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	<title>Vastesi.com &#187; impronte</title>
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		<title>E l&#8217;ENI scivola sullo spot</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 13:48:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
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		<category><![CDATA[impronte]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Ghini]]></category>

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		<description><![CDATA[di Associazione di Cultura Politica &#8220;Impronte&#8221; 
Ebbene sì: l’ENI è scivolata sullo spot che in questi giorni gira sui principali network televisivi. 
Tutto perfetto, soprattutto la scelta del testimonial, Massimo Ghini, già visto nei panni del mitico Enrico Mattei nella fiction televisiva andata in onda su RAIUNO, dal titolo “Enrico Mattei, l’uomo che guardava al futuro”. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><font face="Arial, sans-serif"><em>di Associazione di Cultura Politica &#8220;Impronte&#8221;</em> </font></p>
<p align="left"><font face="Arial, sans-serif">Ebbene sì: l’ENI è scivolata sullo spot che in questi giorni gira sui principali network televisivi. </font></p>
<p align="left" style="margin-bottom: 0cm"><font face="Arial, sans-serif">Tutto perfetto, soprattutto la scelta del testimonial, Massimo Ghini, già visto nei panni del mitico Enrico Mattei nella fiction televisiva andata in onda su RAIUNO, dal titolo “</font><em><font face="Arial, sans-serif">Enrico Mattei, l’uomo che guardava al futuro”.</font></em><em><font face="Arial, sans-serif"><span style="font-style: normal"> </span></font></em></p>
<p align="left" style="margin-bottom: 0cm"><em><font face="Arial, sans-serif"><span style="font-style: normal">E in effetti Massimo Ghini entra in scena ricordando Enrico Mattei, padre dell’ENI, la più grande compagnia energetica italiana.</span></font></em></p>
<p align="left" style="margin-bottom: 0cm"><em><font face="Arial, sans-serif"><span style="font-style: normal">L’ENI è partecipata dallo Stato nella misura del 27,83% e sempre allo Stato ha versato quest’anno qualcosa come 3 milioni di euro.</span></font></em></p>
<p align="left" style="margin-bottom: 0cm"><em><font face="Arial, sans-serif"><span style="font-style: normal">E’ presente in 70 Stati tra cui la Nigeria, dove, come denunciato nella puntata del 7 giugno di Report, insieme ad altre compagnie </span></font></em><font face="Arial, sans-serif">brucia il gas che sarebbe non economico trasportare fino ai mercati finali, causando danni all’ambiente ed alla salute delle popolazioni locali.</font></p>
<p align="left" style="margin-bottom: 0cm"><em><font face="Arial, sans-serif"><span style="font-style: normal">Ma torniamo allo spot: Massimo Ghini entra in scena come Jimes Bond e dopo qualche secondo alle sue spalle compare un bellissimo paesaggio: il mare, il cielo e, dulcis in fundo, la linea dell’orizzonte interrotta da una piattaforma che sarà a non più di un miglio dalla costa!</span></font></em></p>
<p align="left" style="margin-bottom: 0cm"><em><font face="Arial, sans-serif"><span style="font-style: normal">Non è una novità: lo sanno bene gli amici di Vasto che con le piattaforme in mare ci convivono, ma che l’Eni facesse uno spot del genere proprio no.</span></font></em></p>
<p align="left" style="margin-bottom: 0cm"><em><font face="Arial, sans-serif"><span style="font-style: normal">Ma la cosa migliore è il finale tragi-comico di Massimo Ghini: “ </span></font></em><em><font face="Arial, sans-serif">… è un’azienda che guarda al futuro e investe nella ricerca per darti un’energia sempre più sostenibile e per continuare a crescere insieme a te</font></em><em><font face="Arial, sans-serif"><span style="font-style: normal">”.</span></font></em></p>
<p align="left" style="margin-bottom: 0cm"><em><font face="Arial, sans-serif"><span style="font-style: normal">I “creativi” dell’ENI si sono veramente superati: cosa c’è di più sostenibile di una piattaforma in mare a ridosso della costa e del suo idrogeno solforato o bruciare il gas all’aria aperta?</span></font></em></p>
<p align="left" style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p align="left" style="margin-bottom: 0cm"><em><font face="Arial, sans-serif"><span style="font-style: normal">f.to </span></font></em><em><font face="Arial, sans-serif"><span style="font-style: normal"><strong>IMPRONTE</strong></span></font></em></p>
<p><em><font face="Arial, sans-serif"><span style="font-style: normal"></span></font></em><em><font face="Arial, sans-serif"><span style="font-style: normal"></span></font></em><em><font face="Arial, sans-serif"><span style="font-style: normal"></span></font></em><em><font face="Arial, sans-serif"><span style="font-style: normal"></p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2009/06/massimoghini.jpg" alt="Massimo Ghini" /></p>
<p></span></font></em></p>
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		<title>Dal terremoto una lezione per il futuro</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 07:27:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[di bucchianico]]></category>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.

Comunicato congiunto Comitato Natura Verde-Impronte
Dal terremoto una grande lezione per il futuro prossimo
Di fronte a quella espressione di vuoto stampata sui volti dignitosi degli aquilani che si aggirano per le strade di Giulianova parlare di qualsiasi altra cosa potrebbe suonare offensivo nei confronti del loro dolore.
