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	<title>Vastesi.com &#187; inquinamento</title>
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		<title>Urla e biancheggia il mar&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 08:22:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RobDel79</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdi scorso, nel pomeriggio sono andato a fare il lupo solitario al faro. Mare agitato, vento&#8230; e mi va l&#8217;occhio su una schiuma sulla superficie dell&#8217;acqua del mare che, a differenza delle onde, era bella ferma e compatta&#8230;

Scusate la qualità delle foto ma si fa quel che si può.
Stamattina pure sul blog di Francescopaolo D&#8217;Adamo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdi scorso, nel pomeriggio sono andato a fare il lupo solitario al faro. Mare agitato, vento&#8230; e mi va l&#8217;occhio su una schiuma sulla superficie dell&#8217;acqua del mare che, a differenza delle onde, era bella ferma e compatta&#8230;</p>
<p><a rel="attachment wp-att-6198" href="http://www.vastesi.com/blog/2011/10/18/urla-e-biancheggia-il-mar/304158_2523283529773_1483916288_2851092_661860785_n/"><img class="alignleft size-full wp-image-6198" title="schiuma1" src="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2011/10/304158_2523283529773_1483916288_2851092_661860785_n.jpg" alt="" width="604" height="452" /></a><a rel="attachment wp-att-6202" href="http://www.vastesi.com/blog/2011/10/18/urla-e-biancheggia-il-mar/297867_2523285729828_1483916288_2851093_962575227_n/"><img class="alignleft size-full wp-image-6202" title="297867_2523285729828_1483916288_2851093_962575227_n" src="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2011/10/297867_2523285729828_1483916288_2851093_962575227_n.jpg" alt="" width="604" height="452" /></a></p>
<p>Scusate la qualità delle foto ma si fa quel che si può.</p>
<p>Stamattina pure sul <a href="http://francescopaolodadamo.blogspot.com/2011/10/turismi-destagionalizzazione-e-ambiente.html?spref=fb" target="_blank">blog di Francescopaolo D&#8217;Adamo</a>, vedo foto di schiuma a riva e in mare, il posto mi pare Vasto Marina.</p>
<p>Che roba è questa schiuma?</p>
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		<title>Sei questioni irrisolte sull’inquinamento nel Vastese</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2011/02/24/sei-questioni-irrisolte-sull%e2%80%99inquinamento-nel-vastese/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 09:27:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dall&#8217;Associazione Civica Porta Nuova, riceviamo.
Il convegno di domani Venerdì 25 fornirà, per la prima volta, l’occasione di un pubblico confronto tra tecnici e politici sul tema della qualità dell’aria nella zona del Vastese, una questione di cui la pubblica opinione sa davvero ben poco, e sulla quale regna da anni un silenzio pressoché totale.
Gli elementi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Dall&#8217;Associazione Civica Porta Nuova, riceviamo.</em></small></p>
<p>Il <a target="_blank" href="http://www.vastesi.com/blog/2011/02/22/tavola-rotonda-aria-di-vasto/">convegno</a> di domani Venerdì 25 fornirà, per la prima volta, l’occasione di un pubblico confronto tra tecnici e politici sul tema della qualità dell’aria nella zona del Vastese, una questione di cui la pubblica opinione sa davvero ben poco, e sulla quale regna da anni un silenzio pressoché totale.<br />
Gli elementi di preoccupazione non mancano di certo. Ci attendiamo che l’incontro possa servire, almeno per alcuni di essi, a fare la necessaria chiarezza. Queste le questioni principali:</p>
<p>1. <em>La totale assenza di monitoraggio</em>. Le centraline di rilevazione in continuo della qualità dell’aria di Chieti Scalo, S. Salvo, Atessa (vale a dire l’intera rete provinciale di rilevazione, gestita dal Mario Negri Sud) sono spente; ad Atessa e Chieti Scalo dall’Ottobre 2007, e dall’Ottobre 2008 a S. Salvo. Ciò in una zona che rappresenta pur sempre il maggior polo industriale della regione…<br />
Una situazione degna di un paese del terzo mondo.</p>
<p>2. <em>In particolare, il mancato rilevamento del PM10</em>, sebbene il Piano Regionale per la Tutela della Qualità dell’Aria (2007) riconosca, per questo inquinante, a Vasto e Atessa “un potenziale superamento delle soglie di valutazione superiore”: il che, in Abruzzo, accade solo a Pescara. La legge in questo caso prevede l’obbligo di misurazione mediante stazioni fisse; queste a Pescara ci sono, ma mancano del tutto ad Atessa e a Vasto.</p>
<p>3. <em>L’inaffidabilità dei dati esistenti</em>. Il Piano Regionale definisce la zona del Distretto Industriale del Vastese zona di mantenimento, il che significa che la qualità dell’aria vi è giudicata buona, occorre solo mantenerla così com’è. Per questa classificazione sono stati utilizzati i dati (riferiti agli anni 2002-2006) provenienti dalle 3 suddette stazioni della rete provinciale. Abbiamo dimostrato che quei dati sono del tutto inaffidabili, perché ampiamente al di sotto dell’obiettivo di qualità previsto dalla legge. Su questa base abbiamo chiesto la revisione del Piano Regionale.</p>
<p>4. <em>La mancata considerazione di dati ufficiali (molto allarmanti)</em>. In compenso, lo stesso Piano Regionale non considera minimamente una serie (ormai quasi decennale) di dati davvero allarmanti rilevati dalla centralina mobile dell’ARTA riguardo alla presenza, in molte zone della regione tra cui Vasto e S. Salvo, di Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), un potente inquinante dalle proprietà cancerogene e mutagene. La Techne Consulting, società che ha redatto il Piano Regionale, interpellata al riguardo si è difesa adducendo “l’inesistenza di misurazioni significative con relazione alla nuova legislazione”. Come se ad ogni aggiornamento della normativa tecnica si dovessero gettar via tutti i dati precedentemente rilevati.</p>
