alla soppressione della ASL più efficiente della regione, al taglio di servizi sociali e sanitari e alla paventata soppressione del tribunale. Ora hanno deciso di toglierci anche il Mare e le meravigliose Campagne che tutti ci invidiano.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il &#8216;Civeta&#8217; soffre da anni di mala gestione</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2011/07/29/il-civeta-soffre-da-anni-di-mala-gestione/</link>
		<comments>http://www.vastesi.com/blog/2011/07/29/il-civeta-soffre-da-anni-di-mala-gestione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 10:43:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[&#1080;&#1082;&#1086;&#1085;&#1080;Riceviamo dal WWF-Zona Frentana e Costa Teatina.
&#8220;La proposta di costruire un inceneritore a Cupello ha scatenato le scorse settimane un vivace dibattito. Insieme all&#8217;Arci abbiamo già espresso la nostra contrarietà &#8211; afferma la presidente del WWF Zona Frentana e Costa Teatina Ines Palena &#8211; ad una tecnologia obsoleta, dannosa per la salute e fortemente inquinante. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font style="position: absolute;overflow: hidden;height: 0;width: 0"><a href="http://ikoni.eu/ikoni">&#1080;&#1082;&#1086;&#1085;&#1080;</a></font><small><em>Riceviamo dal WWF-Zona Frentana e Costa Teatina.</em></small></p>
<p>&#8220;La proposta di costruire un inceneritore a Cupello ha scatenato le scorse settimane un vivace dibattito. Insieme all&#8217;Arci abbiamo già espresso la nostra contrarietà &#8211; afferma la presidente del WWF Zona Frentana e Costa Teatina Ines Palena &#8211; ad una tecnologia obsoleta, dannosa per la salute e fortemente inquinante. Innumerevoli pubblicazioni scientifiche ne dimostrano la pericolosità e non esistono ad oggi tecnologie che riescano ad abbattere del tutto i fumi tossici prodotti. Non si può far leva sull&#8217;emergenza rifiuti per calare sui cittadini scelte che nel lungo termine li porterebbero a pagare elevati costi economici, ambientali e sanitari. Nel riflettere su come evitare lo stato di emergenza vanno valutati anche altri aspetti, che finora non sono stati considerati, come ad esempio le criticità di un impianto come il Civeta, che contribuiscono ad ostacolare il corretto smaltimento dei rifiuti. Innanzitutto non è corretto affermare che la raccolta differenziata va superata e che non è più sufficiente. L&#8217;Abruzzo è in fortissimo ritardo rispetto agli obiettivi della normativa nazionale (65% entro il 2012, attualmente siamo intorno al 28%), un ritardo ancora maggiore tra i Comuni consorziati al Civeta (la percentuale attuale è poco sopra il 20%).</p>
<p>A questo si aggiunge la sostanziale carenza di adeguati impianti per il trattamento della frazione organica ed il compostaggio. Un&#8217;inadeguatezza dimostrata anche dalla crisi dello scorso mese di maggio, durante la quale il Civeta ha bloccato per alcune settimane il conferimento extra-consortile (alcuni Comuni coinvolti sono arrivati a minacciare di sospendere la raccolta differenziata!). Nel caso specifico del Civeta si aggiunge poi una gestione a dir poco discutibile, i cui costi finora sono interamente ricaduti sui cittadini (solo l&#8217;anno scorso in alcuni Comuni la TARSU è stata aumentata del 30%), che ora rischiano anche di dover subire la costruzione di un inceneritore&#8221;</p>
