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	<title>Vastesi.com &#187; Libri</title>
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		<title>Presentazione de &#8216;Il piccolo audace Frrr&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 10:15:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
A cura del Club UNESCO Città del Vasto, verrà presentato il 26 Novembre, c/o la sala conferenze della Casa Editrice Gulliver (località Incoronata 157/B), alle ore 17 il libro illustrato: &#8220;Il piccolo audace Frrr, storia di un pesce fuor d&#8217;acqua&#8221;, opera di Giuliano Parenti con tavole illustrate di Antonio Lomele. La presentazione sarà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo e pubblichiamo.</em></small></p>
<p>A cura del Club UNESCO Città del Vasto, verrà presentato il <strong>26 Novembre</strong>, c/o la sala conferenze della <strong>Casa Editrice Gulliver (località Incoronata 157/B), alle ore 17</strong> il libro illustrato: &#8220;Il piccolo audace Frrr, storia di un pesce fuor d&#8217;acqua&#8221;, opera di Giuliano Parenti con tavole illustrate di Antonio Lomele. La presentazione sarà tenuta dalla prof.ssa Bianca Campli. A seguire ci sarà l&#8217;inaugurazione della mostra delle tavole originali c/o la Saletta Mattioli, alla presenza dell&#8217;artista: Antonio Torquato Lomele.</p>
<p><strong>Le opere rimarranno esposte fino al 4 dicembre.</strong></p>
<p>Il piccolo audace Frrr è una storia popolata di animali parlanti, pesci, rane, cicale, topi, formiche, cani, uccelli.<br />
Frrr è un pesce che vive nel lago Balestra, estraneo agli abitudinari abitanti quotidianamente impegnati a sottrarsi all’amo travestito da verme dei pescatori e soprattutto all’inevitabile padella d’olio bollente della frittura.<br />
Così, dopo qualche timido e inutile tentativo di cordiale convivenza con gli abitanti che guardano “intrapaniti” le sue festose, mirabolanti esibizioni natatorie, decide di abbandonare quel tetro, melmoso fondolago.<br />
Inizia così un lungo percorso di scoperte, un viaggio di avventure in nuovi mondi. Fino all’ultimo mondo, quello dell’aria, il cielo popolato da straordinarie creature bianche che volano lassù riservandogli “un’ultima meraviglia”. Si mette all’opera per l’ultima fatica, moltiplica gli sforzi. Riesce, riesce di sghembo a sollevarsi da terra, prende il volo.<br />
Si fa un puntolino bianco nell’azzurro. Frrr…</p>
<p>Le illustrazioni, che sono tutt&#8217;uno col testo, sono di una qualità artigianale altissima e di una commovente poesia, sinergicamente uniti a formare un unico capolavoro artistico.</p>
<p><a href="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2011/11/Sin-nombre2.jpg" rel="lightbox[6341]"><img src="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2011/11/Sin-nombre2-300x148.jpg" alt="" title="Sin nombre" width="300" height="148" class="center" /></a></p>
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		<title>Presentazione de &#8216;In grazia di Dio&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 07:36:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
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		<category><![CDATA[nicola cirulli]]></category>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
L&#8217;associazione culturale Abruzzo Popolare, editrice del giornale online www.abruzzopopolare.it organizza un incontro culturale ad Ortona  per la presentazione di un  libro autobiografico di un imprenditore che, attualmente, opera nella zona del vastese, e più precisamente nel comune di Cupello. L&#8217;imprenditore è il Cav. Nicola Cirulli.
Il Cav. Nicola Cirulli ha operato per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><small>Riceviamo e pubblichiamo.</small></em></p>
<p>L&#8217;associazione culturale Abruzzo Popolare, editrice del giornale online <a target="_blank" href="http://www.abruzzopopolare.it">www.abruzzopopolare.it</a> organizza un incontro culturale ad Ortona  per la presentazione di un  libro autobiografico di un imprenditore che, attualmente, opera nella zona del vastese, e più precisamente nel comune di Cupello. L&#8217;imprenditore è il Cav. Nicola Cirulli.</p>
<p>Il Cav. Nicola Cirulli ha operato per molti anni nella città di Ortona e viene ricordato per la sua serietà e per il suo alto senso di solidarietà e di altruismo. Ha scritto un libro &#8220;In grazia di Dio&#8221; che racconta la sua vita e le difficoltà incontrate durante la sua attività lavorativa,  da ragazzo di Schiavi d&#8217;Abruzzo a maturo signore  e soddisfatto imprenditore che vive &#8220;immerso&#8221; nel mezzo della sua azienda agricola e dentro il  &#8220;centro turistico&#8221; realizzato alla periferia di Cupello. Nicola Cirulli  nel libro parla in maniera esplicita, senza rete, parlando delle gioie e dei dolori della sua lunga e movimentata vita improntata sempre alla salvaguardia degli affetti verso la sua famiglia ed al rispetto ed alla valorizzazione dei suoi tanti collaboratori che hanno avuto ed hanno il privilegio di lavorare con lui. Insomma una storia vera ed affascinante che, attraverso la presentazione dell&#8217;opera autobiografica, l&#8217;associazione vuole rendere partecipe a quanti vorranno essere presenti, con la consapevolezza che &#8220;la storia&#8221; di Nicola Cirulli può sicuramente rappresentare un modello di vita per le nuove generazioni.</p>
<p>L&#8217;incontro si terrà  <strong>Venerdì  16  Settembre 2011, alle  ore 17.30, presso la Sala Eden &#8211; in Via Garibaldi &#8211; Ortona-</strong> con la partecipazione del protagonista.<br />
Con la presente desidero invitarti all&#8217;incontro e ad estendere l&#8217;invito ad amici e persone che riterrai opportuno. </p>
<p><em>Tommaso Coletti- Presidente dell&#8217;associazione &#8220;abruzzo popolare&#8221;.</em> </p>
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		<title>Book &amp; Wine 2011, Festival della Letteratura a Vasto</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 08:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
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		<category><![CDATA[book & wine]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
Edizione 2011 di Book &#038; Wine, festival articolato in &#8220;quattro serate per scoprire e riscoprire il piacere della letteratura e del buon vino&#8221;, organizzato dall&#8217;Associazione Sideshow con il patrocinio dell&#8217;Assessorato alla Cultura del Comune di Vasto.
