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	<title>Vastesi.com &#187; wwf</title>
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		<title>Il WWF, preoccupato per il futuro dell&#8217;orso marsicano</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 15:24:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[orso marsicano]]></category>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
&#8220;Subito chiarezza sul decesso. Ogni vittima mette a rischio la specie&#8221;.
Il WWF Italia è estremamente preoccupato per l&#8217;ennesimo caso di orso marsicano trovato in fin di vita e successivamente deceduto. &#8220;È necessario esplorare con estrema attenzione ogni possibile causa del decesso,  analizzando anche tutti quegli aspetti infettivi e dovuti a malattie che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo e pubblichiamo.</em></small></p>
<p><strong>&#8220;Subito chiarezza sul decesso. Ogni vittima mette a rischio la specie&#8221;.</strong></p>
<p>Il WWF Italia è estremamente preoccupato per l&#8217;ennesimo caso di orso marsicano trovato in fin di vita e successivamente deceduto. &#8220;È necessario esplorare con estrema attenzione ogni possibile causa del decesso,  analizzando anche tutti quegli aspetti infettivi e dovuti a malattie che possono essere state trasferite alla fauna selvatica  da parte di allevamenti,  non sempre adeguatamente tenuti sotto controllato e che in Appennino spesso sono eccessivi e si spingono oltre i limiti delle aree riservate al pascolo&#8221; dichiara Massimiliano Rocco responsabile specie del WWF Italia.</p>
<p>La morte di questo individuo è una vera e propria tragedia perché la popolazione di orso marsicano è ridotta a non più di una cinquantina di esemplari in tutto il suo areale appenninico, concentrati per la maggior parte nel parco d&#8217;Abruzzo e ogni singola perdita mette ancora più a rischio la sopravvivenza di questa specie, simbolo stesso della biodiversità italiana e delle nostre aree protette.</p>
<p>Il ritrovamento dell&#8217;animale nell&#8217;area del Sirente Velino dimostra come questi territori siano fondamentali per questa specie. E&#8217; raccapricciante pensare che mentre da una parte il WWF, insieme a numerosi partner e alle popolazioni locali, lavori  per tutelare il patrimonio di biodiversità che è di tutti (vedi progetto &#8216;<a target="_blank" href="http://www.life-arctos.it">Life ARCTOS</a>&#8216;),  di contro un consigliere di maggioranza della Regione Abruzzo stia pensando proprio in questi giorni di sottrarre al parco del Sirente Velino oltre 4.000 ettari  per darli in pasto a nuovi impianti sciistici e ulteriore consumo del suolo.</p>
<p>Un turismo di qualità,  non consumistico e rispettoso del paesaggio e della biodiversità dovrebbe invece essere l&#8217;obiettivo da perseguire  e l&#8217;orso potrebbe esserne un grande alleato.</p>
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		<title>Il WWF sul &#8220;presunto&#8221; assalto dell&#8217;orso</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 12:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Open Zone]]></category>
		<category><![CDATA[orso]]></category>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.

WWF: “Racconto con troppe ombre, perché proprio oggi?&#8221;
In riferimento alla grave notizia di un presunto attacco da parte di un orso marsicano ai danni di un pastore abruzzese, il WWF rileva le incongruenze del racconto rispetto ai fatti conosciuti dalle autorità competenti e dichiara un rischio di procurato allarme che non aiuta la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo e pubblichiamo.<br />
</em></small><br />
<strong>WWF: “Racconto con troppe ombre, perché proprio oggi?&#8221;</strong></p>
<p>In riferimento alla grave notizia di un presunto attacco da parte di un orso marsicano ai danni di un pastore abruzzese, il WWF rileva le incongruenze del racconto rispetto ai fatti conosciuti dalle autorità competenti e dichiara un rischio di procurato allarme che non aiuta la convivenza tra l’uomo e questi animali, simbolo dell’Appennino di cui rimangono oggi appena 50 individui e che proprio la gente del posto dovrebbe voler tutelare perché rappresenta un valore irrinunciabile per le stesse attività umane. </p>
<p>“Quanto dichiarato dal signor Nunzio Marcelli è di una gravità assoluta &#8211; ha dichiarato Massimiliano Rocco, responsabile per il WWF Italia del progetto Life Arctos &#8211; Il suo racconto infatti differisce dai fatti conosciuti dalle autorità competenti e può costituire un procurato allarme, proprio nel momento in cui sta prendendo avvio la nuova fase del progetto Life Arctos per lo sviluppo di azioni di coesistenza tra i grandi predatori, come orsi e lupi, e le attività agro-silvo-pastorali.” </p>
