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	<title>Vastesi.com &#187; abruzzo</title>
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		<title>50.150 firme contro la petrolizzazione dell&#8217;Abruzzo</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 12:04:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.

Venerdì 20 maggio presso la Casa di Conversazione, nel Palazzo Comunale di Lanciano, le associazioni NUOVO SENSO CIVICO e DIFESA BENI COMUNI , in collaborazione con il Comune di Lanciano, hanno presentato le firme raccolte in calce alla petizione per la revoca di tutti i permessi di ricerca ed estrazione di idrocarburi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo e pubblichiamo.<br />
</em></small><br />
Venerdì 20 maggio presso la Casa di Conversazione, nel Palazzo Comunale di Lanciano, le associazioni NUOVO SENSO CIVICO e DIFESA BENI COMUNI , in collaborazione con il Comune di Lanciano, hanno presentato le firme raccolte in calce alla petizione per la revoca di tutti i permessi di ricerca ed estrazione di idrocarburi in terra d’Abruzzo e nel mare antistante per gravi motivi ambientali. Detta raccolta, iniziata in occasione della Fiera dell’Agricoltura di Lanciano del 2009, è proseguita in tutta la regione fino al superamento di 50 mila firme (50.150). La petizione verrà sottoposta a tutte le autorità di governo nazionali e regionali, ai gruppi parlamentari, ai partiti politici e all’Unione Europea.</p>
<p>Come è noto, l’Abruzzo è soggetto ad un attacco da parte di svariate compagnie petrolifere straniere che possono portare ad uno stravolgimento delle sue caratteristiche e del tipo di sviluppo che si è dato, frutto anche di lunghe e tenaci lotte. Alla base c’è il piano di sviluppo del governo del 2008, in cui è scritto che la nostra regione deve diventare un distretto minerario-petrolifero come la Basilicata.</p>
<p>Un attacco di così vasta portata poteva essere contrastato in un modo solo: cercando di mettere insieme il massimo possibile di forze e di istituzioni, di destra e di sinistra e così abbiamo cercato di fare. TRASVERSALITA’ è stata la nostra parola d’ordine. Ma anche partecipazione popolare, per suscitare la quale ci siamo sobbarcati una fatica immane: per due anni abbiamo raccolto firme &#8211; spiegando ad ognuno dei sottoscrittori gli scopi della petizione &#8211; in tutte le feste popolari, presso le Cantine sociali, sulle spiagge d’estate e nelle piazze d’inverno. </p>
<p>Sono ormai noti i dati sulle centinaia di pozzi scavati per l’estrazione di idrocarburi in terra e nel mare d’Abruzzo e perciò non li elencheremo di nuovo. Qui basti ricordare che i Comuni che ospitano pozzi sono 221 su 305 e che ne risulta interessato il 50% del territorio della Regione e il 90% della popolazione. </p>
<p>Questo nella Regione Verde d’Europa.</p>
<p>Vogliamo solo ricordare che il limite di tollerabilità di quel potentissimo veleno che si produce nell’estrazione e nella desolforazione dei nostri idrocarburi, e cioè l’idrogeno solforato, è, per la legge italiana, 6 mila volte più alto del limite posto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. </p>
<p>Infine va rammentata la situazione che si verrebbe a creare in Val di Sangro ove fossero realizzati dalla società americana Forrest, i pozzi per l’estrazione del gas con annessa raffineria, poco a valle della diga di Bomba, gli stessi pozzi che l’AGIP, inizialmente titolare della concessione, rinunciò a realizzare adducendo che la prevedibile subsidenza (abbassamento del terreno), in un’area geologicamente instabile perché investita da numerose frane e ai piedi di una diga di terra, avrebbe potuto costituire un grave pericolo, che poteva essere scongiurato in un solo modo: svuotando completamente il lago degli 80 milioni di metri cubi di acqua che lo riempiono. Ma poiché l’abbassamento del suolo si è verificato ovunque in Italia abbiano fatto estrazioni, è altamente possibile che, verificandosi anche in questo caso, ne possa essere destabilizzata la diga con le devastanti conseguenze che tutti possiamo immaginare. E’ appena il caso di ricordare che nel nostro Paese le tragedie sono quasi sempre annunciate e che in questa valle vivono 15 mila abitanti e vi sono fabbriche che danno lavoro a circa 13 mila operai.</p>