Presentazione di libri e dialoghi con gli autori, l&#8217;interessante mostra fotografica su Pietro Di Donato, il laboratorio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo e pubblichiamo.</em></small></p>
<p><a href="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/a3-web.jpg" rel="lightbox[5966]"><img src="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/a3-web-212x300.jpg" alt="" title="70x100" width="212" height="300" class="left" /></a>Edizione 2011 di Book &#038; Wine, festival articolato in &#8220;quattro serate per scoprire e riscoprire il piacere della letteratura e del buon vino&#8221;, organizzato dall&#8217;Associazione Sideshow con il patrocinio dell&#8217;Assessorato alla Cultura del Comune di Vasto.<br />
Presentazione di libri e dialoghi con gli autori, l&#8217;interessante mostra fotografica su Pietro Di Donato, il laboratorio di scrittura creativa, sono gli ingredienti chiave della manifestazione. Ad accompagnare le serate saranno i vini della Cantina San Michele Arcangelo di Vasto, creando uno straordinario connubio tra arte e gusto.</p>
<p>L&#8217;inaugurazione di Book &#038; Wine sarà lunedì 1 agosto, alle 19.30, alla presenza dei sindaci di Vasto e Taranta Peligna, proprio per ricordare la figura di Pietro Di Donato, di cui quest&#8217;anno ricorre il centenario dalla nascita.</p>
<p><strong>1 Agosto<br />
</strong><br />
- Ore 19.30 – Inaugurazione mostra fotografica: “Cento anni di Pietro Di Donato”.</p>
<p>Saluti di: Luciano Lapenna &#8211; Sindaco del Comune di Vasto; Anna  Suriani &#8211; Assessore alla Cultura del Comune di Vasto; Marcello Di Martino &#8211; Sindaco del Comune di Taranta Peligna. </p>
<p>- Ore 21.00 – Presentazione del libro Almanacco dei giorni migliori, di Fabio Rizzoli, 2011, ed. Fernandel. Introduce Marco Taddei. </p>
<p>Sarà presente l’autore.</p>
<p>- Ore 22.00 – Presentazione del libro Stipe generation. Una biografia accelerata di Michael Stipe, di Michele Monina, 2010, ed. Galaad. Introduce Panfilo D’Ercole.</p>
<p>Sarà presente l’autore.</p>
<p>Degustazione vino spumante Papillon e vino pecorino Zazzà della cantina San Michele Arcangelo.</p>
<p><strong>9 Agosto</strong></p>
<p>- Ore 17 &#8211; 20, presso la Biblioteca Mattioli, corso De Parma, 4, laboratorio gratuito teorico – pratico “L’arte del racconto”, a cura dello scrittore Alessandro Berselli. </p>
<p>Massimo 25 partecipanti, età 18 – 35 anni. Per iscrizioni: sideshow@hotmail.it</p>
<p>- Ore 21.30 – Presentazione del libro Non fare la cosa giusta, di Alessandro Berselli, 2010, ed. Perdisa. Introduce Mascia Di Marco.</p>
<p>Sarà presente l’autore.</p>
<p>- Ore 22.30 – Presentazione del libro Il carnefice, di Francesca Bertuzzi, 2011, ed. Newton Compton. Introduce Mascia Di Marco.</p>
<p>Sarà presente l’autrice.</p>
<p>Degustazione vino falanghina Incoronata della cantina San Michele Arcangelo. </p>
<p><strong>11 Agosto</strong></p>
<p>- Ore 21.00 – Presentazione del libro La luna è ancora nascosta. Conversazioni su Ennio Flaiano, di Simone Gambacorta, 2010, ed. Galaad. Introduce Paola Cerella.</p>
<p>Sarà presente l’autore. </p>
<p>- Ore 22.00 – Presentazione del libro Il Cavedio, di Francesca Bonafini, Mascia Di Marco, Patrizia Rinaldi, Nadia Terranova, 2011, ed. Fernandel. Introducono Antonietta Baiocco e Luca Briasco.</p>
<p>Saranno presenti le autrici. </p>
<p>Degustazione rosso e cerasuolo della cantina San Michele Arcangelo. </p>
<p><strong>16 Agosto</strong></p>
<p>- Ore 21 &#8211; Presentazione di Voci di dentro, la rivista scritta dai detenuti delle carceri di Vasto, Chieti, Lanciano e Pescara. Interventi del dr. Carlo Brunetti, direttore della Casa Circondariale di Vasto, del dr. Francesco Lo Piccolo, direttore della rivista e dell’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Vasto Antonio Spadaccini. </p>
<p>- Ore 22 – Presentazione del libro L’invenzione della gioia, di Sandro Sangiorgi, 2011, ed. Porthos. Introduce Fabio Riccio.</p>
<p>Sarà presente l’autore.</p>
<p>Brindisi conclusivo con il vino riserva Buonanotte della cantina San Michele Arcangelo.</p>
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		<title>Nuovo appuntamento con Trabocchi, Libri e Rose</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2011/07/18/nuovo-appuntamento-con-trabocchi-libri-e-rose/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 09:49:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Open Zone]]></category>
		<category><![CDATA[Aurelio Manzi]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Pallini]]></category>
		<category><![CDATA[trabocchi libri e rose]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
Venerdì 22 Luglio alle ore 18 presso la Biblioteca Comunale di Piazza Garibaldi a Casalbordino, nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa editoriale Trabocchi, Libri e Rose, ci sarà la presentazione dei libri &#8216;Pastori, lanaioli e contadini&#8217; del naturalista Aurelio Manzi e &#8216;La via dei trabocchi&#8217; di Marco Pallini. 