<p>“Al contrario di quanto affermato dal signor Marcelli, gli orsi non sono alimentati artificialmente da nessuno nel contesto del Parco, e anzi le autorità competenti quali il Corpo Forestale dello Stato, il Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise e i partner del progetto Life Arctos, stanno contrastando qualsiasi alimentazione artificiale di questi animali, che possa indurli a un comportamento diverso da quello abituale &#8211;  continua Rocco del WWF Italia &#8211; In nessun caso in questi anni si è registrato un simile comportamento aggressivo degli orsi nei riguardi dell’uomo, anche in contesti ambientali diversi o in prossimità di centri abitati. E’ vero invece che in molti casi gli orsi sono stati circondati o rincorsi dalla gente curiosa che voleva fotografarli e filmarli.” </p>
<p>“Ci viene da chiederci come mai simili dichiarazioni vengano fatte proprio oggi, pochi giorni dopo i primi incontri tematici tra i partner del progetto Life Arctos e gli allevatori abruzzesi di ovini, caprini e bovini, per definire insieme quali possano essere le migliori strategie per facilitare la convivenza dell’uomo con i grandi predatori che popolano l’Italia. Ci auguriamo che le autorità competenti facciano tutte le debite verifiche per appurare ciò che realmente è accaduto e se del caso procedano a norma di legge” conclude Massimiliano Rocco del WWF Italia. </p>
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		<title>No all&#8217;impianto rifiuti pericolosi a Punta Penna</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2011/11/15/no-allimpianto-rifiuti-pericolosi-a-punta-penna-vasto/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 09:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
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		<description><![CDATA[Riceviamo da WWF-Zona Frentana e Costa Teatina.

Il WWF presenta osservazioni alla VIA per il progetto della Puccioni SpA.

L&#8217;Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina esprime forte perplessità sulla realizzazione di un impianto chimico per la fabbricazione di prodotti fertilizzanti e di recupero di rifiuti pericolosi (più precisamente rigenerazione di acido cloridrico da acque di decapaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo da WWF-Zona Frentana e Costa Teatina.<br />
</em></small><br />
<strong>Il WWF presenta osservazioni alla VIA per il progetto della Puccioni SpA.<br />
</strong><br />
L&#8217;Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina esprime forte perplessità sulla realizzazione di un impianto chimico per la fabbricazione di prodotti fertilizzanti e di recupero di rifiuti pericolosi (più precisamente rigenerazione di acido cloridrico da acque di decapaggio da rifiuti pericolosi) da parte della Ditta Puccioni S.p.A.</p>
<p>A questo riguardo, l&#8217;8 novembre il WWF ha inviato alla Commissione VIA della Regione Abruzzo le proprie osservazioni al progetto, evidenziando le carenze e le inesattezze dello studio di Impatto Ambientale presentato dalla Ditta, che, ad avviso dell’Associazione, non avrebbe tenuto in debito conto le criticità presenti nell&#8217;area né le ripercussioni ambientali sulla Riserva Naturale di Punta Aderci e sul sito SIC (Sito di Importanza Comunitaria) “Punta Aderci &#8211; Punta della Penna” ivi presenti.</p>
<p>In prima istanza, è stato sottolineato che, in prossimità dell&#8217;impianto produttivo della Puccioni, sono presenti anche le industrie EcoFox e Vasto Legno, una Fonderia Leghe Leggere, carpenterie metalliche e, poco distante e tra tante altre attività, un complesso importante di verniciature. Inoltre va aggiunta la richiesta, da parte della stessa Ditta, per la centrale a biomasse della potenza di 17.082 kW elettrici lordi e 6.000kW termici, oltre alla ormai nota centrale a biomasse di 4MW già autorizzata della Istonia Energy.</p>
<p>La contemporanea presenza di tutte queste attività industriali va attentamente valutata, perchè in caso di incidente, anche non rilevante ed in uno solo degli insediamenti nominati, potrebbe ingenerarsi un gravissimo disastro ambientale, con manifestazione certa di pericolo igienico-sanitario anche a notevole distanza. Questo aspetto è stato del tutto trascurato dallo studio.</p>
