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	<title>Vastesi.com &#187; centro oli ortona</title>
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		<title>Mappiamo l&#8217;Abruzzo dei Veleni</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 12:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MAC</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver letto la vicenda del Petrocco in provincia di Pescara. Dopo aver letto della centrale a biomasse di Mafalda (paese molisano ma che rientra nel terittorio del vastese). Dopo la realizzazione della Turbogas di Gissi . Dopo le concessioni di ricerca e coltivazioni petrolifera per il 50% del territorio Abruzzese. Dopo la proposta di una Centrale nucleare a Termoli (Molise 30 km da Vasto). Dopo il via libera al Parco eolico marino più grande d&#8217;europa a Petacciato (Molise 15 Km circa da Vasto). Dopo la proposta di inceneritori a Cupello (CH). Dopo il Centro Oli di Ortona e piattaforme varie. Dopo il caso BUSSI. Dopo i paventati nuovi porti abruzzesi.</p>
<p>Arriva anche un ulteriore  bellissima notizia. 13 ettari di pannelli solari <a href="http://www.flickr.com/photos/23493009@N08/3867126673/">QUI</a>. Nel cuore del Parco Nazionale d&#8217;Abruzzo.</p>
<p>Forse leggendo questo elenco vi sarete spaventati. Forse avrete  pensato: &#8220;i soli ambientalisti!!!&#8221;</p>
<p>Il problema, però, è un altro. Abruzzo e Molise  stanno diventando le regioni &#8220;energetiche&#8221; d&#8217;Italia. L&#8217;affare di questo inizio millennio.</p>
<p>Non credo che sia possibile vivere senza energia ma c&#8217;è modo e modo. Le fonti alternative sono auspicabili al posto del Petrolio non al posto di un parco nazionale. I nostri amministratori locali e nazionali a prescindere dal colore partitico sono allo sbando, ostaggi di idee anacronistiche e vecchie. </p>
<p>Per ogni scandalo abruzzese/molisano  le popolazioni hanno tracciato delle soluzioni alternative sensate. Pannelli solari dove vogliono darsi al Petrolio. Il posizionamento dei pannelli solari al posto dei vecchi tetti in amianto o a copertura dei parcheggi in paese e  sotto le seggiovie.  Raccolta differenziata e riciclo al posto degli inceneritori.</p>
<p> Mi chiedo e vi chiedo è possibile che nessuno ci voglia ascoltare??  Per tale motivo propongo di scrivere articoli su questi scandali. Creare una cartina digitale sui i siti a rischio ed inviare ai media locali nazionali ed internazionali.</p>
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		<title>No all&#8217;Abruzzo petrolizzato</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 10:34:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Salve,
copio qui in basso la lettera che ho scritto al Presidente della Regione Gianni Chiodi il 20 Ottobre 2009.
Per conoscenza l&#8217;ho mandata anche all&#8217;Assessore all&#8217;Ambiente Daniela Stati, all&#8217;Assessore Mauro Febbo e al Presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio.
Mi farebbe piacere se la faceste girare, perché si possa tenere alto il dibattito in merito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve,<br />
copio qui in basso la lettera che ho scritto al Presidente della Regione Gianni Chiodi il 20 Ottobre 2009.<br />
Per conoscenza l&#8217;ho mandata anche all&#8217;Assessore all&#8217;Ambiente Daniela Stati, all&#8217;Assessore Mauro Febbo e al Presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio.<br />
Mi farebbe piacere se la faceste girare, perché si possa tenere alto il dibattito in merito al Centro Oli e agli impianti petroliferi in Abruzzo.<br />
Grazie.<br />
Ludovica Raimondi</p>
<blockquote><p>Ill.mo Presidente Gianni Chiodi,</p>
<p>sono Ludovica Raimondi, cittadina abruzzese, nata a Giulianova.<br />
Ho deciso di scriverLe questa mail, perché sono mesi che leggo e mi informo riguardo al Centro Oli e agli impianti petroliferi, che interesseranno la provincia di Chieti e il 50% del territorio abruzzese e che mi coinvolgono come cittadina. A poco tempo dal 31 Dicembre non abbiamo parole di rassicurazione sul futuro dell’Abruzzo né di quello dei suoi cittadini. Non è mia intenzione parlare delle ricerche portate avanti dalla Dottoressa Maria Rita D’Orsogna, che Lei conoscerà dettagliatamente, come neppure delle argomentazioni addotte da coloro che attivamente si adoperano, ormai da qualche tempo a questa parte, per informare educare e sensibilizzare tutti noi sui progetti politico-economici che stanno decidendo sulle nostre vite. Le voglio, invece, scrivere da semplice cittadina, che sta vivendo con ansia questa attesa, questo silenzio politico, avendo seriamente a cuore il futuro di questa terra, quello proprio e dei suoi conterranei.<br />
Abito, come detto sopra, a Giulianova, una località che ha la fortuna di essere bagnata dal mare e abbracciata maternamente dalla montagna. Vivo in collina e ho sempre avuto l’opportunità di affacciarmi alla finestra e di guardare il mare, il porto, le case che ricoprono la pianura di Giulianova Lido: sono cresciuta facendo lunghe e piacevoli passeggiate sulla costa, d’inverno e d’estate, entrando in un mondo emozionale che difficilmente può essere spiegato e descritto a parole. Non ho mai dovuto fare km per raggiungere la spiaggia, per gustare il piacere di un bagno estivo, per respirare l’odore di salsedine e per ascoltare il rumore delle onde. Il mare per me non è una realtà onirica, al contrario è tangibile, visibile e vivibile. Esso mi ha offerto l’occasione di conoscere gente proveniente dal nostro entroterra, piuttosto che da altre parti d’Italia e d’Europa: i turisti affollavano e affollano le nostre spiagge, i nostri ombrelloni, i nostri alberghi incentivando l’economia locale. Tanta gente ama raggiungere i luoghi balneari della costa abruzzese per poter respirare aria pulita, sana, rigenerante. Il mare è il mondo in cui sono cresciuta e che mi porto dentro.<br />
Il porto con le sue imbarcazioni è l’alcova di egregie dignità umane, come quelle dei pescatori, che vivono del proprio lavoro, ossia di ciò che il mare offre. Il mare è tutto per noi e so che non parlo solo come giuliese: la gente di mare che abita lungo la costa abruzzese è numerosa e ciò che ci accomuna tutti è la nostalgia e la contemplazione di questa distesa azzurra che, con i suoi colori sempre diversi, ricchi di sfumature, raggiunge i nostri cuori e le nostre anime. Non posso pensare a un “altro” mare se non a questo che vivo quotidianamente. Non posso immaginare che altri uomini possano “disturbare” una parte del mio mondo. Anticamente gli uomini credevano che la terra fosse intoccabile e che atti di tracotanza verso di essa fossero puniti dagli Dei: il nostro patrimonio letterario e culturale è pregno di storie esemplari a riguardo.<br />