<p>Bisogna riaffermare una verità: che l’Abruzzo ha scelto da alcuni decenni un tipo di sviluppo fondato sull’industria manifatturiera, sulla preservazione dell’ambiente con la creazione dei parchi che coprono oltre il 30% del suo territorio (ed anzi altri parchi reclamano, come quello della Costa Teatina, che dovrà essere attraversato da 40 km di pista ciclabile che si snoderà lungo la vecchia area di sedime della ferrovia), sul turismo e su un’agricoltura volta a immettere sul mercato prodotti d’eccellenza. </p>
<p>Si illude chi pensa che le popolazioni di questa terra possano tornare indietro rispetto a queste scelte ed accettare un destino di regione mineraria petrolifera. Per tali motivi la battaglia contro la deriva petrolifera, frutto di una scelta dissennata del governo, è destinata a divenire sempre più intensa e a coagulare una partecipazione sempre più ampia. E’una battaglia che, con l’aiuto della stampa, possiamo vincere, che ANZI STIAMO GIA’ VINCENDO: che altro significa l’arretramento delle piattaforme fino a cinque miglia se non un parziale riconoscimento della giustezza della nostra lotta? E che altro significa la sospensione, almeno per ora, del Centro Oli, o la legge regionale che ha tentato di reintrodurre il meccanismo dell’intesa stato-regione, o la proposta di una legge da parte della Regione al Parlamento per vietare qualsiasi trivellazione nell&#038;rs quo;Adriatico ?<br />
 Insomma dobbiamo renderci conto che, oltre al problema del lavoro, l’Abruzzo ha davanti a se anche quest’altro gigantesco problema, quello di evitare una deriva petrolifera che sconvolgerebbe il tipo di sviluppo che si è dato.</p>
<p><em>Alessandro Lanci &#8211; Presidente Nuovo Senso Civico<br />
</em> </p>
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		<title>Pullman per la manifestazione del 7 Maggio a Termoli</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 14:05:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci comunicano che&#8230;
Per la grande manifestazione del 7 Maggio a Termoli, contro la Petrolizzazione dell&#8217;Adriatico, si sta organizzando un pullman che ferma a Pineto, Pescara e Lanciano.
Per maggiori informazioni:
info@no-petrolio-abruzzo.com
www.no-petrolio-abruzzo.com
Links utili:
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Ci comunicano che&#8230;</em></small></p>
<p><a href="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2011/05/untitled.jpg" rel="lightbox[5495]"><img src="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2011/05/untitled-212x300.jpg" alt="" title="untitled" width="212" height="300" class="left" /></a>Per la <a target="_blank" href="http://www.vastesi.com/blog/2011/04/28/manifestazione-nazionale-contro-la-petrolizzazione-delladriatico/">grande manifestazione</a> del 7 Maggio a Termoli, contro la Petrolizzazione dell&#8217;Adriatico, si sta organizzando un pullman che ferma a Pineto, Pescara e Lanciano.</p>
<p>Per maggiori informazioni:<br />
info@no-petrolio-abruzzo.com<br />
<a target="_blank"href="http://www.no-petrolio-abruzzo.com">www.no-petrolio-abruzzo.com</a></p>
<p><em>Links utili</em>:<br />
<a target=_blank" href="http://dorsogna.blogspot.com/2011/05/comunicato-stampa.html">Blog di Maria Rita D&#8217;Orsogna</a><br />
<a target="_blank" href="http://bachecatermolese.org/">Bacheca Termolese</a><br />
<a target="_blank" href="http://www.puntodistella.it/">Punto di Stella</a><br />
<a target="_blank" href="http://blog.libero.it/emergenzambiente/">Emergenza Ambiente</a></p>
<p><em>Su Facebook</em>:<br />
- <a target="_blank" href="http://www.facebook.com/event.php?eid=125284070882902">Manifestazione contro le estrazioni petrolifere nel mare Adriatico</a><br />
- <a target="_blank" href="http://www.facebook.com/home.php?sk=group_206653069354677">Rete di Associazioni contro le trivelle</a><br />
- <a target="_blank" href="http://www.facebook.com/pages/Emergenza-Ambiente-Abruzzo/101625863213110">Emergenza Ambiente Abruzzo</a></p>
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		<title>Il Demiurgo del petrolio</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2011/02/21/una-giornata-storica-per-la-lotta-contro-la-petrolizzazione/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 08:57:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da &#8216;Nuovo senso civico&#8217;, riceviamo.
E’ stata una giornata storica per la lotta contro la petrolizzazione dell’Abruzzo!
Appena un po’ scalfita dall’inspiegabile defezione delle due associazioni ambientaliste che avrebbero dovuto rappresentarci, Legambiente e WWF, e dalla grave assenza di rappresentanti del governo regionale.