Tuttavia siamo certi che si farebbe loro un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riceviamo e pubblichiamo.</em></p>
<blockquote>
<p><em>Comunicato congiunto Comitato Natura Verde-Impronte</em></p>
<p><strong>Dal terremoto una grande lezione per il futuro prossimo</strong></p>
<p>Di fronte a quella espressione di vuoto stampata sui volti dignitosi degli aquilani che si aggirano per le strade di Giulianova parlare di qualsiasi altra cosa potrebbe suonare offensivo nei confronti del loro dolore.</p>
<p>Tuttavia siamo certi che si farebbe loro un torto ancor più grande se non si ricordasse che si sarebbero potute salvare molte vite umane se a L’Aquila gli edifici fossero stati costruiti secondo scienza e coscienza. E’ forse un caso che sia il Santo Padre sia il Capo dello Stato, toccati dal dolore degli aquilani, abbiano ribadito la necessità di un serio esame di coscienza collettivo affinché –citiamo alla lettera Benedetto XVI- il livello delle responsabilità non venga mai meno?</p>
<p>Noi invochiamo lo stesso principio nella scelta che ad qui a breve si dovrà compiere rispetto alla travagliata vicenda della petrolizzazione della nostra regione affinché un domani nessuno possa piangere anche una sola vita spezzata dagli effetti devastanti ed irreversibili che l’idrogeno solforato, legato alla lavorazione del greggio, è in grado di produrre sulla salute dell’uomo.<br />
Tornando poi ai fatti tragici degli scorsi giorni, auspichiamo che la classe politica tenga conto anche di quanto accertato dall&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia che così si esprime a proposito di un’altra area pesantemente interessata dagli insediamenti petroliferi, la Val d’Agri: &#8220;La Val d’Agri è una delle aree italiane a maggiore potenziale sismogenetico. Il recente sviluppo urbanistico, in particolare nella parte alta della valle (Villa d’Agri, Viggiano), e la presenza di infrastrutture legate all’attività di estrazione e raffinazione di idrocarburi, contribuiscono ad accrescere il rischio sismico dell’area, che è già stata colpita da un terremoto distruttivo nel 1857”.</p>
<p>DAL PRESENTE, INVECE, NUOVE OMBRE SUL FUTURO DELL’ABRUZZO Gli occhi e le menti di mezzo mondo sono oggi puntati sulla nostra regione eppure tutto questo potrebbe non bastare per scoraggiare le mire delle compagnie minerarie che guardano con grande interesse all’Abruzzo per sviluppare il loro business. </p>
<p>A queste si è aggiunta di recente anche l’americana FOREST CMI, interamente controllata dalla FOREST OIL CORPORATION di Denver, che vanta significative presenze nel Chetino già dal 2007 e che il 24 febbraio scorso ha presentato istanza per estrarre idrocarburi (gas) all’interno di un’area estesa 35 kmq. divisa tra i Comuni di Archi, Bomba, Roccascalegna, Torricella Peligna, Pennadomo, Villa Santa Maria, Atessa e Colledimezzo, e non lontana dal lago di Bomba dove tra pochi mesi si disputeranno le gare di canottaggio dei Giochi del Mediterraneo.<br />
La concessione richiesta è la “Colle Santo” ed è ubicata all’interno del permesso di ricerca “Monte Pallano, conferito dal Ministero dello Sviluppo Economico il 13 febbraio 2004 dopo l’esame della V.I.A. effettuato dalla Regione Abruzzo il 28 ottobre 2003.</p>
<p>Da segnalare una seconda circostanza, del cui legame con la richiesta presentata dalla Forest non siamo certi: nel 2009 un’importante società di ricerca, la Cesi Ricerche S.p.a., ha curato la valutazione della documentazione relativa al progetto di messa in produzione del campo a gas Monte Pallano (ex Bomba) sottostante alla diga e all’invaso artificiale Bomba.</p>
<p>Si ricorda che parte della comunità scientifica internazionale associa all’estrazione del gas metano l’innesco del fenomeno della “subsidenza”, cioè dell’abbassamento del suolo, diffuso soprattutto nel Golfo di Venezia e nel Polesine dove, dal 1951 al 1963, il terreno si abbassò di 3 metri, favorendo ben 35 inondazioni lungo il delta del Po.</p>
<p>f.to<br />
Comitato Natura Verde– Nino Di Bucchianico<br />
Impronte– Enrico Gagliano</p>
</blockquote>
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		<title>Tu chiamale se vuoi &#8220;Fatalità&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 12:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Riceviamo dall&#8217;associazione IMPRONTE:
TU CHIAMALE SE VUOI “FATALITA’” 
Nella nostra amata lingua la parola fatalità ha un significato ben preciso: avvenimento dovuto al caso, sorte avversa.  
