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	<title>Vastesi.com &#187; terremoto</title>
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		<title>Anche questo è Abruzzo</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 16:15:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Spanish</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vorrei segnalare il progetto EVA (Eco Villaggio Autocostruito) realizzato da alcuni volenterosi a Pescomaggiore, dopo il terremoto. 
Questo è l&#8217;articolo pubblicato da unita.it.

Pescomaggiore, a un anno dal sisma l&#8217;ecovillaggio costruito dagli abitanti
di Alessandro Ricci e Valentina D&#8217;Ascanio
Ecco le nuove case di Pescomaggiore, borgo a quindici chilometri da L&#8217;Aquila. Danneggiato dal sisma di un anno fa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei segnalare il progetto <a target="_blank" href="http://eva.pescomaggiore.org/">EVA (Eco Villaggio Autocostruito)</a> realizzato da alcuni volenterosi a Pescomaggiore, dopo il terremoto. </p>
<p>Questo è l&#8217;<a target="_blank" href="http://www.unita.it/news/italia/95683/pescomaggiore_a_un_anno_dal_sisma_lecovillaggio_costruito_dagli_abitanti">articolo</a> pubblicato da <em>unita.it</em>.</p>
<blockquote>
<p><strong>Pescomaggiore, a un anno dal sisma l&#8217;ecovillaggio costruito dagli abitanti</strong><br />
<em>di Alessandro Ricci e Valentina D&#8217;Ascanio</em></p>
<p>Ecco le nuove case di Pescomaggiore, borgo a quindici chilometri da L&#8217;Aquila. Danneggiato dal sisma di un anno fa, il paese rischiava lo spopolamento. Ma il Comitato per la rinascita di Pescomaggiore non ha perso tempo e si è rimboccato le maniche, cominciando i lavori a soli cento giorni dal terremoto. Così è nato Eva-Ecovillaggio autocostruito. </p>
<p>Sabato l&#8217;inaugurazione del primo modulo abitativo: niente cemento, solo paglia e legno. Per case antisimiche, ecologiche, secondo quanto indicato dagli architetti di Bag studio mobile. Per costruire le case sono arrivati volontari da tutta Europa. Nonché 85mila euro di donazioni (tutto da privati, il progetto non ha alcun sostegno governativo). Spesi fino ad ora 193mila euro. Il primo ad entrare nella nuova casa è Piero Lopez, cinquant&#8217;anni, contadino. Con lui la moglie e i genitori, ottantatre anni la madre e settantasei il padre: per loro ancori pochi giorni in roulotte (proprio ieri è scaduto il termine di utilizzo concesso dalla Protezione civile, hanno chiesto un paio di giorni di proroga, il tempo di far arrivare i mobili). </p>
<p>Avranno una casetta di cinquantaquattro metri quadrati. Nell&#8217;eco villaggio i lavori vanno avanti, sono previste sette case. &#8220;L&#8217;idea di Eva &#8211; spiegano i responsabili del Comitato &#8211; si basa sulla partecipazione dei beneficiari alla progettazione e alla realizzazione dei moduli abitativi.  E sono a meno di seicento euro al metro quadro, mentre quelle del progetto Case superano le duemilacinquecento euro, sempre al metro quadro&#8221;. I ragazzi del Comitato hanno anche avvito la produzione di cereali e farine &#8220;a chilometri zero&#8221;.</p>
</blockquote>
<p>La nostra Regione è anche questo, gli abruzzesi siamo anche questo&#8230;</p>
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		<title>Il grande bluff di Berlusconi e Vespa</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 09:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Dall&#8217;ARCI riceviamo:
Spegni &#8220;Porta a Porta&#8221; e accendi una candela per la libertà  di stampa

DOMANI SERA (stasera ndr) A PARTIRE DALLE 21 ANDRA&#8217; IN ONDA LA  PUNTATA  SPOT DI  PORTA A PORTA IN CUI SILVIO BERLUSCONI &#8220;CONSEGNERA&#8217;&#8221; LE CASE AGLI ABITANTI DI ONNA. DALLE 21 ALLE 24 SPEGNI RAIUNO E ACCENDI UNA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&#8217;ARCI riceviamo:</p>
<blockquote><p><strong>Spegni &#8220;Porta a Porta&#8221; e accendi una candela per la libertà  di stampa<br />
</strong></p>
<p>DOMANI SERA <em>(stasera ndr)</em> A PARTIRE DALLE 21 ANDRA&#8217; IN ONDA LA  PUNTATA  SPOT DI  PORTA A PORTA IN CUI SILVIO BERLUSCONI &#8220;CONSEGNERA&#8217;&#8221; LE CASE AGLI ABITANTI DI ONNA. DALLE 21 ALLE 24 SPEGNI RAIUNO E ACCENDI UNA CANDELA SULLA TUA FINESTRA O SUL TUO BALCONE A DIFESA DELLA LIBERTA&#8217; DI STAMPA</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong>IL GRANDE BLUFF DI BERLUSCONI E VESPA<br />
</strong></p>
<p>Chi si muove e cosa c&#8217;è dietro la puntata di Porta a Porta di domani. Chi l&#8217;ha ideata e perché?<br />
Da Publitalia ad Antonio Marano, da Vespa a Berlusconi, tutti i retroscena del più grande bluff dell&#8217;Italia televisiva&#8230;</p>
<p>E&#8217; vero, domani il governo &#8220;consegnerà &#8221; le case ai terremotati. </p>