Perché toglierci il piacere di sognare, di immaginare, di vivere ammirando quello che la Natura regala quotidianamente ai comuni mortali? Perché accanirsi contro ciò che da sempre c’è e che per sempre sarà a prescindere dal Nostro esistere? Perché privarci del vanto di essere figli del mare, figli di questa terra? Perché privare la nostra regione della sua vitalità ed essenza?<br />
Non è tollerabile e non è accettabile che esponenti politici, votati dal popolo perché migliorino e garantiscano il bene comune, la salute dei cittadini e la loro sicurezza rimangano indifferenti alla richiesta di tutelare il presente di questa regione e il futuro dei suoi abitanti. Non si può rimanere trincerati nei palazzi governativi, quando un’intera popolazione chiede di poter vivere di agricoltura, di pesca, di aria pura. Non si può tacere di fronte alla domanda di aiuto e di supporto.<br />
Dov’è finito il senso della Bellezza e dell’ Estetica? Dove l’ Amore per l’ambiente che ci circonda? Dove il sentimento di giustizia sociale? Perché la politica non guarda più agli uomini che ogni giorno devono lottare per salvaguardare i posti di lavoro, le piccole proprietà, i guadagni che hanno accumulato con onestà e dignità? Perché sacrificare tutto questo per il guadagno di Altri? Perché cancellare l’Essenza di questo lembo d’ Italia, di terra, per scopi che sono lontani dall’interesse collettivo? Perché non si vuole ascoltare la gente che grida i propri diritti? Perché la politica non è più attenta (se mai lo sia stata) al volere della popolazione? Perché farci credere che da questo progetto se ne ricaveranno posti di lavoro e benefici economici? Perché non si informa il “popolino” dei rischi concreti e reali che scaturiscono da queste politiche economiche?<br />
Ho letto la lettera che la Dott.ssa D’ Orsogna Le ha inviato al tempo della Sua campagna elettorale come anche la Sua risposta: cosa è cambiato da quel giorno ad oggi? Dov’è la sensibilità che accomunava il suo essere Abruzzese a quello della Dottoressa? Perché ha scelto la strada del silenzio? Ecco, vorrei richiamare la sua Abruzzesità, perché Lei dovrebbe sapere cosa rappresenta questa Regione per noi che l’abitiamo e anche per coloro che la ammirano da lontano. Sa che anche quando si vive altrove il cuore è rivolto a questa terra, che regala sempre amore e rigenera gli animi al solo sorgere e tramontare del sole. Sa che abbiamo l’enorme fortuna di vivere dei prodotti che la terra ci regala in ogni stagione, in ogni raccolto, in ogni pesca. Sa che i contadini, i pastori e i pescatori sono le risorse più genuine che possiamo vantare. I nostri ori sono il Vino, il Pane, il Pesce…..Non ce ne servono altri e per di più cancerogeni, nocivi e deleteri.<br />
Mi rammarica vedere che proprio i nativi di questa regione non salvaguardino il “tesoretto” abruzzese, soprattutto in un periodo in cui si rivendicano sentimenti regionalistici e si preme per il federalismo fiscale. Come vivrà l’Abruzzo se e quando ogni regione dovrà provvedere a sé? In cosa si distinguerà l’economia della nostra regione? Oggi produciamo vino, olio, grano, ortaggi. Siamo ricchi di formaggi, di carne e di pesce. Ma domani? Di cosa vivremo noi che oggi abbiamo venti o trent’anni? Quale futuro erediteremo dalla “vecchia guardia”? Che prospettive avremo per noi e per i nostri figli? Si parla di salvaguardare i valori della famiglia e della società civile e poi si permette a grandi società di smantellare le nostre terre e i nostri mari. A che gioco si sta giocando? Quante domande si susseguono nelle mia mente!!! Anche se andassi via per sfuggire la tirannia delle centrali petrolifere o nucleari avrò sempre l’immagine di una realtà, la mia, che mi porto dentro sin dalla nascita, deturpata e logorata. Non lo voglio!!!!<br />
Perché nega a noi cittadini la possibilità di conoscere le nostre sorti: ci farete affondare nelle paludi nere o ci aiuterete a costruire il nostro “domani”, perché un giorno anche i nostri figli possano godere delle bellezze che la Natura offre? Siamo in ginocchio a causa della crisi economica e della mala Sanità: è questo il momento per reagire con una politica atta promuovere il turismo e la sicurezza dei cittadini abruzzesi e di coloro che verranno a conoscere la nostra terra. Abbiamo panorami fantastici, una storia modesta ma importante. Nel periodo in cui ho vissuto a Milano ci sono stati due incontri fulminei che mi rimarranno a lungo nella mente: il primo è stato con una signora che, sentendo che ero abruzzese, mi ha detto: “Signorina cos’è venuta a fare a Milano? Avete un’aria così pulita…perché è venuta a respirare lo smog?”; l’altro ha visto protagonista un ragazzo che mi ha detto di aver visitato l’Abruzzo per caso e che lo aveva trovato davvero bello, ma ha aggiunto: “Peccato che sia poco conosciuto. Dovreste pubblicizzarlo di più dal punto di vista turistico”. Ecco, personalmente sono affezionata a queste due visioni esterne, ma non estranee.<br />
Mi piacerebbe che ogni politico nato in questa bellissima regione la amasse fino al punto di proteggerla “con le unghie e con i denti”, perché credo che ciascuno abbia ricordi, emozioni, sensazioni ed esperienze per cui valga la pena lottare duramente, affinché sia legittimamente difeso questo gioiello. Si dovrà fare tanto per lo sviluppo economico, sociale e culturale, ma se i primi passi verranno guidati da voi che ne avete gli strumenti adatti…beh allora anche noi potremmo muoverci sereni e senza dover opporre continuamente le nostre convinzioni alle vostre per ottenere e condividere il bene comune.<br />
Penso che la politica non debba essere appannaggio solamente di chi è chiamato a governare, ma anche del singolo cittadino, che ha eguali diritti e pari dignità nel partecipare attivamente alle cause che coinvolgono la sua esistenza e quella della comunità di cui fa parte.</p>
<p>Grazie della cortese attenzione,<br />
Distinti saluti<br />
Ludovica Raimondi</p></blockquote>
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		<title>Sul movimento contro il centro oli</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2009/05/23/sul-movimento-contro-il-centro-oli/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2009 15:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[centro oli ortona]]></category>
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		<description><![CDATA[Da Andrea Arabi riceviamo la seguente nota sul movimento contro il centro oli Ortona ed in generale contro lo sfruttamento petrolifero della regione Abruzzo.