<p>Ricordiamo che Punta Penna è una vera e propria frazione abitata della città di Vasto, dove sono presenti ristoranti, insediamenti turistici, campeggi, discoteche. Inoltre, a circa un km vi è la &#8220;spiaggetta di Punta Penna&#8221;, emblema della &#8220;Riserva Regionale Naturale Guidata di Punta Aderci&#8221; che, per il suo ampio ed esteso arenile con retrostante ambiente dunale, è frequentata con punte giornaliere estive di 4-5.000 persone. </p>
<p>Un’altra osservazione riguarda i possibili impatti ambientali sulle aree naturali protette limitrofe. Con poche eccezioni, tutti gli insediamenti industriali citati, tra cui quello in oggetto, sono ubicati all&#8217;interno della fascia di rispetto della Riserva di Punta Aderci e in prossimità del SIC. Nello studio invece si afferma che &#8220;L&#8217;area in cui è situato l&#8217;impianto non è soggetta a vincoli ambientali, inoltre non ricade all&#8217;interno di aree naturali protette, riserve naturali&#8221;. A parte l’erroneità della valutazione, è stata fatta una grave omissione, in quanto la vicinanza di un sito SIC rende necessaria anche la Valutazione d’Incidenza dell’impianto sull’area naturale. Nello studio non sono presenti né indicazioni sulle componenti biotiche presenti nel SIC né stime dei possibili impatti su di esse e sulle mitigazioni attuabili. Si afferma genericamente che &#8220;gli aspetti ambientali connessi all&#8217;attività e i conseguenti impatti ambientali sono continuamente tenuti sotto controllo e monitorati.&#8221; ma non si specifica chi saranno i soggetti che effettueranno tale monitoraggio, con quali modalità e avvalendosi di quali sistemi di controllo specifici. </p>
<p>Ricordiamo che nella provincia di Chieti il sistema di monitoraggio della qualità dell’aria è del tutto carente e inefficiente così come denunciato nel comunicato del 12 marzo scorso di WWF Abruzzo, Arci Provincia di Chieti e Ass. Civica Porta Nuova. Sulla base di ciò, il 6 Maggio scorso (facendo esplicito riferimento alle autorizzazioni per le centrali a biomasse) il WWF Zona Frentana ha invitato la Regione “a sospendere qualsiasi autorizzazione alle emissioni (compresi i rinnovi) fino a quando non sarà in grado di attuare tale monitoraggio obbligatorio” per legge. </p>
<p>Quale futuro potrà avere la Riserva di Punta Aderci, che con ogni diritto vuole candidarsi ad essere riferimento centrale all’interno del Parco della Costa Teatina, se nella zona industriale, continueranno ad insediarsi impianti a così alto rischio ambientale? Quale vantaggio può trarre la città, l’agricoltura, le altre aziende locali, il turismo da un peggioramento dell’aria che respiriamo e dalle aumentate probabilità di incidenti nel trattamento di sostanze pericolose? </p>
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		<title>Centrale a biomasse, non c&#8217;è bisogno di un terzo consiglio comunale</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2011/10/17/centrale-a-biomasse-non-ce-bisogno-di-un-terzo-consiglio-comunale/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 07:39:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo un comunicato congiunto di Associazione civica &#8216;Porta Nuova&#8217;, ARCI, Avast, Cobas, Italia Nostra Abruzzo, La Nuova Terra e WWF.
1. Chiariamo anzitutto di che cosa stiamo parlando. La centrale a biomasse della Istonia Energy, recentemente autorizzata dalla Regione, è una centrale termoelettrica da 4 Megawatt volta alla combustione di biomasse liquide (oli vegetali). L’impianto, classificato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Pubblichiamo un comunicato congiunto di Associazione civica &#8216;Porta Nuova&#8217;, ARCI, Avast, Cobas, Italia Nostra Abruzzo, La Nuova Terra e WWF.</em></small></p>
<p>1. Chiariamo anzitutto di che cosa stiamo parlando. La centrale a biomasse della Istonia Energy, recentemente autorizzata dalla Regione, è una centrale termoelettrica da 4 Megawatt volta alla combustione di biomasse liquide (oli vegetali). L’impianto, classificato “industria insalubre di prima classe” (come la Puccioni), dovrebbe sorgere a Punta Penna, nei pressi dell’imbocco di via Torre Sinello dalla SS 16. Occuperebbe (secondo notizie giornalistiche) una superficie di 3000 metri quadri (dei quali 1200  coperti), e comprenderebbe un camino di oltre 10 metri di altezza. Un impianto come questo vale, a prezzi 2011, e solo di incentivi statali, 2 milioni 800mila euro annui (IVA esclusa). Una cifra che, da sola, dovrebbe bastare in pochissimi anni ad ammortizzare le spese di impianto. Titolare del progetto è la Eratec Engineering AG di Lyss (cantone di Berna), un’azienda che si presenta su internet come specialista, tra l’altro, in investimenti in impianti di gestione dei rifiuti. Queste le dimensioni e le caratteristiche dell’affare.</p>
