Appello per il Parco della Costa Teatina

redazione

Abbiamo inviato a vari indirizzi la seguente email, in cui ci si riferisce al comunicato linkato in fondo al post. In questo modo sarà possibile scaricare la versione di bozza piu’ aggiornata, in base alle proposte che riusciremo a raccogliere.
 

Appello per il Parco della Costa Teatina

Sul blog vastesi.com siamo da tempo impegnati a promuovere la discussione attorno al nascente Parco della Costa Teatina.
A breve il consiglio comunale di Vasto dovrà esprimersi sulla perimetrazione del Parco Nazionale.

Convinti dell’importanza di questa scelta, auspichiamo un impegno di tutta la società civile che in questa circostanza può far sentire la propria voce per sottolineare l’importanza di un progetto di sviluppo di lungo periodo, svincolato dalle logiche di partito che spesso hanno comportato, sul territorio, contraddizioni inaccettabili.

Un esempio su tutti è la zona di Punta Penna dove convivono industrie a rilevante impatto ambientale, riserve naturali, aree SIC ed importanti realtà ristorative e recettive.
Pensiamo che il nostro territorio debba svilupparsi in maniera eco-compatibile, pensiamo che turismo, agricoltura e attività industriali con impianti tecnologicamente avanzati possano contribuire enormemente al benessere economico di tutti.

Il parco, in questo senso, può aiutarci a pianificare lo sviluppo futuro ponendo un freno alla speculazione edilizia che ha portato alla paralisi del mercato immobiliare oltre che a risultati poco brillanti sia nel turismo che nel miglioramento della qualità della vita.

Per questo motivo chiediamo di discutere e formulare assieme alle associazioni vastesi, ai consumatori, agli agricoltori, agli artigiani, ai ristoratori, ai balneatori ed ai commercianti, un comunicato stampa comune, per convincere i nostri amministratori dell’importanza del Parco Nazionale e della necessità di approvare l’attuale proposta della Regione che vede in Vasto il comune capofila del parco e che riconosce alla nostra città un enorme valore ambientale, includendo nel parco tutto il territorio compreso tra la rete autostradale ed il mare.

Proponiamo in allegato una bozza di comunicato che potrà essere modificato a seconda delle opinioni che via via si delineeranno.

Certi di una risposta positiva vi invitiamo a comunicarci la vostra adesione a supportare l’iniziativa o ad intervenire sul nostro blog nelle discussioni già aperte ed in quelle che seguiranno.
http://www.vastesi.com/blog/2008/05/13/appello-per-il-parco-della-costa-teatina/
Ogni vostro commento a riguardo è benvenuto, grazie.

Cordiali saluti

» Bozza del comunicato

 
 
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» Parco, no. Industria, si. Ovvero, come ti valorizzo Punta Aderci.


'Appello per il Parco della Costa Teatina' ha ricevuto 61 commenti:
(il più recente in testa)

  1. MAC
    MAC
    Venerdì 20 Giugno 2008 ore 15:29 - Permalink

    http://www.piazzarossetti.it/n.....colo=17167

    Emendamento taglia parchi, notizia che apprendo da piazzarossetti. Bene, sicuramnete non sarà il nuovo governo Berlusconi a proteggere l’Abruzzo e gli interessi della Costa dei Trabocchi………….
    La notizia spicca tra le pagine web del quotidiano del presidente del consiglio comunale. Ora più che mai bisognerebbe chiedere a tutti i sindaci e politici se non sia veramente il caso di dire SI alla perimetrazione della regione. Rispondere picche è una follia, vuol dire perdere soldi ed opportunità……..
    Davvero risuciremo a resistere agli interessi degli speculatori e dei criminali che investono nell’edilizia (vedi histonium2)??
    Tutti sono d’accordo sul valorizzare e tutelatre il territorio, ma allora perchè rinunciare ad una occasione così ghiotta??
    Politici E-SPO-NE-TE-VI.

  2. MAC
    MAC
    Mercoledì 11 Giugno 2008 ore 16:36 - Permalink

    Da PrimaDaNoi:
    “«L’agricoltura abruzzese» ricordano le organizzazioni professionali «oltre a garantire alimenti di qualità con accertate caratteristiche organolettiche, salutistiche e nutrizionali, assicura la difesa e la valorizzazione dell’ambiente e del territorio, elementi qualificanti dell’immagine e dell’economia regionali. Su questa piattaforma» concludono Coldiretti, Cia e Confagricoltura «inauguriamo un periodo di mobilitazione con l’avvio di una serie di iniziative e incontri sull’intero territorio regionale ai quali chiamiamo a partecipare tutti i soggetti sensibili alle problematiche agricole, alimentari, ambientali ed alla crescita economica e sociale della nostra regione».”
    FONTE ( http://www.primadanoi.it/modul.....ryid=15715 )

    Che le associazioni di agricoltori si siano rese conto dell’importanza di un altro parco nazionale e più in genere dell’importanza di tutelare l’ambiente??? Beh! Spero proprio di si!!!. Le associazioni (provinciali) firmatarie del testo citato erano state contattate anche da noi per il famoso CS da presentare ai media.
    Adesso….. Mi/Vi chiedo se sia possibile dialogare con queste associazioni coinvolgendo il coordinamento Emergenza Abruzzo di cui Vastesi.com fa parte. Se emergenza abruzzo firmasse un CS con le associazioni di agricoltori, sarebbe un buon passo in avanti

  3. MAC
    MAC
    Domenica 8 Giugno 2008 ore 09:43 - Permalink

    Fabrizia hai ragione. Il mio problema, però, è quello di non lavorare a Vasto. E’ per questo che con vastesi.com abbiamo chiesto aiuto alla rete e alle associazioni. La proposta del CS era quella di raggiungere un documento condiviso, discutere un progetto da definire inizalmente sul web per poi applicarlo sulla territorio. Le associazioni che tu hai nominato sono state tutte avvisate per mail, speriamo rispondano all’appello anche se ormai non sono molto ottimista……..
    Comunque accetto il consiglio del volantino……

  4. Unregistered
    fabrizia
    Sabato 7 Giugno 2008 ore 18:39 - Permalink

    scusami Mac, visto che l’appello è per Vasto, ti consiglio di fare il giro dei negozi, alberghi ecc., il porta porta funziona ancora in maniera eccellente, lo so è una faticaccia, ma per il Centro Oli è stato fatto così, poi piano piano monta si allarga ecc., non dare per scontato mai niente, è in arrivo l’estate, tutti abbiamo un bisogno maggiore di natura salubrità ecc
    poi a Vasto ci sono delle eccellenti associazioni, ARCI, Porta Nuova,WWF ecc, magari le avessimo avute ad Ortona, a Vasto per proteggere Punta Aderci ci sono andati in 2000, a Postilli in 350 e quasi tutti da Pescara, Chieti, Francavilla
    Fabrizia

  5. Unregistered
    mac
    Giovedì 5 Giugno 2008 ore 14:34 - Permalink

    http://www.primadanoi.it/modul.....ryid=15614

    Interessantissimo questo rapporto di legambiente diligentemente pubblicato da Prima di Noi. Nella classifica degli illeciti contro l’ambiente l’Abruzzo,regione verde, è all’undicesimo posto. Sarebbe interessante valutare la percentuale di reati per provincia ma purtroppo non ho questi dati……
    Da questo rapporto si evince, comunque, lo stretto legame tra reati contro l’ambiente, mafia e criminalità in genere. Ad oggi, la tutela del territorio e dell’ambiente è indispensabile per una maggior sicurezza del cittadino. Non è una coincidenza che le regioni tradizionalmente affette dal problema “mafie” sono le prime nella classifica dell’illegalità ambientale: Campania, Calabria, Puglia e a sorpresa il LAzio seguito dalla Sicilia, chiude la classifica la VAlle d’Aosta.
    Questa è l’ennesima occasione per rilanciare una seria discussione sul parco, ente che aiuterebbe a garantire maggior legalità e sicurezza.

  6. MAC
    MAC
    Martedì 3 Giugno 2008 ore 17:48 - Permalink

    Registro che le assocaizioni non si sono fatte sentire……
    Devo essere sfiduciato?????

  7. soleluna
    soleluna
    Giovedì 29 Maggio 2008 ore 10:33 - Permalink

    Io ho intenzione di andare.. ci sono altre adesioni? :)

  8. Unregistered
    mac
    Giovedì 29 Maggio 2008 ore 09:58 - Permalink

    A riprova della necessità di un parco nazionale….
    L’abusivismo a Vasto non si arresta anche se questa volta è stato posto rimedio.
    http://www.piazzarossetti.it/n.....colo=16701
    Ma chi ci dice che le amministrazioni future continueranno a vigilare???
    Chi ci dice che non arriveranno condoni?? Forse un ente in più che fa gli interessi di tutti e non dei furbi aiuterebbe a tenere la stuazione sotto controllo

  9. Unregistered
    mac
    Lunedì 26 Maggio 2008 ore 12:52 - Permalink

    Ok ragà primo giugno a san vito chi può andare???? Io devo lavorare……
    Voi??? A questo punto conviene produrre un documento condiviso dalla maggior parte degli utenti di vastesi.com e poi consegnarlo a FAbrizia in occasione della manifestazione del primo……
    Che ne pensate?? Chi puo andare????

  10. Unregistered
    Massimo Desiati
    Domenica 25 Maggio 2008 ore 18:39 - Permalink

    “Certo se Vasto produce la perimetrazione, fa una gran bella figura, ma ai fini….., perciò il Ministero e la Regione devono dirci loro cosa sono disposti a fare, Caramanico ha proposto una perimetrazione che va dall’autostrada con diversi gradi di protezione al mare, i comuni sono insorti…..
    Noi sappiamo della valenza delle reti ecologiche, e della modernità di parchi tra il”cemento” per garantire quelle ultime vie che dal mare vanno ai parchi interni come vitale ossigeno, per poi inserire il tutto nel grande progetto APE, appennino Parco D’Europa “.
    Credo che Fabrizia abbia colto nel segno. Sono comunque i Comuni a dover perimetrare i territori vocati. Potrebbero anche trovare comun denominatori per dare coralità all’azione ed avere unica voce in un eventuale contraddittorio con gli altri enti sovraordinati.

