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	<title>Vastesi.com &#187; berlusconi</title>
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		<title>Il &#8220;prete eroe&#8221; e il vescovo di Chieti-Vasto</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Jan 2011 12:01:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Spanish</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Com&#8217;è facile immaginare, le ultime vicende nazionali interessano tutti i giornali stranieri. Il corrispondente dall&#8217;Italia de &#8216;El País&#8217; ha aperto da poco un blog e ieri s&#8217;è occupato di un piccolo paese della nostra regione e del nostro vescovo, Bruno Forte.
A parte il dato curioso, è un sintomo della perplessità che regna all&#8217;estero: com&#8217;è possibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Com&#8217;è facile immaginare, le ultime vicende nazionali interessano tutti i giornali stranieri. Il corrispondente dall&#8217;Italia de &#8216;El País&#8217; ha aperto da poco un <a target="_blank" href="http://blogs.elpais.com/vaticalia/">blog</a> e ieri s&#8217;è <a href="http://blogs.elpais.com/vaticalia/2011/01/un-cura-heroico-propone-huelga-de-misas.html">occupato</a> di un piccolo paese della nostra regione e del nostro vescovo, Bruno Forte.</p>
<p>A parte il dato curioso, è un sintomo della perplessità che regna all&#8217;estero: com&#8217;è possibile che l&#8217;Italia sia arrivata a questo punto? È una domanda che mi fanno tutti i giorni. Se qualcuno volesse aiutarmi a trovare una spiegazione, sarei lieto di presentarla al prossimo che mi chiede notizie sull&#8217;<em>amigo</em> Berlusconi.</p>
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		<title>Similis cum similibus, &#8220;perseguitati&#8221; dalla giustizia</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 10:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente del consiglio ha scelto come  interlocutore, in diretta tv, Don Gelmini, per comparare il proprio destino al suo.
Ambedue  ferocemente perseguitati dalla giustizia. Di Berlusconi sappiamo quasi  tutto, ma non altrettanto di Don Gelmini, anzi ex Don, dopo la  riduzione allo stato laicale.  
Francesco Grignetti su “La Stampa” ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente del consiglio ha scelto come  interlocutore, in diretta tv, Don Gelmini, per comparare il proprio destino al suo.<br />
Ambedue  ferocemente perseguitati dalla giustizia. Di Berlusconi sappiamo quasi  tutto, ma non altrettanto di Don Gelmini, anzi ex Don, dopo la  riduzione allo stato laicale.  </p>
<p>Francesco Grignetti su “La Stampa” ci ha svelato la vita “spericolata” di Don Gelmini. </p>
<p>Il 13 novembre del 1969, nelle vesti di segretario dell’arcivescovo di Buenos Aires, cardinale Luis Copello, fu arrestato nella sua villa all’Infernetto, alla periferia di Roma,  per bancarotta fraudolenta, emissione di assegni a vuoto, truffa. Successivamente, fu  considerato responsabile del fallimento di una cooperativa edile, collegata alle ACLI, che avrebbe dovuto costruire palazzine all’EUR. Il denaro era scomparso, ma Don Gelmini era diventato proprietario di una villa, di una Jaguar e una Mercedes. Diffidato dalla Curia perchè si faceva chiamare indebitamente “monsignore”, sparì dalla circolazione. Per ricomparire nel Vietnam del Sud, dove l’arcivescovo di Huè e la vedova del  presidente Diem, con i quali era entrato in contatto, lo denunciarono per appropriazione indebita. Rientrato in Italia nel 1971,  scontò ben quattro anni di carcere per i reati a suo tempo commessi. Il direttore del carcere dovette isolarlo per evitare “promiscuità con altri reclusi”. Nel 1976, ad Alessandria, fu di nuovo arrestato, assieme al fratello Eligio, per un giro di bustarelle legate all’importazione clandestina di latte e di burro. Ma furono assolti e Don Gelmini potè tornare nella sua villa con piscina, due cani e tre servitori.<br />
