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	<title>Vastesi.com &#187; politica energetica</title>
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		<title>Dopo le piattaforme anche le pale?</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2009/02/20/dopo-le-piattaforme-anche-le-pale/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 09:02:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[impronte]]></category>
		<category><![CDATA[parco eolico offshore]]></category>
		<category><![CDATA[politica energetica]]></category>
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		<description><![CDATA[&#187; Associazione di cultura politica IMPRONTE 
ADRIATICO TERAMANO: DOPO LE PIATTAFORME ANCHE LE PALE? 
Va subito chiarito che siamo nel campo del verosimile. Quale sia il grado di verosimiglianza lo lasciamo valutare al lettore che vorrà prendere atto di qualche dato che a noi appare alquanto significativo; in particolare: 
1. la nuova politica energetica del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>&raquo; Associazione di cultura politica IMPRONTE </em></p>
<p><strong>ADRIATICO TERAMANO: DOPO LE PIATTAFORME ANCHE LE PALE? </strong></p>
<p>Va subito chiarito che siamo nel campo del verosimile. Quale sia il grado di verosimiglianza lo lasciamo valutare al lettore che vorrà prendere atto di qualche dato che a noi appare alquanto significativo; in particolare: </p>
<p>1. la nuova politica energetica del Governo incentrata sulla formula del 50-25-25: il fabbisogno energetico nazionale dovrà essere coperto per il 50% dalle fonti fossili, per il 25% dal nucleare e per il restante 25% dalle rinnovabili, al momento attestate al di sotto del target; </p>
<p>2. nel settembre 2007 il Governo italiano ha approvato e presentato a Bruxelles <a href="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2009/02/position-paper.pdf">un documento</a> (<em>Position Paper</em>) in cui definisce il potenziale tecnico teorico di sfruttamento delle fonti energetiche fino al 2020 (12.000 MW, di cui 2.000 su mare). Sempre nello stesso documento il Governo evidenzia che “le principali questioni riguardano l’accettazione da parte delle comunità locali degli oneri progressivamente crescenti legati all’impatto ambientale derivante dallo sfruttamento di aree sempre più pregiate; la naturale saturazione dei siti con maggiore producibilità. Per queste ragioni è previsto uno sviluppo degli impianti offshore”; </p>
<p>3. secondo stime attendibili in Abruzzo i kmq. di mare utilizzabili per lo sviluppo dell’eolico sarebbero 952; </p>
<p><a href='http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2009/02/simulazsansalvo.jpg' rel="lightbox"><img src='http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2009/02/simulazsansalvosm.jpg' alt='simulazsansalvosm.jpg' class="left"/></a> 4. un primo tentativo di realizzare in Adriatico quello che avrebbe dovuto essere il primo parco eolico in Italia -poi arenatosi per la forte opposizione incontrata nelle Regioni Abruzzo e Molise, e per il “no” del Ministero per i Beni Culturali- c’è già stato. Chi non ricorda il parco eolico off-shore proposto dalla società Efferenti, con cinquantaquattro le turbine da installare e torri fino ad 80 metri di altezza sopra il livello del mare, che avrebbe dovuto sorgere in uno specchio acqueo di 25 milioni 527mila e 500 metri quadrati, a 9 km da Termoli e 13 da Vasto, con una distanza minima dalla riva di 4,5 km ed una massima di 8?  </p>
<p>I NOSTRI INTERROGATIVI</p>
<p>Fallito il primo tentativo a largo di Termoli e Vasto, chi ci assicura che non ci proveranno una seconda volta, magari più a nord? Se escludiamo la costa teatina, in quale altro luogo dovremmo spalmare i 952 kmq. di mare abruzzese utilizzabili per l’eolico di cui parla il <a href="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2009/02/position-paper.pdf">Position Paper</a> approvato dal Governo italiano nel 2007? </p>
<p>f.to IMPRONTE</p>
<p>Allegato:<br />
&raquo; <a href="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2009/02/position-paper.pdf">Position Paper del governo italiano</a></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Comunicato stampa di Natura Verde su dichiarazioni di Scajola</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2009/01/08/comunicato-stampa-di-natura-verde-su-dichiarazioni-di-scajola/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 19:38:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[centro oli ortona]]></category>
		<category><![CDATA[comitato naturaverde]]></category>
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		<category><![CDATA[politica energetica]]></category>
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		<description><![CDATA[Riceviamo dal Comitato Natura Verde il seguente comunicato stampa:
&#160;
CHI DECIDE LA POLITICA ENERGETICA BERLUSCONI O SCAIOLA? 