  11. Unregistered
    fabrizia
    Domenica 25 Maggio 2008 ore 16:22 - Permalink

    Scusate, ma il problema non è se condividere un documento condivisibilissimo, che tra l’altro è molto positivo, quindi accattivante per i politici intelligenti; ma la volontà dei 9 comuni a fare quello che la regione ha chiesto loro un anno fa, sinceramente ad Ortona non interessa niente del parco, come probabilmente ad altri comuni.
    Certo se Vasto produce la perimetrazione, fa una gran bella figura, ma ai fini….., perciò il Ministero e la Regione devono dirci loro cosa sono disposti a fare, Caramanico ha proposto una perimetrazione che va dall’autostrada con diversi gradi di protezione al mare, i comuni sono insorti…..
    Noi sappiamo della valenza delle reti ecologiche, e della modernità di parchi tra il”cemento” per garantire quelle ultime vie che dal mare vanno ai parchi interni come vitale ossigeno, per poi inserire il tutto nel grande progetto APE, appennino Parco D’Europa.
    Ma per capirci, di tutta questa ricchezza che è la sfida per un futuro straordinario prossimo venturo, che se organizzato bene porterà benessere per la collettività e non più per poche lobby; come viene realmente visto, una risorsa? o un fatto destabilizzante nell’assetto dei poteri.
    Comunque sta girando un foglio con raccolta firme, per rilanciare il Parco, teniamoci aggiornati, il primo giugno a San Vito-un altro comune ostico- ci vediamo e possiamo parlarne, il Parco in quella giornata sarà la stella polare.
    a presto Fabrizia

  12. Andrea Smargiassi
    Andrea Smargiassi
    Venerdì 23 Maggio 2008 ore 19:03 - Permalink

    Naturalmente sul secondo punto sono ironico…è ovvio che siano interessate: devono però collaborare con i comuni alla stesura della perimetrazione.
    Se si continua sui 2 binari di comuni poco interessati e associazioni non coinvolte siamo fuori strada. questo deve essere il nostro compito: rendere i comuni interessati e le associazioni coinvolte.
    Inoltre è chiaro che regolamenti e finalità vengono in un secondo tempo, non si temporeggia mica su questo. Intanto si stili una perimetrazione adeguatamente studiata che può nascere solo dal connubio tra i comuni le esigenze di prg futuri e le associazioni coinvolte se non è possibile coinvolgere le università per esigenze di tempo.

  13. Andrea Smargiassi
    Andrea Smargiassi
    Venerdì 23 Maggio 2008 ore 18:50 - Permalink

    Tutt’altro dici? a me sembra che sia proprio questo il punto. Parli di coinvolgere i comuni…ed io ho detto esattamente quello: è ora che facciamo un incontro con il sindaco.
    La mia proposta è quella di stringere i tempi della politica. Il nostro comunicato può andare in quella direzione, ma di certo non possiamo pretendere di decidere noi le aree a valenza ambientale, le aree per altra destinazione ecc, semplicemente perchè è un lavoro enorme che sinceramente esce dalle mie possibilità.
    Tocca ai comuni? Giustissimo…ogni comune deve collaborare con proposte concrete ed il sindaco della città può fare da collante e da portavoce. Noi dobbiamo premere affinchè questo passo sia fatto in tempi brevi.
    Do quindi il mio contributo al comunicato:

    - Reclamare che il comune di Vasto proponga una perimetrazione del suo territorio comunale e che riunisca i sindaci degli altri comuni interessati per far fare altrettanto ed in presenza dei rappresentanti degli enti superiori e degli enti coinvolti.
    - Ritentare di coinvolgere nuovamente le associazioni (se sono davvero interessate) affinchè aiutino il sindaco ed il comune di Vasto e gli altri comuni interessati nel redigere una bozza di perimetrazione, senza continuare a discutere inutilmente.

    Intanto mi viene in mente questo; se c’è accordo, procediamo; aggiungete altri punti o correggete questi.

  14. Unregistered
    mac
    Venerdì 23 Maggio 2008 ore 12:31 - Permalink

    Fabrizia e Andrea tutto giusto, ma qui si chiede tutt’altro. Qui si chiede di condividere un comunicato e di condivederlo e farlo condvidere a tanti. Fabrizia dice che ci dobbiamo far sentire, bene, nel nostro piccolo abbiamo scritto quattro righe Emergenza abruzzo ci sta??? Ha delle modifiche da proporre??
    Tutto qui…..
    Prendere la discussione come uno sfogo va benissimo, in quasto momento poi è ancora più comprensibile, ma a mio avviso dovremmo cominciare a mettere il pepe al culo un po a tutti i politici e cittadini. Parco a Dicembre.! Si alla perimetrazione.!
    Se gli studi ci sono già stati, tanto meglio li si mettano a disposizione di tutti. Andrea inutile temporeggiare ancora, le istituzioni hanno detto la loro il Ministro, la regione, ora tocca ai comuni. Il regolamento e le finalità del parco dovranno esser discusse in una fase successiva. Le difficoltà di vastesi.com come è noto sono legate alla mancata presenza su territotio se però si potesse cominciare a collaborare via web ed incontrarsi di tanto in tanto si potrebbe pensare ad una collaborazione proficua con tutte le associazioni, che ripeto non ancora si sono sentite chiamate in causa. Cosa ne pensate voi tutti? Cosa ne pensa emergenza abruzzo?? E gli utenti di vastesi.com sono d’accordo con quanto auspico??

  15. Andrea Smargiassi
    Andrea Smargiassi
    Giovedì 22 Maggio 2008 ore 19:56 - Permalink

    lo studio non lo possimo proporre noi, ma va fatto con gli strumenti adeguati, con il necessario iter, con l’individuazione delle aree a rilevanza ambientale e in connubio con le esigenze di espansione e sviluppo cittadino. La via in realtà sarebbe sbrigativa se noi proponiamo di “risolvere la questione” ed il politico di turno raccoglie immediatamente la proposta.
    Vasto sarebbe la capitale di tale futuro parco? Allora chiamo in causa direttamente il sindaco Lapenna a prendere a cuore ed in mano la situazione, a premere con la giusta intensità là dove si dovrebbe premere e a proporre in collaborazione con gli altri comuni una bozza di perimetrazione che preveda le esigenze delle città.
    Si faccia sentire dove le parole del sindaco della sesta città d’Abruzzo si devono far sentire, soprattutto quando è rappresentante di un territorio esteso ed importante.
    Prenda in mano la situazione e si provi a farla uscire dall’appiattimento.
    Si faccia un progetto, uno studio preliminare con l’università, si dica e si faccia capire in giro: c’è volontà politica di difendere ciò che è rilevente dal punto di vista ambientale.
    la nostra volontà c’è, ma ci vuole necessariamente quella politica altrimenti andiamo a sbattere contro un muro.
    Possiamo riproporre un incontro con il sindaco.

  16. Unregistered
    fabrizia
    Giovedì 22 Maggio 2008 ore 16:00 - Permalink

    Le associazioni, sono semplicemente stremate, solo per avere quello straccio di robetta in più in :misure urgenti per la tutela e la valorizzazione della Costa Teatina, e parlo di:Fascia esterna di protezione 150 metri a valle e 150 metri a monte, lungo il tracciato ferroviario dismesso e l’aggiunta di altre riserve: Acqua Bella, Ripari Di Giobbe, Marina Di Vasto.
    Non vengono accettate: Pinetina Casalbordino-ora andata in fumo-e Postilli Riccio per via della litoranea che nessuno ha voluto fermare: un troncone infrastrutturale per implementare il traffico con i paesi dell’est EU per svincolarsi da norme e leggi che impedivano una strada a 50 mt. dalla battigia circa, per poter impunemente costruire, azzerando anche la possibilità che sulle colline a ridosso di quest’ultima si potesse fermare l’arrivo del Centro Oli, 2 piccioni con una …
    DUE ANNI di duro lavoro, dopo che anni addietro con raccolte firme ecc eravamo riusciti a far inserire la Costa Teatina tra le aree di pregio da proteggere, e l’inizio dell’Iter istitutivo del Parco della Costa Teatina :legge n. 93 del 2001 articolo 8, comma 3.
    Ora siamo con : piattaforme che nascono come funghi, Confindustria che parla di sviluppo bloccato perchè sino al 31 dic. non si possono impiantare insediamenti insalubri di prima classe sulla Costa-vedi emendamento -, i sindaci che non hanno la benchè minima intenzione di produrre una perimetrazione degna per un Parco, tranne pochi- è passato un altro anno-, il cemento porta soldi subito e in ogni senso, poi li sottrae in poco tempo, anche li in ogni senso, tranne per gli arricchimenti personali di pochi.
    Studi per il Parco ce ne sono, anche milioni già spesi anni fa, progetti prodotti idem, non c’è la volontà politica di nessuno tranne di pochissimi, uno o due ma troppo poco potenti.
    Assistiamo attoniti alle trasformazioni di chi arriva al governo Reg. : quando si è all’opposizione tutti per la democrazia e altre belle frasche, se si governa altra musica, sarà il potere e il fascino delle lobby economiche, che sollevano il politico da noiose pianificazioni territoriali a lungo termine, infatti quest’ultimi sono gli unici che se la cantano e se la suonano e ce le suonano, coerenti e compatti .
    Regione e Ministero, sono solo loro che possono fare qualcosa, ma ci vuole il coraggio dell’intelligenza, ma sembra che preferiscano scavare quel baratro che si chiama FUTURO; è vero con la fame e la paura si comanda meglio.
    Cosa fare? farci sentire in tutte le occasioni possibili, in tanti compatti fuori dai partiti e dai politici, quest’ultimi ci devono dimostrare solo chi sono e cosa sanno fare.
    A breve due occasioni:
    il 25 a Tollo, Cantina Tollo,ore 17 incontro sulla biodiversità, ci sono tanti politici, andiamo li con striscioni.
    Il 1 giugno a San Vito, ore 15 porto, serenata per il mare: contro le piattaforme, cemento fiumi inquinati ecc, i bravi e cari amici di questo blog vi informeranno su quest’ultima manifestazione organizzata da Emergenza Ambiente Abruzzo
    a presto e scusate la tristezza, in realtà sono sempre ottimista
    Fabrizia

  17. Unregistered
    mac
    Giovedì 22 Maggio 2008 ore 13:25 - Permalink

    Ok andrea io ho delle perplessità sui tempi…..
    Comnque per uno studio appropriato cosa si uò prporre’? Con chi possiamo parlare????
    E come possiamo avere dei consensi da tutte le associazioni contattate che non si sono fatte sentire??? Dobbiamo esprimersi pubblicamente e lanciare il dialogo sui media locali???

