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	<title>Vastesi.com &#187; ventricina</title>
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		<title>Ventricina e fonti energetiche</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 14:52:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[Il solco delle idee]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Francescopaolo D'Adamo]]></category>
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		<description><![CDATA[di Francescopaolo D&#8217;Adamo.
Il Vastese, patria della Ventricina, uno dei migliori salami d’Italia (e qui la battuta sarebbe facile) potrebbe esportare meglio nel mondo la sua immagine, approfittando del prelibato salume ma non solo dal punto di vista gastronomico.
Mi spiego. Fermo restando che la produzione “casereccia” rimane e rimarrà la migliore, bisognerebbe produrre in maniera industriale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><strong>di Francescopaolo D&#8217;Adamo.</strong></small></p>
<p>Il Vastese, patria della Ventricina, uno dei migliori salami d’Italia (e qui la battuta sarebbe facile) potrebbe esportare meglio nel mondo la sua immagine, approfittando del prelibato salume ma non solo dal punto di vista gastronomico.</p>
<p>Mi spiego. Fermo restando che la produzione “casereccia” rimane e rimarrà la migliore, bisognerebbe produrre in maniera industriale il famoso salume che tanti riconoscimenti riscuote. Una volta impiantati allevamenti di ampie dimensioni, come per esempio quelli in Emilia Romagna, dal momento che come si usa dire, del maiale non si butta via niente, si potrebbe utilizzare anche l’unico prodotto  che di questo animale si scarta. Non sto qui a specificare cosa.</p>
<p>Tempo addietro ho parlato dell’utilizzo, quale fonte di energia, del prodotto dei nostri water e delle deiezioni canine. Il lettore attento ricorderà il progetto messo a punto in Inghilterra, per produrre energia sufficiente per alimentare interi quartieri cittadini; mentre in altre parti del mondo si sono, fino ad ora, limitati a produrre energia per i lampioni dei parchi pubblici, grazie a coloro che raccolgono e gettano in appositi contenitori le deiezioni dei propri amici a quattro zampe (non come dalle nostre parti dove tanta “energia” è sparsa sui marciapiedi e nelle aiuole).</p>
<p>La proposta è: &#8220;perché non utilizzare lo ‘scarto’ dei maiali per produrre energia?&#8221;</p>
<p>Aggiungerei inoltre un ulteriore utilizzo di questo animale: il riciclo dei rifiuti organici. </p>
<p>Si sa che come &#8220;Ciacco&#8221; nella Divina Commedia, il maiale mangia di tutto. Nel Settecento (anche a Vasto) quando volevano far sparire le tracce di una persona, davano questa in pasto ai “suini”. Anche i vecchi contadini davano i loro rifiuti al maiale ( naturalmente quelli che si potevano permettere il lusso di produrre rifiuti). Perché, quindi, non dare in pasto a questi animali &#8220;l’umido&#8221; prodotto nelle nostre case? Sai quanto risparmio e che “liberazione” per le discariche.</p>
<p>Molte volte (a sentir dire) questo &#8220;umido&#8221; è scarto di prodotti alimentari di ottima qualità, tanto che è nata la filosofia &#8220;Freegan&#8221; (filosofia di gente che per scelta si nutre di cibo buttato nei cassonetti).</p>
<p>Finalmente assumerebbe significato positivo il detto che dice &#8220;dare le perle ai porci&#8221;.</p>
<p>PS: L’Europa continentale, Italia compresa, nel suo insieme butta via ogni anno 200 milioni di tonnellate di alimenti «Un terzo dei gas serra viene dalla produzione agricola: con meno sperpero, emissioni giù del 10%».</p>
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		<title>La ventricina, miglior salume dell&#8217;anno</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 08:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Spanish</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[accademia della ventricina]]></category>
		<category><![CDATA[fattorie del tratturo]]></category>
		<category><![CDATA[luigi di lello]]></category>
		<category><![CDATA[scerni]]></category>
		<category><![CDATA[ventricina]]></category>

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		<description><![CDATA[Copio dagli amici della LAB la notizia apparsa sul sito dell&#8217;Accademia della Ventricina. Oh, so&#8217; soddisfazioni!

