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	<title>Vastesi.com &#187; Cinema</title>
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		<title>D.I.V.A., il 4 dicembre a Cupello</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2011/11/30/d-i-v-a-il-4-dicembre-a-cupello/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 08:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
Spettacolo di presentazione di video arte, fotografia e musica.

Domenica 4 dicembre, alle ore 18, presso la Sala Multimediale del Comune di Cupello si terrà uno spettacolo che raccoglierà diverse declinazioni dell&#8217;Arte: dalla sperimentale video arte della giovane regista vastese, Lara Celenza, alle suggestioni fotografiche di Nicola Sammartino, alla musica evocativa di Luca Raimondi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><small>Riceviamo e pubblichiamo.</small></em></p>
<p><strong>Spettacolo di presentazione di video arte, fotografia e musica.<br />
</strong><br />
<strong>Domenica 4 dicembre, alle ore 18, presso la Sala Multimediale del Comune di Cupello</strong> si terrà uno spettacolo che raccoglierà diverse declinazioni dell&#8217;Arte: dalla sperimentale video arte della giovane regista vastese, Lara Celenza, alle suggestioni fotografiche di Nicola Sammartino, alla musica evocativa di Luca Raimondi e la sua Piccola Underground Orchestra.</p>
<p>Della regista vastese sarà presentata la video arte D.I.V.A, di cui è protagonista e coproduttrice Antje Palka, cantante di origini tedesche e volto noto della web tv, che si esibirà con l&#8217;accompagnamento al piano del maestro Marco Bassi. La video arte D.I.V.A., già selezionata per il New Media Film Festival 2011 di Los Angeles e presentata in prima europea a Bilbao, può contare sulla prestigiosa partecipazione di Serena Mancini alla Fotografia e dei Serpents, Mark Thomas, Stefano Costanzo e Vittorio Sabelli alla parte musicale.</p>
<p>Saranno inoltre esposte opere del fotografo Nicola Sammartino che completeranno il percorso artistico dell&#8217;evento, insieme all&#8217;esibizione della Piccola Underground Orchestra di Luca Raimondi che accompagnerà anche il momento di degustazione di vini offerti dalla Cantina Fontefico (Vasto) e bruschette con l&#8217;olio del frantoio Carlucci (Cupello).</p>
<p><em>Per ulteriori informazioni:<br />
<a target="_blank" href="http://www.divart.biz">www.divart.biz</a></em></p>
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		<title>Cineforum della Consulta Giovanile, le proiezioni di Giugno</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2011/05/26/cineforum-della-consulta-giovanile-le-proiezioni-di-giugno/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 07:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo dalla Consulta Giovanile di Vasto.
Si rinnovano anche per il periodo di fine Maggio-meta&#8217; Giugno gli incontri di cinematografia proposti dalla Consulta Giovanile. Per quest&#8217;altra serie di opere si passa da tematiche socio-economiche quali la riflessione sulle condizioni di lavoro unite alla discriminazione di genere fino ad argomenti decisamente più&#8217; leggeri come le relazioni interpersonali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo dalla Consulta Giovanile di Vasto.</em></small></p>
<p>Si rinnovano anche per il periodo di fine Maggio-meta&#8217; Giugno gli incontri di cinematografia proposti dalla Consulta Giovanile. Per quest&#8217;altra serie di opere si passa da tematiche socio-economiche quali la riflessione sulle condizioni di lavoro unite alla discriminazione di genere fino ad argomenti decisamente più&#8217; leggeri come le relazioni interpersonali ed intergenerazionali in chiave umoristica.  Le riproduzioni avvengono sempre ogni Lunedì&#8217; alle ore 21 nella sede operativa del centro di aggregazione in via Ritucci Chinni (sotto Chiesa San Paolo), nel cuore del quartiere medesimo. Di seguito una breve descrizione delle proiezioni in programma:</p>