  18. Andrea Smargiassi
    Andrea Smargiassi
    Giovedì 22 Maggio 2008 ore 00:14 - Permalink

    In quest’ultimo intervento trovo alcune risposte ai problemi che avevo sollevato. Sono in accordo col fatto che non si debba fare confusione e di tutta l’erba un fascio. E’ necessario studiare la questione anche di uno sviluppo ecocompatibile delle città con tutti gli strumenti presenti, possibili ed attuabili.
    Allora il punto diventa un’altro: vogliamo veramente un parco fatto come si deve? anch’io penso che sia una grande opportunità. Allora bisogna stringere i tempi per attuare tutti gli studi e gli strumenti necessari.
    Ripeto una Vasto capitale del parco della costa teatina è un sogno per tutti noi e dobbiamo provare a realizzarlo nelle migliori condizioni.
    La volontà di popolo c’è, ci vuole la forza, la volontà ed anche il coraggio della classe politica.
    Si consideri prioritaria la necessità di uno studio dettagliato del territorio elegibile a parco, ma questa scelta deve essere fatta rapidamente.

  19. Unregistered
    Massimo Desiati
    Mercoledì 21 Maggio 2008 ore 20:10 - Permalink

    Caro mac, non intendevo giustificare un rinvio o un ritardo, assolutamente. L’istituzione dev’essere repentina. Non mi sono ben spiegato: sono io che non conosco lo stato dell’arte e, quindi, non ho elementi per verificare a che punto realmente si trova il progetto! Ma che si debba procedere non v’è dubbio! Quel che bisognerà ben considerare è il Piano di assetto naturalistico del costituendo Parco, è lì che si decidono vincoli e strategie di sviluppo. Che il Parco possa valorizzare è vero, quel che non credo sia possibile è che interessi un territorio così grande da sostituire altre pianificazioni territoriali. Il Parco è tale perchè comprende territori di valenza naturalistica, non può riguardare l’intero territorio dei Comuni ricompresi. Ci sono altri strumenti per far questo e facevo l’ esempio del Piano urbanistico sottoposto ai criteri di Valutazione Ambientale Strategica. Attenzione a non fare confusione. Una cosa sono le aree delimitate nella zona parco, altra cosa è il territorio comunale governato da un Piano regolatore o, per alcune sue zone, da un Piano particolareggiato.
    In quanto al coinvolgimento “del mio partito”, ti confermo che il Consigliere che lo rappresenta in Regione ha proposto lui una legge istitutiva di una riserva naturale per fermare il Centro oli! Insomma, la firma già è depositata.
    Ti ringrazio per la chiamata in causa. Per quanto mi riguarda, sono le cose di cui non sono a conoscenza a limitarmi nel ragionamento. Comunque, dell’argomento ne parlo volentieri!

  20. Unregistered
    mac
    Mercoledì 21 Maggio 2008 ore 16:11 - Permalink

    Non capisco Massimo…..
    Da come ti esprimi colgo dei valori che condivido ma allora perchè perder tempo!!!! Se il parco conviene a tutti perchè non farlo???? Sono fretoloso forse, ma se qua non ci si da una mossa tutto verrà dimenticato. Non credi che la paura sull’ingessamento urbano sia infondata, visto che l’ente parco metterebbbe solo qualche vincolo in più e darebbe una calmata allo sviluppo selvaggio???
    Vedi la mia e forse nostra paura sul riciclaggio è legata proprio alla facilità con la quale a Vasto si costruisce, in ogni dove e con estrema facilità. La mancanza di controlli ed i condoni che ogni 10 anni il politico super-star di turno annuncia fanno il resto. Il parco permetterebbe una miglior regolamentazione e sopratutto aiuterebbe tutti i cittadini con incentivi e quant’altro. Pensiamo ai soldi che i privati potranno ricevere per restrutturare vecchie catapecchie nel centro storico…..
    Limitare il parco al bagnoasciuga non permetterebbe ai vastsesi l’accesso ai vantaggi economici, la promzione dei prodotti locali sarebbe di molto limitata. In ultimo il parco eviterebbe il centro oli, progetto al quale (se non ricordo male) in passato ti sei detto contrario. Cosa possiamo fare secondo te per sensibilizzare maggiormente la popolazione. Pensi ci sia qualcosa di inesatto o di strumentalizzabile nel CS proposto. Il tuo partito potrebbe essere tra i firmatari??? Scusami se esagero nel chiamarti in causa ma quando incontro disponibilità cerco di sfruttarla…..
    Come si dice “piatto ricco mi ci ficco” grazie ciao

  21. Lucfan
    Lucfan
    Mercoledì 21 Maggio 2008 ore 15:07 - Permalink

    Riguardo le conflittualità e le coesistenze sulla costa teatina, vale la pena segnalare il progetto COTESO (pdf scaricabile), per una Costa Teatina Sostenibile. Il sito (www.coteso.it) purtroppo non sembra molto aggiornato e molti link non funzionano…

    P.S: Per il centro Oli dovranno fare anche la VIS (impatto sanitario)

  22. Unregistered
    Massimo Desiati
    Mercoledì 21 Maggio 2008 ore 12:06 - Permalink

    MAC, tu dici:
    “Come bloccare il centro oli se non con il parco?? E sopratutto come valorizzare il nostro territorio senza dover temere infiltrazioni mafiose e senza dover rinunciare ad uno sviluppo eco-sostenibile che negli ultimi anni non ha trovato applicazione???”

    Sì, è vero, il Parco può bloccare il Centro oli più di quanto possa fare una legge approvata in fretta e furia dal Consiglio regionale con la quale, per tener fermo il Centro oli fino a fine anno, si è bloccato proprio tutto: buttati acqua sporca e bambino!
    L’altro obiettivo è molto più difficile da raggiungere. Le infiltrazioni mafiose è possibile impedirle soltanto con azioni dell’Autorità giudiziaria. Si presume che l’imprenditoria nostrana ne sia avulsa e, quindi, sarebbe preferibile incoraggiarla negli investimenti sul nostro territorio ma quando fai un bando pubblico non è che si possono inserire filtri adeguati alla bisogna. Solo per lavori di un certo tipo è possibile utilizzare la trattativa privata che consente di invitare un numero minimo di ditte scelte della Pubblica amministrazione (e qui la responsabilità sarebbe quantomeno diretta ed individuabile). Se poi gli investimenti sono privato su privato, diventa impossibile. Le certificazioni antimafia, insomma, non è che servano poi tanto.
    Sviluppo ecosostenibile. Ecco, qui, invece, qualcosa si può fare. Lo strumento urbanistico (PRG, Piano particolareggiato o quanto altro) potrebbe avere delle “ispirazioni” tali da obbligare chiunque al rispetto del principio di ecosostenibilità. Sarebbe opportuno, intendo dire, curare in ogni strumento urbanistico l’aspetto ambientale. Il grande errore di fondo è stato quello di far passare il messaggio che “ambiente” fosse soltanto la realtà legata alla natura, il verde. E non è vero! Ambiente è tutto ciò di cui siamo circondati! Ne deriva, detto in sintesi, che un qualunque PRG ecc.ecc. è di per sè un piano ambientale, poichè governa il contesto in cui viviamo. L’Ambiente come “valore”, dunque! Come vedi, ogni azione amministrativa dovrebbe essere ispirata a “principi”! Ci sono anche strumenti di legge per favorire questa lettura, oltre la VIA (valutazione impatto ambientale), riferita alle aree di pregio naturalistico, c’è la VAS (valutazione ambientale strategica) che, invece, può interessare le diverse pianificazioni territoriali (mi permetto di ricordare a me stesso come il Piano Urbanistico Regionale, da me preparato qualche anno fa per l’Abruzzo ne facesse previsione esplicita! Quel piano non fu mai approvato! Una vergogna! Certo non l’unica…). Se si volesse intessere le norme di pianificazione territoriale con quelle atte a garantire la ecosostenibilità degli interventi sul territorio, vivremmo tutti meglio. Lo si può fare nero su bianco ma bisogna volerlo al di là, al di sopra, al di sotto ed al di lato dei singoli interessi ed egoismi. Sembra facile, no ?!

  23. Unregistered
    mac
    Martedì 20 Maggio 2008 ore 19:04 - Permalink

    E’ proprio qui quello a cui volevo arrivare. FAcciamo un appello ad i politici. Desiati? LA Penna? GAspari?? Di Pietro?? Uno che si impegni politicamente per la buona causa. Dx o Sx non importa più si esprimono meglio è.
    Spanish ancora ti esprimi però su permitrazione e sul perchè le associazioni non si siano ancora espresse!!!
    Questa per me è una delusione
    Secondo voi doobbiamo chiamarle in causa pubblicamente??

