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Chi siamo noi?

Mercoledi’ 10 dicembre 2008 in occasione del sessantesimo anniversario dell’approvazione della dichiarazione universale dei diritti umani,

ARCI VASTO presenta

CHI SIAMO NOI ?
Reading di resistenza umana ispirato da articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

con MARIA CRISTINA MINERVA e RAFFAELLA ZACCAGNA

c/o ARCI PETROS (di fronte al Rossetti) in Corso Plebiscito, 77 Vasto
(di fronte al Teatro Rossetti)
ore 21.00 ingresso libero
 

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani fu approvata a New York dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. Sanciva i diritti che appartengono a tutte le persone, per la sola ragione di essere al mondo, e che le istituzioni devono garantire.

Quest’anno dunque compie sessanta anni.

Vi invitiamo a leggerla. E’ breve e semplice. Dedicatele qualche minuto di attenzione.

Nel 1948 l’ONU era appena nata, ed era composta soltanto dalle nazioni alleate che avevano vinto la Seconda Guerra Mondiale. Le più grandi erano potenze occupanti. In URSS c’era Stalin. Molti possedevano ancora imperi coloniali in Africa e in Asia.

C’erano Stati Uniti e Unione Sovietica, che poi spesero i decenni successivi a consolidare il loro potere sul mondo in tutti i modi possibili, con le guerre, l’economia, le dittature. Eppure, appena usciti dalla guerra, quegli stati scrissero una Dichiarazione che vincolava le istituzioni a realizzare pienamente i diritti delle persone, la loro dignità e il loro benessere.

Perché lo fecero?

Per anni avevano scelto di non guardare alla persecuzione e allo sterminio nazista di ebrei, rom, omosessuali, dissidenti politici. Erano minoranze, e le avevano lasciate al loro destino. Sbagliarono, e tanto.

La guerra alla fine aveva travolto tutti. Anche i vincitori avevano perso milioni di cittadini, soldati e civili. Avevano scelto di buttare su Hiroshima la prima bomba atomica. Avevano visto l’Olocausto.

Ancora in mezzo alle macerie, scelsero di scrivere solennemente ciò che la storia aveva loro insegnato, che non c’è pace né sicurezza per nessuno senza il rispetto dei diritti umani di tutti.

Leggeteli, gli articoli della Dichiarazione. Non riguardano solo la protezione degli ultimi, dei milioni di poveri e di esclusi. Riguardano ciascuno e ciascuna di noi.

Il diritto a un lavoro sicuro e dignitoso, a una giustizia giusta, alla partecipazione politica non sono forse ciò di cui la stragrande maggioranza di noi ha ancora oggi bisogno?

Sono in tanti a dire che non ci sono le risorse necessarie per affermare i diritti di tutti. Non è vero.

Oggi le risorse e le competenze tecnologiche sono tali e tante da poter assicurare a ogni individuo una vita buona, se enormi quantità di ricchezza non si concentrassero in poche mani.

Certo, sono passati sessanta anni. La cultura dei diritti si è evoluta. L’ONU negli anni ha approvato Convenzioni contro la discriminazione delle donne e quella razziale, per i diritti dell’infanzia, delle persone disabili, dei lavoratori migranti, contro il lavoro forzato, per la protezione della biodiversità e delle diversità culturali.

E oggi, con il pianeta a rischio di collasso, ci sarebbe bisogno di una Dichiarazione Universale sul diritto del pianeta terra a vivere, a non essere ucciso dalla nostra follia.

Ci sarebbe bisogno, soprattutto, che ciascuno di noi decidesse di non rinunciare più ai diritti che ci spettano. E che ci unissimo a tutte le persone che hanno bisogno di affermare i propri, senza escludere nessuno e nessuna.

Una grande alleanza per i diritti di ogni persona al mondo è la sola via per proteggere i nostri. Per non ripetere gli errori, e gli orrori, di chi è venuto prima di noi.

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