<p>2. Il Consiglio comunale di Vasto ha già approvato all’unanimità, al riguardo, due distinte delibere:<br />
- nella prima, del 19 ottobre 2010, il Consiglio comunale “nell’intesa di rimanere attento e vigile sulla questione” delegava “la Commissione [Assetto del Territorio, NdR] a seguire tutti gli sviluppi ed a riferire” al Consiglio stesso;<br />
- nella seconda, del 4 novembre 2010, il Consiglio comunale “considerato che questa Assise, con i suoi interventi, ha espresso contrarietà all&#8217;insediamento”, richiedeva:<br />
- alla Regione, la Valutazione d&#8217;Impatto Sanitario e la Valutazione d&#8217;Incidenza;<br />
- alla Provincia, la modifica in senso restrittivo del PTAP;<br />
- al Consorzio Industriale, la modifica del PRT, “in coerenza con il PTAP per quanto già citato”</p>
<p>3. Né l’allora presidente della Commissione “Assetto del Territorio” (Fabio Smargiassi) né il Sindaco di Vasto le hanno attuate mai.<br />
Il Sindaco ha fatto anche di più. Come risulta dal verbale della Conferenza dei Servizi del 31 marzo 2011, il Sindaco di Vasto, nella sua qualità di massima autorità sanitaria locale, ha espresso “parere favorevole” all’insediamento della centrale. E ciò in mancanza della Valutazione d&#8217;Impatto Sanitario che egli stesso, il 4 novembre, aveva richiesto.</p>
<p>4. Noi non crediamo che ci sia bisogno di un terzo Consiglio comunale. La Giunta comunale può e deve da subito decidere di presentare ricorso al TAR. Anche perché tra gli atti richiesti dal Consiglio comunale dello scorso novembre ce n’è uno la cui mancanza, nell’atto regionale di autorizzazione, configura una grave irregolarità. È la Valutazione di Incidenza, ineludibile per un impianto di quelle dimensioni a poco più di 200 metri dal SIC.<br />
Ci attendiamo una risposta chiara in tempo utile.</p>
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		<title>Il depuratore di Torino di Sangro continua a scaricare liquami nel fiume</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2011/10/14/il-depuratore-di-torino-di-sangro-continua-a-scaricare-liquami-nel-fiume/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 13:48:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[torino di sangro]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo. 
Il depuratore di Torino di Sangro continua a scaricare liquami nel fiume nonostante sia sotto sequestro.
Il WWF da anni segnala la situazione di degrado ambientale presente alla foce del fiume Sangro. Presenza di pescatori abusivi, di strade di accesso inutili ma dannose, abbandono di rifiuti, tentativi di costruire manufatti fino agli argini, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo e pubblichiamo.</em></small> </p>
<p><strong>Il depuratore di Torino di Sangro continua a scaricare liquami nel fiume nonostante sia sotto sequestro.</strong></p>
<p><a href="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2011/10/depuratore-TdS.jpg" rel="lightbox[6186]"><img src="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2011/10/depuratore-TdS-300x225.jpg" alt="" title="depuratore TdS" width="300" height="225" class="left" /></a>Il WWF da anni segnala la situazione di degrado ambientale presente alla foce del fiume Sangro. Presenza di pescatori abusivi, di strade di accesso inutili ma dannose, abbandono di rifiuti, tentativi di costruire manufatti fino agli argini, ecc. La cosa sembra ancora più incredibile considerando che la foce del fiume Sangro è patrimonio ambientale unico, individuato dall’ Unione Europea come Sito di Interesse Comunitario (S.I.C.).</p>
<p>Il riconoscimento europeo fu attribuito nel 1995 per l’alto valore naturalistico dell’area dovuto alla ricchezza di tipologie d’habitat di ambiente mediterraneo e alla diversità a livello paesaggistico.</p>
<p>Una delle strutture che contribuiscono al decadimento dell’area è senza dubbio l’impianto di depurazione di Borgata Marina nel Comune di Torino di Sangro, impianto vetusto, sequestrato e sottoposto ad indagine da parte dell’autorità giudiziaria. Nonostante ciò, come dimostrano le immagini, l’impianto è accessibile a chiunque, essendo stato divelto il cancello d’ingresso. Inoltre, nonostante i sequestri e le indagini in corso, l’impianto continua a scaricare liquami non depurati alla foce del fiume Sangro.</p>
<p>Ancora una volta ciò che ci sorprende è l’indifferenza ed il silenzio delle amministrazioni, tutte in qualche modo coinvolte in questa vicenda: SASI, ATO, Comune di Torino di Sangro, Regione, Provincia di Chieti, ARTA, ASL, Corpo Forestale dello Stato. Tutti questi Enti sanno (o dovrebbero sapere) che questo impianto non funziona come dovrebbe a causa della sua inidoneità strutturale e alla mal gestione.</p>