  24. Spanish
    Spanish
    Martedì 20 Maggio 2008 ore 17:01 - Permalink

    (Grazie Davide per il ben tornato…e per preoccuparti! Però era un semplice viaggio di lavoro…)

    Se ci mettiamo a parlare di politici, dico la mia (so’ pettegolo…). In generale non capisco perchè nessuno (soprattutto a sinistra) non cerchi di approfittare della situazione per avere visibilità e ipotecare voti per le prossime elezioni. Quando c’è una cosí chiara esigenza sociale, una cosí forte domanda dei cittadini, in un sistema democratico che funzioni, ci dev’essere una risposta rapida e piena della politica. Quindi è chiaro che c’è qualcosa che non funziona.

    Del Turco, diciamoci la verità, non è affidabile. Sul Centro Oli (che è la negazione del Parco Nazionale…) ne sta facendo quasi una questione personale e ho il dubbio che di questo si tratti: se, come suggerisce Davide, il suo futuro politico è buio…

    Coletti è l’unico che sta facendo qualcosa, ma è molto poco. Prima di tutto, quello che sta facendo non basta (adesso pare si faccia la pista ciclabile, ma stiamo troppo indietro con il tema del Parco e della tutela in generale…). Secondo, è poco per lui (e lo dico con la sincera speranza che possa leggerci…): Ortona è il suo bacino elettorale ‘naturale’ e Vasto, se non sbaglio, ha contribuito non poco alla sua elezione…Allora, non vuole curarsi il suo giardino? non lo capisco…

    Poi ci sono i più giovani…non voglio fare nomi, ma se non sbaglio in quel di Vasto, alle ultime elezioni provinciali è nata una stella, no? trattasi di un giovane, partito dall’ecologismo e poi approdato nell’area cattolica-progressista. E non ci vogliamo muove’ per arriva’ alla regione? se non addirittura in futuro a Roma?! Davvero non lo capisco…

    Vabbuó, scusate lo sfogo!

  25. Unregistered
    mac
    Martedì 20 Maggio 2008 ore 16:39 - Permalink

    Del turco??? Un errore di tanti abruzzesi, me compreso!!!!
    Grazie Massimo per la spiegazione sui termovalorizzatori. Cercherò di esser pragmatico allora: chi come me è convinto che si debba dire subito di Si alla perimetrazione ha PAURA di uno sviluppo urbanistico basato sul ” magna magna” dei soliti ignoti, di una speculazione ediLizia che potrebbe esser figlia di attività di riciclaggio, della realizzazione del centro oli e di piattaforme a largo di Vasto che la FOX rincorre da anni. Ora se è giusto prender tempo per studiare il parco Nazionale, sarebbe altrettanto giusto studiare con calma queste problematiche e dare delle risposte il più possibile corrette. Del Turco “mi puzza” nel senso che non lo capisco, non capisco perchè un qualsiasi politico si voglia metter contro un intera provincia per un progetto di un ente mezzo-privato, che interessi ha?? e sopratutto che interessi hanno i cittadini? A meno che uno non voglia fare l’oncologo………..
    Massimo come bloccare il centro oli se non con il parco?? E sopratutto come valorizzare il nostro territorio senza dover temere infiltrazioni mafiose e senza dover rinunciare ad uno sviluppo eco-sostenibile che negli ultimi anni non ha trovato applicazione???

  26. Unregistered
    Davide1971
    Martedì 20 Maggio 2008 ore 00:08 - Permalink

    Del Turco ha degli atteggiamenti oserei dire da barbaro,perche? Basta osservare ogni sua decisione e ve ne renderete conto.Il suo modo di fare politica e’ obsoleto e spigoloso.Non e’ un comunicatore e non penso che lo rivedremo con cariche di un qualche rilievo in Abruzzo.Sparira’ cosi’ come e’ successo per alcuni “dinosauri” della politica nazionale.Fare il governatore di questa regione non e’ per lui.Sparira ‘ tra qualche anno(spero) dalle nostre vite per quanto concerne la politica naturalmente.Saludos! Ciao Spanish che fine avevi fatto…mi stavo a preoccupa’..

  27. Unregistered
    Massimo Desiati
    Lunedì 19 Maggio 2008 ore 20:46 - Permalink

    Non vi nascondo che ho timore di sbagliare nell’individuare le strade migliori per giungere all’obiettivo Parco. Non conosco il vero dello stato dell’arte! Si fa un gran parlare sul tema ma non ho mai letto con i miei occhi gli atti amministrativi e quindi potrei dire anche grandi inesattezze. Insomma, si deve studiare! E’ chiaro che, in linea generale, sono personalmente d’accordo sull’idea della valorizzazione ambientale in chiave turistica ma leggi, protocolli, delibere e quanto altro impongono la conoscenza puntuale delle cose ed io, ad oggi, non ce l’ho. Posso impegnarmi a seguire come si deve la faccenda quando mi sarà permesso di rientrare in Consiglio regionale, anche perchè, secondo me, la Regione, e non solo i singoli Comuni, deve interloquire con il Ministero dell’Ambiente, anche solo per coordinare. Sempre che si tratti di un Parco nazionale, perchè, poi, c’è anche l’iniziativa per un Parco regionale sulle stesse aree. Insomma, in questo pollaio ci son tanti galli e mi sembra si canti in troppi e poi l’alba non arriva mai! La perimetrazione è altra faccenda. Qui sono i Comuni che devono procedere ma lo devono fare in modo circostanziato e non demagogico. Nel senso che i territori interessati devono realmente avere valenza ambientale per le loro caratteristiche. Perchè, poi, siano realmente valorizzati, in termini di ecosostenibilità, occorre che per esse vi sia una strategia di utilizzo in chiave turistica. Per questo, realisticamente, non sparerei una grande estensione ma terrei molto conto delle tipologia delle aree da interessare. Non dimentichiamo che c’è una parte di territorio, teoricamente interessabile, che già è compromesso da insediamenti di varia natura. Voglio dire: una cosa è amministrare, altra cosa è andar giù di fantasia! Poi si rischia di non far niente! Lo strumento più adatto, come spesso accade, è la Conferenza di servizio.
    Che il “Centro oli” possa trovare un concreto stop dalla realizzazione del Parco è vero. Difatti, è stata proprio questa la proposta fatta dal mio collega di partito D’Orazio in Consiglio regionale (cito solo perchè Mac me lo ha chiesto).
    Mi rendo conto di essere stato abbastanza generico ma sono costretto a chiedere… termini a difesa :-) Vi ringrazio della fiducia (immeritata) che riponete nel mio giudizio ma siccome, prima o poi, mi si potrebbe chieder conto di quel che dico, preferisco esser prima nelle condizioni di sapere come stanno le cose.
    In ordine al Comodato d’uso per l’ex Stazione ferroviara, ribadisco: per come sono ad oggi le cose e per quel che so, il Comune di Vasto farebbe bene a chiedere il Comodato d’uso per la sola struttura ex Stazione, sganciando l’iniziativa dall’iter di creazione del Parco. Poi, solo poi, potrà essere ricompresa nella perimetrazione, badando bene che il Parco necessiterà di un Piano di Assetto Naturalistico… Occorrerà molta cautela!!! I problemi ci saranno e tanti.
    Termovalorizzatori. Non è discorso che può esser fatto per slogans, credo condividiate. Una cosa però devo dirla: non ho mai proposto tre termo in Abruzzo. Mi hanno messo in croce con questo ritornello! Il mio Piano rifiuti individuava “tre aree” possibili per criterio logistico e la messa a bando di un solo termovalorizzatore! Il mercato, i collegamenti e la concertazione avrebbero costituito gli elementi per la scelta dell’area migliore. E’ Del Turco che ne vuole tre e questo è pericoloso perchè significa, certamente, che, per farli funzionare a regime ed in buono equilibrio economico, in essi si dovranno conferire rifiuti, ancorchè selezionati, provenienti da altre regioni per raggiungere i volumi adeguati.

  28. Andrea Smargiassi
    Andrea Smargiassi
    Lunedì 19 Maggio 2008 ore 18:44 - Permalink

    Giustissimo; Massimo Desiati ha avuto proprio importanti esperienze in tale settore. Sarebbe davvero molto interessante conoscere il suo punto di vista, la sua esperienza e le sue prospettive in tal senso. Potrebbe dare una grossa mano a comprendere tutti i benefici o le eventuali questioni che possono sorgere da una perimetrazione più o meno estesa del parco. E’ sicuramente vero che la questione del comodato d’uso è più immediata e la questione del parco è più lunga e complessa, ma Massimo mi piacerebbe conoscere come la vedi tu sulla perimetrazione, sul connubio con lo sviluppo delle città coinvolte e sugli sviluppi e conseguenze che il parco potrebbe portare. E soprattutto come pensi sia giusto muoversi, anche da parte nostra, della collettività, per portare avanti le giuste cause.
    Grazie

  29. Unregistered
    Mac
    Lunedì 19 Maggio 2008 ore 12:08 - Permalink

    Massimo ciao e ben riletto. Sul comodato d’uso della satazione si era fatta una proposta diversa è vero….. Se puoi, vuoi, potresti darci preziose dritte per riprendere il discorso con il comune e dare migliori consigli. In questo post però si parlava del parco della costa teatina e della necessità di approvarlo prima possibile pena “Centro oli” con caduta del prestigio delle varie cantine e strutture ricettive….
    Cosa ne pensi, del dibattito??? Ci puoi dare una mano ad estendere la discussione a più categorie e persone??? Il tuo partito ha un idea in merito??? Poi, sai qualcosa della tua vecchia proposta sui tre inceneritori abruzzesi, ripescata dal presidente della regione??? Forse son troppo domende se vuoi, puoi, si potrebbe parlare degli inceneritori in altra occasione, ci tenevo a sapere la tua sulla perimetrazione del parco e sulle ripercussioni economiche e urbanistiche che l’ente potrebbe avere sullo sviluppo della città, io vedo solo occasioni e neppure un problema, sono un illuso???