<p>Le consegnerà  in diretta tv, solennemente, nel Vespasiano più¹ famoso d&#8217;Italia -&#8221;Porta a Porta&#8221;- dove andrà  in scena, per l&#8217;occasione, il solito bluff di Berlusconi che, così, potrà  dire di aver mantenuto l&#8217;ennesimo impegno. </p>
<p>Un grande bluff appunto, poiché, come tutti sanno e soprattutto gli aquilani, Berlusconi consegnerà  case &#8211; quelle di Onna, unico comune che ha ottenuto una deroga al piano c.a.s.e. tanto sbandierato dal governo &#8211; che in realtà  sono state donate dalla Provincia di Trento. </p>
<p>Case non sue (del governo) insomma. Come non sua (del governo) è la scuola costruita con la sottoscrizione di &#8220;Porta a Porta&#8221; (che guarda caso verrà inaugurata domani) su cui si spargeranno fiumi di retorica. E come non sue (del governo) sono i prefabbricati di San Demetrio nei Vestini consegnati il 22 agosto e donati dal Trentino. </p>
<p>Da notare che il 22 agosto, a San Demetrio nei Vestini, non era presente nessun membro del governo ma soltanto un esponente della Protezione Civile, Bernardo De Bernardinis. Sì, perché il 22 agosto gli italiani sono al mare e il ritorno mediatico della messinscena sarebbe stato minimo rispetto al gran fragore che gli effetti speciali sapranno garantire domani, su Rai1, a settembre inoltrato. </p>
<p>Certo, tutto questo ha un costo e lascia tanti cadaveri lungo la strada. Come quello di Ballarò, sacrificato sull&#8217;altare della grande mistificazione, di un&#8217;operazione pianificata già  all&#8217;indomani del G8 e in ogni minimo dettaglio dalle teste d&#8217;uovo di Publitalia e da Antonio Marano, vicedirettore generale, secondo cui lo spottone di domani serve a &#8220;valorizzare un momento importante per il Paese&#8221;.<br />
Che poi Floris non sia d&#8217;accordo e che consideri la cancellazione di Ballarò un atto immotivato&#8221; poco importa. E non importano nemmeno le rimostranze di Ruffini, direttore di RaiTre: &#8220;Mi spiace per la Rai non essere stato ascoltato&#8221;.<br />
E mentre per il 19 settembre, la Federazione nazionale della Stampa, convoca tutti a Roma per manifestare a difesa della libertà  di stampa, ossia dell&#8217;articolo 21 della Costituzione; e mentre piovono adesioni &#8211; oltre 300.000- a sostegno della petizione di Repubblica; e mentre la stampa internazionale denuncia giorno dopo giorno la condizione di asfissia che vive la democrazia in Italia, Berlusconi e Vespa domani daranno vita al loro gioco più sporco e pericoloso. Già , perché i rischi ci sono e gli italiani potrebbero accorgersi del grande bluff, del tentativo di giocare sulla pelle degli aquilani e, perdi più, oltraggiando la memoria delle vittime del terremoto.<br />
Ma come si dice: lo spettacolo deve continuare.</p></blockquote>
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		<title>La Ricostruzione mediatica e quella vera</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2009/09/09/la-ricostruzione-mediatica-e-quella-vera/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 18:02:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MAC</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[ricostruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il governo agisce bene, ha già ricostruito mezzo Abruzzo di che vi lamentate???
La fiducia nello stato e cazzate varie
ecco la verità alla quale decido di credere:
http://www.primadanoi.it/notizie/22193-Si-smontano-le-tende-così-io-e-mia-moglie-perderemo-il-lavoro
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo agisce bene, ha già ricostruito mezzo Abruzzo di che vi lamentate???</p>
<p>La fiducia nello stato e cazzate varie</p>
<p>ecco la verità alla quale decido di credere:</p>
<p><a href="http://www.primadanoi.it/notizie/22193-Si-smontano-le-tende-così-io-e-mia-moglie-perderemo-il-lavoro">http://www.primadanoi.it/notizie/22193-Si-smontano-le-tende-così-io-e-mia-moglie-perderemo-il-lavoro</a></p>
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		<title>Comunicato Informagiovani su raccolta fondi terremoto</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2009/08/24/comunicato-informagiovani-su-raccolta-fondi-terremoto/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 08:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[informagiovani]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta fondi]]></category>
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		<description><![CDATA[Riceviamo dall&#8217;Informagiovani
COMUNICATO STAMPA &#8220;RACCOLTA FONDI POST TERREMOTO ABRUZZO&#8221;

L’Informagiovani di Vasto, nel periodo successivo al terremoto che ha devastato la città e la provincia dell’Aquila, ha promosso e coordinato una raccolta fondi svoltasi in vari locali di Vasto, in collaborazione con l’associazione Officina dei sogni e la costituente Consulta Giovanile.