Questa mattina nel corso della trasmissione di Canale 5  “Panorama del giorno” il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola ha affermato che “a breve riprenderà l&#8217;attività di estrazione di gas e petrolio nell&#8217;Adriatico. Occorre ricordare che sotto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo dal <a href="http://www.comitatonaturaverde.it/">Comitato Natura Verde</a> il seguente comunicato stampa:<br />
&nbsp;</p>
<blockquote><p><strong>CHI DECIDE LA POLITICA ENERGETICA BERLUSCONI O SCAIOLA? </strong></p>
<p>Questa mattina nel corso della trasmissione di Canale 5  “Panorama del giorno” il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola ha affermato che “<em>a breve riprenderà l&#8217;attività di estrazione di gas e petrolio nell&#8217;Adriatico. Occorre ricordare che sotto il territorio italiano ci sono riserve che sono calcolate pari a 100 miliardi di euro che non andiamo a prendere&#8221;. C&#8217;e&#8217; in Basilicata, c&#8217;e&#8217; in altre regioni d&#8217;Italia, c&#8217;e&#8217; in Adriatico, sono energie che dobbiamo sfruttare</em>&#8220;.</p>
<p>Ha inoltre affermato che “<em>nel provvedimento sullo sviluppo è infatti prevista la cancellazione della clausola introdotta dall&#8217;ex responsabile dell&#8217;Ambiente, Edo Ronchi, che oggi non consentiva l’estrazione in Adriatico ed è stata inserita la possibilità di utilizzare le riserve italiane come quelle dell’Alto Adriatico, della Basilicata o di altre regioni</em>“.<br />
Non ci sono riferimenti all’Abruzzo però il mare Adriatico è un mare piccolo, poco profondo, che ogni anno è costretto a soffrire a causa del riscaldamento e della presenza di banchi di mucillagini.</p>
<p>Se ricordiamo quello che accadde nelle estati del 1988-89 ai pescatori e al turismo con la mucillagine,  che provocò la moria di vari pesci e la fuga dei bagnanti dalle coste, non osiamo immaginare quello che potrebbe accadere lungo le nostre spiagge da Trieste ad Otranto con il petrolio. </p>
<p>Torna l&#8217;incubo del Centro Oli di Ortona e delle piattaforme?</p>
<p>Il Comitato Natura Verde dopo l&#8217;incontro a Pescara del presidente Giusto di Fabio con il Premier Silvio Berlusconi e il dott. Gianni Chiodi,  riteneva che il problema dell&#8217;estrazione del petrolio a largo di Ortona fosse ormai morto e seppellito.</p>
<p>Di Fabio dice : <em>«io mi fido della parola del presidente del Consiglio, così come credo che Gianni Chiodi, che pure si è espresso pubblicamente contro il Centro Oli, farà onore al suo impegno contro questa realizzazione. Mi chiedo, però,  come fa un ministro a dire il contrario di quello che ha detto il suo Presidente. Qui sentiamo puzza di bruciato».</em></p>
<p>Noi vogliamo ancora credere che il Presidente del Consiglio non si rimangi tutte le promesse, in caso contrario ci sarà una massiccia mobilitazione di tutti gli abruzzesi.</p>
<p>Pescara, 8 gennaio 2009                                            </p>
<div align="right">COMITATO NATURA VERDE<br />
Il Presidente Giusto di Fabio</div>
<p><small>Sede legale:Pescara via della polveriera, 2<br />
e-mail:  <a href="mailto:comitatonaturaverde@libero.it">comitatonaturaverde@libero.it</a> &#8211; sito internet: <a href="http://www.comitatonaturaverde.it">www.comitatonaturaverde.it</a></small></p></blockquote>
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