<p>&#8220;In un rapporto del novembre 2009 il commissario regionale Marco Famoso ha definito la gestione del Civeta &#8216;quasi senza regole&#8217; &#8211; aggiunge Alessio Di Florio, referente per l&#8217;area vastese dell’ Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina &#8211; Una definizione che sintetizza la poco efficiente gestione, alla base dell&#8217;attuale rischio di esaurimento (in pochi anni) per la seconda volta di una vasca della discarica. Negli anni sono state mandate ben 3 diffide (luglio 2007, dicembre 2008, agosto 2009) dalla Regione al Consorzio Civeta &#8216;dall’effettuare attività di gestione degli impianti difformemente&#8217; da quanto dovuto. Durante l&#8217;iter autorizzatorio della seconda vasca si è arrivati addirittura ad un vero e proprio scontro istituzionale tra la Regione e il Consorzio. Il 5 Aprile 2008 il sindaco di Cupello Angelo Pollutri ha consentito con un&#8217;<a target="_blank" href="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/ordinanza_Civeta_2008.jpg" rel="lightbox[5973]">ordinanza</a> lo &#8220;stoccaggio provvisorio&#8221; nella vasca, allora in via di autorizzazione presso la Regione Abruzzo. Nel Giugno dello stesso anno Franco Gerardini (Responsabile del Servizio Gestione Rifiuti della Regione) in una nota scritta fa riferimento ad una &#8220;presumibile illegittimità&#8221; dell&#8217;Ordinanza del Sindaco Pollutri. Illegittimità definitivamente confermata il 25 settembre 2008 dal parere legale dell&#8217;avv. Valeri acquisito dalla Regione Abruzzo. La gestione dell&#8217;apertura della seconda vasca della discarica, di cui questi sono alcuni degli episodi caratterizzanti, è oggetto in questi mesi di un processo in corso presso il Tribunale di Vasto nel quale sono imputati il sindaco Pollutri e il direttore del Civeta Sammartino&#8221;.</p>
<p>Sono gli effetti di questa gestione ad aver portato all&#8217;attuale situazione del consorzio Civeta. Chi ne è stato protagonista non può oggi parlare di fallimento della raccolta differenziata e proporre come alternativa l&#8217;incenerimento dei rifiuti. L&#8217;unica soluzione è una gestione virtuosa e corretta dell&#8217;impiantistica e il raggiungimento degli obiettivi di legge, ormai non più prorogabili.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scoperto l&#8217;inganno dell&#8217;inceneritore di Treglio.</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2011/06/13/scoperto-linganno-dellinceneritore-di-treglio/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 12:15:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo senso civico]]></category>
		<category><![CDATA[treglio]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo da Nuovo Senso Civico.

Durante il nostro lavoro di “intelligence” abbiamo intercettato un documento del 7 aprile 2003, dove l’allora presidente della Provincia di Chieti Mauro Febbo, l’ex Sindaco di Treglio Marco D’Alessandro, l’allora Presidente di Alesa Antonio di Nunzio e l’ex Sindaco di Rocca S. Giovanni Dina Fulvi Firmi, scrivevano ai cittadini del comune [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo da Nuovo Senso Civico.<br />
</em></small><br />
Durante il nostro lavoro di “intelligence” abbiamo intercettato un <a target="_blank" href="http://www.nuovosensocivico.it/images/teleriscaldamento_treglio.jpg" rel="lightbox[5735]">documento del 7 aprile 2003</a>, dove l’allora presidente della Provincia di Chieti Mauro Febbo, l’ex Sindaco di Treglio Marco D’Alessandro, l’allora Presidente di Alesa Antonio di Nunzio e l’ex Sindaco di Rocca S. Giovanni Dina Fulvi Firmi, scrivevano ai cittadini del comune di Treglio: </p>
<blockquote><p>&#8220;stiamo studiando la possibilità di sviluppare una rete di teleriscaldamento nel vostro comune. Tale lavoro consentirà di portare direttamente a casa vostra acqua calda per il riscaldamento e per uso sanitario, permettendovi così di eliminare tutte quelle strutture legate ai tradizionali sistemi per la produzione autonoma del calore. La centrale nella quale verrà prodotta questa energia termica sarà alimentata da biomasse, ovvero da sostanze tipo il legno, che non producono inquinamento. Agli indiscutibili vantaggi ambientali e di sicurezza vanno aggiunti quelli economici&#8221;.