Cari amici,
In queste ultime due tre settimane mi sono messo a scorrere qua e là dentro i blog che sono nati o in qualche modo si sono impegnati contro il Centro oli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da Andrea Arabi riceviamo la seguente nota sul movimento contro il centro oli Ortona ed in generale contro lo sfruttamento petrolifero della regione Abruzzo.</p>
<blockquote><p>Cari amici,</p>
<p>In queste ultime due tre settimane mi sono messo a scorrere qua e là dentro i blog che sono nati o in qualche modo si sono impegnati contro il Centro oli di Ortona.  L&#8217;idea che se ne ricava è che ci troviamo di fronte ad una situazione a dir poco preoccupante: qua e là si colgono dove segni di amarezza, dove malcelata delusione e a volte anche di sconforto. Ora io voglio premettere subito che nel prendere questa iniziativa ho deciso ti tenermi sul filo della massima franchezza, a qualsiasi costo. Pertanto dico subito e senza mezzi termini che la condotta del nostro movimento è stata, in generale, impostata secondo una prospettiva limitata, tale che nel corso dell&#8217;evoluzione non si poteva non incontrare serie difficoltà.</p>
<p>Facciamo qualche passo indietro. Il mese di luglio scorso, in virtù di alcuni fatti e circostanze, che non sto a rievocare, ha segnato una svolta importante per lo sviluppo del movimento. E&#8217; stata senz&#8217;altro determinante la presenza prolungata della prof. M.R. D&#8217;Orsogna. Si era partiti con grande slancio e decisione e con l&#8217;obbiettivo di fare a tappeto un lavoro di informazione e sensibilizzazione. E questo come premessa <em>necessaria</em> andava fatto, e, infatti, si è lavorato tantissimo in questa direzione. Però non doveva essere soltanto questa la cosa da fare. Quando si organizzavano gli incontri con le popolazioni, la gente arrivava con motivazioni diverse ma, comunque, con scarso interesse. Però dopo la proiezione del film di A. Tiracchia e la presentazione fatta dalla Prof. D&#8217;Orsogna e poi da A. Lanci, sorretti spesso dalla testimonianza del sen. E. Graziani, alla fine, immancabilmente, tutti si ritrovavano completamente cambiati: stupore, rabbia, indignazione, paura e a volte anche sconforto, indifferenza, perciò scompare, ma accanto ad un&#8217;area di ottimismo ingenuo (&#8220;<em>no -si dice- non lo faranno, sarebbe troppo un disastro!</em>&#8220;) l&#8217;atteggiamento più diffuso rivela l&#8217;esistenza di una sensazione, di uno stato di impotenza: &#8220;<em>c&#8217;è poco da fare &#8211; ci sono interessi grossi &#8211; sono potenti &#8211; fanno quello che vogliono e hanno anche la politica dalla loro parte</em>&#8220;. La cosa interessante però è che se queste voci raccolte le riporta e le riespone in un pubblico dibattito, appaiono in modo visibile e immediate reazioni che si configurano come una riscoperta di se stessi, quindi una presa di coscienza. Ad ogni modo questo ci dice che ci troviamo in una situazione di debolezza. Allora il compito nostro è chiaro: rovesciare i rapporti di forza, in moda da renderli favorevoli a noi.</p>
<p>La cosa si rende possibile soltanto superando quella prospettiva limitata di cui si parlava prima e quindi affrontando <em>la questione organizzativa</em>. Nel corso dei contatti, a tantissime persone pongo la domanda: se si mette in campo e si raduna 30-50 mila persone&#8230;? La risposta è sempre la stessa: &#8220;<em>Eh, così il Centro oli è sicuro che non si faccia!</em>&#8220;. Sono queste le cose che vanno colte. Quella risposta poi ci dice molto chiaramente che dalla testa dei dubbiosi sparisce il credo dell&#8217;invincibilità dell&#8217;ENI.</p>
<p>Noi col nostro lavoro facciamo sorgere delle idee e mettiamo in moto masse di energie, ma se a queste non facciamo corrispondere forme di organizzazioni, quelle energie si spengono o girano a vuoto. C&#8217;è un principio storicamente convalidato e consolidato dalla prassi, secondo il quale &#8220;<strong>ad ogni consapevolezza, ad ogni presa di coscienza devono corrispondere forme di organizzazione</strong>&#8220;. Allora va detto con tutta franchezza che da questo punto di vista è stato fatto poco o niente.</p>
<p>Già dal mese di luglio scorso s&#8217;era parlato della necessità di una struttura centrale di coordinamento stabile in modo  da disporre di una forza pronta a far fronte a tutte le mosse della controparte. Il tutto veniva prospettato in vista del fatto che prima o poi si sarebbe arrivati a forme di mobilitazioni generali per le quali occorre sempre una macchina organizzativa efficiente. La convinzione traeva motivo dal fatto che le gloriose battaglie della Val di Sangro degli anni 70 (cui sempre facciamo riferimento) portarono sì ad un esito vittorioso, ma quelle lotte erano state organizzate da un grande partito (il partito comunista) affiancato da una parte dei socialisti, da alcuni sindacati, come CGIL, pescatori&#8230; e da numerose persone libere da vincoli di partito.</p>
<p>Adesso la situazione è quanto mai problematica: una macchina come quella degli anni 70 non esiste e il movimento, pur tanto esteso, non dispone di una struttura organizzativa autonoma. Questa questione è emersa anche il giorno della presentazione a Lanciano del libro di Enrico Graziani &#8220;LA SANGRO CHIMICA &#8211; Una vittoria per il futuro&#8221;. Apro una parentesi per dire che di quel libro è consigliabile non una lettura ma uno studio accurato: la situazione di oggi, come accennavo prima, è senz&#8217;altro diversa, ma dal libro si ricavano strumenti di analisi e criteri di valutazioni critiche molto utili per la comprensione delle leggi che governano le dinamiche che si vengono a determinare nello scontro della lotta tra la popolazione e le controparti.</p>
<p>Dai blog delle organizzazioni sparse per l&#8217;Abruzzo si leva un coro incessante di lamentele, di querimonie lacrimose, indignazione per la sordità e il servilismo dei politici acquiescenti, l&#8217;ipocrisia stolta degli amministratori, la miseria umana dei Marrollo o di un Fratino che non si arresta neanche di fronte alla sicura maledizione che si abbatterebbe su di lui e sui suoi discendenti. Questo però può significare che tanti di noi hanno creduto che suscitando un forte sentimento di condanna e facendo appello alla ragionevolezza, al buonsenso, alla comprensione, si potesse indurre ENI e chi lo fiancheggia ad abbandonare i loro progetti.</p>