Dal convegno in sé come prevedibile dalle premesse, ci aspettavamo con timore e qualche paura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Da &#8216;Nuovo senso civico&#8217;, riceviamo.</em></small></p>
<p>E’ stata una giornata storica per la lotta contro la petrolizzazione dell’Abruzzo!</p>
<p>Appena un po’ scalfita dall’inspiegabile defezione delle due associazioni ambientaliste che avrebbero dovuto rappresentarci, Legambiente e WWF, e dalla grave assenza di rappresentanti del governo regionale.<br />
Dal convegno in sé come prevedibile dalle premesse, ci aspettavamo con timore e qualche paura il sostegno della scienza alla petrolizzazione.<br />
Il taglio logico e non ideologico scelto come slogan dal Professor Rainone ha tenuto banco con un filo di arroganza a lungo.<br />
A sentirlo parlare sembrava che i quattro anni della nostra vita spesi per scongiurare la deriva petrolifera del nostro amato Abruzzo, organizzando incontri, dibattiti, proiezioni, concerti, manifestazioni, approntando soldi, sottraendo tempo al lavoro e ai nostri affetti, potessero sbriciolarsi.<br />
Sembrava che le 50.000 firme da noi raccolte fossero state un’estorsione alla credulità popolare attraverso un’opera di terrorismo psicologico attuato divulgando notizie senza base scientifica.</p>
<p>Dall’alto dello scranno della cultura scientifica che avrebbe voluto rappresentare, il demiurgo del petrolio, il Professor Rainone, ha ribadito a più riprese il ruolo super partes della scienza arrivando persino a consigliarci la lettura dell’Apologia di Socrate scritta da Platone, ricordandoci che l’Università “per sua stessa definizione non può che essere il luogo per eccellenza deputato alla libera manifestazione delle idee e al libero confronto”, puntando a “scelte razionali e vantaggiose per il territorio”.</p>
<p>Dopo il convegno, animato dai 4 relatori previsti nel programma, è stata allestita una tavola rotonda dalla quale sono cominciate ad emergere le crepe della tenuta logica delle premesse fino al botto finale.</p>
<p>Fino al punto in cui il dottor Massimo Colonna, chimico, dalla platea gremita, sferra due fendenti che tramortiscono il campione della logica super partes con due notizie.</p>
<p>La prima notizia.<br />
Uno dei documenti prodotti nelle slide dal Professor Rainone prova con forza che le nostre falde acquifere sono sì inquinate da idrocarburi, ma attribuendone la causa preponderante all’uso dei diserbanti in agricoltura (!!!). Sfortunatamente per il Professore, il Dott. Colonna ha fatto notare che lo studio in questione, di cui egli stesso è l’autore, non poteva essere considerato scientificamente attendibile, mancando nella slide le coordinate di quel rilievo, con il quale non si poteva escludere, se non mistificandone il senso, che la più probabile fonte di inquinamento delle falde è verosimilmente dovuto alle perforazioni petrolifere e non ai pesticidi.<br />
Spingendo quindi la lettura di quel documento  a sostegno di quello che è un vero e proprio falso!<br />
Ecco il metodo scientifico del demiurgo!</p>
<p>La seconda notizia.<br />
Il Professor Mario Rainone, fino a quel punto sedicente arbitro della partita PETROLIO SI PETROLIO NO, ha redatto e sottoscritto le contro osservazioni alle osservazioni presentate alla Regione Abruzzo da centinaia di associazioni e liberi cittadini, per conto della Forest oil.<br />
Non possiamo dire che il demiurgo è al libro paga della Forest, solo perché non abbiamo le prove.</p>
<p>A quel punto, il teatrino delle basi “logiche e non ideologiche” si è sciolto come neve al sole in un nanosecondo, davanti agli occhi di tutti, gelando il sangue dei petrolieri presenti e quello del povero Rainone, ridotto a dire che non ha preso soldi dalla Forest e che quella “consulenza scientifica” l’avrebbe concessa per amore della scienza!</p>
<p>Se eravamo andati intimoriti siamo tornati molto più forti di prima!</p>
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		<title>L’avvenire dell’Abruzzo non sarà il petrolio</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 15:24:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
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		<category><![CDATA[petrolio]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo da Alessandro Lanci Presidente Regionale di &#8216;Nuovo Senso Civico&#8217;.