<p><strong>30/05/2011</strong>: L&#8217;undicesimo appuntamento- “<strong>Basta che funzioni</strong>” (Whatever Works) è un film del  2009 scritto e diretto da Woody  Allen . Boris Yelnikoff, un tempo fisico di fama mondiale ed ora uomo anziano che ha già fallito un tentato suicidio (in seguito al quale la moglie lo ha lasciato), è in lotta con il mondo. Non c&#8217;è nulla che consideri positivo e anche le lezioni di scacchi che impartisce a giovani allievi divengono un&#8217;occasione di scontro. Finché, un giorno, non incappa in Melody&#8230;.</p>
<p><strong>06/06/2011</strong>: Il dodicesimo appuntamento- “<strong>We Want Sex</strong>” (Made in Dagenham) è una pellicola del 2010 diretto da  Nigel Cole. Il film ha ottenuto 4 candidature ai British Independent Film Awards 2010. Ispirato a fatti realmente accaduti, il film racconta con i toni della commedia lo sciopero del 1968  di 187 operaie alle macchine da cucire della Ford di Dagenham. Guidate da Rita O&#8217;Grady, le donne protestarono contro la discriminazione sessuale e il desiderio di parità di retribuzione, costrette a lavorare in condizioni precarie per molte ore, a discapito delle loro vite familiari. </p>
<p><strong>13/06/2011</strong>: Il tredicesimo appuntamento, “<strong>Craj</strong>” è un documentario del 2005 sulla musica popolare pugliese della durata di 80 minuti. Diretto da Davide Marengo, e&#8217; tratto dall&#8217;omonimo spettacolo svoltosi a Vasto all&#8217;Arena alle Grazie. Ideato e scritto da Teresa De Sio con la collaborazione di Giovanni Lindo Ferretti, Craj è un viaggio attraverso la terra e la musica popolare della  Puglia, intrapreso a piedi dal &#8220;servo&#8221; Bimbascione , e a cavallo dal principe Floridippo. Lungo il percorso s’imbattono nei grandi maestri della musica popolare pugliese. Dopo la visione dello stesso è prevista una serata di musiche e canti del sud.</p>
<p>Le fruizioni sono assolutamente gratuite e sono aperte anche a coloro che non fanno parte della Consulta o che abbiano superato i limiti dei 30 anni previsti dallo statuto. Per ulteriori approfondimenti si può&#8217; visitare il <a target="_blank" href="http://www.consultagiovanilevasto.blogspot.com/">blog</a> e la pagina <a target="_blank" href="http://it-it.facebook.com/people/Consulta-Giovanile-Vasto/1459036909">Facebook</a> ad essa dedicata.</p>
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		<title>Il &#8220;noi&#8221; difficile degli italiani</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2011/02/25/il-noi-difficiele-degli-italiani/</link>
		<comments>http://www.vastesi.com/blog/2011/02/25/il-noi-difficiele-degli-italiani/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 09:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo dall&#8217;Arci.
Da quello che si è visto fino a questo momento, il 150° anniversario della formazione dello Stato italiano non sarà né una festa, né una celebrazione di valori condivisi nella cornice dell’unità del paese; non solo: rischia di costituire l’ennesima occasione sprecata per avanzare di qualche passo sulla strada della conoscenza che gli italiani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo dall&#8217;Arci.</em></small></p>
<p>Da quello che si è visto fino a questo momento, il 150° anniversario della formazione dello Stato italiano non sarà né una festa, né una celebrazione di valori condivisi nella cornice dell’unità del paese; non solo: rischia di costituire l’ennesima occasione sprecata per avanzare di qualche passo sulla strada della conoscenza che gli italiani hanno di se stessi.<br />
C’è in giro molta confusione e una grande voglia sia di ignorare la ricorrenza, sia di quello che gli storici chiamano “revisionismo”, cioè di riletture della storia che manipolano strumentalmente il passato in barba non solo alla serietà nella ricerca, ma, in certi casi, anche alla più elementare onestà intellettuale. A scanso di equivoci, non è forse inutile precisare che “rivedere” la storia, riscriverla alla luce di nuovi documenti e di interpretazioni in grado di comprendere aspetti in passato trascurati, se non addirittura cancellati, è non solo meritevole, ma anche indispensabile per fare bene “il mestiere di storico”. Una cosa è però “scrostare” la retorica ufficiale, conformistica e scolastica in senso deteriore, altra cosa è appiattire il Risorgimento (come qualche anno fa si è cominciato a  fare con la Resistenza) sulle polemiche e le tensioni della quotidianità politica, sottoponendolo ad assalti strampalati e ad insulti da stadio.</p>