L’iniziativa è stata portata avanti dai giovani, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo dall&#8217;Informagiovani</em></small></p>
<p><strong>COMUNICATO STAMPA &#8220;RACCOLTA FONDI POST TERREMOTO ABRUZZO&#8221;</strong></p>
<p><img src="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2009/08/gse_multipart3576.jpg" class="left" width="160" /><br />
L’Informagiovani di Vasto, nel periodo successivo al terremoto che ha devastato la città e la provincia dell’Aquila, ha promosso e coordinato una raccolta fondi svoltasi in vari locali di Vasto, in collaborazione con l’associazione Officina dei sogni e la costituente Consulta Giovanile.</p>
<p>L’iniziativa è stata portata avanti dai giovani, tra i giovani e per i giovani. I ragazzi coinvolti sono stati molto generosi e ognuno ha sentito il bisogno di dare solidarietà anche con un piccolo gesto; hanno partecipato alla raccolta anche gli studenti dell’Istituto Industriale E. Mattei di Vasto, promuovendo una colletta durante l’assemblea d’Istituto dello scorso aprile.</p>
<p>La somma totale ricavata è stata di 643,00 Euro e si è deciso di devolverla alla rete di coordinamento aquilana denominata 3e32, un comitato cittadino no-profit, apartitico e autogestito, nato in seguito al sisma del 6 aprile 2009, registrato per l&#8217;appunto alle ore 3.32. Da allora fino ad oggi esso ha portato avanti molteplici progetti: la creazione di uno spazio di socialità nel Parco Unicef dell’Aquila ora noto come Piazza 3e32, una sala prove per i giovani musicisti, una programmazione settimanale fitta di eventi culturali e musicali, lo sviluppo di campagne sociali sul territorio che tutelino i diritti delle cittadine e dei cittadini, la costruzione<br />
di uno sportello informativo per le donne, un medialab per fornire internet gratis e per creare informazione indipendente dal basso, l’intensificazione della campagna 100% assieme ad altri comitati aquilani. (<a href="http://www.3e32.com">www.3e32.com</a>)</p>
<p>Per quanto fatto, ringraziamo i ragazzi che hanno allietato le serate di musica tra cui Fabio Neri e Colonna Brothers, Dj Bile, e gli altri giovani musicisti della città di Vasto, ringraziamo altresì i locali che ci hanno gentilmente ospitato quali L’Antico Birrificio, il ristorante messicano Isla Mujeres, l’Almanach pub, the Oliver’s pub e soprattutto esprimiamo la nostra gratitudine a tutti quei giovani che hanno contribuito con i loro fondi a questa raccolta.<br />
Ci auguriamo che questa piccola goccia di solidarietà riesca a portare un’immensità di speranza ai nostri conterranei abruzzesi.</p>
<p>Inoltre si ricorda che lo sportello Informagiovani riaprirà il 01 settembre 2009, con tante informazioni su lavoro, formazione, associazionismo, volontariato, turismo, cultura, tempo libero, programmi europei etc.<br />
Per ulteriori informazioni visitate il blog <a href="www.informagiovanivasto.blogspot.com">www.informagiovanivasto.blogspot.com</a></p>
<p>L’operatrice dello sportello<br />
Mariacristina Colanzi<br />
Associazione Arci Vasto</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Piano casa devastante per l&#8217;Abruzzo</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2009/08/03/piano-casa-devastante-per-labruzzo/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 13:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[fai]]></category>
		<category><![CDATA[italia nostra]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[piano casa]]></category>
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		<description><![CDATA[Comunicato stampa WWF, Italia Nostra, FAI e Legambiente: 
Appello al Consiglio Regionale per bloccare un Piano-Casa devastante per l&#8217;Abruzzo
Provvedimento che indigna chi ama i borghi, i parchi e il paesaggio abruzzese.
Altro che qualità per il turismo, qui sarà un florilegio di brutture e cemento dappertutto.
Diverse le norme incostituzionali secondo le associazioni.