<p>Se la natura dell&#8217;ENI è quella che andiamo spiegando, allora il postulato della ragione pratica è che <strong>l&#8217;esito di questa lotta dipende dai rapporti di forza</strong> (evidentemente si tratta di un dispiegamento assolutamente pacifico).</p>
<p>Il Computer è senz&#8217;altro un valido strumento di informazione e di sensibilizzazione, dotato anche di una certa capacità di attivazione, ma non è risolutivo: esso non è sufficiente a tirare fuori la gente dall&#8217;isolamento. Con forme adeguate di strutture organizzative invece si creano le condizioni per una maggiore responsabilizzazione dei singoli organismi impegnati, e le persone, superando il proprio isolamento, avvertono, sentono le pulsioni di un corpo in movimento di cui sono parte integrante. Soltanto in questo modo possiamo arrivare a vedere, come spesso dice E. Graziani, un popolo in movimento. A questo riguardo va ricordato un altro principio: &#8220;<strong>Quando il destino di un popolo è in pericolo, la salvezza di quel popolo è opera del popolo stesso</strong>&#8220;. Se non si marcia secondo questo principio e secondo canone organizzativo, oltre agli inconvenienti di cui si è parlato innanzi, si rischia di favorire anche il propagarsi, per altro già presenti, di pratiche di condotta lideristiche. In tal modo saremmo cattivi samurai (&#8220;I sette samurai&#8221; di quel grande genio di Akiro Kurosawwa dove nell&#8217;epilogo troviamo: &#8220;<em>noi samurai siamo come il vento che passa veloce sulla terra,ma la terra rimane e appartiene ai contadini. Anche questa volta siamo stati noi i vinti; i veri vincitori sono loro</em>&#8220;).</p>
<p>Queste acquisizioni, assunte come punti fermi, richiedono <strong>coerenza e determinazione inflessibili</strong>.</p>
<p>1- il 75% della popolazione secondo Berlusconi (secondo noi più dell&#8217;80%) è contrario alla petrolizzazione dell&#8217;Abruzzo; la giunta Chiodi sta governando la regione con poco più del 25% del corpo elettorale e una parte di quel 25% l&#8217;ha votata per le false promesse fatte (altro che &#8220;il popolo è con noi&#8221;).</p>
<p>2- la legge rinvenuta da E. Graziani che dà la facoltà alle regioni di respingere permessi e autorizzazioni concessi dal potere centrale e per la quale è in corso la raccolta delle firme.</p>
<p>3- la quasi totalità dei comuni e delle province sono contro; a questi si aggiungono alcuni sindacati,associazioni di categoria e le cantine sociali.</p>
<p>4- esistono circa sessanta organismi impegnati per bloccare la petrolizzazione.</p>
<p>Questi,più o meno,sono i termini della situazione. Ma io sono rimasto di stucco quando sabato 16 maggio ho letto il post della Prof. M.R. D&#8217;Orsogna dove dice: &#8220;Vorrei tanto discutere della possibilità di manifestare: secondo me è importante&#8221;.  (La Prof. D&#8217;Orsogna già qualche tempo fa aveva parlato di una manifestazione da fare a maggio a Pescara). Ma come, in una situazione come quella descritta qui sopra, non c&#8217;è un organismo, un&#8217;istanza, una sede dove poter discutere delle cose da fare!?</p>
<p>Qui siamo ad un punto di svolta, occorre un salto di qualità; i fatti ci dicono in modo testardo sempre la stessa cosa: uscire dagli universi particolari. E con uno spirito unitario andare in tempi ravvicinati alla convocazione di una conferenza dei rappresentanti di tutte le decine di sigle impegnate nella lotta, una conferenza che dichiari lo stato di pericolo della regione e si costituisca come COMITATO di SALVEZZA REGIONALE che, con grande energia e col coraggio delle nostre ragioni, lanci un PROCLAMA ALLA POPOLAZIONE al grido di SALVIAMO LA NOSTRA TERRA E IL NOSTRO MARE!<br />
Presidieremo le sedi televisive pubbliche, quelle pagate con i soldi del popolo, perché si spezzi il bavaglio messo dai potenti e vengano letti i nostri comunicati. Affiggeremo locandine dovunque per invitare la gente a non comprare il giornale e non vedere le televisioni che rifiutano spazi alla nostra lotta.</p>
<p>Di iniziative pubbliche poi se ne possono fare tante, ma l&#8217;obiettivo principale rimane sempre quello di mettere in moto una massa di popolo da fare tanto rumore che si senta da San Francisco fino a Tokio. Coloro che fanno parte delle organizzazioni sanno benissimo tutti&#8230;tutti! Quale sarà il destino maledetto che si abbatterà su questa nostra meravigliosa terra se perderemo questa battaglia. Allora le nostre tante generose organizzazioni continueranno a vivere? Ma per fare che cosa?</p>
<p>Forse:</p>
<p>- &#8220;L&#8217;Italia dei diritti&#8221;, per il diritto ai funerali di stato;</p>
<p>- &#8220;Gli Occhi del Popolo&#8221;, per guardar morire la gente;</p>
<p>- &#8220;Emergenza Abruzzo&#8221;, per l&#8217;emergenza ampliamento cimiteri;</p>
<p>- &#8220;Nuovo Senso Civico&#8221;,per l&#8217;aumento dei nosocomi per le vittime della malvagità dei potenti;</p>
<p>- &#8220;Eco via&#8221;, per curare i viali dei e per i cimiteri;</p>
<p>- &#8220;Natura Verde&#8221;, per sostituire con prati artificiali la natura morta;</p>
<p>- &#8220;WWF&#8221;, per attrezzare oasi dove accogliere i rifugiati dalle terre appestate dalle compagnie petrolifere;</p>
<p>- &#8220;Italia Nostra&#8221;, per piantare pietosamente croci nell&#8217;Abruzzo che fu.</p>
<p>E così via, ognuna secondo la propria vocazione.</p>
<p>22 maggio 2009</p>
<p>Un cordiale saluto.</p>
<p align="right">Nicola Arabi<br />
Comitato FRISA NO CENTRO OLI</p>
</blockquote>
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		<title>L’Eni affida un altro appalto da 300mila euro alla ditta del sindaco Fratino</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2009/04/27/l%e2%80%99eni-affida-un-altro-appalto-da-300mila-euro-alla-ditta-del-sindaco-fratino/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 08:15:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Spanish</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo copio pari pari da primadanoi.it. Mi sembra un fatto a dir poco grave&#8230;Ricordo anche l&#8217;inchiesta dello stesso giornale.
Saludos!