<p>5. <em>La mancata installazione della centralina di monitoraggio </em>per le emissioni dei fumi in atmosfera prevista, a carico della Laterlite di Lentella, dalla Regione (in sede di AIA) per il Settembre 2010. Già nell’Aprile 2006 il Mario Negri Sud aveva rilevato nel suolo circostante l’impianto la presenza di diossine e furani, per i quali aveva invano richiesto l’effettuazione di “prelievi direttamente sul punto di uscita dei fumi di scarico”.</p>
<p>6. Infine, <em>la mancata istituzione di un Registro Tumori</em> (regionale o provinciale), un segno di scarsa civiltà che ci pone in una posizione di retroguardia in Italia (e finisce per incrementare le voci e i “si dice”).</p>
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		<title>Petrolio, un serio problema.</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2010/01/28/petrolio-un-serio-problema/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 08:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
Egregio Direttore,
Le invio questa lettera indirizzata a tutti coloro che fino ad oggi hanno ritenuto di poter classificare i problemi ambientali come obbligati compromessi da stipulare con lo sviluppo.
Queste persone si sbagliano. L&#8217;Abruzzo ha bisogno di lungimiranza ed il petrolio è una risorsa esauribile che non solo non produrrà benessere nell&#8217;immediato ma genererà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo e pubblichiamo.</em></small></p>
<p>Egregio Direttore,<br />
Le invio questa lettera indirizzata a tutti coloro che fino ad oggi hanno ritenuto di poter classificare i problemi ambientali come obbligati compromessi da stipulare con lo sviluppo.<br />
Queste persone si sbagliano. L&#8217;Abruzzo ha bisogno di lungimiranza ed il petrolio è una risorsa esauribile che non solo non produrrà benessere nell&#8217;immediato ma genererà enormi problemi nel lungo termine.<br />
Mi piacerebbe parlare dei rischi sanitari collegati alle estrazioni petrolifere e alle attività di raffinazione ad essa collegata ma, in tutta onestà, non credo che questo possa interessare governi regionali e nazionali.</p>
<p>Sono stati tanti i professionisti ed i cittadini che, (studi alla mano), hanno denunciato pubblicamente come le estrazioni petrolifere genereranno acido soflidrico e quindi  aumento del cancro del colon e di aborti spontanei.<br />
Tuttavia, nonostante le diverse osservazioni, nessun referente politico è riuscito, ad oggi, a scongiurare definitivamente il pericolo petrolio. Per tale motivo, nell&#8217;intento di spingere all&#8217;azione i nostri rappresentanti regionali e nazionali, cercherò di porre il problema nel modo più distaccato e cinico possibile.</p>
<p>Studi olandesi evidenziano come le città che ospitano attività petrolifere hanno una spesa sanitaria di 5 volte più alta delle città non petrolifere.</p>
<p>I cittadini della costa teatina sono 104.638 esclusa la città di Lanciano (36.569 abitanti)che comunque risentirà pesantemente dell&#8217;inquinamento atmosferico. Tra le patologie procurate dall&#8217;inquinamento di aria e acque marine ci saranno anche le malattie  respiratorie croniche. Queste abitualmente colpiscono soprattutto anziani e bambini, determinando un cospicuo aumento dei tassi di ospedalizzazione.</p>
<p>In quest&#8217;ottica l&#8217;affare petrolio non solo è deleterio per la nostra regione ma per tutto il sistema sanitario nazionale. </p>
<p>Terminando, faccio notare come già da tempo alcune imprese petrolifere cercano su Chieti un figura professionale per <strong>Well Testing, Workover &#038; Completions Specialist</strong>. Riporto di seguito le parole di parte dell&#8217;annuncio: &#8220;<em>Invia il CV Il ruolo riporta al Responsabile di Area Pozzo e si interfaccia principalmente con l’area Giacimenti. Inoltre intrattiene rapporti con i diversi referenti aziendali, &#8220;clienti&#8221; dei progetti, quali: Esplorazione, Operazioni Italia e Branch estero</em>.&#8221;<br />
Di seguito anche il link del validissimo motore di ricerca lavoro experteer:<br />
<a target="_blank" href="http://www.experteer.it/account/signup_now/job/483717">http://www.experteer.it/account/signup_now/job/483717</a><br />
Insomma, guadagneremo un posto di lavoro e ne perderemo a centinai, tutto in cambio di malattie.  </p>
<p>A questo punto mi chiedo: </p>
<p>- Perchè le multinazionali del petrolio cercano già da tempo un manager per attività di trivellamento proprio su Chieti?<br />
- Perchè il presidente Chiodi si ostina a negare il problema?<br />
- Perchè la Regione non preme sul governo nazionale? </p>
<p>Aspettando risposte.<br />
Saluti,<br />
<em>Alessandro Gentile  </em></p>
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		<title>Turbogas di Gissi</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2008/10/05/turbogas-di-gissi/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 09:40:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[A parte l&#8217;associazione Trilly, la questione turbogas occupa sempre meno spazio sui siti locali e comunque non sembra avere la stessa attenzione rispetto ad altri temi ambientali. Certo, la cosa è fatta, e quindi per molti prevale la rassegnazione, fino a spingersi addirittura ad avventati giudizi positivi.