Sarà l&#8217;occasione anche per informare e far conoscere l&#8217;istituendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo e pubblichiamo.</em></small></p>
<p><a href="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/279445_10150311870944595_275333474594_9180150_4882292_o.jpg" rel="lightbox[5900]"><img src="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/279445_10150311870944595_275333474594_9180150_4882292_o-300x200.jpg" alt="" title="279445_10150311870944595_275333474594_9180150_4882292_o" width="300" height="200" class="left" /></a>Venerdì 22 Luglio alle ore 18 presso la Biblioteca Comunale di Piazza Garibaldi a Casalbordino, nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa editoriale <a target="_blank" href="http://www.vastesi.com/blog/2011/07/01/caos-creativo-a-casalbordino/">Trabocchi, Libri e Rose</a>, ci sarà la presentazione dei libri &#8216;Pastori, lanaioli e contadini&#8217; del naturalista Aurelio Manzi e &#8216;La via dei trabocchi&#8217; di Marco Pallini. </p>
<p>Sarà l&#8217;occasione anche per informare e far conoscere l&#8217;istituendo Parco Nazionale della Costa Teatina, grazie anche alla presenza annunciata della Presidente del WWF Zona Frentana e Costa Teatina Prof.ssa Ines Palena.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Questione meridionale: ha ragione Aprile o Croce?</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2011/04/19/questione-meridionale-ha-ragione-aprile-o-croce/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 07:37:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Open Zone]]></category>
		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Pelino]]></category>

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		<description><![CDATA[“Terroni”, il libro di Pino Aprile, impazza nelle librerie dall’estate scorsa, è stato  più venduto di tutte le pubblicazioni sul Risorgimento messe insieme. La tesi di fondo  è che il Mezzogiorno era una sorta di Eldorado, ridotto alle condizioni attuali dal saccheggio sanguinario perpetrato dai piemontesi. Pertanto la questione meridionale non presisterebbe all’unificazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Terroni”, il libro di Pino Aprile, impazza nelle librerie dall’estate scorsa, è stato  più venduto di tutte le pubblicazioni sul Risorgimento messe insieme. La tesi di fondo  è che il Mezzogiorno era una sorta di Eldorado, ridotto alle condizioni attuali dal saccheggio sanguinario perpetrato dai piemontesi. Pertanto la questione meridionale non presisterebbe all’unificazione nazionale ma ne sarebbe la conseguenza. La tesi presentata dall’autore con  grande forza comunicativa ha suggestionato e convinto molti  e combinandosi con le opposte tesi della Lega ha raffreddato gli entusiasmi per le celebrazioni dei 150 anni dell’unità nazionale. Ne sono usciti appannati, se non macchiati,  tanti personaggi ed eroi risorgimentali e  il movimento stesso. La discussione che ne è seguita, tuttora in corso, non è arrivata ad una conclusione condivisa. Forse qualche lume sulla fondatezza o meno delle  tesi sostenute dal pamphlet lo si può avere dalla lettura dei più accreditati studiosi meridionali dell’epoca. Da Pasquale Villari a Giustino Fortunato a Adolfo Amodeo a Benedetto Croce.  Essi ci fanno la sorpresa di avere   un’ opinione molto diversa da quella di Pino Aprile. Non attribuiscono all’unità nazionale appena raggiunta l’arretratezza del sud, e come potrebbero!,  ma  se ne addolorano,  la ascrivono al retaggio del Regno di Napoli e si cimentano  ad individuarne  le ragioni.</p>
<p>Pasquale Villari le attribuisce all&#8217;agricoltura, che non ha conosciuto  alcuna trasformazione di tipo capitalistico, mentre vi domina  un tipo di organizzazione e di gestione di chiara origine feudale. L&#8217;immensa distesa del latifondo è di proprietà di una borghesia assenteista che ha rilevato non solo le proprietà ma anche gli usi e i modi dell&#8217;aristocrazia, mentre nel centro e nel nord Italia è diffusa la media e piccola proprietà. Giustino Fortunato sfata la leggenda del Mezzogiorno  terra   fertile e ricca. Le campagne del sud sono, invece,   aride, sterili, ingrate, malariche, irrimediabilmente povere, dal punto di vista  agricolo-produttivo inferiori al resto della penisola. Adolfo Amodeo, allievo e amico di Croce, ne condivide l’ apprezzamento per il  Risorgimento, espressione e  modello del grande ideale umano del liberalismo europeo. </p>