L’Eni affida un altro appalto da 300mila euro alla ditta del sindaco Fratino
ORTONA. Anche durante la piena emergenza terremoto non si smette di parlare della battaglia contro la petrolizzazione della regione. I comitati e le associazioni non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo <a target="_blank" href="http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=20403">copio</a> pari pari da <em>primadanoi.it</em>. Mi sembra un fatto a dir poco grave&#8230;Ricordo anche l&#8217;<a target="_blank" href="http://www.primadanoi.it/modules/news2/article.php?storyid=181">inchiesta</a> dello stesso giornale.</p>
<p>Saludos!</p>
<blockquote>
<p><strong>L’Eni affida un altro appalto da 300mila euro alla ditta del sindaco Fratino</strong></p>
<p>ORTONA. Anche durante la piena emergenza terremoto non si smette di parlare della battaglia contro la petrolizzazione della regione. I comitati e le associazioni non abbassano la guardia. Ma la notizia di oggi rischia di creare non poche polemiche ed un polverone forse senza precedenti.</p>
<p>La questione è fin troppo semplice: l’Eni, il colosso degli idrocarburi che da anni contratta con il Comune la costruzione di una mini raffineria, ha affidato un appalto alla ditta Buonefra, di Ortona, per un valore di circa 300mila euro. Non appare un mero dettaglio il fatto che una quota della ditta è dell’attuale sindaco della città, Nicola Fratino.</p>
<p>Era stato proprio PrimaDaNoi.it a parlare per primo di un ipotetico conflitto di interessi tra il primo cittadino -che da sempre lavora in ambito portuale e dei servizi- e l’investimento dell’Eni che promette di far volare il porto di Ortona e le sue merci con una probabile ricaduta sull’indotto.</p>
<p>Se ne era parlato soprattutto in concomitanza della creazione di un consorzio di imprese che si sarebbero proposte proprio per la costruzione del centro oli: una Associazione di imprese in grado di coprire tutta la filiera e di consegnare la mini raffineria chiavi in mano.<br />
Oltre Fratino (Buonefra) nella Ati figurano anche due ditte di costruzione dell’attuale presidente di Confindustria Abruzzo ed altre imprese abruzzesi dell’area chietina.</p>
<p>Ma l’affidamento dell’appalto alla Buonefra non sembra avere nulla a che fare con il centro Oli.<br />
La scoperta l’ha fatta il blog <a target="_blank" href="http://apocalisseitalia.blogspot.com/">www.apocalisseitalia.blogspot.com</a>. «Chi faceva affari con l&#8217;Eni a Ortona e dintorni continua a farne», si legge, «i legami economici tra il sindaco Fratino e le industrie petrolifere sono noti a tutti, ma di cifre fino ad ora non si e&#8217; mai parlato esplicitamente, almeno che io sappia. Cercavo tutt&#8217;altro questa sera e invece mi sono imbattuto nei rapporti economici che intercorrono tra la impresa portuale Buonefra srl e l&#8217;Eni. Ripeto, non e&#8217; cosa nuova ma ora ci sono le cifre, e ancora peggio la data del 12 Marzo 2009».</p>
<p>La Buonefra, come spiegato nel sito ufficiale della società, «è nata nel 1974 da un progetto promosso e realizzato da Giuseppe Buontempo, dai fratelli Nervegna e Giuseppe Fratino che operavano rispettivamente come Trasportatore (1930), Agente Marittimo Spedizioniere Doganale (1950) ed Impresa Costruzioni (1955). </p>
<p>L’Azienda è ora condotta dalla seconda generazione». La seconda generazione comprende anche l&#8217;attuale sindaco Fratino di Ortona la cui maggioranza ha approvato la costruzione della raffineria di Ortona. Secondo quanto riporta questo <a target="_blank" href="http://www.dgmarket.com/eproc/np-notice.do~3854215">sito</a> alla Buonefra sono toccati 300.00 euro, Iva esclusa, per &#8220;Servizi di noleggio autogrù con operatore da effettuarsi nell&#8217;ambito delle attività del distretto di produzione DICS (Distretto Centro Settentrionale) principalmente zona Ortona e sue dipendenze&#8221;. </p>
<p>Quella della Buonefra e&#8217; l&#8217;offerta vincitrice su altre 18 offerte ricevute, tutto scritto su dgMarket.<br />
«Cosa ci sia da movimentare per quella cifra non c&#8217;è scritto ma sappiamo invece che per la Buonefra la crisi non sembra esserci», scrive l’autore del blog.</p>
<p>A questo punto appare come un ennesimo dettaglio il fatto che a Novembre 2007 sempre l’Eni spa aveva affidato alla Buonefra <a target="_blank" href="http://appalti.dgmarket.com/eproc/np-notice.do~2219201">un altro appalto </a>(«senza indizione di gara») da 800mila euro.</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Natura Verde riprende la lotta</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 13:37:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comunicato Stampa Comunicato Natura Verde
Oggetto: NATURA VERDE riprende la lotta.
Siamo fortemente preoccupati dell’immobilismo della Giunta Regionale e del Suo Presidente Gianni Chiodi sulla spinosa questione della petrolizzazione dell’Abruzzo.
Infatti, sono passati ”inutilmente” i 45 giorni utili per opporre una qualsiasi opposizione o emendamento alla impugnativa del Governo Centrale alla Legge Regionale n. 14 del 15/10/08 che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><small>Comunicato Stampa Comunicato Natura Verde</small></p>
<p>Oggetto: <strong>NATURA VERDE riprende la lotta</strong>.</p>
<p>Siamo fortemente preoccupati dell’immobilismo della Giunta Regionale e del Suo Presidente Gianni Chiodi sulla spinosa questione della petrolizzazione dell’Abruzzo.</p>
<p>Infatti, sono passati ”inutilmente” i 45 giorni utili per opporre una qualsiasi opposizione o emendamento alla impugnativa del Governo Centrale alla Legge Regionale n. 14 del 15/10/08 che di fatto impediva la costruzione del Centro Oli in Abruzzo.</p>
<p>Questo dimostra chiaramente la scarsa sensibilità della Giunta Regionale e del Suo Presidente su una materia che investe il 35% del territorio regionale, pertanto non ci resta altro che prendere atto della volontà del Consiglio Regionale e quindi riprenderemo la lotta che abbiamo momentaneamente sospeso perchè abbiamo creduto alle promesse elettorali che sia il Presidente Gianni chiodi che il Premier Silvio Berlusconi hanno fatto nei confronti degli abruzzesi.</p>
<p>Pertanto, chiameremo tutti a raccolta: movimenti ambientalisti e non per una grande manifestazione popolare a difesa del territorio, patrimonio di tutti gli abruzzesi.</p>
<p>Pescara, 20 Marzo 2009</p>
<div align="right">Il Presidente del COMITATO NATURA VERDE<br />
 					 			Giusto Di Fabio</div>
<p><small>Sede legale: Pescara via della polveriera, 2 | e-mail:  comitatonaturaverde@libero.it | sito internet: www.comitatonaturaverde.it</small></p></blockquote>
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		<title>Un pensiero per Chiodi&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 10:59:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal blog di Maria Rita, per tutti quelli che hanno visto, dalle ultime elezioni regionali, solo la poca considerazione di Chiodi per il vastese e i suoi aspiranti alle poltrone senza curarsi del menzognero atteggiamento sulla questione petrolifera abruzzese.