<p><a href="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2011/10/tratto_Sangro.jpg" rel="lightbox[6186]"><img src="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2011/10/tratto_Sangro-300x224.jpg" alt="" title="tratto_Sangro" width="300" height="224" class="right" /></a>Cosa hanno fatto sinora la SASI e l’ATO, responsabili della gestione dei depuratori, e cosa stanno facendo a tutela del corpo idrico del Sangro? Quali sono le iniziative del Comune di Torino di Sangro e della ASL competente a tutela della salute pubblica? Gli Enti sono a conoscenza che ci sono pescatori, ignari, che esercitano la loro attività nei pressi del depuratore o addirittura nel punto dello scarico dei liquami? E’ noto che nelle adiacenze del depuratore è situata una struttura ricettiva turistica e che la fascia costiera limitrofa, assiduamente frequentata, è oggetto della balneazione?</p>
<p>Il WWF ha inviato una denuncia alla Procura della Repubblica di Vasto nella quale si segnala lo scarico putrido e nerastro che dal depuratore sversa nel fiume causando, a parere dell’Associazione, diversi reati in materia di ambiente e di tutela della salute pubblica.</p>
<p>Chiediamo che si chiuda definitivamente l’impianto di depurazione impedendo l’ulteriore danno all’ambiente. Nel frattempo è urgente emanare un’ordinanza sindacale per prevenire rischi sanitari che vieti l’uso dell’acqua del fiume per fini irrigui e la pesca alla foce del Sangro.</p>
<p><em>Ines Palena &#8211; Presidente dell’Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina</em></p>
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		<title>Il WWF interviene sulla raccolta differenziata</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 15:54:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Vasto]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
L&#8217;Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina nel 2009 ha deciso di collaborare con l&#8217;Amministrazione Comunale di Vasto nella fase di start up della raccolta differenziata porta a porta, e nella relativa fase di informazione della cittadinanza, in quanto crede fortemente in questa modalità di gestione del ciclo dei rifiuti, virtuosa e importante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><small>Riceviamo e pubblichiamo.</small></em></p>
<p>L&#8217;Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina nel 2009 ha deciso di collaborare con l&#8217;Amministrazione Comunale di Vasto nella fase di start up della raccolta differenziata porta a porta, e nella relativa fase di informazione della cittadinanza, in quanto crede fortemente in questa modalità di gestione del ciclo dei rifiuti, virtuosa e importante dal punto di vista ambientale.</p>
<p>I nostri operatori hanno completato la collaborazione al cosiddetto &#8220;terzo step&#8221; ormai diversi mesi fa. Ci sono quindi quartieri della città dove l&#8217;attività di informazione alla cittadinanza, e di consegna delle attrezzature necessarie, è stata portata a termine. Ma il servizio non è stato ancora attivato, suscitando le lamentele dei cittadini stessi. Chiediamo il perché di questa situazione che sta causando notevoli problemi alla gestione della raccolta e auspichiamo che possa essere al più presto risolta. I ritardi che si stanno accumulando stanno danneggiando il servizio stesso, rischiando di vanificare gli sforzi fatti finora da cittadini e operatori.</p>
<p><em>Ines Palena<br />
Presidente Ass. WWF Zona Frentana e Costa Teatina</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Incendio a Punta Aderci, netta condanna del WWF</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 13:28:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
&#8220;Restiamo increduli e turbati davanti ad un tale atto vandalico- dichiara la presidente dell’Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina Ines Palena, in riferimento all’incendio avvenuto la scorsa notte nella Riserva Regionale di Punta Aderci. Incendio che, per orari, modalità e vastità, appare evidentemente di natura dolosa.  Un attacco al cuore della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo e pubblichiamo.</em></small></p>
<p>&#8220;Restiamo increduli e turbati davanti ad un tale atto vandalico- dichiara la presidente dell’Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina Ines Palena, in riferimento all’incendio avvenuto la scorsa notte nella Riserva Regionale di Punta Aderci. Incendio che, per orari, modalità e vastità, appare evidentemente di natura dolosa.  Un attacco al cuore della biodiversità e della bellezza dell&#8217;intera Costa Teatina.</p>