<p>Sulla realtà del meridione Croce, indiscutibile garante di profonda conoscenza  della storia napoletana, scrive una delle sue più belle  e godibili opere, la “Storia del Regno di Napoli”. Per lui “la dissoluzione di quel  regno ” fu l’ “unico mezzo per conseguire una più larga e alacre vita nazionale,  e  per dare migliore avviamento agli stessi problemi (sic!) che travagliavano l’Italia del mezzogiorno”. E  questi problemi , a giudizio del Croce, vennero subito in luce “ nei primi giorni dell’unità , quando scacciati i Borboni e introdotta la costituzione liberale, il governo della nuova Italia, invece di assistere  al miracolo del bel paese redento, rasserenato e luminoso, si trovò di fronte il brigantaggio nelle province, la delinquenza della plebe nell’antica capitale, la generale indisciplina e abbiettezza”. I primi visitatori e osservatori italiani e stranieri rilevarono  come a Napoli vi fossero  solo due classi, i letterati e il popolo, mentre fosse assente la borghesia commerciale e industriale e  nelle campagne  furono colpiti  dall’arretratezza di vita delle popolazioni, dai sistemi di agricoltura, dal nomadismo dei pastori e dei contadini, dalle prepotenze dei possidenti, dalla miseria e l’odio delle plebi, e si convinsero che il brigantaggio fosse “nella natura e negli istinti di questi popoli”. Il Cavour ne era consapevole e , ricorda Croce,  fin  sul letto di morte si preoccupava dei “nostri poveri napoletani, così intelligenti”  ma così corrotti da un lungo malgoverno. Il grande abruzzese di nascita e napoletano di adozione si interroga da par suo sulle cause di tanta arretratezza e non le trova nella geografia,  nella qualità della terra, come Giustino Fortunato con il quale ha uno scambio di opinioni in proposito,  ma nella storia.  </p>
<p>E la storia, per Croce  è “azione spirituale,  così ogni problema pratico e politico è problema spirituale e morale”. Certo che sarebbero stati utili  quelli che egli chiama i “rimedi empirici”, le riforme, da quella tributaria a quella delle tariffe commerciali,  dai decentramenti amministrativi al rimboschimento, agli acquedotti e ad altri lavori pubblici, agli scambi con l’oriente  da riprendere come ai tempi normanno-svevi, ma  è la “cultura” del popolo che va cambiata. Croce non usa l’espressione “rivoluzione culturale”,  ma di questo si tratta. Di formare il cittadino. Il cittadino responsabile, capace di non vedere solo il proprio utile, ma di pensare al bene comune. Egli cita, fra l’altro, il giudizio lapidario del generale inglese Moore: &#8220;non v’ha nessuna parte del mondo così priva di spirito di  pubblico come Napoli”, e il Lamarque che nel 1807, in epoca non sospetta,  aveva affermato sgomento: &#8220;Questo reame non somiglia ad alcun’altra parte civile d’Europa”. Don Benedetto , nel denunciare la generale indifferenza per la cosa pubblica, la diffusa pigrizia, la cattiva filosofia del “farsi i fatti propri”, la ritrosia, anche da parte dei migliori, ad assumere incarichi pubblici per paura di compromettersi, chiama ad un’opera collettiva, ad una sorta di  mobilitazione di tutti i possibili educatori, a cominciare dai maestri di scuola, ma non solo  essi,  perché ciascuno, nella propria cerchia di influenza, faccia quel che gli spetta di fare  per “promuovere un nuovo e più alto costume, una nuova e più alta disposizione negli animi e nelle volontà, dal modificare in meglio  la società in mezzo a cui si vive, godendo di quest’opera come un artista della sua  pittura o della sua statua, e un poeta della sua poesia”.</p>
<p>Un’operazione  difficile, forse impossibile, forse  mai cominciata. E l’immondizia che la città non riesce a vincere, ma che periodicamente torna a ricoprila, è molto più di un metafora sulla  capitale del Regno.</p>
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		<title>Presentazione del libro &#8220;Scrittori in Cucina&#8221;</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2010/12/15/presentazione-del-libro-scrittori-in-cucina/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 12:35:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[drogheria buonconsiglio]]></category>
		<category><![CDATA[mascia di marco]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori in cucina]]></category>
		<category><![CDATA[sideshow]]></category>

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		<description><![CDATA[La Drogheria Buoncosiglio e l’Associazione culturale Sideshow
presentano:
Venerdì 17 Dicembre ore 18,30
PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI RACCONTI – RICETTE
SCRITTORI IN CUCINA
(jar edizioni 2010)
Saranno presenti le autrici Mascia Di Marco e Francesca Bonafini.