  30. Unregistered
    Massimo Desiati
    Domenica 18 Maggio 2008 ore 11:04 - Permalink

    Olà, ancora grazie degli auguri ma… chissà quando terminerà il “dispetto” di chi si deve dimettere, sia pur egli in condizioni di palese incompatibilità stabilita dalla legge. Ma sai… Vabbè, lasciamo stare. Pazienza ed educazione :-)

  31. Unregistered
    Massimo Desiati
    Domenica 18 Maggio 2008 ore 11:00 - Permalink

    Caro Davide, Metropolis (o ferrovie che dir si voglia) non fi fida. La richiesta di più comuni della costa è riferita ad una parte vastissima di territorio oggi in loro proprietà. Affidare per più anni, ancorchè in comodato d’uso, una così grande estensione non li lascia tranquilli in ordine alla buona gestione e manutenzione di essi, con un progetto di Parco, per di più, ancora in embrione e senza delimitazioni definite. Siamo ancora alla fase delle troppe chiacchiere, insomma. D’altronde, se i Comuni avessero accettato i 4/5 mesi, si sarebbero trovati impegnati ad affronatare spese di manutenzione per poi beneficiare del bene per un periodo troppo breve e senza poter fare progetti strategici per le aree e le strutture dismesse. La gestione dei parcheggi a pagamento, poi, non credere che sia remunerativa per i Comuni. Essa non è diretta ma affidata a cooperative o società private. Non credo sia un gioco che valga la candela per i soli mesi estivi (che poi son di pienone solo per 40 giorni). Resto della mia idea: pensare alla sola ex stazione ferroviaria di Vasto e non legare il suo comodato, questo sì per più anni, al futuro Parco della costa teatina. L’obiettivo deve restare quest’ultimo, con la valorizzazione ambientale dell’ex tracciato ferroviario anche per tutti i comuni interessati, ma il percorso per arrivarci è necessariamente più lungo e la “scorciatoia” così, invece, utilizzata era molto difficile venisse condivisa dalle Ferrovie. Vedremo cosa ne verrà fuori dall’incontro a cui Ti riferisci ma, in quella sede, proporrei il comodato (e ne predisporrei subito gli atti) relativo alla sola ex Stazione di Vasto Marina.

  32. Unregistered
    Davide1971
    Sabato 17 Maggio 2008 ore 20:16 - Permalink

    Massimo AUGURI!!!!!!!!!! Ho letto che tra un po’ diventerai CONSIGLIERE REGIONALE! Allora tornando al Comodato d’uso….Che delusione! Ma perche’ metropolis ha fatto orecchie da mercante? Non ne capisco le motivazioni! Ma poi scusa …ma se ad esempio accettavano le condizioni per 5 mesi,intanto “entravano”,poi sicuramente qualcosa succedeva! I Comuni intanto davano alla Comunita’ i parcheggi e poi locali per i Turisti.Il Denaro speso se lo riprendevano con i parcheggi a pagamento! Non tutte le speranze sono perdute,perche’ martedi’ ci sara’ una riunione tra Sindaci al Municipio del Vasto.Saludos

  33. Unregistered
    Massimo Desiati
    Sabato 17 Maggio 2008 ore 17:43 - Permalink

    Leggo su Il Centro di oggi 17 Maggio, in cronaca di Lanciano (sigh!), un articolo dal titolo eloquente: ” Ex ferrovia, sfuma l’intesa sulla gestione”. Riporto solo alcune righe: “Addio ai parcheggi al posto dei vecchi binari e ai servizi turistici nelle ex stazioni. E’ saltato l’accordo tra Comuni e Ferrovia dello Stato per la concessione in comodato d’uso delle aree di risulta”. Ancora: “Vasto, che sul suo territorio ha il 40% dell’ex tracciato, progettava parcheggi e l’ufficio turistico nell’ex stazione. E invece tutto è tornato al punto di partenza”. Ancora: “Viene da pensare che le Ferrovie volevano affidare la gestione solo per il periodo estivo in modo da non accollarsi le spesi di pulizia delle aree”. Ancora: “Il braccio di ferro si è consumato sui tempi del comodato d’uso: ferrovie dello Stato proponeva quattro, cinque mesi, i Comuni rilanciavano per quattro anni, in modo da ammortizzare gli interventi che sarebbero stati a tre zeri”.

    Ora riporto il contenuto dello scambio di post che avvenne tra il 10 ed il 13 febbraio, su questo blog, tra MAC, admin e me sulla traccia “Il Parco della costa teatina”, da cui nacque l’idea del Comodato d’uso dell’ex Stazione ferroviaria:

    Massimo Desiati - Domenica 10 Febbraio 2008 ore 12:05 -
    Ho badato a circoscrivere l’oggetto del comodato d’uso al solo immobile dell’ex Stazione ferroviaria, questo perchè ritengo che il tracciato sia cosa da affidare alla progettualità, logistica e finanziaria, della Regione. Ed anche perchè, in verità, il Comune non sarebbe oggettivamente in grado di impegnarsi alla gestione diretta dell’intero tracciato ricadente nel suo territorio.

    MAC - Domenica 10 Febbraio 2008 ore 14:28 -
    Mi sarebbe piaciuto avere in comodato anche e sopratutto il tracciato. E’ il tracciato che può esser sfruttato la stazione per quanto importante ha poco valore presa singolarmente. Voi che ne pensate???

    Massimo Desiati - Mercoledì 13 Febbraio 2008 ore 11:44 -
    Caro MAC, io direi senza tracciato per rendere la cosa realmente fattibile, solo per quello.

    Admin - Mercoledì 13 Febbraio 2008 ore 20:12 -
    Quello che riportava i contenuti della discussione mi piaceva un po’ di piu’, ma condivido la scelta tattica di escludere il tracciato.

    MAC - Mercoledì 13 Febbraio 2008 ore 21:54 -
    ok Massimo togliamo il tracciato dal comunicato, ma assicurami che poi non ci lascerai soli sul parco e sulla tutela ambientale (alias porto) !!!! Ricordatene anche quando avrai la possibilità di cambiare le cose!!!!

    Spero sia chiara la ratio dell’esposizione. Una cosa sarebbe stata la richiesta della sola ex Stazione ferroviaria di Vasto, altra cosa quella dell’intero tracciato, per di più fatta insieme a tutti gli altri Comuni della costa. Si immaginava, infatti, ben difficile la concessione di un’area di così vaste proporzioni! Le Ferrovie non si sono fidate in assenza di una programmazione regionale di ampia portata (e avevamo dsetto anche questo)! Ma si è preferita la strada più impervia e di scarso successo. Legare, immediatamente, la finalizzazione del comodato d’uso alla reale creazione del Parco della costa è stato un errore strategico enorme! Certo che l’obiettivo è quello ma non si può perseguire così come è stato fatto! Occorre, SUBITO, da parte del solo Comune di Vasto, fare richiesta della Ex Stazione ferroviaria, e soltanto di quella. La perimetrazione del Parco, per la parte relativa al Comune di Vasto, deve sì contenere anche la ex Stazione ferroviaria ma è cosa che appartiene ad un momento diverso! I tempi dell’approvazione definitiva di quest’ultima sono necessariamente più lunghi e così come si è fatto, invece, si rischia di non avere nè l’una nè l’altra cosa! I consigli di “vastesi.com” all’Amministrazione comunale erano diversi e dal contenuto molto più concreto e diretto. Diteglielo!!!

  34. Andrea Smargiassi
    Andrea Smargiassi
    Sabato 17 Maggio 2008 ore 14:06 - Permalink

    grazie Luca, apprezzo molto questo tuo intervento. Io mi altero perchè da noi si deve sempre arrivare con l’acqua alla gola…da noi quello che dico io è “eccesso di pignoleria” (come io stesso ho detto). Questo è sbagliato…dappertutto tranne che da noi sarebbe la cosa più normale del mondo. E la storia non è che cambia ora: c’è sempre qualcosa di cui rammaricarsi perchè fatto in fretta e si è avuto poco tempo per pensarci. Io sollevavo questo enorme problema. Perchè anche questa volta siamo arrivati con l’acqua alla gola, non lo si può negare.
    Io sono assolutamente contrario alla logica del favorire i pochi, la speculazione e le raffinerie…ci mancherebbe, ma non capisco come un parco possa prevedere al suo interno aree industriali già presenti e future necessarie opere infrastrutturali al servizio della collettività: d’altra parte pure tu dici che uno studio per delimitare tali aree diventa indispensabile.
    Io sono preoccupato se un parco bloccasse un ospedale, un quartiere residenziale e le strade al suo servizio, perchè non si è pensato che la città aveva deciso di svilupparsi in quella direzione.
    Non è favoritismo quello che dico, ma il connubio tra le esigenze di normale sviluppo di una città e le esigenze di difendere l’ambiente. Una città deve pur pensare di svilupparsi e crescere in qualche direzione assicurando servizi ai suoi cittadini.
    Ripeto dappertutto a queste cose si pensa seriamente, solo da noi è un rincorrere il male minore, un muro contro muro: non deve essere così!
    La difesa delle bellezze paesaggistiche, culturali e naturalistiche deve necessariamente essere in connubio con la previsione delle città alla espansione secondo prg (ribadisco che espansione di città non vuol dire per forza industrie e raffinerie…basta con questo modo di pensare alla fumo nero davanti agli occhi).
    Luca, quello che dici forse rappresenta la concretezza, quello che dico io forse l’utopia, ma se mi dici che comunque sarà plausibile questo connubio e che dunque questa regolamentazione davvero avrà come scopo quello di danneggiare i pochi che tutti sappiamo…allora mi sembra più che giusto percorrere tale strada.
    Una Vasto capitale del parco della costa teatina è un sogno per tutti noi.
    Scusate, ma avevo bisogno di capire bene la faccenda.

