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	<title>Vastesi.com &#187; Attualità</title>
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		<title>È ora che il sito del Comune parli chiaro ai cittadini</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2012/02/01/e-ora-che-il-sito-del-comune-parli-chiaro-ai-cittadini/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 11:16:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Open Zone]]></category>
		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[nicola d'adamo]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo questa lettera aperta di Nicola D&#8217;Adamo.

Caro Sindaco Lapenna,
ad oggi dopo sei anni la tua Amministrazione non ha ancora provveduto a creare un sito Internet dove il cittadino trova risposte veramente adeguate ai suoi problemi. 
Come ebbi a proporti 6 anni fa, il sito Internet ha bisogno di un “responsabile”, vale a dire di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Pubblichiamo questa lettera aperta di Nicola D&#8217;Adamo.<br />
</em></small></p>
<p>Caro Sindaco Lapenna,<br />
ad oggi dopo sei anni la tua Amministrazione non ha ancora provveduto a creare un sito Internet dove il cittadino trova risposte veramente adeguate ai suoi problemi. </p>
<p>Come ebbi a proporti 6 anni fa, il sito Internet ha bisogno di un “responsabile”, vale a dire di una persona che &#8211; a contatto con tutti gli uffici comunali &#8211; provvede quotidianamente a inserire notizie ed informazioni utili ai cittadini, ai media, ai potenziali turisti e pubblico in generale. </p>
<p>Le Ordinanze, per esempio, che interessano tutti noi, vanno messe in bella evidenza della home page. L’altro ieri nessuno ha visto il testo dell’Ordinanza sull’emergenza neve, tutti abbiamo letto il comunicato dove c’è scritto che tale ordinanza “obbliga tutti i cittadini, dal 2 al 29 febbraio, di dotarsi di gomme termiche o catene da neve”.  Se fosse stato disponibile l’Ordinanza tutti avremmo letto che  le gomme termiche e le catene sono obbligatorie “solo” in caso di neve. (Ad onor del vero l’Ordinanza sul sito c’è, ma è nascosta nella sezione Albo  Pretorio della sezione Servizi on line che nessuno riesce a ritrovare! Io l’ho scoperto per caso!).</p>
<p>Aggiungo che a tutt’oggi nonostante la confusione di ieri nessuno si è preso la briga di chiarire tale aspetto con un altro comunicato sul sito del Comune. Nei comuni più avanzati informazioni di questo tipo le trovi a caratteri cubitali nella home page!</p>
<p>Concludo con altri due aspetti importanti: che è necessario per il turismo – come è emerso nel recente Forum – avere il sito della città sempre aggiornato e ben gestito; che il Governo Monti punta molto sull’informatizzazione per migliorare l’efficienza e ridurre i costi. </p>
<p>Per il bene di Vasto.</p>
<p><em>Nicola D’Adamo<br />
(Ex consigliere comunale)</em></p>
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		<title>Palomba (IdV), appoggia le proteste dei &#8216;tassinari&#8217;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 10:57:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Italia dei Valori]]></category>
		<category><![CDATA[paolo palomba]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.

Contro &#8220;l&#8217;ingiustizia&#8221; delle liberazioni varate o ancora da definire da parte del Governo dei &#8220;professori&#8221; si scaglia il consigliere regionale abruzzese dell&#8217;Italia dei Valori, Paolo Palomba.