In qualche commento pubblicato qua e là sulla stampa a proposito della sequenza terremoto-alluvione che ha investito l’Abruzzo abbiamo colto un fatalismo che ci è parso francamente fuori luogo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo dall&#8217;associazione IMPRONTE:</p>
<blockquote><p><strong>TU CHIAMALE SE VUOI “FATALITA’” </strong></p>
<p>Nella nostra amata lingua la parola fatalità ha un significato ben preciso: avvenimento dovuto al caso, sorte avversa.  </p>
<p>In qualche commento pubblicato qua e là sulla stampa a proposito della sequenza terremoto-alluvione che ha investito l’Abruzzo abbiamo colto un fatalismo che ci è parso francamente fuori luogo. Così giovedì scorso dalle colonne di pagina 45 di un noto quotidiano: “A questo punto non resta che aspettare la visita del Papa e sperare nella benedizione che darà alla popolazione abruzzese. Dopo il sisma del 6 aprile, l&#8217;esondazione del fiume Tordino ieri ha seminato nuovo panico nel teramano, soprattutto lungo la costa, dove la gente ha vissuto e pagato sulla propria pelle in passato il prezzo di diverse alluvioni”. </p>
<p>Parole pesanti che fanno male più del piombo e difficili da mandar giù perché al danno aggiungono ulteriore danno costituto da una rappresentazione delle cause di quei fatti molto lontana dalla realtà.</p>
<p>Fiumi di acqua e fango a Tortoreto nell’ottobre del 2006, con danni ingenti a famiglie ed imprese; rischio alluvione a Pineto già lo scorso novembre a causa dell’ennesima piena del Vomano; mercoledì mattina l’esondazione del fiume Tordino con cedimento di un tratto della nuovissima Teramo-Mare (fatto su cui la Procura della Repubblica di Teramo ha aperto un’inchiesta); infine, il capitolo più sanguinoso, quello del terremoto a L’Aquila dove la Procura della Repubblica ha posto sotto sequestro 100 edifici che sono crollati causando vittime innocenti, in Via XX Settembre, alla Casa dello Studente e nello stabile al civico 79. </p>
<p>Cosa c’entra la fatalità con l’ostinazione con cui si continua a costruire e a scavare a margine dei fiumi ed in aree a rischio idrogeologico? Cosa c’entra la fatalità con le continue deroghe e modifiche al PAI che hanno consentito, ad esempio, a Giulianova di edificare ai piedi della collina e a Notaresco di spianare la strada all’ampliamento della discarica? Cosa c’entra la fatalità con tutto quello che di drammatico è accaduto due anni fa a Tortoreto? Cosa c’entra la fatalità con i possibili effetti della scelta di consentire le perforazioni petrolifere in una regione come l’Abruzzo dimostratasi ad elevata sismicità?</p>
<p>Cosa c’entrano con la sorte avversa i crolli ed i morti di Via XX Settembre, della Casa dello Studente e dello stabile al civico 79 a L’Aquila?  </p>
<p>Niente. Non c’entrano assolutamente niente. </p>
<p>C’entra invece e molto la mano devastatrice dell’Uomo che ha partita vinta grazie ad amministrazioni pubbliche poco attente (non tutte) e spesso poco attrezzate, ad un certo ambientalismo di maniera tipico di gran parte dei partiti politici, e, soprattutto, all’indifferenza di chi crede, nonostante tutto, che il rispetto delle regole e della legalità sia cosa che interessi poco la nostra dimensione materiale.  </p>
<p>Le vicende degli ultimi giorni provano, purtroppo, l’esatto contrario. </p>
<p>F.to Per IMPRONTE – Enrico Gagliano</p></blockquote>
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		<title>Non ci sono royalities che tengano ma&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 07:34:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal &#8216;Comitato Natura Verde&#8217; e &#8216;Impronte&#8217; riceviamo.

Non ci sono royalties che tengano ma&#8230;
In merito alla questione &#8220;Abruzzo Petrolifero&#8221; precisiamo subito che il punto delle royalties è del tutto marginale rispetto al nodo centrale che è, così come messo in evidenza ieri da Assoturismo (vedi allegato), di ben altra natura.
Tuttavia, per quanto riguarda il pregresso, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dal &#8216;Comitato Natura Verde&#8217; e &#8216;Impronte&#8217; riceviamo.</em></p>
<blockquote>
<p><strong>Non ci sono royalties che tengano ma&#8230;</strong></p>
<p>In merito alla questione &#8220;Abruzzo Petrolifero&#8221; precisiamo subito che il punto delle royalties è del tutto marginale rispetto al nodo centrale che è, così come messo in evidenza ieri da Assoturismo (vedi allegato), di ben altra natura.</p>
<p>Tuttavia, per quanto riguarda il pregresso, è bene far chiarezza su alcune cose.<br />
In particolare, il decreto legislativo n.° 625 del 25-11-96 fissa le modalità di calcolo delle royalties (meglio sarebbe chiamarle con il loro vero nome e, cioè, compensazioni ambientali) che le compagnie petrolifere sono tenute a versare agli enti territoriali interessati dalla estrazione del petrolio.</p>
<p>Per quanto riguarda il sottofondo marino, le royalties sulla produzione, molto contenute in rapporto a quelle previste in altri Paesi, sono pari al solo 4% del valore della produzione e non si applicano alle prime 50.000 tonnellate di greggio estratto.</p>
<p>Ciascun concessionario procede alla corretta misurazione delle produzioni, effettua autonomamente i calcoli delle royalties dovute, esegue le ripartizioni tra Stato, Regioni e Comuni ed effettua i relativi versamenti.</p>
<p>Per quanto riguarda le royalties che derivano da attività di estrazione che hanno luogo nel mare territoriale, il 45% di esse va allo Stato mentre il restante 55% dovrebbe finire nelle casse delle Regioni costiere.</p>