  35. Lucfan
    Lucfan
    Sabato 17 Maggio 2008 ore 09:51 - Permalink

    Secondo me la reale contraddizione sarebbe un parco largo 50 mt.
    Costituirebbe solo l’occasione per aumentare ed accrescere spropositatamente, piu’ di quanto non sia già avvenuto, l’interesse per l’edilizia selvaggia a ridosso di questa striscia di costa. Questo non lo vogliamo. Sarebbe “un parco per andare al mare”.

    Quanto alla pianificazione territoriale lungimirante e studiata nel dettagli, siamo d’accordo Andrea, ma siamo pure realisti, da queste parti l’eccesso di pignoleria porta ad un nulla di fatto e questo sarebbe fra tutti gli esiti il peggiore possibile.

    Non è possibile delimitare gli insediamenti industriali già esistenti all’interno di un parco? Chi non ha mai visto all’interno degli altri parchi abruzzesi stabilimenti, fabbriche e via dicendo? Quanti ce ne sono, almeno di una certa rilevanza, oggi fra il mare e l’autostrada su quel tratto di costa? Si faccia uno studio mirato per delimitarne i confini.

    Il parco ingessa il territorio che vuole continuare a svilupparsi secondo un vecchio modello, il piu’ facile, quello senza lungimiranza e con poche regole, solo quelle degli interessi di pochi, ma “che contano”, senza alcun rispetto dell’ambiente e tutela della salute degli abitanti. E’ chiaro che c’e’ chi la vede cosi’, non lo scopriamo oggi (ovviamente non mi riferisco ad Andrea), è chiaro che qualcuno preferisce le raffinerie al parco.

    Se è questo lo sviluppo che il parco puo’ frenare, molto bene, bisogna farlo subito.
    Il Parco deve costituire l’occasione per cambiare mentalità, deve stimolare nuovi approcci, in tutti i settori. Questa è la volontà che manca, la necessità di modificare le priorità comunitarie, mettendo al primo posto il turismo: la vera principale vocazione della regione Abruzzo. Principale, non l’unica.

    Se non crediamo in questo le discussioni sono inutilmente demagogiche.
    E’ evidente che se non si fa uno sforzo per accelerare i tempi di questa decisione, presto i mostri li vedremo senz’altro e purtroppo solo in una direzione, la piu’ tragica, quella della distruzione del patrimonio che vorremmo tutelare.

    Le conquiste di questa portata costano, gratis non si ottiene niente, solo quello che abbiamo già: speculazione e barbarie. Ogni cittadino deve fare proprio l’interesse per il parco, si tratta dell’ambiente, del proprio futuro e del proprio benessere, ma anche della storia, delle tradizioni, della cultura, del legame con il proprio territorio e le sue genuinità, di cio’ che si sta via via perdendo, delle cose piu’ autentiche della terra d’Abruzzo. Solo cosi’ si ha qualche possibilità di sovrastare gli interessi che sono al potere in politica e che sembrano orientati a tutt’altra direzione di sviluppo.

  36. Unregistered
    Davide1971
    Venerdì 16 Maggio 2008 ore 23:41 - Permalink

    Sulla perimetrazione della costa teatina ho notato quanto tempo ci state dedicando ,e’ un obbiettivo molto importante per la nostra provincia.Allora ,poco fa ho letto un articolo su Piazzarossetti http://www.piazzarossetti.it/n.....colo=16486 in cui si parla dell’accordo sul comodato d’uso della vecchia stazione.Praticamente i vertici di Metropolis hanno in mente qualche altra cosa per il tracciato e la stazione,il Comune non avra’ in modato d’uso forse un bel niente.Ma dico io bisogna cedere la stazione al Comune,che aspettano.Una cosa semplice diventa impossibile.Che rabbia….Saludos

  37. Andrea Smargiassi
    Andrea Smargiassi
    Venerdì 16 Maggio 2008 ore 21:02 - Permalink

    Ma figuriamoci, sai benissimo che sono stato tra i primi a sollevare il problema delle infiltrazioni sul territorio, con tanto di lettera pure al prefetto in tempi poco sospetti. E figuriamoci inoltre se sono contrario all’istituzione del parco nazionale della nostra costa.
    Il punto è un altro…io ammetto di non saperne molto relativamente alla regolamentazione delle zone incluse in parchi nazionali, ma un parco più esteso di quello che all’inizio si pensava, mi fa porre degli interrogativi sulla presenza di contraddizioni in atto sul territorio e sulla mia idea di parco nazionale. Un parco può includere grosse strutture, superstrade, agglomerati industriali, aree metropolitane? Anche se quello che dici è vero, è idiologicamente sbagliato pensare che “facciamo il parco tanto poi ospedale e area metropolitana si faranno lo stesso all’interno perchè tanto siamo in Italia”. Io non ho questa idea; lo so che i tempi stringono e che comunque il problema dei ritardi di certo non è dipeso da noi, ma non mi sento nella politica del SINO. Sono piuttosto più che convinto della politica della pianificazione territoriale adeguata, lungimirante e pensata nei minimi dettagli. Chiamala pure pignoleria o utopia, ma penso che una pianificazione ed una integrazione parco-territorio con la partecipazione di tutti gli enti coinvolti, sia indispensabile per non trovarci di fronte a mostri futuri in una direzione o nell’altra.
    Questo in linea teorica..che poi l’obiezione è la mancanza di tempo…allora è un altro discorso, ma io ci tengo troppo alla mia città e le cose fatte male mi fanno storcere il naso. Se poi mi sbaglio fatemi capire.

  38. Unregistered
    mac
    Venerdì 16 Maggio 2008 ore 19:06 - Permalink

    Andrea mi dispiace dissentire ma quello che dici è un suicidio civile. Nel tuo intervento si coglie un messaggio “bestiale” del tipo: meglio l’assenza di leggi che il blocco. Se, invece, auspichi ad una regolamentazione il parco fa al caso nostro. Il parco pone solo dei vincoli in più, quegli stessi vincoli che in passato avrebbero impedito i danni di un piano regolatore senza capo ne coda, figlio di una logica partitica e clienterale. Dire NO caro Andrea significa rinunciare a molti vantaggi, chi sceglierà la via dello “SINO” dovrà prendersene la responsabilità politica. Siamo difronte ad un bivio, è chiaro. Bisogna scegliere tra vecchio e nuovo ed il nuovo è il parco nazionale. L’area metropolitana si svilupperà comunque nella zona interna, l’ospedale, (si vocifera in città), è stato collocato in quella zona per rendere edificabili quei terreni.
    Andrè fattene una ragione siamo in italia e proprio per questo non ci sarà il blocco che tu temi tanto. Di fronte a degli interessi tutto passerà in secondo piano, tanto vale correre ai ripari da subito. Inoltre è convinzione diffusa in città che le vicine mafie non aspettino altro che una nuova ondata di cemento….poi a completare il tutto ci sarà il raddoppio del porto con aumento dei traffici leciti ed illeciti (questo dicono le statistiche).
    E’ questa la città che volete?? Una città meno sicura e facile preda del riciclaggio? una città che campa di speclazione edilizia?

  39. Andrea Smargiassi
    Andrea Smargiassi
    Venerdì 16 Maggio 2008 ore 18:27 - Permalink

    e comunque è vero si è perso un saccaccio di tempo….però uno studio approfondito è necessario….altrimenti a causa di negligenze ritardi finiremo tra alcuni anni a rammaricarci e lamentarci di come mai non ci si è pensato prima, ma ormai sarebbe troppo tardi.

  40. Andrea Smargiassi
    Andrea Smargiassi
    Venerdì 16 Maggio 2008 ore 18:17 - Permalink

    Rob la difficoltà e il rischio è che in Italia ogni cosa deve essere lenta ed estremizzata. Tutto vero lo statuto che riporta mac, ma la lentezza del paese e l’incompetenza di chi deve decidere e governare enti e territori rende la cosa un indicibile ostacolo. Non nego di aver paura del blocco totale, soprattutto basandomi sulle esperienze riportate da quei piccoli comuni inclusi in parchi nazionali come quello della majella o del gran sasso che si lamentano delle difficoltà di concepire qualsiasi infrastruttura…e stiamo parlando di piccoli comuni. Mi è capitato di sentire che c’è già chi concepisce l’inclusione nel parco come blocco e non come incentivo allo sviluppo. Perchè? perchè in Italia le cose vanno semplicemente così. Siete ottimisti a pensare che con il parco sia possibile e facile realizzare una superstrada e un ospedale. Ripeto inoltre: come la mettiamo con la SIV e con le altre aree attrezzate ed industrializzate? Inoltre devo alzare una obiezione a mac: non è possibile pensare ad una urbanizzazione nella zona sud ovest di Vasto oltre l’A14 semplicemente perchè tutto ciò che è fuori è scosceso e minato da pesante dissesto idrogeologico: basta vedere le continue necessità d’intervento sulla attuale sp181 vasto-s.salvo. Mi dispiace ma estendere il parco all’A14 senza tutte queste considerazioni e dappertutto nella costa teatina anche dove avrebbe poco senso, mi preoccupa troppo per l’incombente blocco totale e mi continua a trovare in disaccordo.
    Ripeto comunque di essere d’accordo con l’istituzione del parco, ma non dappertutto esteso fino all’autostrada.

  41. Unregistered
    mac
    Venerdì 16 Maggio 2008 ore 14:01 - Permalink

    una vecchia notizia del 2002 può esser utile per meglio comprendere le resistenze al parco: http://spazioinwind.libero.it/.....re2002.htm

  42. RobDel79
    RobDel79
    Venerdì 16 Maggio 2008 ore 09:44 - Permalink

    Spanish dovrebbe essere di ritorno la settimana prossima!

