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	<title>Vastesi.com &#187; Opinione</title>
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		<title>È ancora un eccezionale piazzista</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 16:25:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Open Zone]]></category>
		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
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		<description><![CDATA[Un piazzista è veramente eccezionale quando riesce a vendere prodotti scadenti e deteriorati. Berlusconi, anche in pensione, si conferma re degli imbonitori. L’anteprima stupefacente è che Antonio Razzi, sì proprio lui, ha scritto nientepopodimeno che un libro. L’ex-premier ci ha aggiunto la sua preziosa prefazione e, insieme a Sgarbi, allietato dalla compagnia di una famosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un piazzista è veramente eccezionale quando riesce a vendere prodotti scadenti e deteriorati. Berlusconi, anche in pensione, si conferma re degli imbonitori. L’anteprima stupefacente è che Antonio Razzi, sì proprio lui, ha scritto nientepopodimeno che un libro. L’ex-premier ci ha aggiunto la sua preziosa prefazione e, insieme a Sgarbi, allietato dalla compagnia di una famosa e formosa pornostar, lo ha presentato. A sentire il peana di Berlusconi, Antonio Razzi, è “un uomo coraggioso, un cavallo  di razza, un uomo che non ha paura di niente e di nessuno, la maggioranza degli italiani gli deve un profondo ringraziamento”. </p>
<p>Ma il Razzi di cui parla è quello che tutti conosciamo come un voltagabbana, compagno del più travolgente  Scilipoti. È quello che aveva giurato di “essere coerente -addirittura- fino alla morte”, che non si sarebbe fatto comprare, e si era poi tolta la maschera dichiarando che avrebbe salvato il governo Berlusconi perché pensava “ai c…. suoi”, alla pensione che avrebbe  persa. </p>
<p>Berlusconi, così bravo nella trasmutazione dei valori, potrebbe, candidamente, sostenere che Olindo e Rosa sono una bella straordinaria coppia. E, siamone sicuri, ci sarebbe chi gli crederebbe.</p>
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		<title>È ora che il sito del Comune parli chiaro ai cittadini</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 11:16:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo questa lettera aperta di Nicola D&#8217;Adamo.

Caro Sindaco Lapenna,
ad oggi dopo sei anni la tua Amministrazione non ha ancora provveduto a creare un sito Internet dove il cittadino trova risposte veramente adeguate ai suoi problemi. 
Come ebbi a proporti 6 anni fa, il sito Internet ha bisogno di un “responsabile”, vale a dire di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Pubblichiamo questa lettera aperta di Nicola D&#8217;Adamo.<br />
</em></small></p>
<p>Caro Sindaco Lapenna,<br />
ad oggi dopo sei anni la tua Amministrazione non ha ancora provveduto a creare un sito Internet dove il cittadino trova risposte veramente adeguate ai suoi problemi. </p>
<p>Come ebbi a proporti 6 anni fa, il sito Internet ha bisogno di un “responsabile”, vale a dire di una persona che &#8211; a contatto con tutti gli uffici comunali &#8211; provvede quotidianamente a inserire notizie ed informazioni utili ai cittadini, ai media, ai potenziali turisti e pubblico in generale. </p>
<p>Le Ordinanze, per esempio, che interessano tutti noi, vanno messe in bella evidenza della home page. L’altro ieri nessuno ha visto il testo dell’Ordinanza sull’emergenza neve, tutti abbiamo letto il comunicato dove c’è scritto che tale ordinanza “obbliga tutti i cittadini, dal 2 al 29 febbraio, di dotarsi di gomme termiche o catene da neve”.  Se fosse stato disponibile l’Ordinanza tutti avremmo letto che  le gomme termiche e le catene sono obbligatorie “solo” in caso di neve. (Ad onor del vero l’Ordinanza sul sito c’è, ma è nascosta nella sezione Albo  Pretorio della sezione Servizi on line che nessuno riesce a ritrovare! Io l’ho scoperto per caso!).</p>
<p>Aggiungo che a tutt’oggi nonostante la confusione di ieri nessuno si è preso la briga di chiarire tale aspetto con un altro comunicato sul sito del Comune. Nei comuni più avanzati informazioni di questo tipo le trovi a caratteri cubitali nella home page!</p>