&#8220;Sono originario di un piccolo paese del Chietino, in Abruzzo, precisamente Schiavi di Abruzzo, patria di tantissimi &#8220;tassinari&#8221; romani. Sono migliaia i miei concittadini, tutti figli di contadini, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo e pubblichiamo.<br />
</em></small></p>
<p>Contro &#8220;l&#8217;ingiustizia&#8221; delle liberazioni varate o ancora da definire da parte del Governo dei &#8220;professori&#8221; si scaglia il consigliere regionale abruzzese dell&#8217;Italia dei Valori, Paolo Palomba.</p>
<p>&#8220;Sono originario di un piccolo paese del Chietino, in Abruzzo, precisamente Schiavi di Abruzzo, patria di tantissimi &#8220;tassinari&#8221; romani. Sono migliaia i miei concittadini, tutti figli di contadini, che con tanti sacrifici, grazie anche ai loro genitori, hanno acquistato una<br />
licenza taxi a Roma. Migliaia di schiavesi che lavorano nel traffico della Capitale ogni giorno dell&#8217;anno, in qualsiasi condizione meteo, spesso rischiando visto che la cronaca romana è infarcita di episodi criminali. Persone semplici, oneste e laboriose, che certamente non sono diventate ricche vivendo giorno e notte con rischi e pericoli dentro i loro taxi. </p>
<p>Ora su questa categoria di lavoratori si abbatte la scure del governo dei professori. Non si può accetare questo. Un&#8217;intera vita di risparmi e sacrifici per acquistare finalmente una licenza, per conquistarsi un territorio, e poi tutto viene vanificato da un colpo di spugna dei professori al governo. Inaccettabile, non ci sono altre parole. Si intervenga altrove, dove realmente si annidano sacche di odiosi privilegi di casta. I tassisti non sono una casta di privilegiati, sono onesti lavoratori che non meritano questo trattamento&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I privilegi continuano</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2011/12/22/i-privilegi-continuano/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 08:43:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Open Zone]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Pelino]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre i pensionati piangono, i parlamentari  conservano tutti i loro privilegi. Solo uno è stato  parzialmente tagliato. Il prezzo della lasagnetta al ragù bianco e scamorza  dello chef del Senato che costava la metà di una pastasciutta alla mensa degli spazzini, è stato aumentato,  come tutto il menù, di circa il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre i pensionati piangono, i parlamentari  conservano tutti i loro privilegi. Solo uno è stato  parzialmente tagliato. Il prezzo della lasagnetta al ragù bianco e scamorza  dello chef del Senato che costava la metà di una pastasciutta alla mensa degli spazzini, è stato aumentato,  come tutto il menù, di circa il 50%, Quel ristorante esclusivo rimane comunque sempre conveniente: cucina raffinata, posate d’argento, camerieri in guanti bianchi. Ma i parlamentari disertano in massa il ristorante. </p>
<p>Si sono scoperti micragnosi o  sono indignati? L’onorevole Mario Pepe lo ha detto fuori dai denti: &#8220;Ridurre deputati e senatori alla fame vuol dire rendere il parlamento schiavo dei poteri forti&#8221;. Che cosa significhi è da capire, l’arroganza del privilegiato è trasparente.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Meritocrazia italiana</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 08:40:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Open Zone]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Pelino]]></category>

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		<description><![CDATA[In tempo di crisi ci si guarda intorno e si vedono tanti sprechi di denaro pubblico. Ne segnalo uno. I sindacati, nell’intento di promuovere la meritocrazia, introdussero nel pubblico impiego, ad imitazione del privato, il premio di risultato. Avrebbe dovuto gratificare i migliori, i più attivi e motivati e stimolare gli altri a fare altrettanto. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In tempo di crisi ci si guarda intorno e si vedono tanti sprechi di denaro pubblico. Ne segnalo uno. I sindacati, nell’intento di promuovere la meritocrazia, introdussero nel pubblico impiego, ad imitazione del privato, il premio di risultato. Avrebbe dovuto gratificare i migliori, i più attivi e motivati e stimolare gli altri a fare altrettanto. </p>