  43. Unregistered
    Davide1971
    Venerdì 16 Maggio 2008 ore 00:08 - Permalink

    Scusate…ma Spanish? Che fine ha fatto Spanish,sono un po’ di giorni che non lo sento…Saludos

  44. Unregistered
    mac
    Giovedì 15 Maggio 2008 ore 23:21 - Permalink

    Un ultima cosa: scusa Cicco ma perchè porsi dei vincoli senza il parco??? Significherebbe rinunciare a vantaggi immensi, inoltre perchè non sfruttare le nostre potenzialità??

  45. Unregistered
    mac
    Giovedì 15 Maggio 2008 ore 23:12 - Permalink

    Per rispondere a Cicco vi linko la legge quadro sulle aree protette 394/1991.
    In particolare l’area candidata deve essere area di “rilevante valore naturalistico e ambientale” .
    Questi territori specie se vulnerabili, sono sottoposti ad uno speciale regime di tutela e di gestione, allo scopo di perseguire, in particolare, le seguenti finalità:
    a) conservazione di specie animali o vegetali, di associazioni vegetali o forestali, di singolarità geologiche, di formazioni paleontologiche, di comunità biologiche, di biotopi, di valori scenici e panoramici, di processi naturali, di equilibri idraulici e idrogeologici, di equilibri ecologici;
    b) applicazione di metodi di gestione o di restauro ambientale idonei a realizzare un’integrazione tra uomo e ambiente naturale, anche mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici e architettonici e delle attività agro-silvo-pastorali e tradizionali;
    c) promozione di attività di educazione, di formazione e di ricerca scientifica, anche interdisciplinare, nonché di attività ricreative compatibili;
    d) difesa e ricostituzione degli equilibri idraulici e idrogeologici.”
    Per maggiori informazioni: http://www.parks.it/Federparch.....or%20art11
    troverete gli incentivi, gli indennizzi, le promozioni economiche, gli studi….
    I vincoli??? Eccoli…..
    “nei parchi sono vietate le attività e le opere che possono compromettere la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati con particolare riguardo alla flora e alla fauna protette e ai rispettivi habitat. In particolare sono vietati:
    a) la cattura, l’uccisione, il danneggiamento, il disturbo delle specie animali; la raccolta ed il danneggiamento delle specie vegetali, salvo nei territori in cui sono consentite le attività agro-silvo-pastorali, non ché l’introduzione di specie estranee, vegetali o animali, che possano alterare l’equilibrio naturale
    b) l’apertura e l’esercizio di cave, di miniere e di discariche, nonché l’asportazione di minerali
    c) la modificazione del regime delle acque;
    d) lo svolgimento di attività pubblicitarie al di fuori dei centri urbani, non autorizzate dall’Ente parco;
    e) l’introduzione e l’impiego di qualsiasi mezzo di distruzione o di alte razione dei cicli biogeochimici;
    f) l’introduzione, da parte di privati, di armi, esplosivi e qualsiasi mezzo distruttivo o di cattura, se non autorizzati;
    g) l’uso di fuochi all’aperto;
    h) il sorvolo di velivoli non autorizzati, salvo quanto definito dalle leggi sulla disciplina del volo.”
    Vi faccio notare come Vasto sia un unico centro urbano quindi non ci sarebbero problemi con la pubblicità, come on ci siano cacciatori o miniere…………..
    Il dato che però interessa di più è il seguente:

    “Art. 13 - Nulla osta

    1. Il rilascio di concessioni o autorizzazioni relative ad interventi impianti ed opere all’interno del parco è sottoposto al preventivo nulla osta dell’Ente parco. Il nulla osta verifica la conformità tra le disposizioni del piano e del regolamento e l’intervento ed è reso entro sessanta giorni dalla richiesta. Decorso inutilmente tale termine il nulla osta si intende rilasciato. Il diniego, che è immediatamente impugna bile, è affisso contemporaneamente all’albo del comune interessato e all’albo dell’Ente parco e l’affissione ha la durata di sette giorni. L’Ente parco dà notizia per estratto, con le medesime modalità, dei nulla osta rilasciati e di quelli determinatisi per decorrenza del termine.
    2. Avverso il rilascio del nulla osta è ammesso ricorso giurisdizionale anche da parte delle associazioni di protezione ambientale individua te ai sensi della legge 8 luglio 1986, n.349.
    3. L’esame delle richieste di nulla osta può essere affidato con deliberazione del Consiglio direttivo ad un apposito comitato la cui composizione e la cui attività sono disciplinate dal regolamento del parco.
    4. Il Presidente del parco, entro sessanta giorni dalla richiesta, con comunicazione scritta al richiedente, può rinviare, per una sola volta, di ulteriori trenta giorni i termini di espressione del nulla osta.”

    Insomma un ulteriore controllo per i cementificatori che sarebbero gli unici a perderci…
    Ragà il parco conviene a tutti svincola il territorio dagli interessi dei soliti ignoti. E poi non credete che sia opportun cominciare a produrre servizi e merce piuttosto che costruire case??? Case che comunque potrebbero esser edificate con il permeso del parco che meglio vigilerebbe sull’impatto ambientale????
    Inoltre i posti di lavoro?? Li vogliamo perdere???

    Ricordo ancora il link: http://www.parks.it/Federparch.....or%20art11

  46. RobDel79
    RobDel79
    Giovedì 15 Maggio 2008 ore 20:35 - Permalink

    Io vorrei invece capire dov’è la difficoltà nel fare il parco nell’area compresa tra il mare e la A14… scusate ma nn l’ho capita

  47. Cicco
    Cicco
    Giovedì 15 Maggio 2008 ore 18:29 - Permalink

    Conosco le aree di cui qui si sta parlando, ma per capire un po’ di più chiedo a chi ne sa, quali sono le caratteristiche che deve possedere un’area di territorio per poter assumere la qualifica di “parco naturistico”.
    Non credo che sia solo un fatto di geometri con teodoliti o di istanze dei residenti, ma penso che ci debbano essere caratteristiche peculiari ed omogenee dell’area interessata alla proposta.
    Inoltre, se qualcuno ne è a conoscenza, quali saranno i vincoli cui questo parco verrà assoggettata nei secoli a venire?
    Sarebbe sufficiente, secondo coloro che se ne occupano, ottenere severi vincoli paesaggistici (tipo la valle dei Templi o Capri o la costa amalfitana) per combattere l’urbanizzazione selvaggia di certe fasce di territorio, invece del più ambizioso e complesso titolo di “parco”? Un grazie e un saluto affettuoso a tutti.

  48. Unregistered
    mac
    Giovedì 15 Maggio 2008 ore 17:02 - Permalink

    Rispondo al consigliere D’adamo e ad Andrea.
    Allora….
    Concordo con il consigliere, quello che dice è insindacabile ma ripeto: il rischio è che un No bloccherebbe tutto il progetto e che alla fine il parco diventi carta straccia depositata nei casetti del comune come già è accaduto per il piano sulla variante della ss16. Inoltre il tempo per studiare c’è stato ma come ammesso dallo stesso consigliere la classe politica non ha dato risposte. Verosimilmente la strategia dell’attesa è voluta, voluta da quei pochi che intendono cementificare l’intera zona, con il rischio di continuare in quel processo che a breve renderà Vasto una semplice città dormitorio.
    Per dirla in parole povere: Ma proprio mò vi ricordate di studiare un piano??? In aggiunta consigliere le lancio una simpatica frecciatina: come mai per il raddoppio del porto avete tutti votato a favore di un progetto studiato dalla sola modimar, azienda direttamente interessata ai propri profitti e per il parco si deve perder tempo???
    Il parco, cosi come la regione lo propone, mette una toppa al dissennato piano regolatore e rilancia una volta per tutte l’economia. Pensare al parco nazionale come ad una semplice attrazione turistica è sbagliato, infatti se ci si limatasse alla sola costa gli incentivi toccherebbero a ben pochi e si continuerebbe a progettare alla breve. Le importanti aziende che lei cita sono lontane dal territorio vastese ed inoltre in quei punti la perimetrazine includerebbe praticamente quasi esclusivamente le spiagge, quindi pericoli di ingessamento dell’attività industriale non ce ne sono, anzi il parco per Vasto sarebbe solo uno stimolo a crescere nei servizi ed in attività industriali specializzate ed ecocompatibili.

    Andrea non pretendo di darti dei lumi ma su una cosa sono certo, limitare l’area protetta alla ss16 vuol dire esporsi consapevolmente ad una forte speculazione edilizia.
    Il parco non blocca lo sviluppo urbano anzi lo aiuta, lo completa, gli interventi sulle infrastrutture si realizzerebbero ma almeno si avrebbe più consapevolezza, più informazione e un occhio di riguardo ai materiali e all’alimentazine enrgetica. L’ospedale e la strada di collegamento con l’attuale ss16 si costruirebbero ugualmente, ma tutto “l’indotto” potrà tranquillamente svilupparsi al di la della rete autostradale a soli due passi, con palazzi e case di nuova generazione più “eco”, più economiche. Un sviluppo che ci garantirebbe un ospedale con parcheggi ed immerso nel verde.
    L’area metropolitana sarebbe comunque possibile, non solo perchè la città si estenderbbe a sud ovest (e non sul mare) ma anche perchè a questa potrebbero partecipare le altre piccole relatà dell’entroterra…………… (Ti ricordo che l’ospedale sarà territoriale e non di Vasto e San Salvo)
    Un ultima dettaglio importante, pensare di creare un area metropolitana favorendo, sopratutto a sud una fusione urbana tra città alta e marina sarebbe come cancellare i connotati paesaggistici di tutta la zona. Per i tuoi timori sui terreni già appaltati non penso ci possano esser dei blocchi; una volta ottenute le autorizzazioni………
    Insomma con il parco avremmo una costa nord stupenda con una Vasto Marina turistica a 360° e la possibilità di attrarre nuovi investimenti. Non rinunceremmo all’ambizone di diventare città perchè ci si potra sviluppare a sud ovest. Il centro storico con la zona nord della città trarrebbero nuovo vigore da tutte le novità potendo offrire finalmente una miglior qualità della vita e, chi sa, candidarsi ad ospitare
    facoltà umanistiche, naturalistiche, urbanistiche….