Lunedì conferenza stampa delle associazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comunicato stampa WWF, Italia Nostra, FAI e Legambiente: </p>
<h5>Appello al Consiglio Regionale per bloccare un Piano-Casa devastante per l&#8217;Abruzzo</h5>
<p>Provvedimento che indigna chi ama i borghi, i parchi e il paesaggio abruzzese.<br />
Altro che qualità per il turismo, qui sarà un florilegio di brutture e cemento dappertutto.<br />
Diverse le norme incostituzionali secondo le associazioni.</p>
<p><strong><u>Lunedì conferenza stampa delle associazioni a Pescara</u></strong></p>
<p>Le associazioni ambientaliste hanno finalmente potuto esaminare la proposta di legge n.52/09 denominata Piano Casa approvata dalla Giunta Regionale Abruzzo e in questi giorni approdata al consiglio regionale abruzzese. Il complesso provvedimento è stato trasmesso alle associazioni soltanto ieri dal Consiglio Regionale dopo la richiesta di audizione, fissata per lunedì, in una corsa insensata all&#8217;approvazione di una legge che dovrebbe vedere la partecipazione di tutta la società abruzzese viste le pesantissime conseguenze che avrà sul patrimonio collettivo costituito dai centri storici, dal paesaggio agrario millenario, dallo scenario magnifico delle nostre montagne. Già di per sé questa procedura dimostra la totale volontà di non far conoscere agli abruzzesi cosa sarà del loro territorio.</p>
<p>Il giudizio sintetico delle associazioni sul testo licenziato dalla Giunta è molto semplice: <strong>devastante</strong>.</p>
<p>Il provvedimento contiene norme di deroga a tutta la pianificazione annullando nei fatti i Piani regolatori comunali e ogni altro strumento di regolazione dell&#8217;edilizia e del governo del territorio. Pone a rischio tutti i parchi e le riserve abruzzesi, dove si potrà costruire ex novo praticamente dappertutto per milioni di metri cubi.</p>
<p>La legge prevede la possibilità di allargare del 20% gli edifici, senza distinzioni tra quelli residenziali e quelli industriali, senza limiti di cubatura. Quindi, se un costruttore ha un palazzo di 10 piani potrà costruirne altri due. Il provvedimento, a differenza delle leggi approvate dalla altre regioni, dalla Lombardia alla Toscana, non pone quindi vincoli e non restringe alle sole villette mono e bifamiliari questa possibilità di ampliamento, premiando i grandi costruttori. Addirittura, in alcuni casi, il diritto a realizzare queste cubature può essere trasferito su altri siti diversi dall&#8217;edificio di partenza, permettendo di cementificare nuovo suolo.</p>
<p>Ai Comuni viene addirittura concessa la possibilità di restringere i perimetri dei centri storici permettendo l&#8217;allagamento del 20% degli edifici anche nei borghi di rilevante interesse storico e architettonico, superando così tutta la pianificazione preesistente come i piani di recupero dei centri storici. Il tutto con una semplice delibera di consiglio comunale, derogando a tutte le procedure di garanzia e partecipazione previste dalla normale pianificazione.</p>
<p>Ma non basta: si potrà costruire direttamente sugli edifici storici! In questo caso la Sovrintendenza potrebbe opporsi ma è lecito chiedersi come faranno gli uffici regionali e locali ad istruire tutte le migliaia di pratiche che potrebbero arrivare, visto che dopo 60 giorni scatta il silenzio/assenso. Il tutto in un momento come quello post-terremoto dove le sovrintendenze hanno altro a cui pensare.</p>
<p>Chi demolisce e ricostruisce potrà farlo in alcuni casi con premi di cubatura pari al +65% dell&#8217;edificio originario, potendo spostare le cubature in aree diverse.</p>
<p>Una chicca riguarda tutti gli edifici turistici che potranno chiudere verande, logge ed addirittura, terrazzi, con un “operazione collage” che sicuramente arricchirà di nuove fantasiose forme il paesaggio regionale.</p>
<p>Come abruzzesi prima che da componenti di associazioni ambientaliste, esprimiamo tutta la nostra indignazione per una legge che è sicuramente la peggiore tra quelle finora approvate in Italia.<br />
L&#8217;indignazione diventa rabbia se si pensa alle dichiarazioni degli amministratori regionali che vogliono rilanciare il turismo fondandolo sul concetto di qualità. Riusceremo a convincere i turisti stranieri a soggiornare in un territorio deturpato da centinaia di palazzi arlecchino, da edifici nelle riserve più belle e da borghi riempiti di superfetazioni “fai da te”?<br />
Le associazioni lanciano un appello al Consiglio Regionale Abruzzese affinchè rinvii l&#8217;esame di questo provvedimento garantendo la partecipazione della società abruzzese visto che nella predisposizione della legge hanno coinvolto solamente alcuni funzionari regionali e l&#8217;Associazione Costruttori abruzzese.<br />
Lunedì 3 agosto alle ore 1100 presso il Caffè Letterario a Pescara in via delle Caserme le associazioni terranno una conferenza stampa per fare una disamina del provvedimento e per presentare tutte le richieste di modifica.</p>
<p>INFO: 3358155085 (Dante Caserta) 3478489363 (Angelo Di Matteo)</p>
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		<title>Una casa per tutti gli aquilani</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2009/07/15/una-casa-per-tutti-gli-aquilani/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 08:21:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pelino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Open Zone]]></category>
		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[L'Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[trento]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono aspetti della ricostruzione de L’Aquila che pongono seri interrogativi. Facendo qualche calcolo sulla base degli atti della Protezione Civile, si scopre che ciascuno dei 4.000 appartamenti delle palazzine in costruzione ad opera della stessa Protezione civile verrà  a costare 175.000 euro, per un totale di 700 milioni. Una bella cifra. 