Sabato 29 gennaio quasi tutti gli organi di informazione regionali hanno pubblicato un articolo sulla necessità di salvare l’industria del petrolio e nel quale si dava notizia di un accordo intervenuto tra Confindustria di Chieti e i segretari provinciali dei sindacati Cisl, Uil e Ugl per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><small>Riceviamo da Alessandro Lanci Presidente Regionale di &#8216;Nuovo Senso Civico&#8217;.</small></em></p>
<p>Sabato 29 gennaio quasi tutti gli organi di informazione regionali hanno pubblicato un articolo sulla necessità di salvare l’industria del petrolio e nel quale si dava notizia di un accordo intervenuto tra Confindustria di Chieti e i segretari provinciali dei sindacati Cisl, Uil e Ugl per mettere in atto azioni congiunte per rimuovere gli attuali blocchi autorizzativi.</p>
<p>Nel contempo perveniva all’Associazione Nuovo Senso Civico una lettera della FIOM-CGIL, nella quale, tra l’altro, “si ringrazia l’Associazione per le numerose battaglie condotte contro la petrolizzazione in Abruzzo.</p>
<p>La FIOM considera ogni manifestazione in tal senso importante per la salvaguardia del patrimonio naturalistico della nostra Regione, a chiara ed evidente vocazione turistica. La FIOM considera indispensabile la costituzione di un grande fronte comune, che sia esso capace di respingere al mittente l’aggressione attuata in questi mesi al valore aggiunto che il patrimonio naturalistico della nostra cara regione detiene. </p>
<p>E’ necessaria una continua ricerca  degli equilibri indispensabili per lo sviluppo industriale  eco-sostenibile. </p>
<p>Va inoltre ricordata la battaglia contro la Sangro-Chimica che determinò poi, lo sviluppo industriale del Sangro.</p>
<p>Gli insediamenti petroliferi deturpano e violentano i territori, determinando ripercussioni negative sulle imprese sensibili alle condizioni ambientali (pesca, viticultura, agricoltura in generale, turismo, enogastronomia, servizi legati a questi settori). </p>
<p>E’ auspicabile quindi, intensificare le mobilitazioni a protezione delle già trascurate condizioni naturali”. </p>
<p>La verità è che, come l’esperienza avrebbe dovuto insegnare, i posti di lavoro nell’industria petrolifera sono sempre MOLTO POCHI, ed anzi sono molto più QUELLI CHE DISTRUGGE CHE QUELLI CHE CREA.</p>
<p>Sono noti tra i tanti, gli esempi di Falconara, della Basilicata o della Sicilia, ed inoltre la petrolizzazione finisce per disincentivare anche le industrie manifatturiere, che preferiscono territori non inquinati (oltre che privi di criminalità organizzata).</p>
<p>Senonché la Confindustria, sorda a tutto questo, pensa di risolvere i problemi occupazionali della nostra regione con l’industria petrolifera. </p>
<p>Anche la Sangro Chimica, che voleva installare una gigantesca raffineria in Val di Sangro, prometteva – visto  che promettere non costa nulla – tremila posti di lavoro.<br />
Le popolazioni non hanno abboccato ed hanno lottato per ben cinque anni ed alla fine hanno vinto, e se nel Sangro è venuta la SEVEL – che aveva dichiarato di essere incompatibile con la vicinanza di un impianto petrolchimicolo si deve al fatto che la Sangro Chimica è stata scacciata. </p>
<p>Ma c’è di più: le compagnie petrolifere che stanno dando l’assalto all’Abruzzo e al suo mare sono piccole società straniere che hanno capitali di poche migliaia di Euro e che pertanto, in caso di incidenti, peraltro piuttosto frequenti,  impiegherebbero giusto cinque minuti per mettere in liquidazione la Compagnia.</p>
<p>Per quel che riguarda il problema del grave inquinamento che investirebbe l’Abruzzo, ebbene,  il Presidente della Confindustria Primavera proclama che “il problema ambientale non esiste”, poiché “il sistema ambiente in Abruzzo è già al collasso”.<br />
Quindi tanto vale dare a questo sistema il colpo di grazia: questo è in buona sostanza il ragionamento della Confindustria.</p>
<p>Di fronte ad affermazioni che si commentano da sé, noi diciamo che questo progetto di petrolizzazione della nostra terra non passerà poiché noi solleveremo l’intero Abruzzo contro di esso. </p>
<p>Nuovo Senso Civico e l’Associazione Difesa Beni Comuni hanno raccolto contro la deriva petrolifera, al prezzo di una immane fatica, ben cinquantamila firme, che presenteremo entro pochi giorni alla stampa e con le quali inonderemo Governo Nazionale Enti e Regione. E le generazioni future ci ringrazieranno, così come oggi ci ringraziano per la vittoriosa lotta contro la Sangro Chimica. </p>
<p>Concludiamo con un appello a tutte le forze politiche perché contrastino la posizione del presidente della Confindustria e si impegnino, come già avvenuto in passato, a cercare altre strade per risolvere il problema dell’occupazione. </p>
<p>Su questa posizione ci sono anche tutte le associazioni che si battono contro la deriva petrolifera.</p>
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		<title>Il Programma Sereno Variabile di Rai due a Vasto-Riserva di Punta Aderci</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 00:22:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ciuffo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Riserva Punta Aderci]]></category>
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		<description><![CDATA[Un piccolo contributo della RAI per la Città del Vasto.
Un po di pubblicità per la Riserva di Punta Aderci. Pubblico il video prelevato da YouTube.