<p>Facciamo ora il punto della situazione su Rospo Mare, giacimento posto nel mare territoriale a poche miglia dalla costa a cavallo tra l’Abruzzo ed il Molise e già protagonista, nell’agosto del 2005, dello sversamento in mare di qualche centinaio di litri di petrolio.<br />
Secondo dati ufficiali dell’Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia, dal 1982 al 2008 da Rospo Mare sono state estratte 3.773.314 tonnellate di greggio.<br />
Nel solo 2008 le tonnellate estratte sono state oltre 270.000, equivalenti a 2.662.412 barili.<br />
Fatti due calcoli, si stima che per il 2008 la parte delle royalties spettanti alle Regioni costiere (Abruzzo e Molise) ammonterebbe, fissando prudenzialmente il costo medio del barile a 100 dollari Usa, a quasi 6.000.000 di dollari (oltre 4.400.000 €).<br />
Seguendo lo stesso ragionamento, stimiamo in oltre 30.000.000 di dollari Usa l’ammontare delle compensazioni che nel periodo 1998-2008 il Concessionario avrebbe dovuto versare alle Regioni costiere interessate dalla concessione.</p>
<p>Le domande che poniamo a chi di competenza sono le seguenti:<br />
1) Le compensazioni ambientali previste dal d.lgs. 625/96 sono state versate?<br />
2) In caso affermativo, in che misura?<br />
3) Come e in che percentuale sono state spese queste somme dalla Regione Abruzzo?<br />
4) In che percentuale sono state impiegate per interventi in campo ambientale?<br />
5) Quali interventi a tutela dell’ambiente sono stati finanziati?<br />
6) E infine, perché parte di questi fondi non è stata utilizzata, ad esempio, per la realizzazione di un sistema monitoraggio chimico-fisico in continuo delle acque dell’Adriatico interessate dall’estrazione del petrolio?</p>
<p>li, 28 marzo 2009</p>
<p>f.to<br />
COMITATO NATURA VERDE – Lino Olivastri<br />
IMPRONTE – Enrico Gagliano</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Petrolio: prima che sia troppo tardi</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2009/03/25/petrolio-prima-che-sia-troppo-tardi/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 12:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[nino di bucchianico]]></category>
		<category><![CDATA[petrolizzazione abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[piattaforme petrolifere]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato stampa congiunto COMITATO NATURA VERDE e IMPRONTE 
PETROLIO: PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI
Prendiamo atto delle perentorie dichiarazioni del Presidente Chiodi sul petrolchimico di Ortona ma, proprio perché sappiamo bene quanto la politica “ufficiale” sia stata capace di fare con il rilascio di ben più di 16 provvedimenti amministrativi pro Centro Oli, vogliamo ricordare fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Comunicato stampa congiunto <strong>COMITATO NATURA VERDE</strong> e <strong>IMPRONTE </strong></p>
<h5>PETROLIO: PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI</h5>
<p>Prendiamo atto delle perentorie dichiarazioni del Presidente Chiodi sul petrolchimico di Ortona ma, proprio perché sappiamo bene quanto la politica “ufficiale” sia stata capace di fare con il rilascio di ben più di 16 provvedimenti amministrativi pro Centro Oli, vogliamo ricordare fino allo sfinimento che la “questione petrolio” non può essere circoscritta al solo caso Ortona ma investe tutta la regione che è ormai prossima al punto di non ritorno.</p>
<p>Il nodo da sciogliere è un altro: è auspicabile che l’Abruzzo si trasformi in distretto minerario, mettendo a rischio le prospettive di sviluppo della regione e minacciando la sicurezza personale degli Abruzzesi?</p>
<p>Il tempo rimasto a disposizione dell’Abruzzo per scongiurare questa prospettiva è quasi scaduto.</p>
<p>L’approvazione in Consiglio Regionale della legge 14/2008 ha rappresentato l’estremo, tardivo e precario tentativo di fermare un treno in piena corsa, che ha avuto la forza di “bucare” maggioranze e minoranze di ogni tempo.</p>
<p>Saltato a piè pari ogni commento sul conflitto Stato-Regione in relazione alla legge 14 e sul ddl 1195 su cui torneremo in altra sede, il disegno di legge presentato dalla nuova maggioranza, in discussione alla IV Commissione del Consiglio Regionale, è ben lungi dall’essere un serio baluardo contro l’escalation petrolifera in atto nella nostra regione.  </p>
<p>Coloro che ci rappresentano nelle istituzioni devono essere consapevoli che, aggirato l’ostacolo momentaneamente rappresentato dalla legge 14, un secondo dopo, senza che i titolari delle concessioni debbano chiedere niente a nessuno, le trivelle potrebbero iniziare a funzionare in 52 Comuni (Teramo compresa), portando lo scompiglio in un’area estesa 490 kmq. in cui risiedono 311.773 abruzzesi.</p>
<p>Queste non sono opinioni ma dati oggettivi ed ufficiali che nessuno mai potrà confutare (vedi tabella seguente). Stiamo parlando evidentemente di concessioni già rilasciate a scopo estrazione. </p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="1">
<tr valign="top">
<td colspan="3"><font face="Arial" size="2"><b>CONCESSIONI  DI COLTIVAZIONE SU TERRAFERMA AL 31.01.2009</b></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><font face="Arial" size="2">Denominazione</font></td>
<td><font face="Arial" size="2">Kmq.</font></td>
<td><font face="Arial" size="2">Comuni interessati</font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><font face="Arial" size="2">Castel di Lama</font></td>
<td><font face="Arial" size="2">79,90</font></td>
<td><font face="Arial" size="2">Ancarano, Bellante, Campli, Civitella del Tronto, Controguerra, Sant’Egidio alla Vibrata, Sant’Omero, Torano Nuovo</font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><font face="Arial" size="2">Fiume Treste</font></td>