<p>A distanza di anni non c’è un dirigente, un impiegato che non riceva il suo bel premio. Senza distinzione fra meritevoli e negligenti e, persino, assenteisti. I sindacati, che ora hanno  ritrovato l’unità proprio nei confronti di un governo che vuole rimuovere le mille storture consolidatesi negli anni, dovrebbero essere i primi a promuovere la soppressione di un premio molto oneroso per la collettività  che è venuto meno alla sua finalità. Ma state pure tranquilli, non lo faranno.</p>
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		<title>Lettera sull&#8217;Unità d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 12:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
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		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[arianna tascone]]></category>
		<category><![CDATA[libero grassi]]></category>
		<category><![CDATA[unità d'italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci segnalano questa lettera sull’Unità d’Italia di Arianna Tascone, &#8220;studentessa universitaria di Vasto e vincitrice del premio Libero Grassi per l’intensa “Lettera al caro estorsore”, pubblicata nel libro di Salvatore Cernigliaro, detto Totò e che rievoca e attualizza, attraverso le lettere di giovanissimi di ogni parte d’Italia la “Lettera al caro estorsore” scritta dall’imprenditore siciliano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Ci segnalano questa lettera sull’Unità d’Italia di Arianna Tascone, &#8220;studentessa universitaria di Vasto e vincitrice del premio Libero Grassi per l’intensa “Lettera al caro estorsore”, pubblicata nel libro di Salvatore Cernigliaro, detto Totò e che rievoca e attualizza, attraverso le lettere di giovanissimi di ogni parte d’Italia la “Lettera al caro estorsore” scritta dall’imprenditore siciliano Libero Grassi&#8221;.</em></small></p>
<p>Mio caro ragazzo.<br />
Mi rivolgo a te che cammini per le strade del mondo e parli tante lingue diverse da quella che ti ho insegnato io. A te che ti senti tradito perché da tempo, dici, mi accompagno e faccio guidare da chi non è degno. Forse hai ragione, i tuoi occhi giovani vedono la realtà certo meglio dei miei. Saprai però che ho giusto qualche annetto più di te e ti parlo dall’alto di esso e dall’esperienza che mi dà. Voglio cogliere l’occasione di questo compleanno speciale per riavvicinarmi a te. Dici che non ti ho offerto nulla, che la tua giovinezza è stata solo un ostacolo e che altri ti avrebbero trattato meglio. Ammetto le difficoltà degli ultimi anni e dei rapporti sbagliati che ho intrattenuto in questo tempo. Ma tu sei giovane e di poca memoria e non puoi ricordare quante glorie e dolori ho attraversato. Sul mio suolo hanno camminato uomini grandiosi che hanno portato il mio nome nel mondo con orgoglio. Essi, partendo da qui, hanno conquistato territori immensi, esportando la nostra cultura e grandezza in tutta Europa.</p>
<p>Credo che quello sia stato uno dei periodi più belli della mia vita, con un’ aquila imperiale a tenermi compagnia. Tuttavia la storia non è fatta per rimanere immobile a rispettare i nostri momenti felici, ma si muove impetuosa rovesciando e disfacendo le nostre fatiche. Ero cosparsa d’oro e di onore e mi ritrovai invasa da un’orda di barbari, andata avanti per centinaia di anni. Dopo aver deposto gli scudi e le spade si sono incoronati, ciascuno di essi rubando una parte di me, incuranti della mia sofferenza e quella dei tanti tuoi coetanei di quell’epoca. Anche loro mi avranno maledetta e rinnegata e non li biasimo per questo. Non avevo nulla da offrirgli, se non sangue e fatica e so di avergli dato tanta sofferenza. Nonostante ciò, anche in quegli anni ho avuto la possibilità di conoscere uomini, la cui opera illumina ancora oggi il mondo. Uno di essi, forse il più grande, mi ha definita “non donna di province ma bordello”. Lo perdono perché so che lo muoveva un grande amore e tante lacrime ha dovuto versare a causa mia. Lui fu solo uno dei primi, perché dopo quegli anni così tristi e bui la fortuna è tornata dalla mia parte. Le ferite erano ancora aperte, tuttavia una nuova generazione di uomini ha riportato al mio nome la gloria che gli spetta. Hanno dato un contributo all’arte che nessun altro aveva mai dato prima. La bellezza nella quale tu oggi ti muovi leggiadro e ammirato, in gran parte la devi a quegli uomini.<br />
Capisco che spesso te ne dimentichi, distratto dai problemi quotidiani che ti affliggono, ma di tanto in tanto è bene che te ne rammenti.</p>