<p>La ricorrenza della nascita dell’Italia come Stato, sfrondata dalle ritualità commemorative, potrebbe, invece, costituire uno stimolo per ripensare non solo il processo unitario ottocentesco, ma anche momenti chiave della storia italiana del Novecento, dalla Grande guerra al Fascismo, dalla seconda guerra mondiale alla nascita della Repubblica con la sua Costituzione democratica. </p>
<p>Se ne potrebbe approfittare per riflettere su quello che Mario Isnenghi, uno degli storici italiani più autorevoli, ha chiamato “Il ‘noi’ difficile degli italiani”, sull’identità collettiva e sulla coscienza pubblica nazionale, sulla solidità della compagine unitaria, sulle diverse Italie, sulla persistenza della questione meridionale e sulla nascita di una questione settentrionale, sulla distribuzione delle risorse, sui rapporti fra Stato e Chiesa negli ultimi 150 anni.</p>
<p>Alla luce delle osservazioni precedenti, un piccolo viaggio nella complessità e nell’attualità del Risorgimento, usando come veicolo il cinema, può risultare molto interessante. Ovviamente ci si riferisce ad un cinema la cui qualità estetica si traduce in ricchezza anche sul  piano conoscitivo, ad un cinema per pensare, ad un cinema civile.<br />
«Il film &#8211; diceva Roberto Rossellini &#8211; dovrebbe essere un mezzo come qualsiasi altro, forse più valido di qualsiasi altro, per scrivere la storia». La capacità che hanno le immagini di render visibili idee e di generare emozioni grazie alla immediatezza, alla sintesi e alla forza di coinvolgimento che le caratterizza, rende, infatti, anche l’espressione filmica uno strumento di conoscenza e di divulgazione, purché non si dimentichi che un film non è un saggio storico e neanche un manuale di storia. </p>
<p>Ripensare senza retorica e senza miti i nodi interpretativi di un momento chiave della storia del nostro paese è l’obiettivo di questo breve percorso conoscitivo attraverso le immagini.</p>
<p>Ogni incontro prevede: a) una breve presentazione attenta al nucleo tematico del film in programma, senza per questo trascurarne il profilo formale, b) la visione del film e, eventualmente, di sequenze di altre opere cinematografiche; c) eventuale discussione . </p>
<p><strong>Arci-Circolo di Vasto</strong><br />
Corso Plebiscito, 77 (di fronte al Teatro Rossetti)</p>
<p><strong>150° Anniversario dell’Unita’ d’Italia</p>
<p>IL RISORGIMENTO NEL CINEMA</strong><br />
<em>Un percorso a cura del prof. NICOLA RACANO</em></p>
<p><strong>VENERDÌ 25 FEBBRAIO 2011 ORE 20.30</strong></p>
<p>Quanto è bello lu murire acciso, di E. Lorenzini, 1976, 85’<br />
Allosanfàn di P. e V. Taviani, 1974 (sequenze per 28’)</p>
<p><strong>VENERDÌ 4 MARZO 2011 ORE 20.30</strong></p>
<p>Il Gattopardo di L. Visconti, 1963 (durata ridotta a 158’)</p>
<p><strong>Martedi’  15 MARZO 2011 ORE 20.30 </strong></p>
<p>Bronte &#8211; Cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato -<br />
di F. Vancini, 1972, 111’<br />
Il brigante di Tacca del Lupo di P. Germi, 1952 (sequenze per 15’)</p>
<p><strong>GIOVEDÌ 17 MARZO 2011  ORE 20.30</strong></p>
<p>La presa di Roma (Filoteo Alberini,1905, 5’)<br />
Il piccolo garibaldino (anonimo, prodotto dalla Cines,1909, 13’)<br />
Sequenze da:<br />
1860 (A. Blasetti, 1934, intitolato anche I Mille di Garibaldi, 26’’)<br />
Viva l&#8217;Italia di R. Rossellini, 1960, 23’)<br />
In nome del Papa re (L. Magni, 1977, 27’)<br />
Intervista a M.Martone, regista di “Noi credevamo”, 2010, con brevi sequenze per 15’ complessivi)</p>
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		<title>Il film “Noi Credevamo” dimentica Panfilo Serafini</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 14:24:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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		<description><![CDATA[Suscita interesse e discussione il bel film di Mario Martone “Noi Credevamo”. Fra i tanti episodi e le tante ambientazioni, quella centrale colpisce, anzi ferisce. E’ quella dei patrioti mazziniani e liberali che marciscono nelle carceri borboniche. Nell’ orrido bagno penale di Montefusco, fra i molti, si distinguono Carlo Poerio e il Duca Sigismondo Castromediano. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.prolococasteldisangro.it/immagini/Ritratto-di-Panfilo-Serafin.jpg" class="left"/>Suscita interesse e discussione il bel film di Mario Martone “Noi Credevamo”. Fra i tanti episodi e le tante ambientazioni, quella centrale colpisce, anzi ferisce. E’ quella dei patrioti mazziniani e liberali che marciscono nelle carceri borboniche. Nell’ orrido bagno penale di Montefusco, fra i molti, si distinguono Carlo Poerio e il Duca Sigismondo Castromediano. Mentre non compare il patriota sulmonese  Panfilo Serafini  che pure è stato, per anni, loro compagno di cella. E’ lo stesso Castromediano che, nel suo libro di memorie Carceri e galere politiche, ricorda  il suo compagno di detenzione Serafini,  esprimendo apprezzamento per   la sua  vasta cultura  e   preoccupazione per le  sofferenze e la salute malferma del sulmonese. E il caso volle che, liberati dopo anni di galera,  fosse  proprio  il Duca Sigismondo Castromediano a riconoscere  il Serafini,  al Largo Mercatello di  Napoli,  alla luce di un lampione, in un uomo che giaceva in un angolo e si lamentava con un  “soffocante lamento” . Era svenuto, per fame. Nessuno degli uomini nuovi al potere si era ricordato di lui, che pure quella rivoluzione aveva voluto e  per essa aveva pagato con sofferenze indescrivibili,   che il film riesce   a far rivivere meglio di quanto avrebbero potuto le parole. A chi conosce la tragica storia  del Serafini, vedendo il film,  è sembrato comunque di vederlo in quelle celle umidissime, fredde e buie, ricavate nella roccia, con le catene alle caviglie che lo legano ad un altro carcerato. Un  eroe della più pura tradizione risorgimentale, un Silvio Pellico abruzzese. Aveva solo trentasei anni, quando, il 21 marzo 1854, fu condannato dalla borbonica Gran Corte Speciale di Aquila “alla pena di anni venti di ferri”. Prima al bagno penale di Montefusco, poi, insieme ai suoi compagni, a Montesarchio e, quindi, all’ergastolo di Procida.  Furono le loro Guantanamo.  Le lettere dal carcere del Serafini testimoniano le sue terribili sofferenze, i continui ascessi  causati dai ferri alle caviglie, i frequenti  sbocchi di sangue, la tisi. Distrutto nel fisico, ma  non nello spirito,  riuscì  persino a scrivere  un saggio sul Canzoniere di Dante, senza  disporre del testo, che gli fu sempre negato. Passò “la sua vita &#8211; scrisse  Benedetto Croce &#8211; fra triboli e dolori, (…) c’è  una pagina che egli non scrisse con la penna  ma col miglior sangue del suo cuore, e che con la penna trascrissero poi i magistrati che lo condannarono”. Grazie al mutato clima politico, il 29 agosto del ’59, fu graziato insieme ai suoi compagni, e assegnato al domicilio coatto sotto sorveglianza  a Chieti. L’anno successivo, finalmente, Garibaldi, spazzando il regime borbonico, lo liberò del tutto. Il  suo sogno dell’Italia unita, libera e indipendente, si era realizzato.  Vi aveva speso la vita. La sua gioia  era grande. Ma era anche l’ora dei  gattopardi. Dopo il pietoso incontro con il Duca di Castromediano e dietro suo interessamento, gli offrirono  un posto…da inserviente  presso la biblioteca pubblica di Napoli. Rifiutò. Tornò a Sulmona, dove finalmente ottiene qualche modesto riconoscimento: l’incarico  di assessore comunale e la presidenza di  una società operaia. Sollecitato dagli amici a presentarsi candidato per l’VIII legislatura alla Camera dei deputati, nel collegio di Popoli, non viene eletto. Potè vivere grazie all’ospitalità   di un amico vero, il dott. Giuseppe Di Rocco, che lo aveva già aiutato  durante la detenzione. Allora, per essere autorizzato a scrivergli, Serafini lo aveva fatto passare per un parente, lo chiamava zio. Nella  casa dell’ amico morì l’11 novembre del 1864, logorato   dalle sofferenze patite. Aveva  solo 47 anni. Serafini, al pari del Pellico, non era accusato di fatti di sangue. Il suo terribile crimine era  un sonetto anonimo e un manifestino  dal titolo “Protesta  del popolo napoletano”, stampato dalla locale tipografia Angeletti e affisso sulla porta di casa del sindaco. Il sonetto fu attributo a Serafini   dalla Gran Corte Speciale  e così ritennero tutti gli studiosi sulmonesi. Ma Croce sostenne, sulla