</p></blockquote>
<p>Il teleriscaldamento permette, infatti, di risparmiare fino al 40% circa sulla bolletta energetica della vostra casa.</p>
<p>Prima frottola: “miglioramento dell’ambiente” – come ormai acclarato ci sarà un peggioramento.</p>
<p>Seconda frottola: “le biomasse non producono inquinamento” – tutti gli studi scientifici dimostrano esattamente il contrario</p>
<p>Terza frottola: “vantaggi economici sulla bolletta energetica” – come dichiarato dalla stessa azienda in un incontro pubblico con i cittadini di Treglio non vi sarà nessun teleriscaldamento.</p>
<p>Le frottole vanno avanti, sul “Quotidiano D’Abruzzo” , guarda caso dove l’Ing. Di Nunzio è Amministratore Delegato, è apparso questo articolo, dove si continua a raccontare la favola del teleriscaldamento e della filiera corta che non ci sarà. Omettendo inoltre che l’inceneritore brucerà per la quasi totalità non cippato vergine, ma sansa esausta con presenza di esano, solvente altamente tossico.</p>
<p>La centrale a biomasse di Treglio è stata presentata giovedì 9 giugno, al 17esimo Congresso Europeo sulle biomasse svoltosi a Berlino, dove il progettista Antonio Di Nunzio ne ha parlato illustrandone i vantaggi.<br />
Ecco quanto ha dichiarato:</p>
<p>«La biomassa – <a target="_blank" href="http://www.quotidianodabruzzo.it/economia/6456/treglio-il-progetto-biomasse-a-berlino-.html">spiega Di Nunzio</a> – agevola il lavoro nei campi. I contadini, infatti raccolgono i residui delle potature delle viti e degli ulivi e li portano nella centrale a biomassa, che alimenta un impianto di produzione di energia elettrica e termica in modo da rendere possibile lo spegnimento di tante piccole caldaie presenti nel territorio. È quindi una centrale termoelettrica alimentata da una fonte rinnovabile che produce energia e i suoi parametri vengono controllati 24 ore su 24 dall’ARTA.</p>
<p>Il progetto della centrale di Treglio trae origine da uno studio di fattibilità del 2005 «e rappresenta un momento importante perché è la prima volta – ha aggiunto Di Nunzio – che si mette in piedi una filiera agro energetica corta per la potatura delle viti e degli ulivi, grazie all&#8217;accordo con tutte le associazioni agricole”. </p>
<p>A questo punto i cittadini di Treglio, se l’inceneritore dovesse entrare in funzione, pagheranno le bollette della luce e del metano ridotti del 40% e il restante così come promesso, verrà pagato dai proponenti dell’inceneritore stesso e dal Sindaco e Consiglieri Comunali attuali.</p>
<p>I cittadini non sono più disposti a tollerare prese in giro così palesi dai propri amministratori, o fanno valere i nostri diritti, altrimenti vadano a casa.</p>
<p><em>Nuovo Senso Civico</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Biciclettata adriatica per una mobilità sostenibile</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2011/05/30/biciclettata-adriatica-per-una-mobilita-sostenibile/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 10:39:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Open Zone]]></category>
		<category><![CDATA[biciclettata]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo da WWF-Abruzzo.
Il Coordinamento Piste Ciclabili Abruzzo Teramano, le associazioni Pescarabici , WWF, Legambiente, Exclamé!, Buendia, Bici Mobilità Pescara, Italia Nostra, Scuola Blu Martinsicuro, Rosetani in Bici, Croce Rossa Italiana, Task Force Ambientale Alba Adriatica e i Comuni di Pineto, Giulianova e San Benedetto del Tronto organizzano in data 2 giugno 2011 l’evento &#8220;Biciclettata Adriatica. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo da WWF-Abruzzo.</em></small></p>
<p>Il Coordinamento Piste Ciclabili Abruzzo Teramano, le associazioni Pescarabici , WWF, Legambiente, Exclamé!, Buendia, Bici Mobilità Pescara, Italia Nostra, Scuola Blu Martinsicuro, Rosetani in Bici, Croce Rossa Italiana, Task Force Ambientale Alba Adriatica e i Comuni di Pineto, Giulianova e San Benedetto del Tronto organizzano in data <strong>2 giugno 2011</strong> l’evento &#8220;Biciclettata Adriatica. Sul Corridoio Verde per una mobilità sostenibile&#8221;, una <strong>passeggiata in bicicletta lungo il litorale adriatico con partenza da nord dal Comune di San Benedetto del Tronto (AP), e da sud dal Comune di Francavilla al Mare (CH), con arrivo a Pineto (TE)</strong>.</p>