A seguire degustazione di alcuni piatti tipici inclusi nel ricettario.
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;
Scrittori in cucina
Il libro di cucina degli scrittori moderni
Un autore per ogni regione,
per ogni regione un piatto,
per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Drogheria Buoncosiglio e l’Associazione culturale Sideshow</p>
<p>presentano:</p>
<p><strong>Venerdì 17 Dicembre ore 18,30</strong></p>
<p>PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI RACCONTI – RICETTE</p>
<p><strong>SCRITTORI IN CUCINA</strong><br />
(jar edizioni 2010)</p>
<p>Saranno presenti le autrici Mascia Di Marco e Francesca Bonafini.</p>
<p>A seguire degustazione di alcuni piatti tipici inclusi nel ricettario.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><strong>Scrittori in cucina</strong><br />
Il libro di cucina degli scrittori moderni</p>
<p><em>Un autore per ogni regione,<br />
per ogni regione un piatto,<br />
per ogni piatto un racconto.</em></p>
<p>Il 7 dicembre è uscito in libreria &#8220;Scrittori in cucina&#8221; (Jar Edizioni, 2010), un libro di racconti, ma anche di ricette.<br />
Un&#8217;antologia invitante, stuzzicante, frizzante nata dall&#8217; idea di Francesca Bonafini e Nadia Terranova che hanno chiesto sapori antichi e testi contemporanei, perchè a interessarle non era solo la ricetta in sé, ma la sua traccia nell&#8217;Italia del 2010.<br />
Racconti e ricette per cucinare nel segno della memoria e della fantasia, per chi reputa il cibo un nutrimento non solo del corpo, ma anche dell&#8217;anima.<br />
Così è nato &#8220;Scrittori in cucina&#8221;, un sorta di ricettario/antologia nel quale troverete un autore per ogni regione, per ogni regione un piatto, per ogni piatto un racconto.</p>
<p>Mascia Di Marco per l’Abruzzo.</p>
<p>Gli chef sono:</p>
<p>Luca Ciarabelli, Lisa Cini, Maria Franco, Michele Governatori,Fabio Marcotto,Enrico Martinet, Fausto Paravidino, Daniele Petruccioli, Federico Pischedda, Patrizia Rinaldi, Giancarlo Tramutoli, Luisa Ventola, Mascia Di Marco, Francesca Longo, Gianluca Morozzi, Adriano Petta, Stefano Scalich, Cristina Zagaria.</p>
<p><em>Drogheria Buonconsiglio, via Buoncosiglio 5, Vasto. T. 0873.36.43.27</em><br />
<a href="http://www.drogheriabuonconsiglio.com">www.drogheriabuonconsiglio.com</a></p>
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		<title>Quel Maggiore inglese amico di  Ettore Troilo e dei partigiani abruzzesi</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Dec 2010 21:35:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[brigata maiella]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ noto che la Brigata Maiella  fu una creatura di Ettore Troilo. Ma pochi conoscono chi credette nella sua impresa e si battè con il Comando inglese perché la riconoscesse e  sostenesse. Il maggiore Lionel Wigram. Tutti coloro che lo frequentarono  sono concordi nel dire che era un uomo straordinario. Di lui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ noto che la Brigata Maiella  fu una creatura di Ettore Troilo. Ma pochi conoscono chi credette nella sua impresa e si battè con il Comando inglese perché la riconoscesse e  sostenesse. Il maggiore Lionel Wigram. Tutti coloro che lo frequentarono  sono concordi nel dire che era un uomo straordinario. Di lui ci è rimasta una foto formato tessera che  lo mostra in divisa, pensoso, il volto da buono,  il sorriso appena accennato  dietro le lenti tonde cerchiate d’oro. Era  un avvocato londinese, non   un militare come lo volle la guerra. Aveva fatto buoni studi alla King Edward VII School di Sheffield e alla Oxford University. L’emergenza bellica  lo aveva portato ad insegnare  tattica per la fanteria nella Scuola di guerra  e , successivamente, era stato  promosso  istruttore capo. Era una persona schietta, semplice e, nel contempo,  eccezionale per quel senso di umanità, per quella apertura verso gli altri  che gli faceva superare le barriere linguistiche e culturali e le forti diffidenze nei confronti degli italiani, passati attraverso il   velleitarismo guerresco fascista,  il limbo badogliano, la  fuga del re, il crollo delle istituzioni, la spaccatura del Paese.  Lui va controcorrente, si fida degli italiani. Si fida di quei contadini, di quei pastori, di quegli studenti che odiano la guerra, che vogliono vivere in pace nella loro terra, che si ribellano alle vessazioni, alle razzie di bestiame,  agli eccidi tedeschi. Uno dei primi caduti del Corpo volontari  della Maiella, Donato Ricchiuti, di Lama dei Peligni, studente universitario, nel suo prezioso diario, parla di Wigram con entusiasmo, simpatia e commozione quasi filiale. Sono  le parole dei grandi momenti. Il Maggiore torna dal Castello Masciantonio di Casoli, sede del Quartier generale inglese, dove era andato, con Troilo,  a perorare la causa  italiana. La speranza si è realizzata. Il riconoscimento è stato ottenuto. Wigram porta l’annuncio: ”Sopraggiunse dopo non molto il maggiore inglese. Tornava dal comando di Casoli, i suoi occhi brillavano dietro i riflessi del fuoco sulle lenti incorniciate di oro. Era evidentemente soddisfatto. Ci strinse a tutti la mano, si congratulò, poi parlò:”Ragazzi, domani l’avanzata. Sono sicuro che ogni sforzo porrete per la riuscita di essa. E’ essa che dovrà condurvi alle vostre case; monconi di case, ma sempre vostri cari nidi d’infanzia&#8221;. Parlava il suo cuore. Era corsa voce che era figlio di madre abruzzese, per noi però era un fratello più che un comandante. Era il propugnatore, era la fede di tutti, vero cuore di patriota, grande figlio d’Inghilterra”.<br />