Mentre si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono aspetti della ricostruzione de L’Aquila che pongono seri interrogativi. Facendo qualche calcolo sulla base degli atti della Protezione Civile, si scopre che ciascuno dei 4.000 appartamenti delle palazzine in costruzione ad opera della stessa Protezione civile verrà  a costare 175.000 euro, per un totale di 700 milioni. Una bella cifra. </p>
<p>Mentre si apprende dai giornali che ciascuna delle 91 unità abitative  che verranno costruite ad Onna dalla Provincia di Trento costerà solo un terzo, 55.000 euro, con il vantaggio, inoltre, che queste abitazioni potranno essere smontate, restituendo intatto il territorio agli abitanti. I primi, invece, dovranno convivere forse per sempre con la devastazione provocata dai quartierini della new town. </p>
<p>Se si  generalizzasse il criterio edificatorio della provincia di Trento con i 700 milioni  della Protezione civile si potrebbero costruire non 4000 ma oltre 12000 appartamenti, riuscendo  così a dare un’abitazione a tutti o quasi tutti gli aquilani rimasti senza casa. È proprio  fuori luogo suggerire di rivedere il piano per uniformarsi ai criteri della virtuosa Provincia di Trento?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>G8</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 18:37:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[g8]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>

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		<description><![CDATA[Su segnalazione di Arci Vasto, pubblichiamo un articolo a firma di Carmine Basile, presidente Arci Abruzzo e Paolo Beni, presidente Arci nazionale

Fra la popolazione gira una battuta: il primo esodo ce lo ha imposto il terremoto e il secondo, come se non bastasse, il G8.
La città è un deserto. Nei giorni scorsi, le forze dell’ordine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Su segnalazione di Arci Vasto, pubblichiamo un articolo a firma di Carmine Basile, presidente Arci Abruzzo e Paolo Beni, presidente Arci nazionale<br />
</em></p>
<p>Fra la popolazione gira una battuta: il primo esodo ce lo ha imposto il terremoto e il secondo, come se non bastasse, il G8.</p>
<p>La città è un deserto. Nei giorni scorsi, le forze dell’ordine hanno fatto il giro degli esercizi pubblici, consigliando la chiusura. Ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche sono state imposte le ferie forzate. La viabilità è sconvolta, e molte sono le strade vietate alla circolazione. </p>
<p>Per gli abitanti delle tendopoli, la vita quotidiana così come approvvigionamenti e servizi in questi giorni sono diventati una avventura da corso di sopravvivenza. La sicurezza dei grandi è insicurezza per gli aquilani.</p>
<p>Chi ne aveva la possibilità, se ne è andato.</p>
<p>Il sogno di Berlusconi, che sperava di accogliere i grandi della Terra fra ali di terremotati festanti si è infranto da tempo. Gli aquilani, aldilà delle appartenenze politiche o culturali, hanno ormai chiaro in testa ciò che sta a loro accadendo. </p>
<p>L’aiuto umanitario, l’assistenza alle popolazioni civili nell’emergenza, come sperimentato in tante parti del mondo, non sono neutrali. Possono essere orientati alla valorizzazione delle energie locali, alla salvaguardia dello spirito comunitario, alla partecipazione cittadina. Possono essere anche però uno strumento potente per favorire passività e dipendenza, ed è questo ciò che il Governo ha scelto di fare a L’Aquila. </p>
<p>I piani per la ricostruzione e i progetti per l’inverno, se esistono, sono un mistero per gli aquilani e perfino per gli amministratori locali, che hanno già espresso la propria contrarietà a quel poco che si sa. Il rapporto fra gli abitanti della città e l’intervento statale è tutto impostato in una relazione fra privati, accentuando la solitudine di chi non si può permettere di intervenire, per reddito o per gravità della distruzione, sulla propria casa. </p>
<p>La ricostruzione poteva essere l’occasione per un processo partecipativo e democratico teso a ridisegnare la città secondo criteri che favorissero una nuova socialità, la sostenibilità ambientale, la coesione comunitaria. Si poteva insomma ricostruire l’Aquila come si dovrebbe ricostruire il mondo del dopo crisi. Sta avvenendo il contrario, in una situazione di incertezza che distrugge l’animo di chiunque ne sia coinvolto, in un clima di militarizzazione e di controllo che diventa ogni giorno più pesante, anche prima del G8.</p>
<p>La gente aquilana che raccoglie i propri panni e lascia la città è, con il suo silenzio, la più forte manifestazione di dissenso che si potesse immaginare, con il suo segno tragico e la sofferenza che porta con sé. E’ assai probabile che i media non ce la faranno vedere, ma chiunque conosca un aquilano la sa, e ognuno di noi ha il dovere di raccontarla come può.</p>
<p>Quelli che a L’Aquila rimangono, trovano il modo di esprimere la propria voce, in modo dignitoso, pacifico, anche in questi giorni difficili, così come hanno fatto in tanti nella manifestazione sotto palazzo Chigi e nella intensa e forte fiaccolata alle 3,32 di domenica scorsa, a due mesi esatti dal terremoto. </p>
<p>E’ un periodo in cui le persone sentono una distanza abissale dalla politica e anche dalle forze progressiste, dimentiche ormai che la loro sola forza risiede nella condivisione della vita quotidiana delle comunità locali. </p>
<p>Le rappresentazioni simboliche di conflitto agite sulla testa, o senza il consenso, delle popolazioni che si vuole difendere secondo noi non colgono nel segno. Gli aquilani vogliono affermare il loro inalienabile diritto di rappresentarsi da sé. Questa esigenza va rispettata, sostenuta, favorita, con spirito di servizio e di solidarietà, in questi giorni assurdi e in tutti quelli che verranno poi.</p>
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		<title>Qui la ricostruzione non è mai cominciata</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 20:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[difficoltà]]></category>
		<category><![CDATA[ricostruzione]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall&#8217;Arci riceviamo un&#8217;intervista a Carmine Basile, presidente Arci Abruzzo nonchè lavoratore precario del comune  dell&#8217;Aquila, sulla situazione nei comuni colpiti a quasi tre mesi dal terremoto.