<p>Non fare quella faccia annoiata, perché ancora non ho finito il mio racconto. Ci sono voluti ancora secoli di violenze e divisioni prima di arrivare a quel 1861, in cui finalmente ho visto la luce. È stato un processo lungo e doloroso, ma finalmente ero tornata ad essere me stessa. Una e indivisibile, mi hanno chiamata Italia. Da quel momento in poi le difficoltà non sono terminate, ma potevo guardare ad esse con maggiore sicurezza, potendo contare sul mio popolo. A te sembrerà un passaggio semplice e veloce, non è stato così, te l’assicuro. Tanti ragazzi hanno perso la vita per difendermi, il loro sangue bagna ancora le mie vesti affinché io non mi dimentichi mai di loro.</p>
<p>Eppure ero troppo giovane per occuparmi del mio popolo e ancora una volta, altri avevano maggiori opportunità da offrir loro. Quante donne e uomini ho visto partire su quelle navi, ognuno di essi era una lacrima in più sul mio viso. Li ho lasciati andare, come un genitore che spinge il proprio figlio ad allontanarsi per trovare la sua strada ed essere felice, piangendo poi di nascosto.</p>
<p>La gioventù, lo sai, ti fa sentire forte e invincibile. Non ti fa riconoscere i limiti, vuoi andare sempre avanti e sei pronto a qualsiasi cosa per dimostrare agli altri che sei diventato grande anche tu. È un errore che ho commesso anche io e sono scesa a compromessi con gli altri, lasciandomi trasportare in guerra. Cedendo alla convinzione che fosse un mezzo lecito per raggiungere i miei obiettivi. Alla fine sono risultata dalla parte dei vincitori, ma era una mera illusione. Nessuno vince in guerra, perché quei giovani straziati sui campi sono una sconfitta per tutti.</p>
<p>Passò poco che fui costretta ad innalzare un vessillo nero, che nuovamente mi fece ricadere nell’errore ed orrore della guerra. Fu ancora più terribile, il mio corpo fu straziato dalle bombe dei nemici e dei vecchi alleati. Migliaia di figli miei trovarono la morte in quegli anni senza che io potessi fare nulla, diventata ormai terra di frontiera fra opposte fazioni. Ho visto fratelli uccidersi fra loro, in difesa di una bandiera rossa o nera, oppure per ottenere un misero tozzo di pane.</p>
<p>In quel momento davvero credevo fosse giunta la mia ora, il tempo di eclissarmi dal mondo e lasciarlo a chi fosse più capace. Ero pronta a sventolare la bandiera della resa, quando arrivò l’aiuto più insperato e gradito che potessi immaginare. Il mio popolo, dopo tutto quello che era successo, era pronto a rimboccarsi le maniche per aiutarmi a rinascere. Hanno lavorato duramente, senza sosta e non è semplice retorica.<br />
Col sudore e le lacrime hanno impastato il cemento per ricostruire tutto ciò che era andato perduto, ma non si sono limitati a questo.<br />
Sono andati ancora avanti, mettendo in campo tutta la loro genialità e regalandomi prodotti, arte e moda di cui ancora oggi ho nostalgia.</p>
<p>Finalmente i sacrifici fatti assieme iniziavano a dare i frutti sperati. Ho creduto fosse un miracolo quando ho iniziato a veder sfrecciare le Vespe e le Cinquecento per le strade e i primi turisti sulle spiagge. Le ragazze in bikini e con la minigonna mi hanno fatto capire che anch’io ero cambiata, che era tempo che la libertà e la serenità mi guidassero.<br />
Ho sudato freddo quando la spartizione del mondo ha creato nuove divisioni nel mio popolo, rispolverando le vecchie bandiere e versando ancora sangue innocente. Non potevo sopportare tutto quel piombo ma per fortuna furono malumori passeggeri. E anch’essi li superai grazie ai miei cittadini, pronti a rimanermi accanto sempre e comunque.<br />
Io sono loro debitrice quanto te. Sì, proprio te che stai leggendo e magari sbuffando. Come vedi, nel corso della mia storia non sempre ho avuto qualcosa da offrire al popolo. Spesso sono stati loro a sostenere me, non abbandonandomi mai.<br />
Questo è l’invito che voglio fare a te oggi.</p>
<p>Continua sempre a pretendere il massimo da me ma sii coraggioso e pronto per contribuire alla mia crescita. Io ho compiuto centocinquanta anni, non è poco, ma è ancora tanto il tempo che voglio trascorrere con te. Guarda al tuo vicino come a un fratello, anche se avete gli occhi e i capelli differenti e parlate dialetti incomprensibili l’un l’altro. Tutti voi nelle vene avete una piccolissima parte di me che vi rende uguali nelle differenze, perché siete tutti figli miei.<br />
Perché siete tutti quanti italiani…</p>
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		<title>Quattro nuove concessioni di idrocarburi</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 12:18:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[chiodi]]></category>
		<category><![CDATA[idrocarburi]]></category>
		<category><![CDATA[maria rita d'orsogna]]></category>
		<category><![CDATA[prospezione e ricerca di idrocarburi]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.