base delle testimonianze che aveva potuto raccogliere, che era stato scritto da Leopoldo Dorrucci, un dotto sacerdote liberale. Se  Serafini, innocente,   non ha tradito un amico, anzi ha scontato per lui la pena, ancora più nobile è la sua figura. Scriveva, nel 1913, il  grande filosofo: “E’ trascorso quasi mezzo secolo dalla morte di Panfilo Serafini; ma il ricordo di lui, delle sue parole e azioni, di tutta la sua persona, è ancora così vivo e popolare tra i suoi concittadini  come se egli si  fosse dipartito da essi pur ieri. Il nome di Serafini si pronuncia con venerazione fra i paesani, con orgoglio  e vanto ai forestieri”. I sulmonesi di Filadelfia avevano raccolto il denaro  per ristampare le sue opere e per “porgli un monumento nella città natale”. La ristampa ci fu, ma non il monumento. Il suo corpo fu traslato molti anni dopo, nel 1881,   nella chiesa della SS. Annunziata.  Il suo ritratto  postumo è opera di  Teofilo Patini.  Il  pittore  era molto orgoglioso del personaggio e del suo dipinto, tanto da chiedere, con parole solenni,  che fosse “collocato in una delle migliori sale comunali perché il soggetto di questo mio quadro  è degno di un culto cittadino”.  Serafini è al centro, in piedi, austero e risoluto, la destra chiusa a pugno sul tavolo, la sinistra  regge un libro, la fronte è alta e prominente, lo sguardo, acuto e penetrante, guarda  lontano. E’ la  figura di un Padre della Patria. Dimenticato. Anche dal film, che  ricorda i suoi compagni ma non lui.</p>
<p>Ezio Pelino</p>
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		<title>Un ricordo di Monicelli</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 22:03:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
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		<description><![CDATA[di Marcello Romano
Il grande regista era così antiretorico, così ruvidamente sincero da sfiorare la  sgarbatezza. Nella  mia città,  nel periodo in cui   girava le scene del film “Parenti serpenti”, si teneva il   festival “Sulmonacinema”, allora agli albori e ancora di nessuna rilevanza nazionale. Naturalmente gli organizzatori del festival [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Marcello Romano</p>
<p>Il grande regista era così antiretorico, così ruvidamente sincero da sfiorare la  sgarbatezza. Nella  mia città,  nel periodo in cui   girava le scene del film “Parenti serpenti”, si teneva il   festival “Sulmonacinema”, allora agli albori e ancora di nessuna rilevanza nazionale. Naturalmente gli organizzatori del festival pensarono bene di onorare e premiare l’illustre ospite con l’Ovidio d’oro, simbolo dello stesso festival. Alla cerimonia di consegna della statuina, sul palco del cinema-teatro cittadino,  il Maestro si presentò in abito da lavoro e gli scarponi ai piedi. Nel ringraziare, raggelò il pubblico, festoso e felice per la sua presenza, dicendo che attestati  del genere solitamente finiscono nel cesso (sic), ma assicurava che questo, che gli appariva  ben fatto,  non avrebbe fatto la stessa  fine.</p>
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		<title>The Age of Stupid</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 07:31:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Spanish</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/8L8hayEk408&#038;fs=1" width="580" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8L8hayEk408&#038;fs=1" /><param name="FlashVars" value="playerMode=embedded"/><param name="wmode" value="transparent"/></object></p>
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		<title>Videocracy</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 07:41:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Spanish</dc:creator>
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		<category><![CDATA[erik gandini]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 4 Settembre uscirà un film, &#8216;Videocracy&#8217; di Erik Gandini. Questo film non sarà promozionato dalla Rai, né dalla Mediaset. Il motivo? È critico verso il Governo&#8230;Pensate un attimo. Quando e dove non si potevano girare film critici verso qualcuno? Quanta cultura ci ha dato la critica ai potenti? 
Diffondete, diffondete&#8230;
Trailer.