E’ attualmente sotto processo per molestie sessuali, ma non è la prima volta che subisce accuse di questo genere. Diversi anni fa, una analoga denuncia venne archiviata per insufficienza di prove. </p>
<p>Fra  tanti bravi preti, Berlusconi ha scelto proprio lui per il suo siparietto natalizio. Similis cum similibus.</p>
<p>Ezio Pelino</p>
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		<title>Wikileaks. Niente di nuovo?</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 19:49:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Si dice che WikiLeaks non ha rivelato niente di nuovo. Lo ha affermato ultimamente anche Umberto Eco. Sarà pure vero, ma, per restare in Italia, se la diplomazia  americana dice le stesse cose che da anni dice l’opposizione,  questa ci guadagna  in credibilità e autorevolezza. E gli  incensamenti, che Berlusconi  tributa da tempo immemorabile senza limite e  pudore a se stesso, si rivelano per quello che sono,  pubblicità di carta pesta. Se il centrosinistra giudicava e giudica Berlusconi arrogante, inconcludente  e autoritario, la diplomazia americana  aggiunge qualcosa di più. Che, vanitoso, incapace e sfiancato da una vita notturna disordinata, è  il portavoce di Putin, con il quale,  si  sospetta, faccia   affari personali. E a nulla valgono le rassicurazioni di apprezzamento della Clinton, sono la  pezza peggiore del buco. I rapporti italiani con gli Usa sono stati sempre buoni,  è il nostro Presidente che non viene apprezzato e i suoi spregiudicati valzer con la Russia e la Libia  generano preoccupazione e sospetto. Se questa è la  valutazione di Berlusconi, non migliore è quella di Tremonti, che pure da noi viene fatto passare per un genio. Il Finantial Times, non l’Unità,  ha stilato una classifica dei ministri delle Finanze dei  19  principali Paesi UE  che più hanno promosso la crescita. Al primo posto il ministro tedesco, fra gli ultimi il nostro genio, quattordicesimo.</p>
<p>Ezio Pelino</p>
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		<title>Sarkozy al Tour</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 08:52:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Seguire il tour de France in tv è un piacere, anche per coloro che non sono  appassionati di ciclismo. Si viaggia stando seduti sul proprio sofà. Si vola sulle grandi campagne francesi, si abbracciano straordinarie città, si gira torno torno ad antichi castelli. Tutto sembra uscito dalla mente di architetti e ingegneri illuminati rispettosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Seguire il tour de France in tv è un piacere, anche per coloro che non sono  appassionati di ciclismo. Si viaggia stando seduti sul proprio sofà. Si vola sulle grandi campagne francesi, si abbracciano straordinarie città, si gira torno torno ad antichi castelli. Tutto sembra uscito dalla mente di architetti e ingegneri illuminati rispettosi dell’ambiente. Ogni cosa è al suo posto. Non c’è traccia  della nostra selvaggia orrenda  urbanistica postbellica.   Le vie appaiono  ben tenute e animate da gente festosa. Forse pochi vi hanno fatto caso, ma le strade francesi non sono deturpate dai guard rail, che invece imperversano in Italia.   Da noi non c’è strada che non ne sia fasciata, dovunque, anche nei tratti pianeggianti e rettilinei, tanto da far pensare che,  nel paese delle cricche,  ve ne sia   qualcuna  che li imponga. Ma oggi il tour ci ha regalato qualcosa, per noi, inaudito. Abbiamo intravisto il presidente della Repubblica Sarkozy, in manica di camicia, che seguiva la tappa. Viaggiava su un’auto della carovana. Senza sirene, senza scorta, senza auto sgommanti, senza codazzo di motociclisti. Così, semplicemente, come un comune cittadino. Che invidia per i cugini d’Oltralpe! E pensare che  non sono contenti  del loro premier. Che direbbero se avessero un sultano straripante come il nostro?</p>