La legge regionale approvata dal Consiglio Regionale di Gianni Chiodi nel gennaio del 2010 e che vieta in zone sensibili abruzzesi le estrazioni di &#8220;idrocarburi liquidi&#8221; mostra tutta la sua inadeguatezza e l&#8217;ignoranza di base di chi l&#8217;ha redatta. La legge infatti lascia campo aperto agli &#8220;idrocarburi gassosi&#8221; per i quali non ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo e pubblichiamo.<br />
</em></small><br />
La legge regionale approvata dal Consiglio Regionale di Gianni Chiodi nel gennaio del 2010 e che vieta in zone sensibili abruzzesi le estrazioni di &#8220;idrocarburi liquidi&#8221; mostra tutta la sua inadeguatezza e l&#8217;ignoranza di base di chi l&#8217;ha redatta. La legge infatti lascia campo aperto agli &#8220;idrocarburi gassosi&#8221; per i quali non ci sono vincoli di alcun genere.</p>
<p>Ma i principi della geologia sono semplici: sottoterra ci sono spesso miscele di gas e di petrolio e non e&#8217; sempre possibile distinguere fra i due.</p>
<p>I petrolieri allora ci riprovano e invece di far riferimento alla possibilità&#8217; di estrarre petrolio, parlano di estrazione di gas naturale. Sono di questi giorni infatti le richieste per ben 4 autorizzazioni a procedere per l&#8217;estrazione di &#8220;gas&#8221; dal Teramano e nel Pescarese. </p>
<p>Le concessioni sono quelle di Villa Mazzarosa e Villa Cipressi, in provincia di Teramo, per conto della Mediterranean Oil and Gas &#8211; la stessa di Ombrina Mare &#8211; e quelle di Santa Venere e Cipressi in provincia di Pescara, per conto dell&#8217;Adriatica Idrocarburi, che fa capo all&#8217;ENI.</p>
<p>Le localita&#8217; interessate sono Cappelle sul Tavo, Citt Sant&#8217;Angelo, Collecorvino, Montesilvano, Moscufo, Pescara, Pianella, Spoltore, Atri, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Elice, Montefino, Penne, Mosciano S. Angelo, Teramo, Cermignano, Cellino Attanasio, Canzano, Castellalto, Notaresco,  Bellante.</p>
<p>Anche se i petrolieri lo chiamano ora &#8220;gas&#8221;, le tecniche utilizzate, i rifiuti prodotti, la presenza di idrogeno solforato, sono talquali per il gas che per il petrolio. Basti pensare che presso il lago di Bomba le estrazioni di gas avranno bisogno di un desolforatore i cui principi sono del tutto simili al Centro Oli di Ortona.</p>
<p>A suo tempo tutte le associazioni ambientali, docenti universitari indipendenti e non al soldo di ENI o Assomineraria, avevano denunciato la possibilità&#8217; da parte delle ditte trivellanti di utilizzare il gas naturale come cavallo di Troia per bucare il territorio, e sottolineato la necessita&#8217; di vietare anche l&#8217;estrazione di gas dall&#8217;Abruzzo.</p>
<p>Il governo regionale non ha voluto dare ascolto al parere degli esperti, e cosi&#8217; il ritorno dei petrolieri si e&#8217; concretizzato.</p>
<p>A prendere decisioni su queste 4 concessioni sara&#8217; ancora una volta la VIA regionale di Antonio Sorgi, che dopo due anni ancora non riesce a dire il suo no definitivo alle estrazioni di gas a Bomba da parte della Forest Oil, sebbene tutto l&#8217;Abruzzo civile e libero abbia espresso in mille modi il suo no.</p>
<p>Ci aspettano altre battaglie e chiediamo ai presidenti di provincia di Pescara, Guerino Testa e di Teramo, Valter Catarra e soprattutto ai cittadini di prendere informazioni, di indignarsi e di attivarsi contro questi nuovi attacchi. Chiediamo altresi alla dirigenza regionale di rispettare la volontà&#8217; popolare e di dire una volta per tutte no all&#8217;Abruzzo minerario, senza prese in giro e senza altri stratagemmi volti solo ad ingannare la gente.</p>
<p>Gianni Chiodi, oltre ad essere stato sordo di fronte alle argomentazioni di esperti veri, e testardamente ancorato alle sua scarsa conoscenza scientifica, ancora una volta si mostra incurante della sua terra, della sua gente, e finanche della sua città&#8217;, Teramo.</p>
<p><small>Maria R. D&#8217;Orsogna<br />
Associate Professor<br />
Department of Mathematics<br />
Institute for Sustainability<br />
California State University at Northrdige<br />
<a target="_blank" href="http://www.csun.edu/~dorsogna">www.csun.edu/~dorsogna<br />
</a><br />
Francesco Stoppa Ph.D<br />
Full Professor A1/04<br />
<a target="_blank" href="http://www.cata.unich.it">www.cata.unich.it</a><br />
<a target="_blank"href="http://www.caam.unich.it">www.caam.unich.it</a></small></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Siamo diventati inaffidabili e ridicoli</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2011/10/24/siamo-diventati-inaffidabili-e-ridicoli/</link>
		<comments>http://www.vastesi.com/blog/2011/10/24/siamo-diventati-inaffidabili-e-ridicoli/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 15:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Open Zone]]></category>