<p>In poche ore sono andati a fuoco diversi ettari di vegetazione, tra cui varie querce e ginestre. Grazie alla pronta segnalazione di due cittadini e all&#8217;intervento dei volontari delle Giacche Verdi, degli operatori della Riserva e dei Vigili del Fuoco è stato possibile impedire una tragedia di proporzioni immani che avrebbe messo a repentaglio l&#8217;integrità dell&#8217;intera Riserva. Ma resta ugualmente l’amarezza per quanto irrimediabilmente perso e la condanna assoluta verso chi ne è stato l’artefice”.</p>
<p>&#8220;La Riserva Regionale di Punta Aderci, mentre riceve periodicamente prestigiosi riconoscimenti nazionali e internazionali &#8211; aggiunge il Referente dell&#8217;Area Vastese del WWF Zona Frentana e Costa Teatina Alessio Di Florio &#8211; è al centro di attacchi denigratori e di veri e propri atti di vandalismo. Torniamo a ripetere, un anno dopo, quanto già denunciato l’anno scorso: atti scriteriati e gravissimi di alcuni rischiano mettere a repentaglio non solo l’area protetta ma anche la stessa incolumità di operatori e volontari che agiscono nella Riserva.</p>
<p>Conclude Ines Palena “Rifletta chi nei mesi scorsi ha evocato o minacciato di mettere a fuoco le Aree Protette della Costa Teatina. Anche quando non si vogliono far seguire alle parole i fatti, ci sono sempre menti malate che possono ascoltare e prendere alla lettera quanto ascoltato e realizzarlo”.</p>
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		<title>Il &#8216;Civeta&#8217; soffre da anni di mala gestione</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 10:43:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#1080;&#1082;&#1086;&#1085;&#1080;Riceviamo dal WWF-Zona Frentana e Costa Teatina.
&#8220;La proposta di costruire un inceneritore a Cupello ha scatenato le scorse settimane un vivace dibattito. Insieme all&#8217;Arci abbiamo già espresso la nostra contrarietà &#8211; afferma la presidente del WWF Zona Frentana e Costa Teatina Ines Palena &#8211; ad una tecnologia obsoleta, dannosa per la salute e fortemente inquinante. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font style="position: absolute;overflow: hidden;height: 0;width: 0"><a href="http://ikoni.eu/ikoni">&#1080;&#1082;&#1086;&#1085;&#1080;</a></font><small><em>Riceviamo dal WWF-Zona Frentana e Costa Teatina.</em></small></p>
<p>&#8220;La proposta di costruire un inceneritore a Cupello ha scatenato le scorse settimane un vivace dibattito. Insieme all&#8217;Arci abbiamo già espresso la nostra contrarietà &#8211; afferma la presidente del WWF Zona Frentana e Costa Teatina Ines Palena &#8211; ad una tecnologia obsoleta, dannosa per la salute e fortemente inquinante. Innumerevoli pubblicazioni scientifiche ne dimostrano la pericolosità e non esistono ad oggi tecnologie che riescano ad abbattere del tutto i fumi tossici prodotti. Non si può far leva sull&#8217;emergenza rifiuti per calare sui cittadini scelte che nel lungo termine li porterebbero a pagare elevati costi economici, ambientali e sanitari. Nel riflettere su come evitare lo stato di emergenza vanno valutati anche altri aspetti, che finora non sono stati considerati, come ad esempio le criticità di un impianto come il Civeta, che contribuiscono ad ostacolare il corretto smaltimento dei rifiuti. Innanzitutto non è corretto affermare che la raccolta differenziata va superata e che non è più sufficiente. L&#8217;Abruzzo è in fortissimo ritardo rispetto agli obiettivi della normativa nazionale (65% entro il 2012, attualmente siamo intorno al 28%), un ritardo ancora maggiore tra i Comuni consorziati al Civeta (la percentuale attuale è poco sopra il 20%).</p>
<p>A questo si aggiunge la sostanziale carenza di adeguati impianti per il trattamento della frazione organica ed il compostaggio. Un&#8217;inadeguatezza dimostrata anche dalla crisi dello scorso mese di maggio, durante la quale il Civeta ha bloccato per alcune settimane il conferimento extra-consortile (alcuni Comuni coinvolti sono arrivati a minacciare di sospendere la raccolta differenziata!). Nel caso specifico del Civeta si aggiunge poi una gestione a dir poco discutibile, i cui costi finora sono interamente ricaduti sui cittadini (solo l&#8217;anno scorso in alcuni Comuni la TARSU è stata aumentata del 30%), che ora rischiano anche di dover subire la costruzione di un inceneritore&#8221;</p>