<p>Concludo con altri due aspetti importanti: che è necessario per il turismo – come è emerso nel recente Forum – avere il sito della città sempre aggiornato e ben gestito; che il Governo Monti punta molto sull’informatizzazione per migliorare l’efficienza e ridurre i costi. </p>
<p>Per il bene di Vasto.</p>
<p><em>Nicola D’Adamo<br />
(Ex consigliere comunale)</em></p>
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		<title>Critiche politiche e antipolitica</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 11:14:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Pelino]]></category>

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		<description><![CDATA[Per svilire, per depotenziare le nostre critiche alla politica, a questa politica, si lancia l’allarme dell’antipolitica montante. Ma sono i cittadini ad alimentarla o gli stessi politici? Sono arrivati a beffarsi di noi, a prenderci persino in giro. I sacrifici sono imposti a tutti e noi li subiamo e tutto sommato capiamo e sopportiamo. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per svilire, per depotenziare le nostre critiche alla politica, a questa politica, si lancia l’allarme dell’antipolitica montante. Ma sono i cittadini ad alimentarla o gli stessi politici? Sono arrivati a beffarsi di noi, a prenderci persino in giro. I sacrifici sono imposti a tutti e noi li subiamo e tutto sommato capiamo e sopportiamo. Ma loro che ti fanno? </p>
<p>Dicono di essersi ridotto lo stipendio mentre invece hanno solo ridotto l’aumento che si erano accordato. Un trucco. Il loro stipendio, infatti, non diminuisce nemmeno di un euro. Una gioco delle tre carte, scandaloso e offensivo. La manfrina richiama alla memoria quella sul finanziamento milionario ai partiti. Il referendum popolare lo bocciò e loro lo ribattezzarono diversamente. Non più finanziamento, ma rimborso spese elettorali. Con l’aggiunta di un corposo aumento e con il corollario di svariate ruberie. Ne sa qualcosa l’onorevole Luigi Lusi, che non ruba nocelline ma ruba alla grande, addirittura 13 milioni di euro. Ricordiamolo: 26 miliardi di lire!</p>
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		<title>Schettino e gli italiani</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:14:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
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		<description><![CDATA[Una parte della stampa straniera ha fatto del pavido e inetto Francesco Schettino l’italiano tipo. Si tratta, come è evidente, di facili e fallaci generalizzazioni che non colgono la complessità dei caratteri di un popolo con i suoi milioni di individui. Si è risposto molto opportunamente al settimanale Der Spiegel domandando quali sono i veri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una parte della stampa straniera ha fatto del pavido e inetto Francesco Schettino l’italiano tipo. Si tratta, come è evidente, di facili e fallaci generalizzazioni che non colgono la complessità dei caratteri di un popolo con i suoi milioni di individui. Si è risposto molto opportunamente al settimanale Der Spiegel domandando quali sono i veri tedeschi, se Beethoven e Goethe o Eichmann e Hitler. </p>
<p>Ciò premesso, mi riesce difficile capire quelle persone, che è mi è capitato di incontrare in un negozio nell’immediatezza della tragedia, che difendevano Schettino mentre addossavano tutta la colpa ad un fantomatico attentato, come avvenne per le Torri Gemelle. In quei momenti di animata discussione mi è venuto di pensarla come Der Spiegel. Mi domandavo e mi domando, perché quelle persone, quegli italiani invece di prendere le distanze dal capitano più fellone dell’intera storia marinara, si identificavano con lui. Similis cum similibus?</p>
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		<title>La rivoluzione del cardinal Bertone</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 09:25:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