Chiodi il traditore
http://dorsogna.blogspot.com/2009/03/chiodi-il-traditore.html
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal blog di Maria Rita, per tutti quelli che hanno visto, dalle ultime elezioni regionali, solo la poca considerazione di Chiodi per il vastese e i suoi aspiranti alle poltrone senza curarsi del menzognero atteggiamento sulla questione petrolifera abruzzese.</p>
<blockquote><h5><a href="http://dorsogna.blogspot.com/2009/03/chiodi-il-traditore.html">Chiodi il traditore</a></h5>
<p><small><a target="_blank" href="http://dorsogna.blogspot.com/2009/03/chiodi-il-traditore.html">http://dorsogna.blogspot.com/2009/03/chiodi-il-traditore.html</a></small></p>
<p><img class="left" src="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/liar-converted.jpg" width=197"/>Vi ricordate durante la campagna elettorale le belle paroline che Chiodi disse sulla petrolizzazione dell&#8217;Abruzzo?<br />
Bugie, tutte bugie, solo bugie.</p>
<p>Mettiamo insieme tutta la storia.<br />
Alla fine di Novembre 2008, il PdL mandava Daniele Toto a dire al governo centrale &#8220;<em>ma non possiamo rendere anticostituzionale la moratoria che quei fessi dei miei corregionali hanno fatto per proteggersi terra, polmoni e figli?</em>&#8221; (inclusi i suoi)</p>
<p>Qualche giorno dopo il candidato-fantoccio Chiodi va in televisione a dire che <em>il centro petroli sarebbe stata una straordinaria opportunita&#8217; per l&#8217;Abruzzo</em>, in linea con l&#8217;azione di Daniele Toto, e dicendo piu&#8217; o meno le stesse cose che diceva Del Turco prima che la regione gli si rivoltasse contro.<br />
Anche qui non tardano a fioccare email, blog, gente arrabbiata, un mini scandalo in tutta la regione.</p>
<p>Chiodi cerca un modo per aggiustare la frittata.<br />
Decide di usare uno dei miei (tanti) email per andare in TV e dire che e&#8217; stato tutto un malinteso, &#8220;<em>io sono un uomo libero</em>&#8220;, &#8220;<em>sono contro il petrolio</em>&#8221; &#8220;<em>ma bisogna accontentare l&#8217;ENI, lei e&#8217; brava</em>&#8221; etc etc.<br />
Insomma, disse quanto bastava per imbambolare la gente. </p>
<p>Ad un certo punto, Chiodi si ritrovo&#8217; sommerso di email da parte di persone che leggono i nostri blog, facebook e cosi via.<br />
Qualche giorno dopo, mi mando&#8217; a dire per telefono se &#8220;<em>per piacere potevo dire alla gente di non mandare piu&#8217; email perche&#8217; poi non riusciamo a leggere quelli importanti</em>&#8220;.<br />
Forse pensava che con quella lettera di qualche giorno prima avesse fatto il suo dovere e che non voleva esser piu seccato.<br />
Quel giorno pero&#8217; mi sono froncata ed ho detto all&#8217;intermediario che la democrazia non funziona cosi, che se gli arrivano 1000 o 10,000 o 100,000 email petrolfieri e&#8217; perche&#8217; <strong>LA QUESTIONE E&#8217; IMPORTANTE</strong> e che mai avrei detto alla gente di non scrivergli piu, anzi ne ero ben felice! </p>
<p>Assumesse un altro impiegato, visto che si porta via circa 120,000 euro l&#8217;anno netti di stipendio, <a href="http://it.wikinews.org/wiki/Italia-Usa:_quanto_costano_i_governatori">DI PIU&#8217; DI QUALSIASI GOVERNATORE AMERICANO!!!!</a></p>
<p>Bene, su quella promessa anti-petrolfiera Chiodi vinse la campagna elettorale.<br />
Dovette anche far venire Berlusconi da Roma a dire che l&#8217;Abruzzo e&#8217; piu&#8217; bello del Maine e che il centro petroli non si sarebbe fatto. Anche quelle pero&#8217; erano parole vuote e inutili, visto che, passate le elezioni, Berlusconi ha buttato tutto al dimenticatoio, compreso il sondagio dove si diceva che il 75% degli Abruzzesi e&#8217; contrario alle trivelle.</p>
<p>Ma cosa ha fatto di concreto Chiodi in questi mesi? </p>
<h5>NULLA.</h5>
<p>Anzi, quel poco che ha fatto o non fatto e&#8217; stato un regalo dopo l&#8217;altro ai petrolieri. </p>
<p>Dopo le elezioni Chiodi ha vissuto nel piu grave mutismo petrolifero, assieme alla sua sottoposta Daniela Stati.<br />
Mauro Febbo propone la legge-insulto, dove spacciando per una manna l&#8217;assegnazione dell&#8217;1% delle royalties alla regione, di fatto apre ai petrolieri porta, portone, finestre, finestrelle, balconi e verande. </p>
<p>Anche dopo le elezioni ho continuato a cercare un contatto con lui, scrivendogli e riscrivendogli dei miei arrivi in Italia e che mi sarebbe piaciuto dire anche a lui, privatamente, pubblicamente, dove voleva lui, i pericoli a cui andiamo incontro. </p>
<p>Interrogato, il morto non rispose. </p>
<p>Oggi viene fuori che i limiti di tempo affinche&#8217; l&#8217;Abruzzo si costituisse in giudizio per cercare di salvare la legge salva-Abruzzo dall&#8217;attacco di Toto sono scaduti.<br />
Questo e&#8217; quello che riporta <a href="http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=19867">Prima da Noi</a>. La famosa moratoria che con tanto amore e con tanta fatica abbiamo fatto approvare rischia di essere annullata <strong>SENZA CHE CHIODI FACCIA NULLA</strong>.</p>
<p>Invece di dire al governo centrale: guardate che quella legge l&#8217;hanno voluta a furor di popolo gli Abruzzesi, Gianni Chiodi se ne sta a mani conserte e tace, un moderno Ponzio Pilato.<br />
Lui forse crede che restando muto e silenzioso, come Daniela Stati, o lasciando che siano gli altri a decidere o a parlare dell&#8217;utilita&#8217; dei &#8216;pozzetti&#8217; come Mauro Febbo o come Gianfranco Giuliante, sia al riparo da giudizi, da scandali, e forse anche dal rimorso della sua coscienza.<br />
Non e&#8217; cosi&#8217; e lo sa anche lui.</p>
<p>Caro Gianni, un tempo mi parlavano di te come di una brava persona, un po&#8217; debole, ma fondamentalmente onesto.<br />
Oggi sei diventato non solo un complice, ma sei divenato il colpevole principale della petrolizzazione dell&#8217;Abruzzo, perche&#8217; avevi la possibilita&#8217; di fare e non hai fatto.</p>
<p>Il silenzio non e&#8217; una scusante.<br />
Avevi una scelta davanti a te: lottare assieme e per gli abruzzesi, o restartene li a fare la statuina asservita.<br />
Hai scelto l&#8217;ultima possibilita&#8217;, tradendo il popolo e rimangiandoti le promesse.<br />
La storia sara&#8217; crudele con te, e io spero che  ancora piu&#8217; crudele sia la voce della tua coscienza se ne hai una.<br />
Da quella non si scappa.</p>
<p>Mi avevi scritto di essere un uomo libero.<br />
Io oggi ti vedo solo come uno squallido servitore dei potenti, e mi fai solo una gran pena.</p></blockquote>
<p>Qualcuno ha parole migliori?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Incontro con Mauro Febbo su questione petrolifera</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 10:09:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo da Giusto Di Fabio
Questo è il frutto del incontro avuto nell’Assessorato alle Politiche Agricole l’Ass. Mauro Febbo, sul problema del Centro Oli e del progetto della Petrolizzazione della ns. Regione.