<p>La passeggiata, in forma di ciclostaffetta, toccherà, oltre i suddetti comuni, i territori delle Province di Ascoli Piceno, Teramo, Pescara e Chieti e dei Comuni di San Benedetto del Tronto, Martinsicuro Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Silvi, Montesilvano e Pescara. E&#8217; prevista almeno una sosta in ogni comune.</p>
<p>Scopo della manifestazione è quello di sensibilizzare i cittadini  riguardo le tematiche della mobilità,  ciclistica in particolare, rendendo noto il percorso della Ciclovia Adriatica (itinerario N° 6 della rete Bicitalia), che parte da Santa Maria di Leuca, attraversa la costa abruzzese e giunge sino a Ravenna. L&#8217;iniziativa è rivolta anche e soprattutto agli Amministratori perchè promuovano con azioni concrete una politica di mobilità sostenibile volta a ridurre sempre più l&#8217;uso delle automobili,  attraverso la  realizzazione di un percorso ciclo-pedonale integrato lungo tutta la costa adriatica abruzzese.  </p>
<p>Il  patrimonio storico-culturale e paesaggistico della nostra regione è la sede ideale per la realizzazione di un itinerario ciclo-turistico di sicuro richiamo per visitatori italiani e stranieri, un’occasione di divertimento per le famiglie oltre che un&#8217;opportunità di sviluppo per imprenditori agricoli, turistici e commerciali. (Ad esempio gli ex caselli e stazioni dell’ex tracciato ferroviario Vasto – Ortona potrebbero essere ristrutturati ed adibiti ad ostelli, centri ristoro, piccoli musei, ecc.).</p>
<p>Alcune amministrazioni si stanno muovendo in tal senso, come la Provincia di Chieti che ha acquistato l’intera tratta dell’ex tracciato ferroviario ricadente nel suo territorio provinciale ed ha già redatto il progetto definitivo dell’intero percorso ciclo-pedonale; come i comuni di Pescara e Montesilvano che hanno dotato la loro costa di pertinenza di un lungo percorso ciclabile (a Pescara sono  stati presentati altri due progetti di prolungamento del percorso cilo-pedonale, uno a nord verso Montesilvano e un altro a sud verso Francavilla al Mare); come la Provincia di Teramo che ha già realizzato i ponti ciclopedonali sul Torrente Vibrata, sul Fiume Salinello e Tordino.  Anche  alcuni Comuni della costa hanno realizzato le piste ciclabili di collegamento  ed è in programma il completamento dei percorsi ciclopedonali del cosiddetto &#8220;corridoio verde adriatico&#8221;, che interesserà tutta la costa teramana.<br />
Alla luce di queste considerazioni e del forte interesse suscitato a livello non solo locale, si è ritenuto  di dedicare un&#8217;intera giornata alla promozione di questo progetto di “Via Verde” al fine di arrivare quanto prima alla sua completa realizzazione.</p>
<p>La biciclettata sarà strutturata in forma di ciclostaffetta amatoriale. Infatti è  prevista una sosta circa ogni 5 km. In questo modo chi non se la sente di proseguire può tornare indietro, ma a chi il fiato non manca può arrivare sino a Pineto dove l&#8217;accoglienza sarà a cura dell&#8217;amministrazione comunale che predisporrà punti di ristoro (pranzo a carico dei partecipanti) sotto la splendida pineta;   nel pomeriggio, in collaborazione con la Provincia di Teramo e l&#8217;Area Marina Protetta Torre di Cerrano,  ci sarà la possibilità di visitare l&#8217;antica Torre di Cerrano.</p>
<p>Il ritorno potrà avvenire o con mezzi propri o con un pullman (direzione nord &#8211; con un piccolo contributo spese) attrezzato per il trasporto delle bici, oppure utilizzando il treno (per orari e carrozze abilitate al trasporto bici informarsi presso stazioni o sul sito web delle ferrovie dello stato). I più in forma potranno risalire di nuovo in sella per tornare a casa.</p>
<p><strong>Il Programma<br />
</strong></p>
<p><em><strong>San Benedetto – Pineto<br />
</strong></em></p>
<p><em>San Benedetto</em> – ore 8.30<br />