		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
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		<description><![CDATA[Ormai ci ridono dietro come si fa con lo scemo del villaggio. Ride di noi il direttorio europeo del quale una volta a pieno titolo facevamo parte. Ora siamo diventati inaffidabili e ridicoli persino. Il nostro barzellettiere leader è oggetto di ironia. In Europa basta citarlo o riferirsi a lui che parte la  risata. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai ci ridono dietro come si fa con lo scemo del villaggio. Ride di noi il direttorio europeo del quale una volta a pieno titolo facevamo parte. Ora siamo diventati inaffidabili e ridicoli persino. Il nostro barzellettiere leader è oggetto di ironia. In Europa basta citarlo o riferirsi a lui che parte la  risata. Ma per noi è una tragedia, e non solo di immagine. Aveva promesso di tutto e di più: sviluppo, milioni di posti di lavoro, meno tasse. E per contratto. </p>
<p>Sembra che sia passato un tempo infinito da quando i suoi aficionados cantavano rapiti: “Meno male che Silvio c’è”. E il Narciso si specchiava in loro e non vedeva il Paese che affondava. Arrivò a negava la crisi come Don Ferrante la peste. Se questi almanaccava  sofismi pseudo filosofici, lui la buttava in psicologia. La derubricava a fattore psicologico, monatti infettivi l’opposizione. La peste era solo e soltanto greca e spagnola. All’apparir del vero, il nostro premier, frastornato e strattonato, faticava persino a designare il  governatore della Banca d’Italia. Che si stia avverando la profezia sessantottina, che una risata lo seppellirà?</p>
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		<title>L&#8217;Italia, una democrazia a libertà limitata</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 07:13:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Open Zone]]></category>
		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
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		<description><![CDATA[Dove stiamo andando? Un premier plurinquisito, arricchitosi con torbide astute operazioni,  ne pensa una al giorno per sfuggire alla giustizia e per occultare le sue vergogne. Le leggi ad personam non finiscono mai, ad imitazione dell’oscena regina assira Semiramide che per legalizzare la sua voglia sfrenata di sesso “libito fe’ licito in sua legge”. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dove stiamo andando? Un premier plurinquisito, arricchitosi con torbide astute operazioni,  ne pensa una al giorno per sfuggire alla giustizia e per occultare le sue vergogne. Le leggi ad personam non finiscono mai, ad imitazione dell’oscena regina assira Semiramide che per legalizzare la sua voglia sfrenata di sesso “libito fe’ licito in sua legge”. Per salvarsi, il nostro premier ha stravolto i processi, sconvolto le procedure nel balletto dei giudizi brevi o lunghi, ha  allungato i tempi, moltiplicato i testimoni. I suoi avvocati sono parlamentari “eletti” da lui e pagati da noi. Ora siamo al redde rationem. Mentre il Paese terrorizzato viaggia sul Titanic senza  pilota, la nostra Semiramide si preoccupa delle intercettazioni che lo riguardano e vuole  oscurarle tutte. Sarebbe la fine della libera informazione, un occultamento delle notizie, della verità. I mezzi di informazione sarebbero obbligati a  pubblicare le smentite non di autorità terze, ma degli interessati, senza poter entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica. </p>
<p>Lo scontro in Parlamento sarà duro. La presidente di Commissione, l’on Bongiorno, si oppone al  black-out del diritto di cronaca, non molla sulla pubblicazione, almeno per riassunto, delle intercettazioni e minaccia le dimissioni.  Ma la risposta più forte, inaudita, contro la norma anti-blogger l’ha data Wikipedia. Sul suo sito c’è  ora solo una pagina bianca e un  lungo comunicato:”Con le norme del ddl sulle intercettazioni non esisteremo più. Sarebbe un&#8217;inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza. Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell&#8217;onore e dell&#8217;immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall&#8217;articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione&#8221;.  Da oggi  milioni di italiani che si servivano del  servizio di Wikipedia ne verranno privati e tutto il mondo conoscerà la nostra democrazia a libertà limitata.</p>
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		<title>Vasto merita il Parco Nazionale</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 08:21:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Open Zone]]></category>
		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro gentile]]></category>
		<category><![CDATA[parco nazionale della costa teatina]]></category>

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		<description><![CDATA[di Alessandro Gentile.