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		<description><![CDATA[Forse ho la memoria corta, ma non ricordo di aver mai sentito, non dico la Chiesa, ma il più modesto dei preti, dichiarare che evadere le tasse è peccato. Il discorso del cardinale Bertone mi appare, perciò, una svolta, addirittura una rivoluzione, che segna un nuovo clima culturale e politico, del tutto inimmaginabile con Berlusconi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse ho la memoria corta, ma non ricordo di aver mai sentito, non dico la Chiesa, ma il più modesto dei preti, dichiarare che evadere le tasse è peccato. Il discorso del cardinale Bertone mi appare, perciò, una svolta, addirittura una rivoluzione, che segna un nuovo clima culturale e politico, del tutto inimmaginabile con Berlusconi e la sua complicità verso i furbi. </p>
<p>Il cardinale non si è limitato ad una nobile predica, ma ha impegnato la stessa Chiesa a pagare l’Ici. Ha, finalmente, dichiarato quello che da sempre avremmo voluto sentire:”le autoesenzioni improprie sono scandalo e peccato”. Nessun trattamento di favore ma solo l’applicazione delle norme che regolano il settore no profit. A questo punto se lo Stato non farà la sua parte, attivandosi con sollecitudine e competenza tecnica per quantificare  quanto gli è dovuto, sarà il solo responsabile e non avrà attenuanti. Dovrà superare l’eterna lentocrazia e, soprattutto,  quell’ossequio reverenziale che da sempre si riserva alla chiesa, quasi che alberghi, ristoranti ed altri esercizi commerciali, in qualità della loro particolare proprietà, siano portatori di una sacralità da rispettare e riverire. </p>
<p>Non resta che sperare che veramente non sarà più sufficiente la presenza di una cappella o  di un crocifisso per segnare la ritirata degli esattori dello Stato.  </p>
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		<title>Spettacoli e riti che scandalizzano</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 10:47:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Chiesa trova scandaloso lo spettacolo teatrale &#8216;Sul concetto di volto nel figlio di Dio&#8217; di Castellucci in programma a Milano e vorrebbe che fosse censurato come ai bei tempi del Papa re, mentre non si scandalizza se un vescovo onora un capo camorrista facendo fermare la  processione del santo patrono sotto la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Chiesa trova scandaloso lo spettacolo teatrale &#8216;Sul concetto di volto nel figlio di Dio&#8217; di Castellucci in programma a Milano e vorrebbe che fosse censurato come ai bei tempi del Papa re, mentre non si scandalizza se un vescovo onora un capo camorrista facendo fermare la  processione del santo patrono sotto la sua casa. </p>
<p>È, ormai, un rito a Castellammare di Stabia.<br />
Il sindaco, lo stesso dell’anno scorso, invano si è opposto. Ancora una volta, insieme ai suoi assessori, è dovuto uscire dalla processione sfilandosi il tricolore e ritirando il gonfalone. Come sempre il capoclan si è affacciato, ha mandato un bacio al santo e, dopo la sosta, ha fatto cenno ai portatori che potevano riprendere la marcia. L’anno scorso si sperò, memori dell’indignato discorso contro la mafia di Giovanni Paolo II, nell’intervento del Papa nei confronti del vescovo, ora speriamo che il nuovo governo Monti voglia gratificare in modo adeguato un sindaco che non si arrende, che sfida la mafia, la Chiesa locale e quella nobile parte della popolazione che gli ha gridato dietro “vergogna”.</p>
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		<title>Mafia, corruzione ed evasione fiscale, le tre piaghe</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 09:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutto l’apprezzamento per l’operazione Cortina. Voglio  sperare che non sia un’azione isolata,  ma  l’inizio di un  contrasto rigoroso, intelligente e costante all’evasione fiscale. Il filosofo Rosmini, pur cattolico, aveva individuato nella Chiesa ben sette piaghe, noi, più benevoli nei confronti dell’Italia, ne segnaliamo solo tre, anzi le ricordiamo, perché le conoscono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto l’apprezzamento per l’operazione Cortina. Voglio  sperare che non sia un’azione isolata,  ma  l’inizio di un  contrasto rigoroso, intelligente e costante all’evasione fiscale. Il filosofo Rosmini, pur cattolico, aveva individuato nella Chiesa ben sette piaghe, noi, più benevoli nei confronti dell’Italia, ne segnaliamo solo tre, anzi le ricordiamo, perché le conoscono tutti, ma nei centocinquant’anni unitari non sono state adeguatamente combattute. La mafia, la corruzione, l’evasione fiscale. </p>