A quasi tre mesi dal sisma a che punto è la ricostruzione?
«Di ricostruzione non si può ancora parlare. Manca una stima completa dei danni e finora si è provveduto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dall&#8217;Arci riceviamo un&#8217;intervista a Carmine Basile, presidente Arci Abruzzo nonchè lavoratore precario del comune  dell&#8217;Aquila, sulla situazione nei comuni colpiti a quasi tre mesi dal terremoto.</em></p>
<p><strong>A quasi tre mesi dal sisma a che punto è la ricostruzione?</strong><br />
«Di ricostruzione non si può ancora parlare. Manca una stima completa dei danni e finora si è provveduto solo a mettere in sicurezza gli edifici di valore storico. Nelle abitazioni in cui il danno è stato lieve , sono i privati ad intervenire. La Protezione civile si sta infatti occupando del progetto Nuove case, cioè della costruzione di nuovi insediamenti abitativi.<br />
Stanno cominciando adesso i lavori di scavo per consentire le gettate di cemento, ma è ovvio che è già molto tardi visto che qui ad ottobre le imprese non lavorano più perché le condizioni atmosferiche non lo consentono. Né si comincerà a lavorare seriamente prima della fine del G8, visto che tutti gli sforzi sono concentrati in quell’area. Probabilmente a fine settembre ci sarà la consegna simbolica di un piccolo nucleo di abitazioni, assolutamente insufficienti per far fronte al fabbisogno. E’ passato il progetto non della new town, perché le condizioni del territorio non l’avrebbero consentito, ma di tanti micro quartieri nuovi , adiacenti ai confini della città, nonostante l’opposizione della popolazione e degli Enti locali. Nel frattempo le scosse continuano. La gente non solo ha paura a rientrare nelle case anche se dichiarate agibili, ma mancano le infrastrutture che consentano di riprendere una vita normale. Nel centro storico l’acqua non arriva e in molte zone non c’è il gas, i negozi sono ancora tutti chiusi. Per fare la spesa ci sono due centri commerciali o i banchetti messi abusivamente per strada con merce a prezzi proibitivi. E tuttavia, i cittadini la cui casa è stata considerata agibile, non hanno più diritto ad accedere alla tendopoli, dove magari sono alloggiati parenti o amici, né ai pasti che lì vengono forniti. Se nel primo mese c’ è stata abbondanza di tutto, oggi persino l’acqua viene razionata.».</p>
<p><strong>I cittadini e gli Enti locali sono coinvolti nelle scelte?</strong><br />
«L’unico ente che viene almeno formalmente coinvolto è il Comune , che però è fortemente condizionato dalla mancanza di una sede e quindi consiglieri e funzionari lavorano in posti di fortuna. La Provincia è stata completamente esautorata , mentre la Regione continua a latitare. Per i cittadini organizzarsi è complicatissimo . Non solo sono sparpagliati tra i vari campi con grosse difficoltà a comunicare, visto che per accedervi è necessario il passed, i controlli sono rigidissimi , ma soprattutto ci sono migliaia di cittadini sparsi negli alberghi della costa , isolati da tutto. Esistono circa venti comitati coordinati tra di loro , che non sono nati nei campi , dove anzi hanno grande difficoltà ad entrare per organizzare anche una semplice assemblea. Nelle tendopoli l’unico contatto esterno è quasi sempre con gli esponenti della Protezione civile . Spesso è lo stesso Bertolaso che vi si reca per raccontare quali miracoli il Governo sta compiendo per loro ed i cittadini, privati della possibilità di confrontarsi con gli altri , gli affidano le loro speranze.»</p>
<p><strong>Quanta gente vive ancora nelle tendopoli e con quali sono i disagi anche psicologici?</strong><br />
«Secondo i dati della Protezione civile , nelle tende vivono ancora circa 23.000 persone . La maggior parte dei cittadini dei 49 comuni colpiti sono stati sfollati  negli alberghi sulla costa. Lì vivono una condizione ancora più drammatica di chi è rimasto nelle tende :  completamente sradicati dal loro territorio e dalla loro comunità , mal tollerati dagli albergatori che vedono ridursi i turisti , senza nessun contatto con chi è rimasto. Nelle tende sono rimasti soprattutto anziani, incapaci di adattarsi alla vita di un grande albergo, dove molti non hanno mai messo piede in tutta la loro vita . La depressione è un fenomeno diffuso . Prima del terremoto gli anziani potevano contare su una rete familiare protettiva ed accudente , che aveva sopperito alla mancanza di strutture a loro dedicate.<br />
Oggi questa rete si è frantumata . Le loro giornate sono assolutamente vuote . Non sono stati organizzati momenti di socializzazione. La Protezione civile ha fatto arrivare da fuori psicologi che poco sanno di queste comunità, mentre i servizi sociali locali sono stati esautorati. Nei campi non è facile nemmeno il rapporto con i volontari , troppo spesso privi di competenze specifiche e di un’adeguata formazione. Il senso di distanza con gli sfollati è anche simbolicamente reso evidente dalla divisa che sono costretti ad indossare : il cittadino è riconoscibile grazie al pass , il volontario grazie alla divisa.».</p>