Caro Direttore, una lettera per esprimere tutta la mia disapprovazione circa l&#8217;inutile e &#8220;provinciale&#8221; polemica sul Parco Nazionale. Vasto merita il parco. Questa terra è ancora stupenda ma qualcuno finge di non saperlo. Qualcuno ha paura della rinascita turistica ed economica della nostra città. Limitare il perimetro vuol dire limitare i finanziamenti a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><small>di Alessandro Gentile.</small></strong></p>
<p>Caro Direttore, una lettera per esprimere tutta la mia disapprovazione circa l&#8217;inutile e &#8220;provinciale&#8221; polemica sul Parco Nazionale. Vasto merita il parco. Questa terra è ancora stupenda ma qualcuno finge di non saperlo. Qualcuno ha paura della rinascita turistica ed economica della nostra città. Limitare il perimetro vuol dire limitare i finanziamenti a pochi eletti e questo lo sanno in molti. Bisognava fare di più di quanto approvato dal consiglio durante la seduta di ieri. </p>
<p>Il 27 settembre è stato l&#8217;<em>overshoot day</em>: l&#8217;uomo ha consumato tutte le risorse rinnovabili del pianeta.<br />
Il consumismo sfrenato ed il modello di sviluppo attuale rischiano di distruggere il pianeta.<br />
E&#8217; un bilancio che preoccupa non solo per le ripercussioni ambientali ma anche per quelle economiche, sociali, politiche e religiose.<br />
In un contesto del genere la polemica contro il parco nazionale della costa teatina assume connotati comici a tinte macabre.<br />
L&#8217;opposizione ad un modello di sviluppo alternativo ed ecosostenibile sembra priva di ogni buon senso. </p>
<p>Mi chiedo se la politica locale legga i giornali. Mi chiedo se i parco-scettici stiano vivendo la crisi economica, emblema del fallimento di un sistema produttivo completamente &#8220;sgangherato&#8221;. E&#8217; difficile pensare che i precari, i cassintegrati, i giovani disoccupati intravedano una minaccia in un qualcosa che non ancora esiste. Non è stato il parco a non saper produrre ricchezza e lavoro. L&#8217;ingessamento del territorio già esiste e non certo nelle aree tutelate. Le statistiche ci informano che i parchi nazionali e le riserve hanno registrato un cospicuo incremento delle presenza turistiche. In forte calo, invece, i villaggi turistici con un meno 30% di presenze in un solo anno. </p>
<p>I turisti preferiscono il verde ed i servizi, le aree protette, gli agriturismi e B&#038;B.<br />
Per Vasto il parco è una necessità. Senza una vera e amplia tutela ambientale e senza una saggia pianificazione del territorio saremo costretti a tramutarci in una città dormitorio esposta a delinquenza e degrado. Chi si oppone al progetto del parco lo fa per interesse personale e opportunismo politico. Un parco nazionale con sede nel vastese rappresenta una minaccia per tutti coloro che in questi anni hanno lavorato all&#8217;emarginazione della nostra città. Nel giro di pochi anni abbiamo assistito allo svanire del &#8220;sogno universitario&#8221;, alla soppressione della ASL più efficiente della regione, al taglio di servizi sociali e sanitari e alla paventata soppressione del tribunale. Ora hanno deciso di toglierci anche il Mare e le meravigliose Campagne che tutti ci invidiano.</p>
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		<title>Rifiuti in Abruzzo: vent&#8217;anni di Sodoma</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 07:15:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
Un anno fa  gli arresti dell&#8217;inchiesta &#8220;Re Mida&#8221;. In questi mesi è emersa una fitta trama di affari e connivenze pubblico-privato, con il primo asservito al secondo. Ma sono ormai quasi vent&#8217;anni che l&#8217;Abruzzo è al centro di traffici criminali,  mentre la gestione pubblica continua a danzare sull&#8217;orlo del baratro
E&#8217; passato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo e pubblichiamo.</em></small></p>
<p>Un anno fa  gli arresti dell&#8217;inchiesta &#8220;Re Mida&#8221;. In questi mesi è emersa una fitta trama di affari e connivenze pubblico-privato, con il primo asservito al secondo. Ma sono ormai quasi vent&#8217;anni che l&#8217;Abruzzo è al centro di traffici criminali,  mentre la gestione pubblica continua a danzare sull&#8217;orlo del baratro</p>
<p>E&#8217; passato esattamente un anno. Per certi versi sembra un secolo, ma è solo un anno. 21 settembre 2010. Quel giorno l&#8217;Abruzzo si svegliò mentre l&#8217;inchiesta &#8220;Re Mida&#8221; portava all&#8217;arresto imprenditori e uomini politici, arrivando a terremotare la stessa Amministrazione Regionale.</p>