Banchetto Piazza Giorgini</p>
<p><em>Porto d’Ascoli</em> – 9.00<br />
Banchetto rotonda Salvo D’Acquisto</p>
<p><em>Martinsicuro</em> &#8211; ore 9.30<br />
Banchetto presso Molo foce del Tronto: Lungomare Europa, Lungomare Italia, (parte su marciapiede parte su strada)</p>
<p><em>Alba Adriatica</em> &#8211;  ore 10.00<br />
Banchetto nei pressi Bambinopoli – Rotonda Nilo; Lungomare Marconi (pista ciclabile) </p>
<p><em>Tortoreto</em> &#8211; ore 10.30<br />
Banchetto rotonda Carducci: Lungomare Sirena (pista ciclabile) </p>
<p><em>Giulianova</em> &#8211; ore 11.00<br />
Banchetto in Piazza Dalmazia: Lungomare Zara (pista ciclabile) – Lungomare Zara (di fronte porto), Lungomare Spalato (pista ciclabile), Lungomare Rodi (pista ciclabile), </p>
<p><em>Cologna Spiaggia</em> (Roseto degli A.) &#8211; ore 11:30<br />
Banchetto dopo il ponte ciclabile: viabilità mista (ciclabile/carrabile) parallera S.S.16, via del Mare, via della Stazione, strada statale 16, o in alternativa sulla spiaggia, via Makarska</p>
<p><em>Roseto </em>- ore 12:00<br />
Banchetto L.mare Celommi-Lido La Lucciola: via Makarska, via Palermo, Lungomare Trento, Lungomare Roma, Lungomare Trieste, via Tamigi, Ponte strada statale 16 sul Vomano, via Vomano Vecchio</p>
<p><em>Scerne di Pineto</em> &#8211; ore 12:30<br />
Banchetto via Vomano Vecchio/Lungomare Scerne:  Lungomare Scerne, pista ciclabile Scerne-Pineto, Pista ciclabile Pineto, </p>
<p><em>Pineto</em> (Villa Filiani) &#8211; ore 13:00</p>
<p><strong><em>Francavilla &#8211; Pineto<br />
</em></strong><br />
<em>Francavilla al Mare</em> &#8211; Partenza ore 08:30<br />
Banchetto all&#8217;inizio di via Francesco Paolo Tosti (ciclabile), viale G. D&#8217;Annunzio (ciclabile), Lungomare A. Moro, viale Kennedy, via Colombo, via Pola, viale Nettuno (ciclabile), viale Alcione, Banchetto in Piazza Adriatica ore 9:30, viale Alcione.</p>
<p><em>Pescara</em><br />
Viale Primo Vere, Banchetto in Piazza Le Laudi ore 10:00, Viale C. De Nardis, Lungomare C. Colombo, Lungomare Papa Giovanni XXIII (dalla traversa con Via Pepe sino alla traversa con via A. Vespucci c&#8217;è la ciclabile), Ponte del Mare, Lungomare G. Matteotti (pseudo ciclabile sino a Piazza Primo Maggio), Banchetto alla Nave di Cascella ore 10:30, Viale della Riviera (ciclabile sino alla traversa con via Cavour), Banchetto presso Rotonda Paolucci ore 11:00, viale della Riviera.</p>
<p><em>Montesilvano</em><br />
Viale A. Moro (Ciclabile dalla traversa con via Arno a alla traversa con via C. Maresca), Banchetto nello spiazzo di fronte alla Warne Village ore 11:30, Viale Matrino (SS16) (occorre scorta polizia).</p>
<p><em>Marina di Città Santangelo</em><br />
Viale Matrino (SS16) (occorre scorta polizia).</p>
<p><em>Silvi Marina</em><br />
Viale Matrino (SS16) (occorre scorta polizia), Viale Po, Via L. Da Vinci, Banchetto davanti lo Stadio ore 12:00, via L. Da Vinci,  via D. Alighieri, Via G. d&#8217;Annunzio, Via C. Colombo, Via B. Croce, Via Risorgimento, Banchetto in Piazza G. Marconi ore 12:30, Via G. Garibaldi, Via Taranto, Pineta</p>
<p><em>Pineto</em><br />
Stradina che costeggia il camping a sud della Torre di Cerrano, Torre di Cerrano, stradina che passa sotto la pineta sino al piazzale antistante la la Stazione FF.SS, Villa Filiani ore 13:30</p>
<p><strong>I tratti su strada carrabile saranno scortati dalla polizia municipale.<br />
</strong></p>
<p><em>Info:<br />
389 -9518540</em> 	</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Ministero boccia Elsa 2</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2011/05/24/il-ministero-boccia-elsa-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 07:10:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Spanish</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Open Zone]]></category>

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		<description><![CDATA[È la notizia del giorno. La buona notizia del giorno: il Ministero del&#8217;Ambiente &#8220;ha espresso parere negativo alla perforazione del pozzo di ricerca Elsa 2 della società Petroceltic Italia&#8221;. 