Bene, o meglio malissimo, allora è il caso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A parte l&#8217;<a href="http://www.vastesi.com/blog/2008/07/31/incontro-pubblico-su-turbogas-di-gissi/">associazione Trilly</a>, la questione turbogas occupa sempre meno spazio sui siti locali e comunque non sembra avere la stessa attenzione rispetto ad altri temi ambientali. Certo, la cosa è fatta, e quindi per molti prevale la rassegnazione, fino a spingersi addirittura ad avventati giudizi positivi.<br />
Bene, o meglio malissimo, allora è il caso di andarsi a leggere un post molto interessante sull&#8217;argomento che ho trovato sul sito &#8220;<a href="http://apocalisseitalia.blogspot.com/">Apocalisse Italia</a>&#8220;.<br />
L&#8217;aria si inquina da noi e l&#8217;energia la sfruttano a Milano e a Brescia. Inoltre hanno pensato bene di montare dei display luminosi per far credere alla gente che le cose siano &#8220;sotto controllo&#8221;.</p>
<blockquote><p>
&#8220;[..] A Gissi c&#8217;è una centrale turbogas da 800 megawatt che produce particelle ultra fini (PM 0,1) e un sacco di altro sostanze inquinanti. Gissi ha 3000 abitanti e la qualità&#8217; dell&#8217;aria di una città&#8217; da centomila; potenza della delocalizzazione: produco energia a Gissi e la porto a Milano e Brescia.<br />
E quelle non sono citta&#8217; scelte a caso.</p>
<p>La centrale di Gissi e&#8217; di proprietà&#8217; di Abruzzo Energia, societa&#8217; registrata a Lucca e detenuta al 89.84% da <a href="http://www.a2a.eu">A2A</a>. La A2A a sua volta e&#8217; nata nel 2007 dalla fusione delle municipalizzate di Milano e Brescia, la ASM e AEM. AbruzzoEngineering quindi non ha nulla di Abruzzese, eccetto la terra su cui sorge sopra e l&#8217;aria che inquina. Ancora una volta un nome di facciata come l&#8217;ormai famoso &#8216;centro oli&#8217; dell&#8217;Eni a Ortona che invece e&#8217; una raffineria. [..]&#8221;<br />
<a href="http://apocalisseitalia.blogspot.com/2008/09/abruzzoenergia-e-le-sue-centraline.html">&raquo; Vai al post originale &#8220;ABRUZZOENERGIA e le Centraline Inutili&#8221;</a></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>1 settembre 2008: III Giornata per la Salvaguardia del Creato</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 08:04:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soleluna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Di seguito il documento che riporta l’intervento dei Vescovi dell’Abruzzo e del Molise in merito alle attuali emergenze ambientali abruzzesi. 
“Una nuova sobrietà per abitare la terra&#8221;.
Intervento dei Vescovi dell’Abruzzo e del Molise
&#8220;Una nuova sobrietà per abitare la terra&#8221;. E&#8217; questo il tema scelto dai Vescovi Italiani per la III Giornata per la Salvaguardia del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di seguito il documento che riporta l’intervento dei Vescovi dell’Abruzzo e del Molise in merito alle attuali emergenze ambientali abruzzesi. </p>
<blockquote><p><strong>“Una nuova sobrietà per abitare la terra&#8221;.</strong><br />
<em>Intervento dei Vescovi dell’Abruzzo e del Molise</em></p>
<p>&#8220;Una nuova sobrietà per abitare la terra&#8221;. E&#8217; questo il tema scelto dai Vescovi Italiani per la III Giornata per la Salvaguardia del Creato che la Chiesa celebrerà il 1 settembre. Un appuntamento che &#8220;intende essere un&#8217;occasione – si legge nel messaggio per la Giornata – per riflettere sulla vocazione della famiglia umana, in quella casa comune che è la Terra&#8221;.</p>
<p>Una terra però sempre più minacciata da uno sviluppo che di fatto non tiene conto del “peso” che ha sull’ambiente in cui viviamo. Anche il Papa Benedetto XVI, con sempre più frequenza, sta sottolineando la necessità di considerare il Creato come un dono da custodire con cura. Per esempio parlando ai giovani, convocati nel mese di luglio a Sidney per la GMG, il Papa ha insistito più volte sull’importanza di “riscoprire nella Creazione la faccia del Creatore, riscoprire la nostra responsabilità davanti al Creatore per la sua Creazione che Egli ha affidata a noi”. Anche nel Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa troviamo tra i principi base che: “La tutela dell’ambiente costituisce una sfida per l’umanità intera: si tratta del dovere, comune e universale, di rispettare un bene collettivo, destinato a tutti” (n. 466).<br />
Come pastori della Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana sentiamo di non poter restare indifferenti rispetto ai problemi che riguardano strettamente il fazzoletto di terra che ci è stato affidato. Negli ultimi anni infatti, il territorio locale è stato teatro di pericolose emergenze ambientali che mettono a grave rischio ecologico le nostre regioni, da sempre considerate un polmone verde. Le situazioni nazionali degli ultimi tempi hanno suscitato ancora di più nella nostra gente ansia ed incertezza per il futuro.<br />
Ecco  le preoccupazioni maggiori sulle quali ci sembrava importante intervenire.</p>