Ettore Troilo, riconoscente, scrive nella premessa del &#8216;Diario storico  della Brigata Maiella&#8217;: “<em>Nei primi mesi di gennaio, grazie al vivo e fattivo  interessamento del Maggiore inglese Wigram, ebbi la soddisfazione di poter finalmente organizzare e costituire il Corpo dei volontari della Maiella</em>”. Ha inizio così l’incredibile. L’avventura,  anzi l’epopea, di quel Corpo, che poi si chiamerà “Brigata Maiella”, che da Casoli risalirà l’Italia, accanto agli alleati,  oltre la linea Gustav, oltre la linea Gotica, per entrare per prima a Bologna.  I volontari non li unisce qualche ideologia.  Ma il tricolore e  la volontà di battersi per l’Italia. Vogliono vendicare i propri cari, difendere la loro terra, le loro case , sognano di costruire un Paese libero e nuovo. Una sola  opzione, di carattere istituzionale. Vogliono la Repubblica. Si rifiuteranno di giurare fedeltà al re,  ritenuto corresponsabile con Mussolini  del disastro dell’Italia. Per questo, non porteranno sul bavero le stellette ma le mostrine  tricolori e sul braccio lo scudetto in cui campeggia la Maiella. Il Maggiore, scrive lo storico Marco Patricelli, “era riuscito a fare qualcosa che andava oltre il rapporto gerarchico: aveva instaurato un rapporto umano”. Dopo alcuni scontri vittoriosi in zona, il Maggiore volle attaccare una postazione strategicamente molto importante, Pizzoferrato.  Dall’alto della sua rupe  si  domina la valle del Sangro e il passaggio per gli altipiani e per Sulmona. Chissà, forse  egli pensava  che  si sarebbe potuta così anche aprire la via verso Roma. Partono di notte, fra il 2 e il 3 febbraio ‘44. Sono quasi un centinaio gli italiani, venticinque gli inglesi. Sarà una disfatta. Terribile. Il primo a cadere sarà proprio Wigram. Colti di sorpresa, all’intimazione di resa, alcuni tedeschi  alzano le mani , ma uno  spara colpendo il Maggiore, che prima di morire si preoccupa di dare le ultime disposizioni. Cadono sul campo 13 partigiani, 7 sono feriti, 13 vengono fatti  prigionieri. Due i morti inglesi e un ferito. I tedeschi, pur vincitori, accusano  20 morti. Difficile ricostruire  puntigliosamente le fasi della  battaglia e ancor più difficile individuare gli errori. Gli esperti di cose militari hanno attribuito al Maggiore  improvvisazione, sottovalutazione delle forze nemiche, e  altro ancora. Ma non c’è dubbio che la sua morte  repentina ha deciso le sorti dello scontro. E  certamente di questo non può essere rimproverato. L’ufficiale, venuto settanta anni fa dall’Inghilterra, per restituirci la libertà, non è più tornato in patria. Riposa nel verde cimitero militare canadese  di Ortona, accanto al mare Adriatico. La sua patria sarà, per sempre, l’Italia. Aveva  solo 38 anni, quel giorno della morte era il suo compleanno.</p>
<p>Ezio Pelino</p>
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		<title>Perchè Saviano continua a pubblicare con Mondadori?</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 10:20:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Poiché sono un estimatore di Saviano, di cui ho letto e apprezzato tutti i libri, mi permetto di  chiedergli perché continua a far editare i suoi libri dalla Mondadori. Se lui e i nostri maggiori intellettuali si rivolgessero ad altre case editrici prosciugherebbero il mare o il lago in cui vive e si pasce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poiché sono un estimatore di Saviano, di cui ho letto e apprezzato tutti i libri, mi permetto di  chiedergli perché continua a far editare i suoi libri dalla Mondadori. Se lui e i nostri maggiori intellettuali si rivolgessero ad altre case editrici prosciugherebbero il mare o il lago in cui vive e si pasce il Caimano.<br />
In proposito, a mo’ di esempio,  cito Carlo Azeglio Ciampi, il presidente più amato dagli italiani insieme a Pertini. Nessuno dei libri del nostro Presidente emerito, dal &#8220;Dizionario della democrazia&#8221; a &#8220;La libertà delle minoranze religiose&#8221;, da &#8220;Da Livorno al Quirinale&#8221; a &#8220;Non è il paese che sognavo&#8221; sono stati pubblicati dalla Mondadori. Ma dalle Edizioni S.Paolo, da Il Mulino e Il Saggiatore.</p>