<p>Ezio Pelino</p>
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		<title>Berlusconi è &#8220;indignato&#8221;&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 09:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Berlusconi è “indignato”, e con lui Bossi, per la messa in discussione dei risultati elettorali in Piemonte. Hanno vinto per un pugno di voti così come vinse Prodi. Ma allora furono loro ad accusare la sinistra di avere barato. Per anni perseguitarono quel governo con quell’accusa falsa e infamante. Si dovette procedere  al riconteggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Berlusconi è “indignato”, e con lui Bossi, per la messa in discussione dei risultati elettorali in Piemonte. Hanno vinto per un pugno di voti così come vinse Prodi. Ma allora furono loro ad accusare la sinistra di avere barato. Per anni perseguitarono quel governo con quell’accusa falsa e infamante. Si dovette procedere  al riconteggio delle schede, che li sconfessò. Ora si indignano e si scandalizzano se gli avversari politici vogliono vederci chiaro. Gridano al tradimento della volontà popolare. Quando diventeranno una forza politica democratica che rispetta gli avversari e  i poteri di garanzia della magistratura? Forse mai. Le origini delle fortune del loro capo, fra Craxi, la P2 e la P3 e l’eroe Mangano, sono terribilmente inquietanti.</p>
<p>Ezio Pelino</p>
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		<title>&#8220;Lo stato sono io, prendetene e mangiatene tutti&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 22:13:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Di cricca non c’è solo quella Anemone-Balducci. Ce ne sono tante. Una ragnatela. La moralità  di questo paese non è mai stata un granché, ma l’esempio che viene dall’alto ha fatto il resto. Se Berlusconi può  non preoccuparsi del conflitto di interessi, fino  a tenere per sé  il dicastero per lo sviluppo economico cha ha competenze sulla Rai-tv  concorrente della sua Mediaset, se  carico di debiti,   in politica,  ha risolto i suoi problemi finanziari,  il messaggio che passa è: “lo stato sono io, prendetene e mangiatene tutti”. </p>
<p>L’ultimo scandalo dell’uso personale della cosa pubblica è opera di quel ministro dalle calze autoreggenti, la più sexy d’Italia, dicono. Sì lei, la Brambilla. La ministra dell’ultim’ora usa l’Aci, un ente pubblico, come fosse la fabbrichetta di famiglia. Ci mette chi vuole lei, fuori da ogni criterio di trasparenza e di  meritocrazia.  L’importante che siano della sua cerchia,  meglio, della sua cricca.  Ha azzerato i vertici dell’Aci e vi ha piazzato i suoi. Come Commissario, Massimiliano, un rampollo della famiglia Ermolli, amica di Berlusconi; il babbo Bruno da anni ricopre cariche di ogni tipo in Mediaset e in Mondadori, dentro ai più noti business, dall’Alitalia, all’Expo, alla Scala, alla Bocconi. Lo ha affiancato con un altro campione della jeunesse  dorée, un certo Geronimo,  niente da spartire con l’eroico indiano d’America, è figlio di Ignazio, ministro  La Russa. Le cronache  dicono che ama tanto il mare,  che solca con la sua  nuova barca, e che il  logo dello scafo  lo ha scelto lui, personalmente. Il terzo  dei figli di papà , che non hanno bisogno di fare concorsi come i nostri figli  ultratrentenni precari e disoccupati, ha un nome che non dice niente a nessuno. Uno sconosciuto. Per  noi,  ma non per la rossa  Brambilla: è il suo fidanzato, si chiama  Eros Maggioni.  Piacere, Eros.</p>
<p>Ezio Pelino </p>
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		<title>I decoder di Berlusconi</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 21:11:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Adriano Bologna