<p>1. Una prima minaccia che noi Vescovi avvertiamo grave per le nostre regioni riguarda la costruzione del cosiddetto Centro Oli di Ortona. Sentiamo il dovere di farci voce delle paure del popolo di Ortona e della zona frentana per la costruzione di un centro di raffineria per l’idrosolfurizzazione del petrolio. Si tratta infatti di una attività industriale considerata tra le più inquinanti e devastanti per le risorse naturali del territorio circostante, con conseguenze anche gravissime sulla salute degli abitanti. Le centrali già esistenti a Viggiano (PZ) e Falconara (AN), per esempio, e le desolazioni naturali conseguenti dimostrano l’urgenza di una valutazione più attenta. E’ a rischio una delle zone più belle della nostra costa, dove la produzione enogastronomia è a livelli di eccellenza. Si tratta per di più di tecnologie considerate da tanti studiosi ormai obsolete e che diversi paesi hanno già abbandonato. Non dovremmo forse cercare insieme di percorrere vie nuove nella ricerca di fonti di energia rinnovabili, alternative, legate al territorio, che ci aiuterebbero a liberarci dalla schiavitù del petrolio? Per le nostre regioni si tratta di una vera e propria sfida. “La programmazione dello sviluppo economico deve considerare attentamente la necessità di rispettare l’integrità e i ritmi della natura, poiché le risorse naturali sono limitate e alcune non sono rinnovabili” (CDS, n. 470)</p>
<p>2.  Un’ulteriore preoccupazione di cui sentiamo il dovere di farci voce riguarda l’acqua. L’acqua in tutte le sue forme è un bene comune e l’accesso ad essa è un diritto fondamentale ed inalienabile. “In quanto dono di Dio, l’acqua è elemento vitale, imprescindibile per la sopravvivenza e, pertanto, un diritto di tutti” (CDS, n. 484)… “L’acqua per sua stessa natura non può essere trattata come una mera merce tra le altre e il suo uso deve essere razionale e solidale” (id., n. 485). Desta preoccupazione in questo senso la tendenza di questi ultimi tempi alla privatizzazione della gestione dell’acqua da parte dei comuni.  A livello locale poi, quello che è emerso lo scorso anno con la scoperta, nelle vicinanze della cittadina di Bussi (PE), di una enorme discarica abusiva di rifiuti tossici proprio nei pressi della falda idrica da cui pesca l’acquedotto che fornisce acqua potabile a 450 mila persone, è veramente sconcertante. Com’è stato possibile scaricare mezzo milione di tonnellate di rifiuti tossici e inquinare il terreno, i fiumi, le falde idriche senza che nessuno si accorgesse di niente? Com’è stato possibile far arrivare acqua inquinata nelle case di un terzo della popolazione abruzzese, per anni, nonostante le tante autorità competenti sul territorio? Come Vescovi siamo allarmati del fatto che dal 2002 (anno dei primi campanelli di allarme) ci siano stati solo rimpalli di responsabilità e si è dovuti arrivare alla fine del 2007 per chiudere definitivamente i pozzi. Quanti e quali danni ai cittadini si potevano evitare?</p>
<p>3. Collegato a quanto appena detto sentiamo il dovere di sollevare e amplificare quei sussurri che vedrebbero le nostre regioni, nel giro di appena un anno, nella stessa situazione della Regione Campania per quanto riguarda l’emergenza rifiuti. E’ della Confindustria uno degli ultimi gridi di allarme, in una lettera scritta alcuni mesi fa al Presidente della Regione, infatti si evidenzia “la grave situazione” circa lo smaltimento dei rifiuti e la “massima preoccupazione” per la situazione che si sta determinando nelle nostre regioni in assenza di piani di intervento urgenti. Anche in questo ambito siamo chiamati a rivedere in fretta le nostre abitudini sia dal lato dei consumi,  che da quello dell’attenzione allo smaltimento dei rifiuti, impegnandosi a fare e diffondere la raccolta differenziata. Desideriamo impegnarci perché le parrocchie diventino luoghi di educazione anche in questo senso. Come Vescovi d’Abruzzo e Molise siamo convinti che questi gravi problemi richiedono da parte di tutti  un effettivo cambiamento di mentalità che induca,  ad adottare stili di vita nuovi, ispirati alla sobrietà. Sarebbe anche auspicabile che le questioni ambientali che abbiamo toccato,  siano affrontate con la consapevolezza di essere chiamati, anche nelle scelte che sembrano avere ricadute solo locali, ad un’autentica solidarietà a dimensione mondiale. Chiediamo trasparenza, chiarezza, legalità, corresponsabilità. “Laddove crescono relazioni armoniose e giuste – conclude il Papa nel suo discorso – anche la gestione delle risorse diventa un’occasione di progresso e orienta a un rapporto più rispettoso e armonioso con il creato”. Con la volontà di proporre un uso sobrio delle risorse del pianeta anche in Abruzzo e Molise si organizzeranno in ogni diocesi iniziative atte a  sensibilizzare credenti e non al rispetto e alla tutela del territorio: &#8220;Davvero il pianeta – continua il documento – è la casa che ci è donata, perché la abitiamo responsabilmente, custodendone la vivibilità anche per le prossime generazioni&#8221;.</p>