<p>&#8220;In un rapporto del novembre 2009 il commissario regionale Marco Famoso ha definito la gestione del Civeta &#8216;quasi senza regole&#8217; &#8211; aggiunge Alessio Di Florio, referente per l&#8217;area vastese dell’ Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina &#8211; Una definizione che sintetizza la poco efficiente gestione, alla base dell&#8217;attuale rischio di esaurimento (in pochi anni) per la seconda volta di una vasca della discarica. Negli anni sono state mandate ben 3 diffide (luglio 2007, dicembre 2008, agosto 2009) dalla Regione al Consorzio Civeta &#8216;dall’effettuare attività di gestione degli impianti difformemente&#8217; da quanto dovuto. Durante l&#8217;iter autorizzatorio della seconda vasca si è arrivati addirittura ad un vero e proprio scontro istituzionale tra la Regione e il Consorzio. Il 5 Aprile 2008 il sindaco di Cupello Angelo Pollutri ha consentito con un&#8217;<a target="_blank" href="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/ordinanza_Civeta_2008.jpg" rel="lightbox[5973]">ordinanza</a> lo &#8220;stoccaggio provvisorio&#8221; nella vasca, allora in via di autorizzazione presso la Regione Abruzzo. Nel Giugno dello stesso anno Franco Gerardini (Responsabile del Servizio Gestione Rifiuti della Regione) in una nota scritta fa riferimento ad una &#8220;presumibile illegittimità&#8221; dell&#8217;Ordinanza del Sindaco Pollutri. Illegittimità definitivamente confermata il 25 settembre 2008 dal parere legale dell&#8217;avv. Valeri acquisito dalla Regione Abruzzo. La gestione dell&#8217;apertura della seconda vasca della discarica, di cui questi sono alcuni degli episodi caratterizzanti, è oggetto in questi mesi di un processo in corso presso il Tribunale di Vasto nel quale sono imputati il sindaco Pollutri e il direttore del Civeta Sammartino&#8221;.</p>
<p>Sono gli effetti di questa gestione ad aver portato all&#8217;attuale situazione del consorzio Civeta. Chi ne è stato protagonista non può oggi parlare di fallimento della raccolta differenziata e proporre come alternativa l&#8217;incenerimento dei rifiuti. L&#8217;unica soluzione è una gestione virtuosa e corretta dell&#8217;impiantistica e il raggiungimento degli obiettivi di legge, ormai non più prorogabili.</p>
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		<title>Parcheggi sulla strada parco: l&#8217;emergenza che non c&#8217;è</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 14:45:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo da WWF e Mare Libero.
Mascia ritiri subito l&#8217;ordinanza. Il parcheggio esiste già: 3000 posti auto sull&#8217;area di risulta.
Pescara. Come ogni anno arriva puntuale l&#8217;&#8221;emergenza parcheggi&#8221;, puntuali le lamentele dei balneatori, puntuale il provvedimento salvifico, sempre più fantasioso (e incivile). Come non ricordare le auto e i motorini che scorrazzavano senza regole sui marciapiedi della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo da WWF e Mare Libero.</em></small></p>
<p><em>Mascia ritiri subito l&#8217;ordinanza. Il parcheggio esiste già: 3000 posti auto sull&#8217;area di risulta.</em></p>
<p><a href="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/marelibero.jpg" rel="lightbox[5840]"><img src="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/marelibero.jpg" alt="" title="marelibero" width="164" height="114" class="left" /></a><strong>Pescara</strong>. Come ogni anno arriva puntuale l&#8217;&#8221;emergenza parcheggi&#8221;, puntuali le lamentele dei balneatori, puntuale il provvedimento salvifico, sempre più fantasioso (e incivile). Come non ricordare le auto e i motorini che scorrazzavano senza regole sui marciapiedi della riviera Nord due anni fa?<br />
Programmare la mobilità di una cittadina balneare pare impresa troppo ardua per chi amministra, preoccupato solo di accontentare questa o quella lobby che a turno chiedono provvedimenti ad hoc. </p>
<p>Già da un anno si sapeva che i costruttori non avrebbero dato le aree della pineta Nord se non in cambio di volumetrie che l&#8217;amministrazione ha giustamente rifiutato di concedere. La soluzione per quest&#8217;anno era già stata trovata : l&#8217;area di risulta, un&#8217; area parcheggio in pieno centro, a pochi metri dal lungomare, idonea ad accogliere circa 3000 autovetture e un servizio di bus navetta per raggiungere comodamente gli stabilimenti balneari.<br />
Che bisogno c&#8217;era di creare un ulteriore zona di parcheggio sulla cosiddetta strada parco? </p>