Presto attiveremo una serie di incontri che ci porteranno alla stesura di un documento da presentare alla Giunta Regionale. Stiamo comunque cercando la condivisone anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riceviamo da Giusto Di Fabio</em></p>
<p>Questo è il frutto del incontro avuto nell’Assessorato alle Politiche Agricole l’Ass. Mauro Febbo, sul problema del Centro Oli e del progetto della Petrolizzazione della ns. Regione.</p>
<p>Presto attiveremo una serie di incontri che ci porteranno alla stesura di un documento da presentare alla Giunta Regionale. Stiamo comunque cercando la condivisone anche delle forze di opposizione di Centro Sinistra.</p>
<p>Una serena giornata di lavoro,</p>
<p>Giusto Di Fabio  </p>
<blockquote><p>Oggetto: Comunicato stampa </p>
<p><strong>IL COMITATO NATURA VERDE INCONTRA L’ASSESSORE ALLE POLITICHE AGRICOLE MAURO FEBBO SUL TEMA DEL CENTRO OLI E DELL’ABRUZZO PETROLIFERO</strong>  </p>
<p>Il Presidente del CNV, Giusto di Fabio, accompagnato da alcuni membri del Comitato Direttivo e dagli avvocati dell’ufficio legale del CNV, si è incontrato con l’Assessore Regionale Mauro Febbo per parlare del Centro Oli di Ortona e dell’Abruzzo Petrolifero, alla luce del disegno di legge presentato dallo stesso Assessore.</p>
<p>I rappresentanti del CNV, pur apprezzando lo spirito del DDL, che si propone di confliggere con le compagnie petrolifere che vogliono mutare le caratteristiche ambientali di questa Regione, hanno evidenziato gli aspetti non condivisibili del DDL, proponendo allo stesso Assessore, delegato dal Presidente Gianni Chiodi ai problemi petroliferi, un tavolo tecnico stendere, insieme ai legali consulenti dell’Assessorato, una bozza di provvedimento legislativo regionale che porti alla definitiva risoluzione del “Problema petrolifero”.</p>
<p>Il CNV che da anni rappresenta la centralità nell’azione di contrasto contro il progetto di petrolizzare il territorio abruzzese, unitamente ad altre associazioni ambientaliste, ribadisce con forza che la vera ricchezza della nostra regione sta nella centralità del nostro territorio, elemento caretterizzante sia dal punto di vista economico che ambientale.</p>
<p>L’incontro con l’Assessore Febbo è servito anche per riproporre la nostra contrarietà totale a qualsiasi operazione, anche minima, di sconvolgere la vocazione ecologica, paesaggistica ed economica, dell’Abruzzo.</p>
<p>Non abbiamo motivo di dubitare dell’onestà intellettuale dell’Assessore Febbo, ma nello stesso tempo, durante l’incontro, abbiamo ripetuto che il CNV non indietreggerà di un millimetro da questa posizione.</p>
<p>Gli abruzzesi hanno il diritto di gestire il proprio habitat!</p>
<p>Il DDL 1195 in discussione al Senato, che espropria le Regioni dalle competenze energetiche, costituisce il banco di prova per valutare la concreta disponibilità dei 21 parlamentari abruzzesi di impegnarsi fattivamente, con emendamenti mirati, a difendere il destino della nostra Regione. </p>
<p>Pescara, 09.03.09 </p>
<div align="right">Il Presidente del Comitato Natura Verde<br />
                                                    Giusto Di Fabio</div>
<p><small>Sede legale: Via della Polveriera 2, Pescara    Cell: 335 7800316</small></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Lettera aperta al presidente Chiodi</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2009/01/30/lettera-aperta-al-presidente-chiodi/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 21:02:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
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		<description><![CDATA[LETTERA APERTA AL PRESIDENTE CHIODI 
Il Comitato Natura Verde dopo il sit-in davanti alla sede del Consiglio Regionale prosegue nel suo impegno a difesa dell’Abruzzo perché ci sono ancora molti dubbi da chiarire.