<p>Sono tante le case editrici ricche di storia nobile e prestigiosa che potrebbero essere rinvigorite e prosperare solo se i grandi autori lo volessero. Si può essere certi che se uno scrittore o un saggista vale ed è conosciuto vende  con qualsiasi casa editrice.</p>
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		<title>Un grande abruzzese di adozione</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 21:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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		<description><![CDATA[Carlo Azeglio Ciampi è livornese, ma  abruzzese di adozione. I mesi trascorsi a Scanno dopo l’armistizio dell’8 settembre ‘43, l’ospitalità  che trovò fra la gente d’Abruzzo hanno lasciato un’impronta  molto profonda nella sua anima. Il Presidente, insieme a Pertini, il più amato dagli italiani, lo ricorda  spesso. Non c’è un suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carlo Azeglio Ciampi è livornese, ma  abruzzese di adozione. I mesi trascorsi a Scanno dopo l’armistizio dell’8 settembre ‘43, l’ospitalità  che trovò fra la gente d’Abruzzo hanno lasciato un’impronta  molto profonda nella sua anima. Il Presidente, insieme a Pertini, il più amato dagli italiani, lo ricorda  spesso. Non c’è un suo libro o una sua conversazione sulla guerra in cui non ricordi la generosità e la lealtà degli abruzzesi. Dopo quasi settant’anni da quei terribili giorni la sua riconoscenza  è rimasta intatta. La dedica   del suo   libro  “La libertà delle minoranze religiose”, Il Mulino, 2009, è  una dichiarazione d’amore alla sua patria che gli ha dato i natali e a quella che lo ha accolto: «Al mare di Livorno, di cui sono figlio. Alle montagne d’Abruzzo, che mi hanno adottato». Dice “adottato”, la parola più forte del nostro vocabolario  per designare l’accoglienza e l’ ospitalità. Si adotta, infatti, un figlio.  Così si sentì in Abruzzo il giovane sottotenente. La stessa espressione ritorna nel  libro “Da Livorno al Quirinale”, Il Mulino, 2010. Al giornalista Arrigo Levi che gli domanda perché Scanno gli è rimasta nel cuore, risponde : “ a Scanno sapevano chi eravamo, che io ero un ufficialetto renitente alla leva della Repubblica di Salò; che Sadun [un suo amico di scuola] era un ebreo. Vi erano altri giovani di varie nazionalità, anche slavi. A Scanno ci ospitarono, ci dettero da mangiare, il poco che c’era da mangiare. Ricordo che un giorno camminando per strada, si aprì  una finestra e una vecchietta mi dette un pezzo di pane e un pezzo di salame. Arrivammo a fare letteralmente la fame, perché non c’era più niente. Ad un certo punto mangiavamo le rape che si danno alle pecore, arrostite su una stufa. Ci fu da parte della cittadinanza una lealtà piena nel non denunciarci ai tedeschi, e nel condividere con noi “il pane che non c’era”. Per questo  è rimasto in me un profondo sentimento di riconoscenza per questa popolazione che mi ha adottato”. E Ciampi ne sottolinea la generosità innata, la inclinazione naturale ad aiutare le persone in pericolo, come i prigionieri alleati usciti dai campi di concentramento. In quei mesi di sbandamento generale, di caduta di ogni valore e di ogni certezza, nell’assenza di riferimenti istituzionali,  il giovane Ciampi   accelerava il processo di maturazione della sua coscienza civile e politica. La sorte lo aiutò, facendogli ritrovare, nel suo rifugio di Scanno, l’antico professore della Normale di Pisa, Guido Calogero, condannatovi al confino perché antifascista. Il filosofo,   durante le conversazioni quasi quotidiane,  gli insegnò «come il principio cristiano dell’amore verso il prossimo si inverasse nel rispetto pieno, incondizionato, dell’alterità, presupposto di ogni libertà, civile, politica, religiosa». La sua educazione di credente laico e di liberal-democratico si andava così consolidando  per la vita. Anche nell’ultima sua fatica, “Non è il paese che sognavo”, Il Saggiatore, 2010,  nel fare un bilancio , fra speranze e delusioni,  con l’editorialista del “Sole 24 ore”, Alberto Orioli, dei 150 anni dell’unità d’Italia, non può fare a meno di riandare al periodo  scannese, che  segnò il tempo della scelta definitiva. Scelta di dignità e di coscienza: renitenza alla leva della Repubblica fascista di Salò, alleata e succube della Germania di Hitler, adesione  agli ideali risorgimentali maturati in famiglia e alla Normale. L’8 settembre, ribadisce Ciampi, “non fu la morte della Patria  come si è detto a lungo, ma la rinascita della Patria  nel cuore degli italiani”. Volle raggiungere il suo IX reggimento Autieri a Bari, che aveva ripreso a combattere accanto agli alleati. Il suo Maestro, Calogero, gli aveva affidato anche una missione: portare il suo manoscritto del “Catechismo liberalsocialista del Partito d’azione” a Tommaso Fiore, per la pubblicazione dalla Laterza. Dovette valicare la Maiella , il 24 marzo del ’44,  con una trentina di giovani, fra cui molti prigionieri alleati, in piena tormenta di neve. Una delle tante “traversate”, come venivano chiamate, che , guidate da  pastori o da cacciatori, partivano da Sulmona e attraverso il massiccio montuoso raggiungevano le terre liberate del sud. Meno di  due settimane  prima,  un altro gruppo era stato intercettato e mitragliato dai tedeschi e i superstiti erano stati fatti prigionieri. Il gruppo di Ciampi, perse per strada alcuni compagni stremati da freddo e fatica. Finalmente,  a Torricella Peligna, deserta e completamente distrutta, furono individuati da un gruppo di gurkha indiani,  mentre  arrivava   una pattuglia di volontari italiani,  il  primo nucleo della futura Brigata Maiella, che li aveva visti scendere dalla montagna.  