<p><a href="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/wwf1.jpg" rel="lightbox[5840]"><img src="http://www.vastesi.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/wwf1.jpg" alt="" title="wwf1" width="72" height="104" class="right" /></a>Ci sembra un&#8217; ordinanza schizofrenica e diseducativa che va in netta controtendenza con gli obiettivi, sbandierati fino a  ieri in difesa della filovia,  di riduzione del traffico veicolare in città e dell&#8217;inquinamento conseguente.<br />
Come può essere considerato un “successo politico” portare migliaia di autovetture sull&#8217;unico asse viario deputato alla mobilità ecologica?<br />
Non sarebbe più logico sperimentare il passaggio dei bus navetta (potenziandone il numero e la frequenza) dall&#8217;area di risulta sul tracciato della strada parco?</p>
<p>É ovvio che, dando la possibilità di parcheggiare lungo il tracciato, nessun cittadino sceglierà di parcheggiare sull&#8217;area di risulta. É ancora un occasione mancata da parte dell&#8217;amministrazione di educare i cittadini all&#8217;uso del mezzo pubblico, come avviene in tutta Europa, dove le politiche sulla mobilità tendono a disincentivare l&#8217;uso delle automobili e a non facilitarne l&#8217;ingresso in città.   </p>
<p>Invitiamo il sindaco Mascia a ritirare l&#8217;ordinanza.</p>
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		<title>No del WWF e dell&#8217;Arci all&#8217;inceneritore a Cupello</title>
		<link>http://www.vastesi.com/blog/2011/07/08/no-del-wwf-e-dellarci-allinceneritore-a-cupello/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 09:26:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo da ARCI-Provincia di Chieti e WWF Zona Frentana e Costa Teatina.
Le associazioni ARCI Prov. di Chieti e WWF Zona Frentana e Costa Teatina esprimono il loro radicale dissenso rispetto a quanto affermato in queste ore dal sindaco di Cupello Angelo Pollutri, che ha offerto la disponibilità della propria cittadina ad ospitare uno dei futuri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>Riceviamo da ARCI-Provincia di Chieti e WWF Zona Frentana e Costa Teatina.</em></small></p>
<p>Le associazioni ARCI Prov. di Chieti e WWF Zona Frentana e Costa Teatina esprimono il loro radicale dissenso rispetto a quanto affermato in queste ore dal sindaco di Cupello Angelo Pollutri, che ha offerto la disponibilità della propria cittadina ad ospitare uno dei futuri inceneritori prospettati nei giorni scorsi dalla Regione Abruzzo.</p>
<p>L&#8217;incenerimento dei rifiuti è una tecnologia obsoleta, dannosa per la salute e fortemente inquinante, in quanto emette numerosi composti nocivi in atmosfera come diossine, metalli pesanti, polveri sottili, IPA, ossidi di azoto e zolfo. Oltre alla sua pericolosità, che nessun filtro o sistema di abbattimento può del tutto eliminare, necessita di un apporto di RSU (rifiuti indifferenziati) costante, cosa che contrasta fortemente con la direzione indicata sia dallo stesso Piano Regionale dei Rifiuti che dalle normative nazionali ed europee. Queste, infatti, promuovono la riduzione a monte dei rifiuti e l’implementazione della raccolta differenziata, processi che vanno verso la graduale diminuzione del volume da conferire in discarica. Per cui l’inceneritore non rappresenta una soluzione a lungo termine delle problematiche della gestione del ciclo dei rifiuti in Abruzzo. </p>
<p>Altre devono essere le strade da intraprendere, come quella di spingere sulla raccolta “porta a porta”, dato che in Abruzzo le percentuali di raccolta differenziata sono molto lontane dalle quelle previste dalla legge (65% entro il 2012). Inoltre, visto che i Comuni “virtuosi” che recuperano l’umido lamentano la carenza di impianti di compostaggio in regione, i soldi per gli inceneritori devono essere usati piuttosto per potenziare quelli già esistenti e farne di nuovi. L&#8217;impianto del Consorzio CIVETA, nelle intenzioni di chi lo progettò, doveva puntare soprattutto sul compostaggio dei rifiuti organici, ma le annose criticità che lo accompagnano non hanno consentito di ottenere un compost con gli alti standard di qualità che si era prefisso. Auspichiamo che vengano fatte tutte le modifiche e le migliorie necessarie affinchè il suo prodotto possa rientrare nel marchio di qualità creato dalla Regione Abruzzo &#8220;Compost Abruzzo&#8221; .</p>
<p>Chiediamo quindi al sindaco di Cupello Angelo Pollutri, e ai tutti gli amministratori degli Enti Locali, di abbandonare il progetto di costruzione degli inceneritori e di puntare al raggiungimento degli obiettivi fissati dalla legge della raccolta differenziata e sul compostaggio, senza mai perdere di vista la sostenibilità ambientale e la tutela della salute.</p>
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