E’ vero che è stata presentata una risoluzione sul tema del Centro Oli (dalle opposizioni e accolta dal Presidente) in cui il Presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LETTERA APERTA AL PRESIDENTE CHIODI </strong></p>
<p>Il Comitato Natura Verde dopo il sit-in davanti alla sede del Consiglio Regionale prosegue nel suo impegno a difesa dell’Abruzzo perché ci sono ancora molti dubbi da chiarire.</p>
<p>E’ vero che è stata presentata una risoluzione sul tema del Centro Oli (dalle opposizioni e accolta dal Presidente) in cui il Presidente Chiodi si impegna a presentare entro 45 giorni un disegno di legge per consentire all’Abruzzo di approvare una legge  «allo scopo di neutralizzare preventivamente gli effetti che potrebbero derivare dall&#8217;eventuale accoglimento del ricorso del presidente del Consiglio alla Corte costituzionale».</p>
<p>E’ anche vero che Chiodi, come sempre,  ha ribadito in aula il suo netto no al Centro Oli e ne apprezziamo la serietà e la sensibilità dimostrata verso questo tema. </p>
<p>Sembra che tutto vada per il meglio, ma non è finita! Sono ancora numerosi i dubbi, le domande e ancor di più le paure dell’84% degli abruzzesi contrari per poter cantare vittoria.  </p>
<p>Elenchiamo, per poter essere chiari, alcuni interrogativi che continuiamo a porci e ci tolgono il sonno di notte : </p>
<p>1. l’Abruzzo è indicato come Regione Petrolifera nell’art. 8 del Piano Triennale dello Sviluppo Economico Nazionale. In varie sedi il Ministro dello Sviluppo Economico Scajola (es. trasmissione Mattina 5) ha ribadito la “necessità di una ripresa dell’esplorazione e produzione di idrocarburi in Italia”, soprattutto nella nostra Regione.</p>
<p>2.  E’ in discussione al Senato il Disegno di Legge 1441 ter che, se non sarà modificato, decreterà l’Abruzzo  territorio petrolifero e il suo sviluppo sarà compromesso per sempre con gravissimi danni alla salute degli abitanti, alle attività economiche (agricoltura, turismo e pesca) e all’ambiente. Di fatto toglierebbe a regioni, province e comuni ogni potere di indirizzo e di programmazione dei propri territori, perché, si dice, “l’industria petrolifera vuole processi autorizzativi chiari e rapidi”. Gli stessi addetti ai lavori dicono che in Italia tutte le riserve di petrolio corrispondono ad una quantità talmente esigua che non porterà nemmeno la riduzione del prezzo della benzina e del gasolio.Questa legge annullerebbe anche la VIA, la valutazione dell’impatto ambientale.</p>
<p>3. Delle Attività Onshore non sappiamo nulla .Resta, per ora, senza risposta la proposta di una moratoria 25  anni per la lavorazione del petrolio.Anche in futuro non dovranno essere più concesse tali autorizzazioni. • Offshore. La distanza minima dalla costa per le piattaforme in mare è di 20km (decreto Ronchi in vigore in Veneto), tuttavia sarebbe opportuno che questo decreto fosse esteso a tutta la penisola. Non riusciamo a vedere lo sviluppo turistico con una selva di piattaforme che oltre ad inquinare farebbero scappare i turisti a gambe levate,ma nessuno ci dà una risposta. Altre compagnie petrolifere stanno richiedendo,la Edison, e ottenendo,la Petroceltic, autorizzazioni per trivellare l’Adriatico.Come si pensa di impedirlo? Vogliamo ricordare che  il nostro mare Adriatico fornisce la metà del pescato nazionale. </p>
<p>4. La Regione Abruzzo farebbe bene a proporre al Governo di adeguare gli indici delle emissioni di inquinanti a quelle indicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.</p>
<p>Come si può notare la partita non è affatto chiusa, noi siamo sempre più vigili e attenti.</p>
<p>Nessuno potrà ignorare l’autorevole richiamo della Chiesa,  le proteste di comitati, di associazioni, di operatori economici, insomma del 74% dei cittadini abruzzesi che dice NO all’Abruzzo petrolifero e chiediamo a gran voce ai nostri politici nazionali, regionali, provinciali e comunali di prendere una posizione chiara e forte e di dare delle risposte ai nostri dubbi.</p>
<p>A coloro che si preoccupano delle royalties e che addirittura cercano di scendere a patti con i petrolieri rispondiamo che l’Abruzzo non si tocca! </p>
<p>Pescara, 30-01-09</p>
<div align="right">COMITATO NATURA VERDE<br />
                                                                            Il Presidente<br />
                                                                          Giusto di Fabio</div>
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		<title>Fuori l’Abruzzo dal petrolio</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 11:18:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[centro oli ortona]]></category>
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		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[maria rita d'orsogna]]></category>
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		<category><![CDATA[trivellazioni petrolifere]]></category>
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		<description><![CDATA[Via Marelibero.net:
Fuori l’Abruzzo dal petrolio 
Il 35% dei nostri territori  in pasto alle multinazionali del petrolio: dalla Maiella al mare, da Vasto a Teramo : ne continuiamo a parlare con la scienziata Maria Rita D’Orsogna della Columbus University di Los Angeles

Mercoledì 14 gennaio alle 18.00 
IRIS via C. Battisti n. 196  PESCARA

Giovedì 15 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via <a href="http://www.marelibero.net/2009/01/13/fuori-labruzzo-dal-petrolio/">Marelibero.net</a>:</p>
<blockquote><p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Fuori l’Abruzzo dal petrolio</strong> </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il 35% dei nostri territori  in pasto alle multinazionali del petrolio: dalla Maiella al mare, da Vasto a Teramo : ne continuiamo a parlare con la scienziata Maria Rita D’Orsogna della Columbus University di Los Angeles</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;">
<p style="margin-bottom: 0in;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Mercoledì 14 gennaio alle 18.00</strong> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: rgb(128, 0, 0);">IRIS</span> via C. Battisti n. 196  PESCARA</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;">
<p style="margin-bottom: 0in;"><strong><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Giovedì 15 gennaio alle 18.00</span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0in;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: rgb(128, 0, 0);">MATE INFOSHOP INT.4</span> via Spaventa CHIETI</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;">
<p style="margin-bottom: 0in;"><strong><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Venerdì 16 gennaio alle 17.30</span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0in;"><em>“</em><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong><em>Nuova Energia per uscire dal petrolio”</em> </strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: rgb(128, 0, 0);">SALA EDEN </span> (vicino teatro Vittoria) ORTONA </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">interverranno:</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Maria Rita D’Orsogna</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Lisa Celeste</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Dante Caserta WWF Abruzzo</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Angelo Di Matteo Legambiente Abruzzo </span></span></p>
</blockquote>
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		<title>Ricorso contro legge regionale e centro oli Ortona</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 10:59:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[avvocatura generale dello stato]]></category>
		<category><![CDATA[centro oli ortona]]></category>
		<category><![CDATA[corte costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[legge regionale 14]]></category>
		<category><![CDATA[nino di bucchianico]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo da Nino Di Bucchianico:
Vi invio il ricorso della Presidenza del Consiglio nei confronti della Regione Abruzzo per l&#8217;incostituzionalità della legge regionale 14/2008 (quella che blocca la realizzazione del Centro Oli di Ortona).
La situazione ad oggi è questa: se la nuova Regione ritira la legge non c&#8217;è nessuno strumento legale o legislativo che di fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo da Nino Di Bucchianico:</p>
<p>Vi invio <a href="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2009/01/ricorsoconsigliodeiministricentrooli.pdf">il ricorso della Presidenza del Consiglio nei confronti della Regione Abruzzo per l&#8217;incostituzionalità della legge regionale 14/2008</a> (quella che blocca la realizzazione del Centro Oli di Ortona).</p>
<p>La situazione ad oggi è questa: se la nuova Regione ritira la legge non c&#8217;è nessuno strumento legale o legislativo che di fatto possa impedire la costruzione del centro petroli, anzi viene ribadito, e ciò è inaudito, che la semplice concessione dell&#8217;unmig non necessiti di ulteriori concessioni locali, semplicemente assurdo, significa che domani stesso si potrebbe iniziare a costruire.</p>
<p>Quindi la nuova proposta di legge deve tener conto di alcune osservazioni contenute nel ricorso per evitare ulteriori ricorsi, inoltre tutti i Comitati dovrebbero coordinare la nuova presentazione della proposta di legge.</p>
<p>Saluti<br />
Nino Di Bucchianico</p>
<p>Allegati:<br />
» <a href='http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2009/01/ricorsoconsigliodeiministricentrooli.pdf' title='ricorsoconsigliodeiministricentrooli.pdf'>ricorsoconsigliodeiministricentrooli.pdf</a></p>
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