<p>E&#8217; passato esattamente un anno. Le indagini hanno fatto emergere e <a href="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2011/09/mappaffariDiZioPDL.jpg" rel="lightbox[6090]">documentato </a>un vero e proprio sistema di potere che gestiva il sistema dei rifiuti abruzzesi, caratterizzata da una spartizione affaristica tra Di Zio, Venturoni e Piccone. Una spartizione che, secondo la Procura di Pescara, vedeva l&#8217;affiorare di una vera e propria guerra tra bande per decidere dove costruire un inceneritore.</p>
<p>L&#8217;inchiesta Re Mida, con tutte le sue implicazioni, è solo la punta avanzata di un iceberg molto più ampio. Perché la gestione del ciclo dei rifiuti in Abruzzo è vicina al collasso, così come abbiamo già affermato alcuni mesi fa, e da tantissimi anni la nostra Regione è terra di conquista e di affari.</p>
<p>Nel 1997 il procuratore Generale Bruno Tarquini, inaugurando l&#8217;anno giudiziario a L&#8217;Aquila, affermò che &#8220;In  questa  regione  la  cosiddetta fase  di  rischio  è  ormai  superata  e  si  può parlare di una vera e propria emergenza criminalità, determinata dall&#8217;ingresso di clan campani e pugliesi anche nel tessuto economico della Regione&#8221;.</p>
<p>Al contrario di quanto affermato negli anni da diversi politici, dall&#8217;ex presidente della Regione Ottaviano Del Turco in giù, l&#8217;Abruzzo non è più la &#8220;terra felice&#8221; che raccontano. L&#8217;Abruzzo è una regione ormai da quasi vent&#8217;anni al centro di traffici di rifiuti e degli affari della criminalità mafiosa. La posizione geografica la pone al centro della &#8220;rotta adriatica&#8221;<br />
dei traffici illegali. Un destino che condividiamo con il Molise. Ed infatti diverse sono le vicende che, a vario titolo, coinvolgono entrambe le regioni. Abruzzo e Molise sono separate solo dal Fiume Trigno. E, negli anni scorsi è stato accertato e documentato che in Molise un&#8217;immenso quadrilatero era diventato la discarica del boss Caturano. Uno dei lati del quadrilatero era la strada Trignina.</p>
<p>La gestione dei rifiuti è terreno di conquista di interessi privatistici e criminali, un far west dove imperversano consorterie e comitati d&#8217;affari. Un far west che si inserisce ad ogni livello e devasta. Camminando per le strade delle periferie delle nostre città o ai margini di grandi arterie viarie può capitare di incontrare enormi discariche abusive. Pensiamo che siano solo colpa dell&#8217;inciviltà e della stupidità di alcuni. Non è così.</p>
<p>Perché nelle discariche abusive, nelle cave abbandonate, finiscono anche rifiuti industriali, tossici, nocivi. E&#8217; non il gesto di un singolo, ma il frutto dell&#8217;agire indiscriminato di cartelli criminali. Tutto questo mentre la gestione pubblica continua a segnare inesorabilmente il passo. Nei mesi scorsi varie volte il Responsabile del Servizio Gestione Rifiuti della Regione Abruzzo Franco Gerardini ha parlato di una situazione di &#8220;pre-emergenza&#8221;. I primi allarmi del Corpo Forestale dello Stato risalgono al 2008, ormai 3 anni fa.</p>
<p>Valgono ancor di più oggi le parole di un anno fa &#8220;E&#8217; arrivato il momento, una volta per tutte, di inchiodare politici, imprenditori e criminali della peggior specie alle loro responsabilità. L&#8217;Abruzzo ha sete di nomi, cognomi, indirizzi, circostanze che vanno portate alla luce del sole&#8221;. Nel piccolo <a target="_blank" href="http://www.peacelink.it/abruzzo/docs/3903.rtf">dossier</a> che si presenta oggi sono state raccolte denunce, inchieste, vicende varie che negli ultimi vent&#8217;anni hanno interessato il ciclo dei rifiuti in Abruzzo. Discariche collassate, traffici mafiosi, pessime gestioni. Le vicende sono tantissime. Non sono tutte uguali e non tutte vanno messe sullo stesso piano. Ma  insieme rendono il desolante quadro generale. Sicuramente questo dossier non potrà essere esaustivo, mancheranno alcuni tasselli. Ma si è creduto importante, 365 giorni dopo l&#8217;inchiesta &#8220;Re Mida&#8221;, cominciare a soddisfare quella sete.</p>
<p><em>Alessio Di Florio<br />
Responsabile PeaceLink Abruzzo<br />
Ass. Antimafie Rita Atria<br />
</em><br />
<small><em>Contatti:<br />
abruzzo@peacelink.it<br />
http://www.peacelink.it/abruzzo<br />
http://www.ritaatria.it</em></small></p>
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