Il Tribunale Europeo ha scoperto che i decoder che vengono usati in Italia per la televisione digitale, sono in effetti, prodotti da una industria di proprietà di Berlusconi. Nel 2004 questo tipo di industria ebbe dal fondo Europeo una sovvenzione di 150.000.000 di Euro per l`Italia. Questa somma finì in effetti nelle casse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small>di <strong>Adriano Bologna</strong></small></p>
<p>Il Tribunale Europeo ha scoperto che i decoder che vengono usati in Italia per la televisione digitale, sono in effetti, prodotti da una industria di proprietà di Berlusconi. Nel 2004 questo tipo di industria ebbe dal fondo Europeo una sovvenzione di 150.000.000 di Euro per l`Italia. Questa somma finì in effetti nelle casse di Mediaset della famiglia di Berlusconi.<br />
Oggi 16 giugno 2010 il Tribunale Europeo ha deciso che questa somma deve essere restituita al fondo Europeo.<br />
Mi chiedo come si può avere tanta fame di potere e di ricchezza, con che faccia si riesce ancora a rappresentare il popolo italiano. Quando capiamo in Italia che l´unica soluzione che abbiamo è boicottare tutti insieme le prossime elezioni. Sono orgoglioso di non aver mai votato nella mia vita.<br />
La macrosomma incassata da Berlusconi, è in parte, le tassa pagate dai poveri emigranti calabresi e siciliani che in tutta Europa buttano sangue nelle fonderie di metallo e Berlusconi non sa neanche dell&#8217;esistenza di questo tipo di Italiano, così come non lo voleva sapere Andreotti.</p>
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		<title>Il &#8220;buon cristiano&#8221; pluridivorziato</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 10:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se  la Chiesa parla e agisce in nome di Dio dovrebbe trattare tutti gli uomini con lo stesso metro. Agli occhi di Dio gli uomini, infatti,  sono tutti uguali. Il potere e il censo non contano niente, anzi pesano al contrario, se  un  versetto evangelico, oggi molto imbarazzante, ammonisce: “E’ più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se  la Chiesa parla e agisce in nome di Dio dovrebbe trattare tutti gli uomini con lo stesso metro. Agli occhi di Dio gli uomini, infatti,  sono tutti uguali. Il potere e il censo non contano niente, anzi pesano al contrario, se  un  versetto evangelico, oggi molto imbarazzante, ammonisce: “E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri in paradiso”.  Così in cielo, ma qui, sulla terra, i potenti e i ricchi  hanno licenze e lasciapassare che i semplici mortali non si sognano nemmeno. La Chiesa scomunica i divorziati, cioè li pone fuori della comunità cristiana. Ad essi nega la comunione e il funerale religioso, persino. Quanti ne abbiamo visti di amici e conoscenti che dall’altare sono stati, davanti agli altri fedeli, allontanati,  e in malo modo, perché divorziati? Ma Berlusconi no. Anni fa, ai funerali di Craxi,  a Tunisi,  prese la comunione dalle mani del vescovo, ora, pluridivorziato, in occasione dei funerali di Vianello ha fatto il bis. Complici le telecamere, che rimandano al mondo cattolico l’immagine di un santino, di un buon cristiano. D’altra parte per tutta la cerimonia è stato accanto alla povera vedova dando l’impressione più che di volerla consolare di voler occupare la scena. La Chiesa dovrebbe rispondere a quello che chiamano il popolo di Dio di questa “gestione” strumentale e  discriminatoria dei sacramenti. Forse lo farà molto più in là, fra qualche decennio, come  per l’orrenda pedofilia. Tardivamente.</p>
<p>Ezio Pelino</p>