<td><font face="Arial" size="2">109,60</font></td>
<td><font face="Arial" size="2">Cupello, Fresagrandinaria, Furci, Gissi, San Buono, Lentella, Monteodorisio, Palmoli</font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><font face="Arial" size="2">Filetto</font></td>
<td><font face="Arial" size="2">50,01</font></td>
<td><font face="Arial" size="2">Ari, Casacanditella, Fara Filiorum Petri, Filetto, Rapino, Roccamontepiano, San Martino sulla Marruccina, Orsogna, Vacri</font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><font face="Arial" size="2">Miglianico</font></td>
<td><font face="Arial" size="2">29,30</font></td>
<td><font face="Arial" size="2">Francavilla al Mare, Miglianico, Ortona, Ripa Teatina, Tollo</font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><font face="Arial" size="2">San Basile</font></td>
<td><font face="Arial" size="2">97,56</font></td>
<td><font face="Arial" size="2">Ari, Arielli, Bucchianico, Canosa Sannita, Casacanditella, Castel Frentano, Crecchio, Filetto, Frisa, Giuliano Teatino, Guardiagrele, Lanciano, Orsogna, Ortona, Poggiofiorito, Vacri</font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><font face="Arial" size="2">Santa Maria Imbaro</font></td>
<td><font face="Arial" size="2">99,51</font></td>
<td><font face="Arial" size="2">Altino, Atessa, Castel Frentano, Fossacesia, Lanciano, Mozzagrogna, Paglieta, Rocca San Giovanni, Santa Maria Imbaro, Sant’Eusanio del Sangro</font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><font face="Arial" size="2">San Mauro</font></td>
<td><font face="Arial" size="2">25,32</font></td>
<td><font face="Arial" size="2">Bellante, Castellalto, Giulianova, Mosciano Sant’Angelo, Teramo</font></td>
</tr>
</table>
<p>Se poi a queste dovessimo aggiungere le istanze in corso di rilascio ci troveremmo di fronte a numeri ancor più pesanti. </p>
<p>Inoltre, da un documento esclusivo pubblicato in Inghilterra (vedi pdf sotto), si scopre che lo scorso gennaio a Londra ha avuto luogo la presentazione del programma industriale di sviluppo 2009-2011 della società petrolifera  Medoilgas (Mog), ben attiva in Abruzzo e saldamente presente con propri uffici nel porto di Ortona.</p>
<p>Ebbene, nel crono-programma della Mog si vede chiaramente ed inequivocabilmente che la programmazione dell’inizio delle attività petrolifere di diversi pozzi estrattivi è prevista per l’inizio del 2010, mentre la prima piattaforma petrolifera sottocosta, “Ombrina mare 2”, tra Ortona e San Vito, inizierà l’estrazione di petrolio a partire dal 2011.</p>
<p>I test effettuati dalla Mog hanno confermato che il petrolio che verrà estratto da “Ombrina Mare 2” sarà <strong>una fanghiglia altamente corrosiva</strong> contenente zolfo, che <u>non potrà essere trasportata</u>. <strong>Avrà quindi bisogno di un processo di prima raffinazione in loco, chiamata desulfurizzazione, che comporterà l’emissione di idrogeno solforato che arriverà facilmente sulla costa, insieme al petrolio normalmente disperso in mare nella fase di imbarco sulle petroliere.<br />
</strong><br />
Avremo così <strong>un nuovo Centro Oli</strong>, questa volta non ad Ortona bensì <strong>in mare aperto</strong>.  </p>
<p>Continuando ad osservare la cartina delle operazioni della Mog 2009–2011 tutti, anche i tour-operator, possono vedere chiaramente la sorte riservata alla nostra Regione: a questo punto non ci sarebbe da stupirsi, se, come afferma il nostro assessore regionale all’agricoltura, si dovessero verificare “disdette turistiche dall’estero e segnali negativi dell’export Abruzzese”. Purtroppo non si tratta di ingiustificato allarmismo ma di un “già visto” in diverse altre realtà territoriali.  </p>
<p>Eppure, malgrado la gravità dei fatti che abbiamo esposto, non avvertiamo una diffusa e profonda consapevolezza dei rischi, non soltanto ambientali ma anche economici, a cui il “sistema Abruzzo” sta andando incontro. </p>
<p>Avvisiamo ancora una volta che la trasformazione della nostra Regione in Regione petrolifera graverebbe come un macigno sulla coscienza di tutti ed è dovere di tutti lavorare per scongiurare una catastrofe ambientale la cui eredità condizionerebbe la vita delle presenti e future generazioni di Abruzzesi. </p>
<p>Per questo chiediamo a tutti coloro che siedono a Palazzo dell’Emiciclo di varare al più presto un Piano Energetico Regionale che punti con decisione sulle energie rinnovabili e al Presidente Chiodi di opporsi con forza all’avanzata del petrolio così come altri suoi colleghi (es.: Galan) ebbero il coraggio di fare contro le trivellazioni nell’Alto Adriatico.  </p>
<p>Prima che sia troppo tardi. </p>
<p>Abruzzo , 25 marzo 2009</p>
<p>f.to<br />
COMITATO NATURA VERDE – Nino Di Bucchianico<br />
IMPRONTE – Enrico Gagliano </p>
<p>In allegato il documento esclusivo della presentazione del programma di sviluppo industriale 2009-2011 della società petrolifera Medoil (MOG) , programma che smentisce clamorosamente i nostri politici:</p>
<p>&raquo; <a href="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/presentation20january2009.pdf">Presentation20january2009.pdf</a>
</p></blockquote>
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		<title>Dopo le piattaforme anche le pale?</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2009/02/20/dopo-le-piattaforme-anche-le-pale/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 09:02:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#187; Associazione di cultura politica IMPRONTE 
ADRIATICO TERAMANO: DOPO LE PIATTAFORME ANCHE LE PALE? 