<p>4. In questa luce appare particolarmente grave la situazione venutasi a creare nella regione Abruzzo con i procedimenti giudiziari che hanno coinvolto alcuni dei massimi responsabili del governo regionale. Esprimiamo fiducia nell’azione della magistratura. Non intendiamo criminalizzare nessuno. Sottolineiamo anzi come siano tanti gli amministratori onesti e fedeli ai vari livelli della cosa pubblica. Ci facciamo però voce del bisogno forte di moralità che si avverte nella vita sociale e politica, delle preoccupazioni per le ricadute degli eventi in atto, soprattutto sulla situazione dell’assistenza sanitaria, in specie ai più deboli, nonché sullo sviluppo economico della regione, con conseguenze drammatiche sul lavoro e la vita di tante famiglie. Invitiamo tutti ad una mobilitazione morale e spirituale per garantire alla regione un futuro sereno e costruttivo per tutti.</p>
<p>25 luglio 2008</p>
<p>I Vescovi della Conferenza Episcopale Abruzzese Molisana.</p></blockquote>
<p><small>fonte: <a href="http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/cci_new/documenti_diocesi/41/2008-08/19-429/Comunicato%20dei%20Vescovi%20CEAM.doc">http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/cci_new/documenti_diocesi/41/2008-08/19-429/Comunicato%20dei%20Vescovi%20CEAM.doc</a></small></p>
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		<title>Raffineria di Ortona: proteste e menzogne</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 13:20:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal sito Camera mobile un video sulla manifestazione del 1° giugno a San vito.
Ascoltate le questioni e le osservazioni leggittime che pone Antonello Tiracchia, il regista de &#8220;Il ritorno di Attila&#8221;.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal sito <a href="http://www.cameramobile.it/index.php/home/play/949/">Camera mobile</a> un video sulla manifestazione del 1° giugno a San vito.<br />
Ascoltate le questioni e le osservazioni leggittime che pone Antonello Tiracchia, il regista de &#8220;Il ritorno di Attila&#8221;.</p>
<p><embed src="http://www.vastesi.com/blog/embed/player.swf" width="470" height="320" bgcolor="undefined"  allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" flashvars="http://www.cameramobile.it/application/views/movies/1061-Tiracchia02_.flv"/></p>
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		<title>Centro Oli: il ritorno di Attila</title>
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		<pubDate>Fri, 16 May 2008 08:05:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ritorno di Attila &#8211; centro oli Ortona &#8211; parte 1

Il ritorno di Attila &#8211; centro oli Ortona &#8211; parte 2

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ooWKJRWB-2o" rel="nofollow">Il ritorno di Attila &#8211; centro oli Ortona &#8211; parte 1</a></p>
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<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=1Y17XtcFAqI" rel="nofollow">Il ritorno di Attila &#8211; centro oli Ortona &#8211; parte 2</a></p>
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		<title>I danni degli impianti petroliferi</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2008/05/06/i-danni-degli-impianti-petroliferi/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2008 12:17:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per chi non sa e per chi vuole ignorare quello che puo&#8217; succedere con un centro Oli.
Riflettiamoci. Grazie Maria Rita.

Falconara: Sito inquinato di interesse nazionale

http://dorsogna.blogspot.com/2008/05/falconara-sito-inquinato-di-interesse.html
A Falconara, nelle Marche, esiste da molti anni una raffineria sputa-veleni dell&#8217;API (la sigla sta per anonima petroli italiana) che i cittadini stanno disperatamente cercando di far chiudere. La loro lotta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi non sa e per chi vuole ignorare quello che puo&#8217; succedere con un centro Oli.<br />
Riflettiamoci. Grazie Maria Rita.</p>
<blockquote><h3 class='post-title entry-title'>
<a href='http://dorsogna.blogspot.com/2008/05/falconara-sito-inquinato-di-interesse.html'>Falconara: Sito inquinato di interesse nazionale</a><br />
</h3>
<p><small><a href="http://dorsogna.blogspot.com/2008/05/falconara-sito-inquinato-di-interesse.html">http://dorsogna.blogspot.com/2008/05/falconara-sito-inquinato-di-interesse.html</a></small></p>
<p>A Falconara, nelle Marche, esiste da molti anni una raffineria sputa-veleni dell&#8217;API (la sigla sta per anonima petroli italiana) che i cittadini stanno disperatamente cercando di far chiudere. La loro lotta ci riguarda da vicino, perche&#8217; mentre noi abbiamo il lusso, chissa&#8217; per quanto ancora, di poter prevenire malattie e distruzione, loro invece ce le hanno gia&#8217; in casa e sono una sorta di finestra sul futuro per noi. </p>