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		<title>La tv è cosa loro</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 16:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che la tv fosse diventata cosa loro lo sapevamo. Un’invasione come bibliche locuste di Berlusconi e di berluscones. Ma le nostre erano impressioni. Ora, finalmente, l’Autorità di  garanzia per le Comunicazioni ci fornisce i tempi  dedicati dai tg  alle principali formazioni politiche nella settimana dal 14 marzo al 20 marzo.  Altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che la tv fosse diventata cosa loro lo sapevamo. Un’invasione come bibliche locuste di Berlusconi e di berluscones. Ma le nostre erano impressioni. Ora, finalmente, l’Autorità di  garanzia per le Comunicazioni ci fornisce i tempi  dedicati dai tg  alle principali formazioni politiche nella settimana dal 14 marzo al 20 marzo.  Altro che Europa, siamo allo Zimbabwe.  Il cavaliere la fa da padrone prepotente sulle sue reti e su quelle Rai. E si era detto che il conflitto di interessi non è un problema! Se il tg5 dà uno spazio al PdL  3,3 volte superiore  a quello del PD, il Tg1, quello di Minzolini, con 3,2 volte, ne è il gemello: al partito di Berlusconi  dedica quasi un‘ora, a quello di Bersani  un quarto d’ora. Persino il tg3 e La7, già considerati riserve indiane per qualche briciola di libertà dal Popolo della libertà, non rendono giustizia. Nel tg3 il PdL occupa “solo” il doppio dello spazio del PD e nella La7 molto più del doppio. Per non parlare del Tg4 di Emilio Fede dove il rapporto è di 5 a 1. I partiti minori, poi, non esistono, la loro presenza ha la durata di un amen.  Ora se gli italiani leggessero  i giornali non staremmo qui a sottilizzare. Ma è notorio che  la tv ha un ruolo preponderante se non esclusivo nella formazione dell’opinione pubblica. Se in occasione delle ultime elezioni politiche fummo terrorizzati dalla minaccia della criminalità, bombardati dalle immagini della monnezza di Napoli che ci sembrava  avercela in casa e di sentirne persino il fetore,  ora chi sa che la monnezza ha iniziato ad accumularsi per le vie di Catania e di Palermo? La monnezza non c’è più e i criminali sono angeli. Verità da Grande Fratello orwelliano.</p>
<p>Ezio Pelino</p>
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		<title>Anche a Sulmona si studia come soddisfare il Sultano&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 11:06:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La moglie lo ha svergognato pubblicamente come frequentatore di minorenni e prostitute. A palazzo Grazioli le sue serate romane erano (erano?) allietate da animatrici gentilmente traghettate dal maneggione Tarantino. Scoperto, avrebbe dovuto vergognarsene. Ma lui non conosce la vergogna,  è il più strafottente degli uomini. Proprio per questo, forse, seduce la maggioranza degli italiani, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La moglie lo ha svergognato pubblicamente come frequentatore di minorenni e prostitute. A palazzo Grazioli le sue serate romane erano (erano?) allietate da animatrici gentilmente traghettate dal maneggione Tarantino. Scoperto, avrebbe dovuto vergognarsene. Ma lui non conosce la vergogna,  è il più strafottente degli uomini. Proprio per questo, forse, seduce la maggioranza degli italiani, che vorrebbero essere come lui. Moralmente anarchici, senza limiti, liberi anzi libertini, con salvacondotto e benedizione del cardinale. E’ un disco rotto che riproduce chiacchiere da bar su donne e calcio. Le donne hanno sempre e solo quella funzione. Le non belle  possono essere villanamente derise. La Bindi è “più bella che intelligente”, la Bresso dovrebbe  rattristarsi guardandosi allo specchio. Ieri, comizio di Alfano a Sulmona, città alla disperazione, con l’agricoltura che non c’è più e l’industria che delocalizza e chiude. Berlusconi per telefono da Bari infiamma il pubblico. Cinguetta con la deputata locale. “ Ti voglio bene, ti aspettiamo quanto prima in città”, le dice lei. “Verrò appena avremo vinto le elezioni per una cena di festeggiamenti…con le più belle ragazze di Sulmona”, risponde lui. Il pubblico applaude. In città si studia come soddisfare il sultano. Ragazze in fiore fatevi avanti, non avete nulla da perdere, se non la decenza, ma un mondo da conquistare.</p>
<p>Ezio Pelino</p>
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