Va subito chiarito che siamo nel campo del verosimile. Quale sia il grado di verosimiglianza lo lasciamo valutare al lettore che vorrà prendere atto di qualche dato che a noi appare alquanto significativo; in particolare: 
1. la nuova politica energetica del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>&raquo; Associazione di cultura politica IMPRONTE </em></p>
<p><strong>ADRIATICO TERAMANO: DOPO LE PIATTAFORME ANCHE LE PALE? </strong></p>
<p>Va subito chiarito che siamo nel campo del verosimile. Quale sia il grado di verosimiglianza lo lasciamo valutare al lettore che vorrà prendere atto di qualche dato che a noi appare alquanto significativo; in particolare: </p>
<p>1. la nuova politica energetica del Governo incentrata sulla formula del 50-25-25: il fabbisogno energetico nazionale dovrà essere coperto per il 50% dalle fonti fossili, per il 25% dal nucleare e per il restante 25% dalle rinnovabili, al momento attestate al di sotto del target; </p>
<p>2. nel settembre 2007 il Governo italiano ha approvato e presentato a Bruxelles <a href="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2009/02/position-paper.pdf">un documento</a> (<em>Position Paper</em>) in cui definisce il potenziale tecnico teorico di sfruttamento delle fonti energetiche fino al 2020 (12.000 MW, di cui 2.000 su mare). Sempre nello stesso documento il Governo evidenzia che “le principali questioni riguardano l’accettazione da parte delle comunità locali degli oneri progressivamente crescenti legati all’impatto ambientale derivante dallo sfruttamento di aree sempre più pregiate; la naturale saturazione dei siti con maggiore producibilità. Per queste ragioni è previsto uno sviluppo degli impianti offshore”; </p>
<p>3. secondo stime attendibili in Abruzzo i kmq. di mare utilizzabili per lo sviluppo dell’eolico sarebbero 952; </p>
<p><a href='http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2009/02/simulazsansalvo.jpg' rel="lightbox"><img src='http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2009/02/simulazsansalvosm.jpg' alt='simulazsansalvosm.jpg' class="left"/></a> 4. un primo tentativo di realizzare in Adriatico quello che avrebbe dovuto essere il primo parco eolico in Italia -poi arenatosi per la forte opposizione incontrata nelle Regioni Abruzzo e Molise, e per il “no” del Ministero per i Beni Culturali- c’è già stato. Chi non ricorda il parco eolico off-shore proposto dalla società Efferenti, con cinquantaquattro le turbine da installare e torri fino ad 80 metri di altezza sopra il livello del mare, che avrebbe dovuto sorgere in uno specchio acqueo di 25 milioni 527mila e 500 metri quadrati, a 9 km da Termoli e 13 da Vasto, con una distanza minima dalla riva di 4,5 km ed una massima di 8?  </p>
<p>I NOSTRI INTERROGATIVI</p>
<p>Fallito il primo tentativo a largo di Termoli e Vasto, chi ci assicura che non ci proveranno una seconda volta, magari più a nord? Se escludiamo la costa teatina, in quale altro luogo dovremmo spalmare i 952 kmq. di mare abruzzese utilizzabili per l’eolico di cui parla il <a href="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2009/02/position-paper.pdf">Position Paper</a> approvato dal Governo italiano nel 2007? </p>
<p>f.to IMPRONTE</p>
<p>Allegato:<br />
&raquo; <a href="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2009/02/position-paper.pdf">Position Paper del governo italiano</a></p></blockquote>
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		<title>Estrazioni petrolifere su terraferma</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2009/02/16/estrazioni-petrolifere-su-terraferma/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 19:08:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo dall&#8217;ass. IMPRONTE:
Associazione di cultura politica IMPRONTE
RICERCA ED ESTRAZIONE DEL PETROLIO SU TERRAFERMA.