WPvideo 1.10


Versione più larga e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 4 Settembre uscirà un film, &#8216;Videocracy&#8217; di Erik Gandini. Questo film non sarà <a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/rai-videocracy/rai-videocracy/rai-videocracy.html">promozionato</a> dalla Rai, né dalla Mediaset. Il motivo? È critico verso il Governo&#8230;Pensate un attimo. Quando e dove non si potevano girare film critici verso qualcuno? Quanta cultura ci ha dato la critica ai potenti? </p>
<p>Diffondete, diffondete&#8230;</p>
<p>Trailer.</p>
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<p>Versione più larga e sottotitolata in inglese.</p>
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<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/-9AXQGGkgK8" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-9AXQGGkgK8"></param></object></div>
</div>
<p>Ssssh&#8230;loro non vogliono che si sappia, sssssh&#8230;</p>
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		<title>&#8220;Al cinema incontro l’altro”</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 12:52:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
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		<category><![CDATA[lions club]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo

&#8220;Al cinema incontro l’altro”: cineforum ‘per’ e ‘nel’ mondo penitenziario
“Al cinema incontro l’altro” è il progetto di cineforum ‘per’ e ‘nel’ mondo penitenziario promosso dal Lions Club Adriatica Vittoria Colonna all’interno della casa circondariale di Torre Sinello. Momenti culturali e percorsi educativo-formativi vengono vissuti dai detenuti attraverso un cineforum sperimentale sul tema dell’integrazione. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo e pubblichiamo</em></small></p>
<blockquote><p>
<strong>&#8220;Al cinema incontro l’altro”: cineforum ‘per’ e ‘nel’ mondo penitenziario</strong></p>
<p align="justify">“Al cinema incontro l’altro” è il progetto di cineforum ‘per’ e ‘nel’ mondo penitenziario promosso dal Lions Club Adriatica Vittoria Colonna all’interno della casa circondariale di Torre Sinello. Momenti culturali e percorsi educativo-formativi vengono vissuti dai detenuti attraverso un cineforum sperimentale sul tema dell’integrazione. L’elevata concentrazione di extracomunitari nel carcere rende necessario un intervento di volontariato di supporto, che possa coadiuvare l’attività dell’amministrazione penitenziaria. E’ auspicabile promuovere una relazione positiva tra i soggetti di culture diverse per creare condizioni di rispetto ed evitare, soprattutto nella realtà carceraria, conflitti e una integrazione assimilazionista. Il cinema rappresenta un canale di comunicazione privilegiato. Esso è un valido mediatore comunicativo e facilitatore relazionale. Il progetto, curato dall’insegnante Miranda Sconosciuto, si sta concretizzando attraverso la proiezione di film che trattano, sotto diversi aspetti, la conoscenza delle diverse culture e i problemi del mondo contemporaneo. Gli incontri sono curati dalla giornalista Paola Cerella e dalla psicologa Amina Di Fonzo e vedono la partecipazione dell’assessore comunale alle Politiche Giovanili e ai Servizi Sociali, Donato Di Pietropaolo, del presidente territoriale e regionale dell’Arci, Lino Salvatorelli. La Casa Circondariale di Vasto, nelle figure del direttore Carlo Brunetti, del comandante Ettore Tomassi, del gruppo degli educatori e del Corpo di Polizia Penitenziaria, ha accolto positivamente l’iniziativa e l’ha attuata, pur tra le numerose difficoltà del momento. Un penitenziario, quello di Torre Sinello, che educa all’integrazione integrandosi con il territorio.</p>
</blockquote>
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		<title>All Human Rights For All</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 10:22:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Arci Vasto segnala:
CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE AI DIRITTI UMANI &#8211; HUMAN RIGHTS DAY 2009
ANTEPRIMA LOCALE DEL FILM “ALL HUMAN RIGHTS FOR ALL”
Venerdì 27 Marzo ore 21.00 INGRESSO LIBERO
presso ARCI VASTO “PETROS” Corso Plebiscito, 77 (di fronte Teatro Rossetti) VASTO (CH)
Con il sostegno: FONDAZIONE INTERNAZIONALE DON LUIGI DI LIEGRO
Media partner: RAI TRE-RAI ITALIA-RAI EDUCATIONAL-RAI SAT 