<p><strong>Come è stata accolta la decisione di tenere il G8 all’Aquila?</strong><br />
«Per gli abitanti è una vera iattura. I disagi si stanno già moltiplicando e chi può se ne andrà. Gli altri resteranno confinati nelle tende , mentre i controlli sono diventati quasi ossessivi. Hanno chiesto che in questi giorni sia bloccata ogni attività , anche fuori dalle zone rosse , che qui sono due : quella a cui non si può accedere perché non è ancora stata messa in sicurezza e quella destinata al G8 ( un’area di 5 km dal centro operativo). Si parla di divieto di usare automobili , di divieto di uscire  dalle tende o dalle case se non per motivi documentati , insomma una specie di coprifuoco.».</p>
<p><strong>Quali sono le principali attività dell’Arci Abruzzo in questa emergenza?</strong><br />
Siamo impegnati  soprattutto in due progetti : in collaborazione con Rai 3 abbiamo realizzato una biblioteca stabile ed una itinerante . Su un autobus fisso chiunque può prelevare il materiale che gli interessa, mentre un altro mezzo gira per i campi distribuendo libri e giochi per i bambini. Ci tengo a precisare che siamo gli unici volontari che sono riusciti ad essere esonerati dall’uso della divisa e questo conta nel rapporto con gli sfollati. L’altro progetto , Ricostruiamo insieme , è rivolto agli immigrati , Insieme alla Caritas formiamo servizi di informazione e supporto logistico a un pezzo di umanità che viveva nella provincia e che, irregolare , era letteralmente scomparso dalla mappa degli aiuti. Ma il grande problema a cui non riusciamo a rispondere  data la limitatezza delle nostre forze è il vuoto culturale e di socializzazione. Non ci sono attività aggreganti , manca un programma di attività di animazione, i giovani finiscono per trovarsi la sera nei piazzali dei centri commerciali.<br />
Tutto ciò la aumenta la sensazione di isolamento e la sfiducia. Nessuno qui riesce ad immaginarsi un futuro.».</p>
<p>info: <a href="mailto:abruzzo@arci.it">abruzzo@arci.it</a></p>
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		<title>Scossa di terremoto di 4.5 gradi Richter, torna la paura</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 21:40:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RobDel79</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[sisma]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>

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		<description><![CDATA[via primadanoi.it
Scossa di terremoto di 4.5 gradi Richter: torna la paura
ABRUZZO. Una forte scossa di terremoto è stata avvertita intorno alle 22.58. Le prime notizie parlano di una magnitudo di 4.6 con epicentro nella zona di Campotosto a una ventina di chilometri a nord del capoluogo abruzzese. 
La scossa è stata avvertita anche a Roma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>via primadanoi.it</p>
<blockquote><p>Scossa di terremoto di 4.5 gradi Richter: torna la paura<br />
ABRUZZO. Una forte scossa di terremoto è stata avvertita intorno alle 22.58. Le prime notizie parlano di una magnitudo di 4.6 con epicentro nella zona di Campotosto a una ventina di chilometri a nord del capoluogo abruzzese. </p>
<p>La scossa è stata avvertita anche a Roma e sulla costa abruzzese. Momenti di agitazione e paura anche negli alberghi dove gli sfollati sono usciti dalle camere e si sono riversati in strada.<br />
Secondo altre fonti la magnitudo sarebbe di 4.4. Lo rende noto la sala situazioni del Dipartimento della Protezione civile. I comuni più vicini all&#8217;epicentro sono quelli di Pizzoli, Barete e Cagnano che si trovano tutti in provincia dell&#8217;Aquila. Al Momento al Dipartimento non sono giunte segnalazioni di danni.<br />
E&#8217; una delle scosse dello sciame sismico più importanti dallo scorso 6 aprile.</p></blockquote>
<p>Avete sentito nulla? </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le tendopoli in piazza Montecitorio a Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 09:32:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[comitati cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[montecitorio]]></category>
		<category><![CDATA[tendopoli]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>

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		<description><![CDATA[Domani martedi 16 giugno ci sarà la manifestazione sit-in a Roma promossa dai comitati cittadini delle zone terremotate per protestare contro il decreto per la ricostruzione che proprio domani verrà discusso alla camera.
Nei lager-tendopoli aquilani hanno pensato bene di vietare le attività di volantinaggio.