SITUAZIONE “NERA” E INGARBUGLIATA
A Londra venerdì scorso l’ENI ha presentato il piano industriale 2009-2012 ed il preconsuntivo 2008 da cui è emerso un utile di 10 miliardi di euro. Di questi, 2 andranno allo Stato che è azionista di ENI. Andranno allo Stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo dall&#8217;ass. IMPRONTE:</p>
<blockquote><div align="right">Associazione di cultura politica IMPRONTE</div>
<p><strong>RICERCA ED ESTRAZIONE DEL PETROLIO SU TERRAFERMA.<br />
SITUAZIONE “NERA” E INGARBUGLIATA</strong></p>
<p>A Londra venerdì scorso l’ENI ha presentato il piano industriale 2009-2012 ed il preconsuntivo 2008 da cui è emerso un utile di 10 miliardi di euro. Di questi, 2 andranno allo Stato che è azionista di ENI. Andranno allo Stato anche 400 milioni di Euro di Robin Tax, per un totale di 2.400.000 euro.<br />
Alla luce di questa notizia resta tutto da spiegare come, in base al disegno di legge 1195 che per le istanze di ricerca del petrolio toglie la V.I.A. alle Regioni per affidarla al Ministero dello Sviluppo Economico, l’Amministrazione dello Stato possa essere al contempo controllore e controllato. Insomma, un conflitto di interessi in piena regola che basterebbe da solo a sconsigliare l’approvazione della nuova norma.</p>
<p>Tornando alle vicende di casa nostra, per quanto riguarda le istanze per le quali risulta non perfezionata l’intesa con la Regione, è molto probabile –anzi, quasi certo- che i procedimenti amministrativi giungeranno a conclusione nel volgere di massimo due anni.<br />
La nostra previsione di fonda su diversi ordini di motivi.</p>
<p>La situazione è in stand-by. Tornerà a rianimarsi -temiamo in peggio- dopo il 13 marzo 2009, termine entro cui il Presidente della Regione si è impegnato a presentare un disegno di legge, previo confronto con il Ministro Fitto, che dovrebbe superare l’attuale conflitto Stato-Regione e bloccare fino al 31.12.2009 ogni insediamento petrolifero in Abruzzo.<br />
Prendendo atto di questa situazione abbastanza anomala, il 15 gennaio scorso le compagnie petrolifere, all’unisono, hanno avanzato richiesta di sospensione del procedimento per le istanze di ricerca CIPRESSI, VILLA CARBONE, VILLA MAZZAROSA e per l’istanza di coltivazione COLLE SAN GIOVANNI.</p>
<p>Chiedere una sospensione non significa affatto ritirarsi ma, al contrario, starsene seduti sulle sponde del fiume in attesa che passi il corpo del nemico. L&#8217;effetto della sospensione del procedimento, infatti, è semplicemente quello di &#8220;congelare&#8221; la situazione fino alla soluzione del nodo giuridico costituito dal conflitto instauratosi tra la Regione e lo Stato. Superata questa fase, le compagnie chiederanno di far ripartire i procedimenti avviati in modo da poter arrivare in fondo (cioè al rilascio del permesso) nell’arco dei prossimi due anni, confidando in altre due circostanze favorevoli concomitanti:</p>
<p>1)      l’approvazione del ddl 1195 che, dopo l’esame del Senato, dovrà tornare alla Camera per l’approvazione definitiva;<br />
2)      la risalita del prezzo del petrolio, oggi inchiodato a quota 43 dollari al barile a causa della crisi, che secondo Scaroni avverrà a partire dal 2012, orizzonte temporale ottimale per consentire alla compagnie di sfruttare le risorse petrolifere del “nuovo” Texas.</p>
<p>Quanto sopra non significa affatto che potremo dormire sonni tranquilli. Le concessioni su terraferma già accordate potranno essere comunque fatte valere (es.: CIVITAQUANA) mentre i procedimenti amministrativi per la ricerca e la coltivazione di petrolio off-shore continueranno tranquillamente il loro corso sempre che, come auspichiamo, non si corra ai ripari per tempo.</p>
<p>f.to IMPRONTE</p></blockquote>
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		<title>Non si arresta la deriva petrolifera in Abruzzo</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2009/01/30/non-si-arresta-la-deriva-petrolifera-in-abruzzo/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 14:43:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo il seguente comunicato stampa congiunto di Comitato Natura Verde, Associazione Impronte e Nuovo Senso Civico:
&#160;
NON SI ARRESTA LA DERIVA PETROLIFERA IN ABRUZZO
Nuova richiesta di Edison S.p.a. per la perforazione di quattro nuovi pozzi nel giacimento di Rospo Mare 
Non bastano infatti ad arginarla né il “no” del Presidente Chiodi alla realizzazione della raffineria di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo il seguente comunicato stampa congiunto di <a href="http://comitatonaturaverde.blogspot.com/">Comitato Natura Verde</a>, Associazione Impronte e <a href="http://www.nuovosensocivico.it/">Nuovo Senso Civico</a>:<br />
&nbsp;</p>
<blockquote><p><strong>NON SI ARRESTA LA DERIVA PETROLIFERA IN ABRUZZO</strong><br />
<strong><em>Nuova richiesta di Edison S.p.a. per la perforazione di quattro nuovi pozzi nel giacimento di Rospo Mare </em></strong></p>
<p>Non bastano infatti ad arginarla né il “no” del Presidente Chiodi alla realizzazione della raffineria di Ortona né la risoluzione votata dal nuovo Consiglio Regionale che impegna il Presidente della Regione a presentare un nuovo disegno di legge che riproduca gli effetti della Legge n.14 del 15 ottobre 2008 (<em>n.d.r.: quella che, impugnata dal Governo, vieta il rilascio di permesso a costruire per l’insediamento di industrie che svolgano attività di prospezione, ricerca, estrazione, coltivazione e lavorazione di idrocarburi fino al 31 dicembre 2009</em>). </p>
<p>L’ultimo e pericoloso assalto al nostro territorio da parte delle compagnie petrolifere si è concretizzato nella richiesta di compatibilità ambientale avanzata proprio oggi (30 gennaio) dalla Edison S.p.a. al Ministero dell’Ambiente, in relazione ad un nuovo progetto di perforazione e messa in produzione di nuovi pozzi nel giacimento di Rospo Mare. </p>