Buona visione

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un piccolo contributo della RAI per la Città del Vasto.<br />
Un po di pubblicità per la Riserva di Punta Aderci. Pubblico il video prelevato da YouTube.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=UZaXNjC3qbU" target="_blank"><strong>Buona visione</strong></a></p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/UZaXNjC3qbU&#038;fs=1" width="570" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/UZaXNjC3qbU&#038;fs=1" /><param name="FlashVars" value="playerMode=embedded"/><param name="wmode" value="transparent"/></object></p>
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		<title>No al nucleare! Né a Casalbordino né altrove.</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2010/05/07/no-al-nucleare-ne-a-casalbordino-ne-altrove/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 07:06:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
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		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[arci]]></category>
		<category><![CDATA[casalbordino]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
No al nucleare! Né a Casalbordino né altrove.
Chiediamo che si faccia immediatamente chiarezza sulla vicenda e si eviti una scelta scellerata e assurda che devasterebbe un territorio già fortemente compromesso.
L&#8217;Abruzzo deve puntare in modo deciso su fonti energetiche sostenibili, opponendosi una volta per tutte a nucleare e petrolio.
E&#8217; interesse dei cittadini abruzzesi sapere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo e pubblichiamo.</em></small></p>
<p><strong>No al nucleare! Né a Casalbordino né altrove.</strong></p>
<p>Chiediamo che si faccia immediatamente chiarezza sulla vicenda e si eviti una scelta scellerata e assurda che devasterebbe un territorio già fortemente compromesso.</p>
<p>L&#8217;Abruzzo deve puntare in modo deciso su fonti energetiche sostenibili, opponendosi una volta per tutte a nucleare e petrolio.</p>
<p>E&#8217; interesse dei cittadini abruzzesi sapere esattamente se esiste la possibilità di installazione di una centrale nucleare a Casalbordino. Non è possibile lasciare in apprensione una intera comunità senza risposte chiare e decise. In un territorio già fortemente minacciato dalla deriva petrolifera e da diversi impianti inquinanti e pericolosi, non staremo inermi ad aspettare che si prendano decisioni dall’alto senza consultazione e partecipazione pubblica. </p>
<p>Ribadiamo la nostra netta contrarietà all&#8217;installazione di centrali nucleari, espressa anche recentemente nella partecipazione alle manifestazioni del Chernobyl Day (nato da un&#8217;idea della rete ambientalista francese “Sortir du nucleaire” nei giorni dell&#8217;anniversario della tragedia del 1986) tenutesi su tutto il territorio nazionale. </p>
<p>Siamo contrari perché rappresenterebbe una scelta antiecologica (oltre che antieconomica) e con fortissimi rischi per la sicurezza e la salute pubblica, senza alcuna prospettiva per il futuro, vista l’assenza di metodologie adeguate di stoccaggio delle scorie radioattive.</p>
<p>Auspichiamo che la Regione Abruzzo realizzi il prima possibile una decisa svolta energetica, opponendosi definitivamente a fonti come il petrolio (che minaccia le nostre coste e direttamente la metà dell&#8217;intero territorio regionale) e, appunto, il nucleare, puntando su fonti energetiche rinnovabili e a basso impatto ambientale, come il solare e l’eolico.</p>
<p>ARCI PROVINCIA DI CHIETI<br />
WWF ZONA FRENTANA E COSTA TEATINA<br />
RNA RETE NAZIONALE ANTINUCLEARE &#8211; ABRUZZO<br />
ASSOCIAZIONE ANTIMAFIE RITA ATRIA<br />
PEACELINK ABRUZZO</p>
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		<title>Forti preoccupazioni sul processo di petrolizzazione della regione</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 08:58:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
Forti preoccupazioni sul processo di petrolizzazione della regione.