Su quell’avventura, a suo tempo, Ciampi a scrisse un diario che donò, nel 2001,  in occasione della prima rievocazione di quelle epiche traversate, al liceo scientifico di Sulmona, allora laboratorio di ricerche storiche sulla resistenza. Il diario fu inserito nel libro scritto dallo stesso liceo dal titolo “Il sentiero della libertà”, 2003, Laterza. La prima marcia rievocativa, che fu solennizzata dall’intervento dello stesso Presidente della Repubblica, ha dato inizio ad una tradizione, tanto che quella prossima, a primavera, sarà la XI edizione.</p>
<p><em>Ezio Pelino</em><br />
Sulmona</p>
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		<title>Doppio appuntamento Sideshow con scrittura e musica</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2010/09/23/doppio-appuntamento-sideshow-con-scrittura-e-musica/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 12:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Segnaliamo 2 iniziative Sideshow:
VENERDI’ 24 SETTEMBRE ore 18
DROGHERIA BUONCONSIGLIO, via Buonconsiglio 5, Vasto, ingresso libero
Presentazione del libro:
Piccola storia dei Peanuts
Le strisce più famose d&#8217;America tra arte, cultura e linguaggio – di Simona Bassano Di Tufillo, ed. Donzelli 2010.
Introducono: Roberto “Menotti“ Merchionni e Franco Sacchetti.
 
Scheda libro:
http://www.donzelli.it/libro/2188/piccola-storia-dei-peanuts
- &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo 2 iniziative Sideshow:</p>
<p><strong>VENERDI’ 24 SETTEMBRE ore 18</strong></p>
<p>DROGHERIA BUONCONSIGLIO, via Buonconsiglio 5, Vasto, ingresso libero</p>
<p>Presentazione del libro:<br />
<strong>Piccola storia dei Peanuts</strong><br />
Le strisce più famose d&#8217;America tra arte, cultura e linguaggio – di Simona Bassano Di Tufillo, ed. Donzelli 2010.</p>
<p>Introducono: Roberto “Menotti“ Merchionni e Franco Sacchetti.</p>
<p> <a href="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2010/09/PosterPeanuts.jpg" rel="lightbox[4702]"><img src="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2010/09/PosterPeanutssm.jpg" alt="" title="PosterPeanutssm" class="aligncenter size-full wp-image-4704" /></a></p>
<p>Scheda libro:</p>
<p><a href="http://www.donzelli.it/libro/2188/piccola-storia-dei-peanuts">http://www.donzelli.it/libro/2188/piccola-storia-dei-peanuts</a></p>
<p>- &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; -<br />
<strong>SABATO 25 SETTEMBRE ore 23</strong></p>
<p>BEAT CAFE’, viale Berlinguer 69, San Salvo Marina, ingresso libero</p>
<p>Concerto di presentazione del disco:</p>
<p>“<strong>Douglas and Dawn</strong>” dei  <strong>SACRI CUORI</strong></p>
<p><a href="http://www.myspace.com/sacricuori">http://www.myspace.com/sacricuori</a></p>
<p>Sacri Cuori è un autentico super-gruppo riunitosi in occasione della registrazione della colonna sonora di un progetto video di Heriz Bhodi Anam, in cui trovano spazio intensi brani strumentali ed un&#8217;originale cover di “Shelter from the storm” di Bob Dylan, cantata da Howe Gelb, rimasterizzati per questa nuova edizione in vinile.<br />
Questo incredibile lavoro ha coinvolto noti personaggi del rock americano e non solo: John Convertino, Jacob Valenzuela e Nick Luca dei Calexico, Howe Gelb, Anders Pedersen e Thøger Lund dei Giant Sand, Bill Elm dei Friend of Dean Martinez, Marc Ribot, James Chance, John Parish (che ha anche mixato i brani), oltre a numerosi importanti musicisti italiani come Massimo Sbaragli, Christian Ravaglioli, Diego Sapignoli, Rico Farnedi, Denis Valentini, Mirko Monduzzi e Andrea Costa.<br />
Il progetto nasce da un’idea di Antonio Gramentieri, organizzatore di Strade Blu Festival, da anni impegnato, come musicista e come promoter, nel proporre in Italia il sound americano più genuino e innovativo, partendo da un approccio tipicamente blues per poi avvicinarsi alle soundtracks strumentali. La sua musica raccoglie tutte le sfumature del suo percorso artistico, dal folk tradizionale al noise più sperimentale.<br />
Le sue esperienze ed incontri in tutti questi anni di attività gli hanno permesso di coinvolgere i grandi artisti che partecipano a questo disco. Il risultato non poteva che essere un vero gioiello di desert rock.</p>
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