<p>E’ troppo  sperare che un governo di tecnici, di professori competenti e onesti, non  impastoiati con la  politica del malaffare e delle clientele, che si giocano in questa esperienza unica tutta la loro reputazione, possa portare un  duro colpo a questo triplice cancro, ristabilendo equità e legge, facendo ripartire l’Italia, e restituendo  speranza nel futuro a tutti, in particolare ai giovani, oggi depressi e demotivati?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ormai il gioco è scoperto</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 09:34:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri Monti ha promesso che a rimodulare le indennità di deputati e senatori ci avrebbe pensato il suo governo. Oggi, sostiene che è di competenza del Parlamento. Stiamo veramente freschi  se a decidere saranno quei parlamentari che hanno avuto  la  sfrontatezza di sostenere che  le loro retribuzioni sono le più basse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri Monti ha promesso che a rimodulare le indennità di deputati e senatori ci avrebbe pensato il suo governo. Oggi, sostiene che è di competenza del Parlamento. Stiamo veramente freschi  se a decidere saranno quei parlamentari che hanno avuto  la  sfrontatezza di sostenere che  le loro retribuzioni sono le più basse d’Europa. </p>
<p>Ormai il gioco è scoperto. I parlamentari fanno melina, giocano ad allungare i tempi. Conoscono bene gli italiani e fanno affidamento  sulla loro debole memoria. Se si uscirà appena un po’ dalla crisi, dimenticheranno i privilegi della casta e smetteranno persino di borbottare.  Il principe di Lampedusa la sapeva lunga, ci aveva costruito  su una filosofia: che tutto  cambi per rimanere tale e  quale. Così i presidenti regionali &#8211; possiamo esserne certi &#8211;  continueranno a guadagnare quanto tre governatori  Usa, a cominciare dal molisano Iorio con  una regione che , per abitanti, non è  nemmeno una città. E chi toccherà i doppi e tripli vitalizi, l’infinito parco delle auto blu e gli aereiblu per  i tanti famigli, i rimborsi elettorali che, a dispetto di un  referendum,  hanno superato i 5 miliardi e mezzo, i menu di lusso al prezzo della mensa per operai, i palazzi del potere che non conoscono un tetto e sono arrivati a quota 52, con affitti di favore…per i proprietari?</p>
<p>Intanto una bella fetta della società civile, che non è migliore dei politici, va in vacanza a Cortina  con la Porsche, quando con il reddito  dichiarato avrebbe potuto solo  andare in gita fuori porta. Non resta che sperare che Monti ci ripensi. Staremo allora a vedere se il Parlamento avrà il coraggio di sfiduciarlo, avendo il consenso degli italiani. Ma deve fare presto, il tempo non gioca a suo favore.</p>
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		<title>Lettera sull&#8217;Unità d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 12:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
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		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[arianna tascone]]></category>
		<category><![CDATA[libero grassi]]></category>
		<category><![CDATA[unità d'italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci segnalano questa lettera sull’Unità d’Italia di Arianna Tascone, &#8220;studentessa universitaria di Vasto e vincitrice del premio Libero Grassi per l’intensa “Lettera al caro estorsore”, pubblicata nel libro di Salvatore Cernigliaro, detto Totò e che rievoca e attualizza, attraverso le lettere di giovanissimi di ogni parte d’Italia la “Lettera al caro estorsore” scritta dall’imprenditore siciliano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Ci segnalano questa lettera sull’Unità d’Italia di Arianna Tascone, &#8220;studentessa universitaria di Vasto e vincitrice del premio Libero Grassi per l’intensa “Lettera al caro estorsore”, pubblicata nel libro di Salvatore Cernigliaro, detto Totò e che rievoca e attualizza, attraverso le lettere di giovanissimi di ogni parte d’Italia la “Lettera al caro estorsore” scritta dall’imprenditore siciliano Libero Grassi&#8221;.</em></small></p>
<p>Mio caro ragazzo.<br />