La politica locale reagisca compatta
Leggo dai diversi mezzi di comunicazione sull&#8217;avanzamento del processo di petrolizzazione dell&#8217;Abruzzo. La notizia riporta fonti della capitaneria di porto: &#8220;indagini geofisiche marine per il progetto di perforazione di un pozzo esplorativo per la ricerca di idrocarburi in mare per mezzo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo e pubblichiamo.</em></small></p>
<h5>Forti preoccupazioni sul processo di petrolizzazione della regione.</h5>
<p><b>La politica locale reagisca compatta</b></p>
<p>Leggo dai diversi mezzi di comunicazione sull&#8217;<a target="_blank" href="http://www.vastesi.com/blog/2010/03/10/avanzano/">avanzamento</a> del processo di petrolizzazione dell&#8217;Abruzzo. La notizia riporta fonti della capitaneria di porto: &#8220;<em>indagini geofisiche marine per il progetto di perforazione di un pozzo esplorativo per la ricerca di idrocarburi in mare per mezzo di una piattaforma con gambe (jack up) sul sito ELSA 2,di fronte la nota riserva regionale Ripari di Giobbe, per conto della VEGA OIL S.p.A. </em>&#8221; (Ord. 08/2010 della Capitaneria di Porto di Ortona)</p>
<p>Voglio unirmi alle voci di tutte le associazione ed i cittadini che hanno già espresso pubblicamente il loro sconcerto. E&#8217; un fatto grave tanto più perchè non c&#8217;è una valutazione di impatto ambientale. Non dico nulla di nuovo, lo so, ma quello che mi interessa è mettere in risalto il silenzio di tutte le forze politiche presenti sul territorio. Non c&#8217;è più tempo per parlare, adesso ci vogliono i fatti, gli atti legali, la presenza dei sindaci nelle manifetazione. Adesso la politica locale deve mostrarsi compatta. </p>
<p>Gli effetti di questa scelta saranno devastanti per tutto il litorale e creeranno un logorante ed inesorabile effetto domino su tutte le attività produttive. Petrolio &#8211;> danni ambiente &#8211;> danni salute &#8211;> NO TURISMO &#8212;> NO ALBERGHI &#8211;> NO VINO &#8211;> NO PESCA &#8211;> NO VENDITE IMMOBILIARI ecc. ecc. ecc. I tumori e le affezioni delle vie respiratorie aumenteranno drasticamente. </p>
<p>Perderemo tutte le risorse economiche che stanno reggendo alla crisi quali prodotti enogastronomici, agricoltura, pesca, turismo, artigianato&#8230;.</p>
<p>Se qualcuno etichetta queste righe come lo sproloquio di uno dei tanti ambientalisti sbaglia. Il problema è serio e merita un forte impegno da parte di tutti. </p>
<p>Mi rivolgo al sindaco Lapenna e alla sua giunta come anche all&#8217;opposizione, ai suoi leader: Tagliente e gli eventuali futuri candidati sindaco Desiati e Sonnino. Scusate se ho osato fare dei nomi di persone ma il tentativo è quello di cercare e trovare dei referenti politici per questo problema riguardante tutto il territorio ed anche e sopratutto il Vastese. </p>
<p>La proposta è quella di costituire una sorta di commissione bipartisan che parta da Vasto e coinvolga tutti i comuni e gli enti abruzzesi che insistono sulla costa per cominciare ad attuare sin da domani delle azioni politiche contro tutti coloro che cercano di speculare sulla nostra Terra.   </p>
<p>Singole azioni sono lodevoli ma non bastano, c&#8217;è bisogno di coordianamento tra enti, cittadini ed associazioni </p>
<p>Ortona non è lontana ed esimersi dall&#8217;agire oggi, vuole dire rendersi partecipi del disastro. .</p>
<p>Sperando nella reazione di TUTTI </p>
<p><em>Alessandro Gentile </em></p>
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		<title>Anche questo è Abruzzo</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 16:15:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Spanish</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vorrei segnalare il progetto EVA (Eco Villaggio Autocostruito) realizzato da alcuni volenterosi a Pescomaggiore, dopo il terremoto. 
Questo è l&#8217;articolo pubblicato da unita.it.

Pescomaggiore, a un anno dal sisma l&#8217;ecovillaggio costruito dagli abitanti
di Alessandro Ricci e Valentina D&#8217;Ascanio
Ecco le nuove case di Pescomaggiore, borgo a quindici chilometri da L&#8217;Aquila. Danneggiato dal sisma di un anno fa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei segnalare il progetto <a target="_blank" href="http://eva.pescomaggiore.org/">EVA (Eco Villaggio Autocostruito)</a> realizzato da alcuni volenterosi a Pescomaggiore, dopo il terremoto. </p>
<p>Questo è l&#8217;<a target="_blank" href="http://www.unita.it/news/italia/95683/pescomaggiore_a_un_anno_dal_sisma_lecovillaggio_costruito_dagli_abitanti">articolo</a> pubblicato da <em>unita.it</em>.</p>
<blockquote>
<p><strong>Pescomaggiore, a un anno dal sisma l&#8217;ecovillaggio costruito dagli abitanti</strong><br />
<em>di Alessandro Ricci e Valentina D&#8217;Ascanio</em></p>