E’ la Ventricina del Vastese, prodotta da Fattorie del Tratturo, di Scerni (Chieti). Al secondo posto un salume lucano, al terzo un salume umbro. E’ il centro sud ad aggiudicarsi i risultati migliori di questa edizione, alla quale hanno partecipato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Copio dagli amici della <a target="_blank" href="http://www.associazionebarbarica.org/">LAB</a> la notizia <a target="_blank" href="http://www.ventricina.com/news2.php?id=34">apparsa</a> sul sito dell&#8217;Accademia della Ventricina. Oh, so&#8217; soddisfazioni!</p>
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<p>E’ la Ventricina del Vastese, prodotta da Fattorie del Tratturo, di Scerni (Chieti). Al secondo posto un salume lucano, al terzo un salume umbro. E’ il centro sud ad aggiudicarsi i risultati migliori di questa edizione, alla quale hanno partecipato centinaia di prodotti e produttori in tutta Italia (soltanto 99 sono andati alle 3 semifinali di Costigliole d’Asti, Chieti e Parma). </p>
<p>La maggior parte dei 24 salumi finalisti (e tra questi i vincitori) non conteneva neanche salnitro, l’unico additivo ammesso dal consorso organizzato dall’Accademia delle 5T. “. In base al regolamento possono gareggiare al Campionato italiano del salame solo prodotti naturali: buoni, genuini, coerenti con la tradizione storica del territorio di origine, e dei quali si conoscono la lista completa degli ingredienti, la tracciabilità delle carni ed eventuali certificazioni. </p>
<p>Esclusivamente salumi crudi, preparati artigianalmente con carni magre o grasse, macinate o tagliate a coltello e insaccate in budello o vescica naturali. Sono ammesse spezie, erbe, aromi e condimenti naturali previsti nelle ricette storiche del territorio o in ricette innovative del produttore. Sono invece esclusi dal concorso i salami contenenti additivi chimici. Tra i giurati esperti gastronomi, giornalisti e docenti dell’Universtà di Gastronomia di Parma. I cinque vincitori saranno premiati a Treviso, in Camera di Commercio, il 25 giugno prossimo.</p>
<p>Il IV Campionato Italiano del Salame, immaginate un torneo tra i migliori salami regionali: ventricina abruzzese e sopresse venete, salumi di mora romagnola, soppressate calabresi e salami emiliani. Il Campionato Italiano del Salame, IV edizione, e’ stata un’originale sfida tra prodotti naturali, tracciabili, senza adittivi, organizzato dall’Accademia delle 5 T, l’associazione no-profit che promuove in campo agroalimentare i valori di: Territorio, Tipicita’, Tradizione, Tracciabilita’ e Trasparenza. La manifestazione gode dell’appoggio della Union Camere del Veneto e delle Camere di Commercio di Treviso e Brescia e del patrocinio del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali.</p>
<p>“Questa vittoria ci inorgoglisce come produttori di ventricina” ci dice Luigi Di Lello Presidente dell’Accademia della Ventricina, “ ma ci piace pensare che questa vittoria  della Ventricina del Vastese porta l’Abruzzo ai vertici della salumeria italiana per quanto riguarda la qualità e tutte le altre prerogative che questo concorso si porta dietro. Il problema adesso è che questo geniale salume abruzzese, venga ancor di più falsamente imitato da industriali senza scrupoli che sono molto bravi a copiare la forma ed il nome e confondere le acque tra i consumatori. C’è una sola cosa da fare per proteggere questo salume ed evitare la sua scomparsa ed è quello di avere il riconoscimento della DOP. Il Ministero per le politiche agricole non può più tergiversare e deve procedere positivamente al riconoscimento. E’ una intera comunità che lo richiede insieme alla CCIAA di Chieti, alla Comunità Montana Vastese, le Confederazioni Agricole ed alla Regione Abruzzo che finalmente annovererà anch’essa una DOP su un prodotto a base di carne”.</p>
<p><em>Contatti:<br />
info@ventricina.com<br />
Tel: 339-3086378</em></p>
</blockquote>
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