Mi rivolgo a te che cammini per le strade del mondo e parli tante lingue diverse da quella che ti ho insegnato io. A te che ti senti tradito perché da tempo, dici, mi accompagno e faccio guidare da chi non è degno. Forse hai ragione, i tuoi occhi giovani vedono la realtà certo meglio dei miei. Saprai però che ho giusto qualche annetto più di te e ti parlo dall’alto di esso e dall’esperienza che mi dà. Voglio cogliere l’occasione di questo compleanno speciale per riavvicinarmi a te. Dici che non ti ho offerto nulla, che la tua giovinezza è stata solo un ostacolo e che altri ti avrebbero trattato meglio. Ammetto le difficoltà degli ultimi anni e dei rapporti sbagliati che ho intrattenuto in questo tempo. Ma tu sei giovane e di poca memoria e non puoi ricordare quante glorie e dolori ho attraversato. Sul mio suolo hanno camminato uomini grandiosi che hanno portato il mio nome nel mondo con orgoglio. Essi, partendo da qui, hanno conquistato territori immensi, esportando la nostra cultura e grandezza in tutta Europa.</p>
<p>Credo che quello sia stato uno dei periodi più belli della mia vita, con un’ aquila imperiale a tenermi compagnia. Tuttavia la storia non è fatta per rimanere immobile a rispettare i nostri momenti felici, ma si muove impetuosa rovesciando e disfacendo le nostre fatiche. Ero cosparsa d’oro e di onore e mi ritrovai invasa da un’orda di barbari, andata avanti per centinaia di anni. Dopo aver deposto gli scudi e le spade si sono incoronati, ciascuno di essi rubando una parte di me, incuranti della mia sofferenza e quella dei tanti tuoi coetanei di quell’epoca. Anche loro mi avranno maledetta e rinnegata e non li biasimo per questo. Non avevo nulla da offrirgli, se non sangue e fatica e so di avergli dato tanta sofferenza. Nonostante ciò, anche in quegli anni ho avuto la possibilità di conoscere uomini, la cui opera illumina ancora oggi il mondo. Uno di essi, forse il più grande, mi ha definita “non donna di province ma bordello”. Lo perdono perché so che lo muoveva un grande amore e tante lacrime ha dovuto versare a causa mia. Lui fu solo uno dei primi, perché dopo quegli anni così tristi e bui la fortuna è tornata dalla mia parte. Le ferite erano ancora aperte, tuttavia una nuova generazione di uomini ha riportato al mio nome la gloria che gli spetta. Hanno dato un contributo all’arte che nessun altro aveva mai dato prima. La bellezza nella quale tu oggi ti muovi leggiadro e ammirato, in gran parte la devi a quegli uomini.<br />
Capisco che spesso te ne dimentichi, distratto dai problemi quotidiani che ti affliggono, ma di tanto in tanto è bene che te ne rammenti.</p>
<p>Non fare quella faccia annoiata, perché ancora non ho finito il mio racconto. Ci sono voluti ancora secoli di violenze e divisioni prima di arrivare a quel 1861, in cui finalmente ho visto la luce. È stato un processo lungo e doloroso, ma finalmente ero tornata ad essere me stessa. Una e indivisibile, mi hanno chiamata Italia. Da quel momento in poi le difficoltà non sono terminate, ma potevo guardare ad esse con maggiore sicurezza, potendo contare sul mio popolo. A te sembrerà un passaggio semplice e veloce, non è stato così, te l’assicuro. Tanti ragazzi hanno perso la vita per difendermi, il loro sangue bagna ancora le mie vesti affinché io non mi dimentichi mai di loro.</p>
<p>Eppure ero troppo giovane per occuparmi del mio popolo e ancora una volta, altri avevano maggiori opportunità da offrir loro. Quante donne e uomini ho visto partire su quelle navi, ognuno di essi era una lacrima in più sul mio viso. Li ho lasciati andare, come un genitore che spinge il proprio figlio ad allontanarsi per trovare la sua strada ed essere felice, piangendo poi di nascosto.</p>
<p>La gioventù, lo sai, ti fa sentire forte e invincibile. Non ti fa riconoscere i limiti, vuoi andare sempre avanti e sei pronto a qualsiasi cosa per dimostrare agli altri che sei diventato grande anche tu. È un errore che ho commesso anche io e sono scesa a compromessi con gli altri, lasciandomi trasportare in guerra. Cedendo alla convinzione che fosse un mezzo lecito per raggiungere i miei obiettivi. Alla fine sono risultata dalla parte dei vincitori, ma era una mera illusione. Nessuno vince in guerra, perché quei giovani straziati sui campi sono una sconfitta per tutti.</p>