<p>Oltre agli scoppi piu&#8217; o meno potenti che si registrano periodicamente a causa di malfunzionamenti ed errori umani, come riportato nel post precendente, c&#8217;e&#8217; anche il lento stillicidio dovuto all&#8217;emissione continua nell&#8217;aria e nel mare di sostanze tossiche. Un comitato cittadino ha documentato tutti i vari problemi che la citta&#8217; ha dovuto affrontare negli ultimi anni. Riporto dal loro blog una serie di eventi, piu&#8217; o meno devastanti ed offensivi alla dignita&#8217; dell&#8217;uomo.</p>
<p>1999: Rogo alla raffineria &#8211; due morti. I Vigili del fuoco sottolineano che l&#8217;API fece di tutto per nascondere la notizia, sia verso di loro che verso la popolazione locale. Durante il processo contro l&#8217;API, venne fuori che l&#8217;API mantenne &#8220;comportamenti fuorvianti le indagini per almeno 15 giorni&#8221; e che hanno cercato in ogni modo di inquinare le prove e le attivita&#8217; di indagine dell&#8217;autorita&#8217; giudiziaria.</p>
<p>2003: Sversamento in mare di gasolio. L&#8217;API come prima, cerco&#8217; di tenere la notizia nascosta</p>
<p>2004: Emissioni annue stimate di ossidi di azoto: 985 tonnellate. Quantita&#8217; legali: 800 tonnellate . Stessa storia nel 2005. Gli ossidi di azoto causano problemi respiratori, edemi polmonari e pioggia acida. La regione Marche ha preferito tacere sulla questione, quando invece uno dei vincoli piu&#8217; forti nel decreto di concessione era che questi limiti non fossero superati. Non contenti, a Falconara si prevede l&#8217;ulteriore costruzione di nuove centrali elettriche e di metano a due passi dalla popolazione. Per contro, una delle raffineria americane che non ha obbedito i limiti (la Valero) e&#8217; stata multata per $236 milioni di dollari, con l&#8217;obbligo di spenderne altrettanti per abbassare ulteriormente le emissioni di inquinanti. </p>
<p>2005: Gruppi di incoscienti pescatori continuano ad andare in mare e a pescare vongole ed altro pesce malsano in zone in cui la pesca e&#8217; <span style="font-weight:bold;">VIETATA</span> da una ordinanza del comune per emissioni tossiche continue da parte della raffineria. Non oso pensare che fine abbiano fatto le vongole tossiche.</p>
<p>2006: Sostanze tossiche riversate in mare hanno causato morte di pesci e granchi e puzza per vari giorni. Agglomerati e ciottoli petroliferi ritrovati in mare. </p>
<p>2007: Nuovo incendio alla raffineria</p>
<p>2007: Riversamento in mare di olio combustibile (un prodotto del petrolio) saturo di zolfo durante le operazioni di trasferimento dalla raffineria ad una petroliera, Si stimano circa 22 tonnellate di sostanze inquinanti riversate nel mare lungo 20 chilometri di costa. Questo olio combustibile e&#8217; un cancerogeno e dannoso alla salute del mare. L&#8217;API stessa riferi&#8217; nel suo rapporto di sicurezza che il limite massimo tollerabile per la salute del mare era di circa 10 tonnellate. Superare questo limite, secondo l&#8217;API avrebbe implicato &#8220;un danno ambientale rilevante sul quale intervenire con procedure d&#8217;urgenza&#8221;. Qui fuoriusci&#8217; il doppio di quanto previsto. L&#8217;API non ha fatto niente.</p>
<p>2007: Consiglio comunale di Falconara chiuso per i cittadini e aperto per l&#8217;API!!! I membri del comitato cittadino (simile al nostro Comitato Natura Verde) sono stati mandati via dalle sale comunali, mentre l&#8217;API, responsabile del disastro e&#8217; stata fatta restare. C&#8217;e stata una forte omerta&#8217; da parte dell&#8217;API nel cercare di mantenere la notizia del riversamento in mare segreta, e nessuno dei consiglieri comunali e&#8217; stato capace di pretendere spiegazioni all&#8217;API che <span style="font-weight:bold;">RIFIUTO&#8217;</span> di annunciare le quantita&#8217; precise di inquinanti riversati nel mare, impedendo di provvedere tempestivamente al recupero della zona.</p>
<p>2007: I cittadini chiedono la dichiarazione dello stato di emergenza locale, dopo il parere di vari biologi marini non di parte, e visto che il mare di Falconara e&#8217; gia&#8217; stato dichiarato &#8220;Sito inquinato di interesse nazionale ed Area ad Alto Rischio di Crisi Ambientale&#8221;. Richiesta negata.</p>
<p>A Falconara suonano le trombe allarme petrolifero quando ci sono dei problemi. A Falconara la gente vive ogni giorno con l&#8217;incubo che possa succedere qualcosa di grave. Vari tratti del loro mare sono chiusi alla balneazione, alla pesca. Mentre su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Api_raffineria_di_Ancona">wikipedia</a> si afferma che la raffinieria di Falconara e&#8217; una delle piu&#8217; moderne ed avanzate dal punto di vista tecnologico, <br />il Ministero dell&#8217;Ambiente ha dichiarato il mare di Falconara un <span style="font-weight:bold;">SITO INQUINATO DI INTERESSE NAZIONALE.</span></p>
<p>Cittadini di Falconara, da italiana, vi chiedo scusa e vorrei sinceramente poter far qualcosa di utile per contribuire alla vostra causa. Prima di spulciare il web (c&#8217;e&#8217; tanto di piu&#8217; di queste mie brevi righe online) non avevo idea di tutti questi soprusi, bugie, malafede, e tentativi di tenere tutto in silenzio, eppure ho vissuto per tanti anni a due passi da voi. <strong>E&#8217; scandaloso che di queste cose non si parli a livello nazionale.</strong></p>