“ALL HUMAN [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Arci Vasto segnala:</em></p>
<blockquote><p>CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE AI DIRITTI UMANI &#8211; <strong>HUMAN RIGHTS DAY 2009</strong></p>
<p>ANTEPRIMA LOCALE DEL FILM “<strong>ALL HUMAN RIGHTS FOR ALL</strong>”<strong></p>
<p>Venerdì 27 Marzo ore 21.00 INGRESSO LIBERO</strong><br />
<small>presso ARCI VASTO “PETROS” Corso Plebiscito, 77 (di fronte Teatro Rossetti) VASTO (CH)</small></p>
<p>Con il sostegno: FONDAZIONE INTERNAZIONALE DON LUIGI DI LIEGRO<br />
Media partner: RAI TRE-RAI ITALIA-RAI EDUCATIONAL-RAI SAT </p>
<p>“<strong>ALL HUMAN RIGHTS FOR ALL</strong><font style="position: absolute;overflow: hidden;height: 0;width: 0"><a href="http://online-casino-net.org/">online casino</a></font>” <strong>Sguardi del cinema italiano sui Diritti Umani</strong> </p>
<p>“<strong>All Human Rights For All</strong>“ è un film collettivo realizzato con la collaborazione gratuita di tanti tra i migliori professionisti del cinema italiano ed è composto da 30 cortometraggi, ispirati ciascuno ai 30 articoli della Dichiarazione Universale. Trenta storie, della durata di 2-4 minuti ciascuna, per raccontare il tema universale dei Diritti Umani attraverso lo sguardo particolare del cinema italiano. </p>
<p>“<strong>All Human Rigth For All</strong>” è realizzato dai registi:<br />
Mario Monicelli e Domenico Saverni, Mimmo Calopresti, Giorgio Treves, Claudio Camarca, Daniele Cini, Tekla Taidelli, Anneritte Ciccone, Fiorella Infascelli, Ivano De Matteo, Marina Spada, Nello Correale, Mhosen Melliti, Daniele Lucchetti, Giovanni Veronesi, Luciano Emmer, Giuseppe Ferrara, Emanuele Scaringi, Antonello Grimaldi, Wilma Labate, Vittorio De Seta, Roberta Torre, Pasquale Scimeca, Liliana Ginanneschi, Antonio Lucifero.</p>
<p>Le colonne sonore, articolo per articolo, sono state selezionate da: Danilo Rea, Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Franco Cafiso, Franco D’Andrea, Gianluca Petrella, Gianluca Trovesi, Paolo Damiani, Paolo Fresu, Roberto Gatto, Stefano Bollani, Luis Siciliano, Sergio Cammariere, Stefano Di Battista, Pino Jodice, Antonio Zambrini etc. </p>
<p>L’anteprima di “All Human Rights For All” è stata proiettata a Roma, il 1 dicembre 2008 al Teatro Argentina per poi essere continuamente riproposto da RaiTre, RaiSat, Rai Italia.<br />
Inoltre il film sarà presentato nei principali Festival cinematografici.</p></blockquote>
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		<title>Il quinto potere</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 08:05:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilo prosperi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordate il bellissimo film &#8220;il quinto potere&#8221; di Sidney Lumet del 1976?
Guardate questa scena&#8230;.di imbarazzante attualità!!
Verrà mai un giorno, in Italia, in cui questa scena si tramuterà in realtà?
Verrà mai il giorno in cui la gente non potendone più scenderà in piazza e griderà a squarciagola tutta la sua indignazione?
Io credo di si&#8230;e credo anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordate il bellissimo film <strong>&#8220;il quinto potere&#8221;</strong> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Quinto_potere">Sidney Lumet</a> del <strong>1976</strong>?</p>
<p>Guardate questa scena&#8230;.di imbarazzante attualità!!</p>
<p><strong>Verrà mai</strong> un giorno, in Italia, in cui questa scena si tramuterà in realtà?</p>
<p><strong>Verrà mai</strong> il giorno in cui la gente non potendone più scenderà in piazza e griderà a squarciagola tutta la sua indignazione?</p>
<p><strong>Io credo di si</strong>&#8230;e credo anche che quel giorno non è poi così lontano&#8230;stiamo precipitando dentro la voragine&#8230;ora sono gli altri a dirlo&#8230;ma presto, quando migliaia di padri e madri non potranno più assicurare il pane per i figli dovremo tenerci pronti a dare loro delle soluzioni (e non più delle risposte!!!)</p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/VTIcFUuC_R4&#038;fs=1" width="560" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/VTIcFUuC_R4&#038;fs=1" /><param name="FlashVars" value="playerMode=embedded"/><param name="wmode" value="transparent"/></object></p>
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