<p>In particolare, la richiesta avanzata dalla Edison S.p.a. concerne:</p>
<p>    * l’adeguamento dell’esistente piattaforma marina “Rospo Mare B” per consentire la perforazione di nuovi pozzi di sviluppo;<br />
    * la perforazione di tre nuovi pozzi direzionati nel giacimento di Rospo Mare a partire dall’esistente piattaforma “Rospo Mare B”;<br />
    * l’eventuale perforazione di un quarto pozzo;<br />
    * l’adeguamento degli impianti di produzione esistenti.</p>
<p>Si rammenta che negli impianti produttivi di Rospo Mare, nel tratto di mare compreso tra l’Abruzzo ed il Molise, avviene in piccolo ciò che avviene in qualsiasi raffineria: il petrolio greggio è sottoposto alla deidrosolforazione, con conseguente emissione di idrogeno solforato e di altri inquinanti in termini non controllabili, fortemente nocivi per l’uomo e per l’ambiente. </p>
<p>Entro il 2 marzo chiunque abbia interesse può presentare istanze, osservazioni e pareri al Ministero dell’Ambiente, cosa che auspichiamo avvenga da parte della Regione Abruzzo, presso i cui uffici è depositata una copia del progetto della Edison, e di tutti gli enti locali interessati. </p>
<p>F.to</p>
<p>p. COMITATO NATURA VERDE – Nino di Bucchianico</p>
<p>p. IMPRONTE – Enrico Gagliano</p>
<p>p. NUOVO SENSO CIVICO – Antonello Tiracchia </p></blockquote>
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		<title>Incontro pubblico &#8220;Petrolio e Turismo: convivenza impossibile&#8221;</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2009/01/25/incontro-pubblico-petrolio-e-turismo-convivenza-impossibile/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2009 22:38:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Enrico Gagliano (associazione IMPRONTE) ci segnala:
Sabato 31 gennaio ‘09 ore 16,30
Incontro pubblico
PETROLIO E TURISMO: CONVIVENZA IMPOSSIBILE
Sala del Loggiato Piazza Belvedere
Giulianova

Saluti:
Gabriella Cassiani, C.E.A. Torresi
Proiezione del video:
“Viaggio nei Paesi dell’ormai”
di Antonello Tiracchia, realizzato da Nuovo Senso Civico
Interventi:
Dante Caserta, WWF Abruzzo
Claudio Censoni, Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni
Nino di Bucchianico, Comitato Natura Verde
Enrico Gagliano, Associazione Impronte
Alessandro Lanci, Nuovo Senso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Enrico Gagliano (associazione IMPRONTE) ci segnala:</p>
<blockquote><p>Sabato 31 gennaio ‘09 ore 16,30<br />
<em><strong>Incontro pubblico</strong></em><br />
<strong>PETROLIO E TURISMO: CONVIVENZA IMPOSSIBILE</strong><br />
Sala del Loggiato Piazza Belvedere<br />
Giulianova</p>
<p><a href='http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2009/01/locandina.jpg' rel="lightbox"><img src='http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2009/01/locandinasm.jpg' alt='locandinasm.jpg' /></a></p>
<p><em>Saluti:</em><br />
Gabriella Cassiani, C.E.A. Torresi</p>
<p><em>Proiezione del video:</em><br />
<strong>“Viaggio nei Paesi dell’ormai”</strong><br />
di Antonello Tiracchia, realizzato da Nuovo Senso Civico</p>
<p><em>Interventi:</em><br />
Dante Caserta, WWF Abruzzo<br />
Claudio Censoni, Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni<br />
Nino di Bucchianico, Comitato Natura Verde<br />
Enrico Gagliano, Associazione Impronte<br />
Alessandro Lanci, Nuovo Senso Civico</p></blockquote>
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		<title>Pineto sotto attacco</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2008/12/31/pineto-sotto-attacco/</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2008 09:50:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Riceviamo dall&#8217;Associazione di cultura politica IMPRONTE
Pineto è sotto attacco
Prima il petrolio a mare (concessione Petroceltic), poi l&#8217;istanza per la ricerca di idrocarburi Colle San Giovanni. Adesso, dopo che un autorevole esponente del PDL ha dichiarato che in Regione sarà stravolto il Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti prevedendo la possibilità di &#8220;termovalorizzare&#8221; anche se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo dall&#8217;Associazione di cultura politica IMPRONTE</p>
<blockquote><p><strong>Pineto è sotto attacco</strong></p>
<p>Prima il petrolio a mare (concessione Petroceltic), poi l&#8217;istanza per la ricerca di idrocarburi Colle San Giovanni. Adesso, dopo che un autorevole esponente del PDL ha dichiarato che in Regione sarà stravolto il Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti prevedendo la possibilità di &#8220;termovalorizzare&#8221; anche se non sarà raggiunto il 40% di raccolta differenziata, spunta fuori la richiesta per la costruzione di un termovalorizzatore al confine con il Comune di Roseto, per il trattamento di pneumatici usati.<br />
Non conoscendo il progetto, immaginiamo che accanto al termovalorizzatore sia prevista anche una discarica di servizio.<br />
Si è persa ormai la cognizione del concetto di limite e non è più un mistero che l&#8217;Abruzzo sia visto da chiunque come una terra facile da conquistare.<br />
Starà a noi dimostrare che hanno preso un clamoroso abbaglio.<br />
Il Comune di Pineto ha già preso posizione. Ci aspettiamo che facciano altrettanto quello di Roseto, la Provincia e la Regione.<br />
Intanto guardiamo agli Stati Uniti: a San Francisco vive una popolazione pari a quella di tutto l&#8217;Abruzzo. Eppure lì hanno <strong>una differenziata che ha raggiunto il 70% e nessun termovalorizzatore</strong>.<br />
In Italia ed in Abruzzo, invece, c&#8217;è chi è fermo ancora al termovalorizzatore di Brescia, dove è stata interdetta la vendita di latte di alcune aziende ubicate nei pressi dell&#8217;impianto.<br />
<strong>Quando si dice progresso!</strong></p>
<p>f.to IMPRONTE</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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