MARTEDI&#8217; 16 GIUGNO &#8211; ROMA &#8211; PIAZZA MONTECITORIO ORE 12:00
TUTTE E TUTTI [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani martedi 16 giugno ci sarà la manifestazione sit-in a Roma promossa dai comitati cittadini delle zone terremotate per protestare contro il decreto per la ricostruzione che proprio domani verrà discusso alla camera.<br />
Nei lager-tendopoli aquilani hanno pensato bene di <a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/cronaca/sisma-aquila-11/vigilia-protesta/vigilia-protesta.html">vietare le attività di volantinaggio</a>.</p>
<blockquote><p><em>MARTEDI&#8217; 16 GIUGNO &#8211; ROMA &#8211; PIAZZA MONTECITORIO ORE 12:00</em></p>
<h3>TUTTE E TUTTI IN PIAZZA PER L&#8217;ABRUZZO</h3>
<p><strong>CHIAMATA A ROMA PER TUTTI I COMITATI CITTADINI, GLI AQUILANI SULLA COSTA E NELLE TENDOPOLI, LE CITTADINE E I CITTADINI SOLIDALI CON LA NOSTRA CITTA&#8217;, SCIACALLATA E SVENDUTA. </p>
<p>NO AL DECRETO AMMAZZA ABRUZZO. </p>
<p>NO ALLA POLITICA DEL FATTO COMPIUTO.</strong> </p>
<p>Le manifestazioni aquilane del 30 maggio e del 3 giugno sono state l’inizio.<br />
La consapevolezza crescente è che nessuno ci regalerà nulla e ogni piccolo diritto, scontato in un paese democratico, nel territorio italiano va gridato e preteso a voci unite.<br />
<strong>Quello che sta succedendo a L&#8217;Aquila è lo specchio di uno programmatico e costante svuotamento di significato della parola democrazia.</strong><br />
L’esperienza del Friuli, la migliore tra le esperienze post-sisma, ci insegna che la chiave di volta di una ricostruzione efficiente è quella dal basso, in cui i cittadini non sono spettatori passivi ma forze attive nel pretendere trasparenza, partecipazione e ricostruzione al 100%.<br />
Tutto questo ha un prezzo, l’impegno quotidiano, e sarà possibile soltanto superando inutili divisioni e paure. Coinvolgiamo le persone intorno a noi, alziamo la voce e non chiudiamo gli occhi perché nessuno li terrà aperti al posto nostro.<br />
<em>La campagna 100%</em> prosegue: chiunque può firmare, anche direttamente da questo sito (il gruppo google &#8220;<a href="http://groups.google.com/group/emergenzambiente">emergenzambiente</a>&#8221; ndr).<br />
Il prossimo appuntamento è il sit-in il 16 giugno a Roma dove stanno discutendo il decreto legge che segnerà il nostro futuro.<br />
Non abbiamo più la città, né case né lavoro.<br />
Cosa stiamo aspettando? </p>
<p>PORTATE TENDE LEGGERE, CUSCINI E SACCHI A PELO. LA TENDOPOLI LA PORTIAMO IN PIAZZA. </p>
<p>Per partecipare: TELEFONARE AL 338-1195358 O 340-3701978</p>
<p><strong> 100% ricostruzione &#8211; non siamo terremotati di serie B</strong><br />
Questo Parlamento deve garantirci la riparazione di tutti i danni, così come promesso nei proclami televisivi. Contributi che coprano il 100% dei danni effettivamente subiti non solo da tutte le case, ma anche dalle attività produttive, culturali, etc.. non<br />
un centesimo più non un centesimo di meno. Finanziamenti in tempi certi e a fondo perduto. Ora servono soldi non giochi di prestigio. </p>
<p><strong> 100% partecipazione &#8211; città e paesi li ricostruiamo noi</strong><br />
La cittadinanza deve essere coinvolta in TUTTE le scelte che riguardano il presente e futuro della ricostruzione. Basta con le scelte imposte dall’alto da chi non sa nulla di noi e di cosa vogliamo! </p>
<p><strong> 100% trasparenza &#8211; ogni centesimo che passa deve essere reso pubblico</strong><br />
Le spese e i finanziamenti, tutto deve essere rendicontato e reso pubblico in internet, entrate e uscite fino alla singola<br />
fattura cominciando proprio dalla gestione della Protezione Civile, da ora fino alla fine della ricostruzione. Vogliamo sapere a chi stanno andando i soldi veri perchè gli Aquilani ancora non vedono un centesimo. </p>
<p><strong> 100% dignità &#8211; fuori dalle tende </strong><br />
Un piano che prevede di lasciare per mesi, al caldo dell’estate e al freddo dell’autunno (dell’inverno?) decine di migliaia di persone, più che una missione impossibile è una missione sbagliata. Bisogna subito trovare soluzioni diverse e rivedere completamente il Piano C.A.S.E. (le casette per 13-15.000 persone) che il Governo vuole tirare su senza alcun piano vero e senza avere sentito chi ci dovrà abitare. </p>
<p><strong> 100% aquilani a L’Aquila &#8211; no allo spopolamento, tutti devono tornare</strong><br />
A settembre tutti a scuola e nelle Università. Chi può ricominciare a produrre e lavorare deve essere sostenuto<br />
senza perdere altro tempo. Siamo qui e torneremo tutti qui, tra le montagne. Al mare e alle crociere penseremo poi.. </p>
<p><strong> 100% riconoscenza e solidarietà ai Vigili del fuoco</strong><br />
Sosteniamo con forza le richieste dei pompieri, ricordiamoci che uno di loro, il caposquadra Marco Cavagna, è morto di infarto per portarci soccorso, i vigili del fuoco sono stati gli unici veramente sempre al nostro fianco, dalla prima ora, prima osannati e presto abbandonati senza alcun riconoscimento economico per l’immenso lavoro svolto e per il rischio che corrono ancora per aiutarci. </p>
<p>Il sit-in e’ promosso dai comitati di cittadini nell’ambito della campagna 100%</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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