<p>Passò poco che fui costretta ad innalzare un vessillo nero, che nuovamente mi fece ricadere nell’errore ed orrore della guerra. Fu ancora più terribile, il mio corpo fu straziato dalle bombe dei nemici e dei vecchi alleati. Migliaia di figli miei trovarono la morte in quegli anni senza che io potessi fare nulla, diventata ormai terra di frontiera fra opposte fazioni. Ho visto fratelli uccidersi fra loro, in difesa di una bandiera rossa o nera, oppure per ottenere un misero tozzo di pane.</p>
<p>In quel momento davvero credevo fosse giunta la mia ora, il tempo di eclissarmi dal mondo e lasciarlo a chi fosse più capace. Ero pronta a sventolare la bandiera della resa, quando arrivò l’aiuto più insperato e gradito che potessi immaginare. Il mio popolo, dopo tutto quello che era successo, era pronto a rimboccarsi le maniche per aiutarmi a rinascere. Hanno lavorato duramente, senza sosta e non è semplice retorica.<br />
Col sudore e le lacrime hanno impastato il cemento per ricostruire tutto ciò che era andato perduto, ma non si sono limitati a questo.<br />
Sono andati ancora avanti, mettendo in campo tutta la loro genialità e regalandomi prodotti, arte e moda di cui ancora oggi ho nostalgia.</p>
<p>Finalmente i sacrifici fatti assieme iniziavano a dare i frutti sperati. Ho creduto fosse un miracolo quando ho iniziato a veder sfrecciare le Vespe e le Cinquecento per le strade e i primi turisti sulle spiagge. Le ragazze in bikini e con la minigonna mi hanno fatto capire che anch’io ero cambiata, che era tempo che la libertà e la serenità mi guidassero.<br />
Ho sudato freddo quando la spartizione del mondo ha creato nuove divisioni nel mio popolo, rispolverando le vecchie bandiere e versando ancora sangue innocente. Non potevo sopportare tutto quel piombo ma per fortuna furono malumori passeggeri. E anch’essi li superai grazie ai miei cittadini, pronti a rimanermi accanto sempre e comunque.<br />
Io sono loro debitrice quanto te. Sì, proprio te che stai leggendo e magari sbuffando. Come vedi, nel corso della mia storia non sempre ho avuto qualcosa da offrire al popolo. Spesso sono stati loro a sostenere me, non abbandonandomi mai.<br />
Questo è l’invito che voglio fare a te oggi.</p>
<p>Continua sempre a pretendere il massimo da me ma sii coraggioso e pronto per contribuire alla mia crescita. Io ho compiuto centocinquanta anni, non è poco, ma è ancora tanto il tempo che voglio trascorrere con te. Guarda al tuo vicino come a un fratello, anche se avete gli occhi e i capelli differenti e parlate dialetti incomprensibili l’un l’altro. Tutti voi nelle vene avete una piccolissima parte di me che vi rende uguali nelle differenze, perché siete tutti figli miei.<br />
Perché siete tutti quanti italiani…</p>
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		<title>Siamo diventati inaffidabili e ridicoli</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 15:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Open Zone]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai ci ridono dietro come si fa con lo scemo del villaggio. Ride di noi il direttorio europeo del quale una volta a pieno titolo facevamo parte. Ora siamo diventati inaffidabili e ridicoli persino. Il nostro barzellettiere leader è oggetto di ironia. In Europa basta citarlo o riferirsi a lui che parte la  risata. Ma per noi è una tragedia, e non solo di immagine. Aveva promesso di tutto e di più: sviluppo, milioni di posti di lavoro, meno tasse. E per contratto. </p>
<p>Sembra che sia passato un tempo infinito da quando i suoi aficionados cantavano rapiti: “Meno male che Silvio c’è”. E il Narciso si specchiava in loro e non vedeva il Paese che affondava. Arrivò a negava la crisi come Don Ferrante la peste. Se questi almanaccava  sofismi pseudo filosofici, lui la buttava in psicologia. La derubricava a fattore psicologico, monatti infettivi l’opposizione. La peste era solo e soltanto greca e spagnola. All’apparir del vero, il nostro premier, frastornato e strattonato, faticava persino a designare il  governatore della Banca d’Italia. Che si stia avverando la profezia sessantottina, che una risata lo seppellirà?</p>
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