&#8220;Il pozzo sarebbe dovuto sorgere a pochi chilometri dalla riviera vastese e da Punta Aderci. Fra le motivazioni che hanno portato alla bocciatura di Elsa 2 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È la notizia del giorno. La buona notizia del giorno: il Ministero del&#8217;Ambiente &#8220;ha espresso parere negativo alla perforazione del pozzo di ricerca Elsa 2 della società Petroceltic Italia&#8221;. </p>
<p>&#8220;Il pozzo sarebbe dovuto sorgere a pochi chilometri dalla riviera vastese e da Punta Aderci. Fra le motivazioni che hanno portato alla bocciatura di Elsa 2 anche l&#8217;invio di numerose osservazioni di cittadini, enti pubblici e locali, tutte coordinate via internet e Facebook nel settembre del 2009&#8243;.</p>
<p><a target="_blak" href="http://www.primadanoi.it/modules/articolo/article.php?storyid=6525">Qui</a> c&#8217;è l&#8217;articolo intero.</p>
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		<item>
		<title>50.150 firme contro la petrolizzazione dell&#8217;Abruzzo</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2011/05/20/50-150-firme-contro-la-petrolizzazione-dellabruzzo/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 12:04:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Open Zone]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo senso civico]]></category>
		<category><![CDATA[petrolizzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.

Venerdì 20 maggio presso la Casa di Conversazione, nel Palazzo Comunale di Lanciano, le associazioni NUOVO SENSO CIVICO e DIFESA BENI COMUNI , in collaborazione con il Comune di Lanciano, hanno presentato le firme raccolte in calce alla petizione per la revoca di tutti i permessi di ricerca ed estrazione di idrocarburi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo e pubblichiamo.<br />
</em></small><br />
Venerdì 20 maggio presso la Casa di Conversazione, nel Palazzo Comunale di Lanciano, le associazioni NUOVO SENSO CIVICO e DIFESA BENI COMUNI , in collaborazione con il Comune di Lanciano, hanno presentato le firme raccolte in calce alla petizione per la revoca di tutti i permessi di ricerca ed estrazione di idrocarburi in terra d’Abruzzo e nel mare antistante per gravi motivi ambientali. Detta raccolta, iniziata in occasione della Fiera dell’Agricoltura di Lanciano del 2009, è proseguita in tutta la regione fino al superamento di 50 mila firme (50.150). La petizione verrà sottoposta a tutte le autorità di governo nazionali e regionali, ai gruppi parlamentari, ai partiti politici e all’Unione Europea.</p>
<p>Come è noto, l’Abruzzo è soggetto ad un attacco da parte di svariate compagnie petrolifere straniere che possono portare ad uno stravolgimento delle sue caratteristiche e del tipo di sviluppo che si è dato, frutto anche di lunghe e tenaci lotte. Alla base c’è il piano di sviluppo del governo del 2008, in cui è scritto che la nostra regione deve diventare un distretto minerario-petrolifero come la Basilicata.</p>
<p>Un attacco di così vasta portata poteva essere contrastato in un modo solo: cercando di mettere insieme il massimo possibile di forze e di istituzioni, di destra e di sinistra e così abbiamo cercato di fare. TRASVERSALITA’ è stata la nostra parola d’ordine. Ma anche partecipazione popolare, per suscitare la quale ci siamo sobbarcati una fatica immane: per due anni abbiamo raccolto firme &#8211; spiegando ad ognuno dei sottoscrittori gli scopi della petizione &#8211; in tutte le feste popolari, presso le Cantine sociali, sulle spiagge d’estate e nelle piazze d’inverno. </p>