<p><strong>Cittadini d&#8217;Abruzzo: svegliamoci, l&#8217;ENI e le sue amiche vogliono fare di noi una nuova Falconara.</strong></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.comitati-cittadini.net/">Comitati Cittadini Marche</a>, <a href="http://www.globalproject.info/art-11961.html">Global Project Marche</a></p>
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<p><small><a href="http://dorsogna.blogspot.com/2008/05/falconara-sito-inquinato-di-interesse.html">http://dorsogna.blogspot.com/2008/05/falconara-sito-inquinato-di-interesse.html</a></small></p></blockquote>
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		<title>Esplosione Di Falconara, 2004</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2008/05/01/esplosione-di-falconara-2004/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 23:29:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Maria Rita D&#8217;Orsogna
(dorsogna.blogspot.com/2008/04/esplosione-di-falconara)


Non riesco a lavorare. Di solito sono abbastanza brava ad isolarmi un po dal mondo e fare i miei calcoletti. Oggi no, e sono incredula, arrabbiata, schifata di questa classe dirigente. Mentre scrivo il consiglio comunale di Ortona, la citta&#8217; di mia madre, la citta&#8217; dove per tanti anni sono andata al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Maria Rita D&#8217;Orsogna<br />
<small>(<a href='http://dorsogna.blogspot.com/2008/04/esplosione-di-falconara-2004.html'>dorsogna.blogspot.com/2008/04/esplosione-di-falconara</a>)</small></p>
<p><img src="http://bp0.blogger.com/_HC8MR7OWhgM/SBjmkgDwk0I/AAAAAAAAAOI/QWSMeIK56zw/S640/api_falconara3.jpg" alt="" width="560"/></p>
<div class='post-body entry-content'>
<p>Non riesco a lavorare. Di solito sono abbastanza brava ad isolarmi un po dal mondo e fare i miei calcoletti. Oggi no, e sono incredula, arrabbiata, schifata di questa classe dirigente. Mentre scrivo il consiglio comunale di Ortona, la citta&#8217; di mia madre, la citta&#8217; dove per tanti anni sono andata al mare, la citta&#8217; che cerco di promuovere qui in America regalando vini Farnese a tutti, si sta riunendo per decidere come prendere provvedimenti legali contro di me ed altri cittadini che continuano a lottare contro il centro petroli. So bene che non potranno farmi un baffo: non c&#8217;e&#8217; bisogno di scomodare legali e scartoffie varie. Sia in Italia che negli Stati Uniti, dove questo blog viene aggiornato, esistono leggi che proteggono il mio diritto a dire cio&#8217; che voglio.<br />Quello che mi urta e&#8217; che invece di stare <span style="font-weight:bold;">CON NOI</span>, a proteggere i nostri e i loro figli, ci vogliono consegnare all&#8217;ENI, alle loro bugie, alle malattie, all&#8217;inquinamento e al regresso. Il tutto in nome del dio denaro. Lo sanno tutti che Fratino.com gestisce le agenzie che controllano il traffico portuale, e Marrollo quelle che costruiranno la raffineria.</p>
<p>Intanto, il consiglio comunale e&#8217; pieno di gente, i nostri Don Rodrighi hanno cosi paura a tirare fuori l&#8217;argomento che aspettano le ore piccole per parlarne. Alle 9:00 di sera (da un consiglio che era iniziato alle 6 pomeridiane) del centro oli neppure una parola, e quando un cittadino ha chiesto a che ora, piu&#8217; o meno, se ne sarebbe parlato, e&#8217; stato preso a male parole. Signori miei: il consiglio comunale e&#8217; della gente. Voi state li con i <span style="font-weight:bold;">NOSTRI</span> soldi. State tranquilli: la gente non se ne andra&#8217; e restera&#8217; li fino alla fine finche&#8217; potranno sentire con le proprie orecchie che piani avete.</p>
<p>Mentre in altre parte del mondo, e anche della nostra Italia, il mondo va avanti<br />(leggete il blog di Mauro sulla Toscana e l&#8217;idrogeno nelle case o di Danilo sul Massachussetts e il vento nel mare), noi stiamo ancora qui a decidere che morte dare alla nostra gente e alla nostra terra. Non occorre andare lontano ne nel tempo, ne nello spazio.</p>
<p>Falconara, 2004 Esplosione di raffineria di petrolio: un morto, 200 tonnellate di SO2 emesso nell&#8217;aria, fumo e veleni in giro per la citta&#8217; per svariati giorni, ferrovia e autostrada chiusa. Le famose sirene installate per proteggere il popolo non sono neppure suonate! La mia solidarieta&#8217; a Falconara.</p>
<p>Ecco cosa dicono i cittadini di Falconara:</p>
<p>&#8220;Dei tanto sbandierati controlli, tesi forte su cui poggiava l&#8217;iter del rinnovo, è emersa una logica verità. Erano falsi, incompleti come impone la propaganda dell&#8217;azienda, sempre abile con le sue ottime entrature politiche a dissimulare incidenti, fuoriuscite di sostanze e documentazioni scomode. L&#8217;indagine epidemiologica, infatti, è rimasta nascosta per anni. Ora quella raffineria deve sparire per sempre, perchè un petrolchimico non può stare nel mezzo di un quartiere, non può essere attraversato dalla ferrovia adriatica, non può stare a qualche centinaio di metri dalla pista di un aeroporto e soprattutto non può cadenzare la vita di un&#8217; intera comunità al tragico ritmo di incidenti, esplosioni, morti, fiamme; con un pezzo di costa sequestrato da uno spaventoso inquinamento di cielo e mare.&#8221;</p>