<p>Ecco le nuove case di Pescomaggiore, borgo a quindici chilometri da L&#8217;Aquila. Danneggiato dal sisma di un anno fa, il paese rischiava lo spopolamento. Ma il Comitato per la rinascita di Pescomaggiore non ha perso tempo e si è rimboccato le maniche, cominciando i lavori a soli cento giorni dal terremoto. Così è nato Eva-Ecovillaggio autocostruito. </p>
<p>Sabato l&#8217;inaugurazione del primo modulo abitativo: niente cemento, solo paglia e legno. Per case antisimiche, ecologiche, secondo quanto indicato dagli architetti di Bag studio mobile. Per costruire le case sono arrivati volontari da tutta Europa. Nonché 85mila euro di donazioni (tutto da privati, il progetto non ha alcun sostegno governativo). Spesi fino ad ora 193mila euro. Il primo ad entrare nella nuova casa è Piero Lopez, cinquant&#8217;anni, contadino. Con lui la moglie e i genitori, ottantatre anni la madre e settantasei il padre: per loro ancori pochi giorni in roulotte (proprio ieri è scaduto il termine di utilizzo concesso dalla Protezione civile, hanno chiesto un paio di giorni di proroga, il tempo di far arrivare i mobili). </p>
<p>Avranno una casetta di cinquantaquattro metri quadrati. Nell&#8217;eco villaggio i lavori vanno avanti, sono previste sette case. &#8220;L&#8217;idea di Eva &#8211; spiegano i responsabili del Comitato &#8211; si basa sulla partecipazione dei beneficiari alla progettazione e alla realizzazione dei moduli abitativi.  E sono a meno di seicento euro al metro quadro, mentre quelle del progetto Case superano le duemilacinquecento euro, sempre al metro quadro&#8221;. I ragazzi del Comitato hanno anche avvito la produzione di cereali e farine &#8220;a chilometri zero&#8221;.</p>
</blockquote>
<p>La nostra Regione è anche questo, gli abruzzesi siamo anche questo&#8230;</p>
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		<title>L&#8217;attuale Repubblica Oska</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 09:07:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
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		<description><![CDATA[di Adriano Bologna
Le questioni più compromettenti per lui, a cui dovrà rispondere davanti alla nostra storia, per Remo Gaspari, saranno la creazione ai tempi, del fenomeno del clientelismo e l&#8217;attuale disinteresse per la nostra zona, rimasta abbandonata, la quale, sebbene non più politico, lui, potrebbe, volendo, influenzare. La seconda accusa che faccio ha origini nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>di Adriano Bologna</em></small></p>
<p>Le questioni più compromettenti per lui, a cui dovrà rispondere davanti alla nostra storia, per Remo Gaspari, saranno la creazione ai tempi, del fenomeno del clientelismo e l&#8217;attuale disinteresse per la nostra zona, rimasta abbandonata, la quale, sebbene non più politico, lui, potrebbe, volendo, influenzare. La seconda accusa che faccio ha origini nel fatto che il Gaspari, ha interesse a dimostrare che, adesso che lui non è più, l&#8217;Abruzzo è rimasto fermo. È fine a voler alzare nel tempo, la sua figura. Ma lui dimentica che ai suoi tempi o si andava da lui a fare inchini per avere un lavoro o si facevano con i cartoni le valige. Quelli che avevano le palle quadrate, facevano le valige, quelli nati senza palle si inginocchiavano. Ma chi ha fatto morire poveri Zocaro Giuseppe, Genovesi Alfieri, Lappezzata Palmiro, non vedrà mai la terra promessa.</p>
<p>Per un Vastese vero, deve essere di assoluta priorità cercare di capire il gerarca Nicola Pomilio figlio di Andrea Pomilio. Visto che il figlio Nicola non ha fatto altro che dare una continuazione politica alle idee fasciste del padre Andrea. Ripeto seppur umanamente negativo, vorrei mettere in rilievo, la capacità attraverso la parola quindi attraverso discorsi aggressivi, di trascinare le folli. Il concetto diventa fortemente interessante, se si pensa che ancor oggi un Ciarlatano come Berlusconi, con la stessa metodologia riesce ad ottenere gli stessi risultati di allora dal Pomilio. Agli italiani basta fare un discorso politico e dire le cose che vogliono sentire, cose che danno speranza, anche se infondate, così si viene votati. In effetti l&#8217;Italia a livello culturale è rimasta ferma. Per l ivello culturale intendo preparazione sociale economica ai problemi.</p>
<p>Un altro esempio di sfacciata delinquenza in Italia lo compie il Moratti che viene persino osannato da gente senza animo, non pensando che ha determinato l&#8217;inquinamento del Niger provocando la morte di migliaia di bambini, deruba gli italiani e sperpera miliardi pagando gente non qualificata, esempio Mourigno, a cui regala milioni, una persona parlatano, il cui compito potrebbe essere svolto molto meglio da un qualsiasi ragazzo italiano che per qualche anno abbia giocato in serie A. In Germania posseggo circa 60 pecore, se io potessi assumerei il Mourigno per stare attento alle mie pecore con la speranza che riuscisse in tale compito. Moratti, se fosse nato povero, è così negligente, che dormirebbe sotto i ponti di via certosa. Sullo stesso livello di Berlusconi è un certo Di Pietro nato dalle nostre parti, che spesso si definisce il salvatore della giustizia e della patria e parla di mettere in galera e di buttare la chiave, ma se io avessi la chiave della cella dove rinchiuderei lui non la butterei, ma me la terrei in tasca, io so perchè. </p>