<p>Sono ormai noti i dati sulle centinaia di pozzi scavati per l’estrazione di idrocarburi in terra e nel mare d’Abruzzo e perciò non li elencheremo di nuovo. Qui basti ricordare che i Comuni che ospitano pozzi sono 221 su 305 e che ne risulta interessato il 50% del territorio della Regione e il 90% della popolazione. </p>
<p>Questo nella Regione Verde d’Europa.</p>
<p>Vogliamo solo ricordare che il limite di tollerabilità di quel potentissimo veleno che si produce nell’estrazione e nella desolforazione dei nostri idrocarburi, e cioè l’idrogeno solforato, è, per la legge italiana, 6 mila volte più alto del limite posto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. </p>
<p>Infine va rammentata la situazione che si verrebbe a creare in Val di Sangro ove fossero realizzati dalla società americana Forrest, i pozzi per l’estrazione del gas con annessa raffineria, poco a valle della diga di Bomba, gli stessi pozzi che l’AGIP, inizialmente titolare della concessione, rinunciò a realizzare adducendo che la prevedibile subsidenza (abbassamento del terreno), in un’area geologicamente instabile perché investita da numerose frane e ai piedi di una diga di terra, avrebbe potuto costituire un grave pericolo, che poteva essere scongiurato in un solo modo: svuotando completamente il lago degli 80 milioni di metri cubi di acqua che lo riempiono. Ma poiché l’abbassamento del suolo si è verificato ovunque in Italia abbiano fatto estrazioni, è altamente possibile che, verificandosi anche in questo caso, ne possa essere destabilizzata la diga con le devastanti conseguenze che tutti possiamo immaginare. E’ appena il caso di ricordare che nel nostro Paese le tragedie sono quasi sempre annunciate e che in questa valle vivono 15 mila abitanti e vi sono fabbriche che danno lavoro a circa 13 mila operai.</p>
<p>Bisogna riaffermare una verità: che l’Abruzzo ha scelto da alcuni decenni un tipo di sviluppo fondato sull’industria manifatturiera, sulla preservazione dell’ambiente con la creazione dei parchi che coprono oltre il 30% del suo territorio (ed anzi altri parchi reclamano, come quello della Costa Teatina, che dovrà essere attraversato da 40 km di pista ciclabile che si snoderà lungo la vecchia area di sedime della ferrovia), sul turismo e su un’agricoltura volta a immettere sul mercato prodotti d’eccellenza. </p>
<p>Si illude chi pensa che le popolazioni di questa terra possano tornare indietro rispetto a queste scelte ed accettare un destino di regione mineraria petrolifera. Per tali motivi la battaglia contro la deriva petrolifera, frutto di una scelta dissennata del governo, è destinata a divenire sempre più intensa e a coagulare una partecipazione sempre più ampia. E’una battaglia che, con l’aiuto della stampa, possiamo vincere, che ANZI STIAMO GIA’ VINCENDO: che altro significa l’arretramento delle piattaforme fino a cinque miglia se non un parziale riconoscimento della giustezza della nostra lotta? E che altro significa la sospensione, almeno per ora, del Centro Oli, o la legge regionale che ha tentato di reintrodurre il meccanismo dell’intesa stato-regione, o la proposta di una legge da parte della Regione al Parlamento per vietare qualsiasi trivellazione nell&#038;rs quo;Adriatico ?<br />
 Insomma dobbiamo renderci conto che, oltre al problema del lavoro, l’Abruzzo ha davanti a se anche quest’altro gigantesco problema, quello di evitare una deriva petrolifera che sconvolgerebbe il tipo di sviluppo che si è dato.</p>
<p><em>Alessandro Lanci &#8211; Presidente Nuovo Senso Civico<br />
</em> </p>
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