<p>Capite? L&#8217;API gli ha raccontato un sacco di balle! Non permettiamo che questo succeda anche da noi! <span style="font-weight:bold;">Il PETROLIO SI ESTRAE NEI DESERTI E NON NELLE NOSTRE CITTA&#8217;.<br /></span> </p>
<p>L&#8217;ho gia&#8217; detto, e torno a riperlo: chi appoggia il centro petroli non puo&#8217; che essere ignorante o in malafede. Non possono esistere alternative.</p>
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</div>
<p>Fonti: <a href="http://italy.indymedia.org/news/2004/09/617780.php">Indymedia</a>, <a href="http://www.globalproject.info/art-1920.html">Global Project Marche</a></p>
</div>
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		<item>
		<title>Lettera a Grillo sulle trivellazioni del mare abruzzese</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2008/04/29/lettera-a-grillo-sulle-trivellazioni-del-mare-abruzzese/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 10:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riporto la lettera di Maria Rita D&#8217;Orsogna pubblicata sul sito di Grillo, sembra che anche qui da noi, diretti interessati, l&#8217;informazione non sia mai abbastanza.
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PIATTAFORME PETROLIFERE E PESCE AL MERCURIO
di Maria Rita D’Orsogna, docente di fisica presso la California State University di Los Angeles
Caro Beppe, da qualche settimana le multinazionali del petrolio hanno iniziato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto la lettera di Maria Rita D&#8217;Orsogna <a href="http://www.beppegrillo.it/laretedelgrillo/2008/04/22/index.html">pubblicata sul sito di Grillo</a>, sembra che anche qui da noi, diretti interessati, l&#8217;informazione non sia mai abbastanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><strong>PIATTAFORME PETROLIFERE E PESCE AL MERCURIO</strong><br />
<small>di Maria Rita D’Orsogna, docente di fisica presso la California State University di Los Angeles</p>
<p>Caro Beppe, da qualche settimana le multinazionali del petrolio hanno iniziato a trivellare il mare Adriatico a pochi chilometri dalla costa abruzzese, di fronte ad Ortona, senza dire nulla alla popolazione locale. I cittadini dell’Abruzzo ed il Comitato Natura Verde con cui io sono in stretto contatto, sono molto preoccupati per le conseguenze che queste estrazioni petrolifere marine avranno sulla salute umana, sul florido mercato del pesce e sul turismo.<br />
Come ben sai il mercurio è una sostanza neurotossica che ha conseguenze terribili sul cervello e sul sistema immunitario e circolatorio, specie nei bimbi e nei feti in via di sviluppo. Il modo principale in cui il mercurio entra nel corpo umano è con il consumo di prodotti ittici.<br />
Negli Stati Uniti nel 1996 il ministero degli affari interni americano condusse uno studio sulla contaminazione di pesci e crostacei nelle vicinanze dei pozzi petroliferi marini nel golfo del Messico.<br />
Studi precedenti condotti da societa&#8217; nonprofit più o meno apertamente sponsorizzate dalle compagnie petrolifere (in un caso il direttore era addirittura un ex dirigente della Chevron) avevano promosso l’idea che l&#8217;habitat marino non risultasse particolarmente turbato dall’attività estrattiva delle piattaforme petrolifere.<br />
Finalmente gli studi governativi dimostrarono livelli di mercurio molto elevati sia nei pesci catturati vicino alle piattaforme petrolifere, sia nei sedimenti del fondale marino. Gli scienziati attribuirono questi forti tassi di inquinanti ai fanghi estrattivi usati durante le trivellazioni (in questo caso particolarmente ricchi di mercurio) oltre che ad altre sostanze tossiche riversate in mare. Le settecento specie diverse di organismi marini catturati (dai vermi ai pesci) mostrarono tassi di mercurio anche 25 volte superiori rispetto a quelli catturati lontani dalle piattaforme.<br />
Nel 2001 il governo americano varò una legge per limitare le concentrazioni di mercurio nei fanghi estrattivi. Nonostante ciò, forti concentrazioni di mercurio si registrano anche dopo anni dalla fine dell&#8217;attivita&#8217; estrattiva, soprattutto nei pesci vicino alle piattaforme.<br />
Nelle giornate particolarmente limpide le piattaforme estrattive nell’Adriatico sono ben visibili dalla costa abruzzese. “Ombrina Mare”, ad esempio, è a soli sette chilometri dalla costa. Sai per quale motivo alcuni amministratori dei comuni costieri hanno protestato in questi giorni? Perché, secondo loro, queste piattaforme avrebbero dovuto piazzarle solo dopo la fine della stagione balneare&#8230;</small></p></blockquote>
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