<p>Tornando al Pomilio, voglio riportare un suo discorso del 21 maggio 1930 a Gissi e sottolineare la sua aggressività e la sua forza di influenzare folle al limite della disperazione, così come fa oggi Berlusconi o come faceva quel fallito di Bertinotti che con la sua &#8220;R&#8221; moscia era molto più vicino ad un etero sessuale che non ad un uomo che dovrebbe parlare al povero popolo operaio Italiano. Pomilio sulla piazza gremitissima all&#8217;inverosimile fece questo discorso usando queste parole: &#8220;Ricordare ancora una volta, agli immemori, che il primo formidabile colpo di arresto, alla follia bolscevica, fu inferto all&#8217;Aquila nell aprile del 1929. Sì le ferite della prima guerra mondiale erano tutte da sanare, ma a quello a cui ci opponiamo noi fascisti è la mascheratura bolscevica del socialcomunismo italiano. Ora cittadini Gissani questa è la cosa che la Russia, invocata come un paradiso terrestre, come esterna liberatrice di popoli. Quale parola nuova apporta all&#8217;imperialismo zarista? In fatto di politica sociale è strano che una razza, che ha avuto, Pisacane e Mazzini, deve guardare come alcune verità che si pretendono rivelate dalla Russia, non sono già che verità consacrate nei testi dei nostri grandi Maestri italiani. Ma noi non promettiamo agli uomini felicità in terra, a differenza del socialcomunismo che pretenderebbe di mascherare la faccia dei mediterranei con la maschera Russa&#8230; continua</p>
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		<title>Abruzzo nero, problema nazionale</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2009/11/13/abruzzo-nero-problema-nazionale/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 10:20:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Spanish</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[La questione della petrolizzazione dell&#8217;Abruzzo ormai è una questione nazionale. Vari giornali se ne sono occupati, adesso lo fa anche il &#8216;Corriere della Sera&#8217;. 
Io sottolineo e memorizzo la dichiarazione dell&#8217;Assessore all&#8217;Ambiente, Daniela Stasi:
&#8220;&#8230;Il presidente Chiodi e lo stesso Berlusconi sono stati chiari: non ci sarà nessuna petrolizzazione dell&#8217;Abruzzo. [...] Stiamo mettendo in piedi una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La questione della petrolizzazione dell&#8217;Abruzzo ormai è una questione nazionale. Vari giornali se ne sono occupati, <a target="_blank" href="http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_12/abruzzo_petrolio_moratoria_referendum_germano_antonucci_a0febd36-cf85-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">adesso</a> lo fa anche il &#8216;Corriere della Sera&#8217;. </p>
<p>Io sottolineo e memorizzo la dichiarazione dell&#8217;Assessore all&#8217;Ambiente, Daniela Stasi:</p>
<p><em>&#8220;&#8230;Il presidente Chiodi e lo stesso Berlusconi sono stati chiari: non ci sarà nessuna petrolizzazione dell&#8217;Abruzzo. [...] Stiamo mettendo in piedi una serie di iniziative per portare avanti quello che il presidente Chiodi ha promesso in campagna elettorale. [...] Io non voglio pensare a fermare le trivelle, io voglio pensare che non ci sarà bisogno di fermarle perché in una regione verde non si deve correre questo rischio&#8221;.</em> </p>
<p>E riporto una frase dell&#8217;articolo:</p>
<p><em>&#8220;Il presidente della provincia, Enrico Di Giuseppantonio, ha espresso da tempo la sua ferma contrarietà al progetto puntando il dito contro «la mancanza quasi totale di collegamento tra istituzioni nazionali e locali»&#8221;.</em> </p>
<p>Diamo atto a Di Giuseppeantonio: aveva detto che era contrario e contrario è rimasto (bravo!). Però lo stesso Presidente sottolinea un problema gravissimo: &#8220;la mancanza quasi totale di collegamento tra istituzioni nazionali e locali&#8221;. Gravissimo problema che, spero, non diventi una scusa per Di Giuseppantonio.</p>
<p>Infine, una speranza: visto che il pericolo lo merita e il problema è grande (ne va del nostro futuro), davvero è l&#8217;occasione giusta per vedere i nostri rappresentanti unirsi e fare fronte comune: maggioranze e minoranze si alleino, per questa volta.</p>
<p>È ora che gli abruzzesi decidano sul loro futuro: referendum!</p>
<p>Saludos! </p>
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