  49. Unregistered
    nicola d'adamo
    Giovedì 15 Maggio 2008 ore 10:10 - Permalink

    Risposta per Mac.

    Forse devo chiarire cosa intendo per Progetto “Globale” di sviluppo, per “Visione strategica” o “Vision”.
    Le colline e la costa del Chietino sono un solo territorio con bellissime spiagge e scogliere, con antiche città e piccoli paesi, eccellenti prodotti come olio e vino, salumi, pesce ecc.; ma anche con un tessuto industriale di ntuto rispetto (Sevel, Honda, Pilkington, Denso, Mario Negri sud, Pastificio De Cecco, Del Verde, cantine sociali ecc.). Sono a poco più di 200 km da Roma e da Napoli, ben collegata con autostrada e ferrovia, aeroporto (con voli low cost) e porti.
    Chi fa pianificazione dello sviluppo locale prende in esame il contesto di partenza e traccia le linee per lo sviluppo del turismo, dell’industria, dell’agricoltura, del commercio, della cultura, della formazione, della viabilità, dell’urbanistica ecc. individuando le necessarie azioni operative.
    A Coletti questo avevo chiesto, sottolineando che noi abbiamo una “miniera d’oro” se la sappiamo sfruttare a dovere. Non rovinando la natura, creando uno sviluppo “armonico” in tutti i settori, dando in questo contesto un preciso ruolo al Parco Nazionale della Costa Teatina.
    Posso fare anche una similitudine per chiarire ancora meglio il concetto di Progetto “Globale” (o integrato) di sviluppo. E’ come se tu hai una macchina che ha bisogno di una messa a punto “totale” e tu cambi solo olio. Dopo un po’ ti accorgi che manca l’acqua, che le gomme sono lisce, che i freni non funzionano, che i fari non si accendono ecc. ecc. Non conviene fare tutto prima?
    Solo immaginando come noi vogliamo avere territorio dell’intera costa (da Francavilla a San Salvo) fra 20 anni, solo fissando obiettivi a lungo termine, possiamo decidere come collocare il Parco della Costa Teatina.
    Non disponendo di tale strumento avanzato di visione strategica dovremo decidere con molta approssimazione, “all’italiana”. Cercando di capire a naso dove possiamo cogliere i migliori vantaggi, se allargando la fascia fino all’A14 o fermandosi alla statale 16.

    Nicola D’Adamo
    Consigliere PD

  50. Andrea Smargiassi
    Andrea Smargiassi
    Mercoledì 14 Maggio 2008 ore 21:32 - Permalink

    …ah naturalmente ciò che è all’interno, ma anche all’esterno della ss16 non è in discussione; le aree dismesse dalle FFSS non sono in discussione..ritengo tuttavia che uno studio approfondito andrebbe fatto e che non si facesse di tutta l’erba un fascio affinchè in futuro non dobbiamo pentirci di aver tralasciato qualcosa d’importante.
    …e che il futuro sia vero futuro..non i classici 2-3 anni e poi chissà. progettazione importante e lungimiranza

  51. Andrea Smargiassi
    Andrea Smargiassi
    Mercoledì 14 Maggio 2008 ore 21:22 - Permalink

    Mac, non sono d’accordo, ma vorrei delle delucidazioni: pensare ad un parco esteso a tutto ciò che è dentro l’A14 secondo me non è in tutti i tratti della costa teatina possibile. E proprio Vasto e San Salvo ne rappresentano in grossa parte il problema. La città del Vasto, eccezzion fatta per il quartiere di San Antonio Abate, è tutta all’interno dell’A14 e questo progetto taglierebbe non poco le possibilità di sviluppo, compreso quello a cui fai riferimento..il nuovo nosocomio è in llocalità Pozzitello e non su colle Pizzuto come sempre erroneamente si dice e cioè all’interno dell’A14 ed in particolare nella piana di colle Selvotta, di rimpetto al villaggio Siv oltre l’autostrada. E quindi tutto ciò che riguarda l’apparato infrastrutturale (struttura ospedaliera, strade, variante alla ss16, nuovi quartieri) è invece abbondantemente all’interno dell’area. Inoltre come la mettiamo con la zona industriale della SIV e aree limitrofe tutte all’interno della A14. e con l’area di Punta Penna, e con ciò che è all’interno dell’autostrada all’altezza della zona industriale sangrina? Inoltre la zona costiera sud di Vasto marina non solo è edificabile, ma è già stata tutta appaltata (consorzio ICEA, ex Genova Rulli ecc..) A cosa servirebbe questa estensione in tutta la tratta? in molti casi a limitare proprio lo sviluppo di quella città che vorremmo tutti fosse metropolitana. Non sono contrario in linea di massima alla proposta, ma ritengo che non si possa attuare in su tutta la tratta ed in particolare dove esistono già progetti di sviluppo infrastrutturali necessari (a sud dell’abitato di Vasto-San Salvo, val di sangro, porto di Ortona). Alcuni punti invece sono molto favorevoli per la proposta (a nord di Punta aderci, Casalbordino lido-torino di sangro marina, Fossacesia marina- Rocca san giovanni-san Vito marina). Sbaglierò? chiedo lumi.

  52. Unregistered
    mac
    Mercoledì 14 Maggio 2008 ore 19:06 - Permalink

    Egregio consigliere lei sà benissimo che dire NO alla proposta della Regione vuol dire condannare definitivamente il progetto “parco”.
    Perchè il parco possa tutelare gli interessi di tutti ed aiutare le amministrazione future ad attuare un piano urbanistico moderno e valido sotto il profilo paesaggistico, occorre che Vasto possa esser inclusa per gran parte del suo territorio nello stesso. Faccio notare come la zona di futura espansione urbanistica della città sarà verosimilmente l’area interna a sud, quella al confine con il comune di San Salvo, quella cioè che ospiterà il nuovo Nosocomio vastese che comunque necessiterà di nuove strade ed infrastrutture nella zona più ad ovest del territorio. Area, ci tengo a precisare, che ricadrebbe abbondantemente al di fuori della rete autostradale e che in un futuro non troppo remoto potrà comodamente permettere alle città di Vasto-San Salvo di costituire un area metropolitana.
    Un parco, invece che includa le sole aree costiere (da SS16 a mare) non solo non limiterebbe la cementificazione della costa, ma non permetterebbe neppure di usufruire degli incentivi statali ed europei alla gran parte dei vastesi dato che in questo caso tutti i resdienti sarebbero tagliati fuori dai confini territoriali della zona protetta. Questa ultima prospettiva inoltre non gioverebbe neppure all’immagine della città e quindi delle aziende agricole e turistiche che sarebbero facilmente tacciabili di voler speculare su pochi ettari di terra protetta interrotta pergiunta da maldestri tentativi di industrializzazione.
    Signor consigliere che ne pensa di questa mia analisi in estemporanea? La convince?
    D’altronde questo consiglio comunale ha approvato all’unanimita la costruzione del nuovo ospedale in località Colle Pizzuto, tutti i consiglieri all’epoca hanno consepovalmente individuato nella zona Sud- Ovest di Vasto la “nuova frontiera”, la “nuova city” Perchè allora esitare nel dire Si a questa perimetrazione??
    Vasto, in futuro, potrebbe, trasformarsi da paesone ad una Città modello con servizi degni di un area metropolitana, ecocompatibile, estesa e Capitale del Parco Nazionale della Costa Teatina. Un Connubio perfetto tra Natura e Progresso Tecnologico.
    Questo non vuol dire forse pensare in grande?? Cosa ne pensa del mio e nostro sogno???
    Grazie

  53. Lucfan
    Lucfan
    Mercoledì 14 Maggio 2008 ore 18:30 - Permalink

    L’esistenza di uno studio è un’ottima marcia per proseguire nell’intento.
    Credo che a questo punto sia essenziale accrescere l’interesse comunitario sulla questione, affinche si accelerino le decisioni politiche.
    Se i comuni continuano chiederlo ed altri soggetti cominciano a mostrarsi sensibili alla questione, un riscontro Coletti lo dovrà pur dare.

    Ricordiamo a tutti gli interessati l’incontro dibattito promosso dall’associazione civica Porta Nuova sulla questione della perimetrazione del Parco per VENERDI’ 16 MAGGIO ALLE 21, presso la sede della Società Operaia.

  54. Unregistered
    nicola d'adamo
    Mercoledì 14 Maggio 2008 ore 17:53 - Permalink

    Credo che tutta la classe politica locale sia d’accordo sul Parco Nazionale della Costa Teatina. La discussione sta solo nella perimetrazione: dalla statale 16 fino al mare , oppure dall’austrada A14 fino al mare?
    Staremo a vedere quale opinione prevarrà. (Sperando che la discussione non cada sugli aspetti più banali).
    Il problema è che, come al solito, non si pensa mai “alla grande”. Qui per decidere bene ci sarebbe bisogno di uno studio, di un progetto globale di sviluppo locale (comprendente tutta la zona collinare e costa del Chietino) in cui si fissano gli obiettivi e le relative azioni per ottenere la massima valorizzazione dell’intero territorio. Ci sono studi specializzati che dicono tutto quello che devi fare. Quattro anni fa lo proposi anche al presidente della Provincia Coletti, in una riunione ufficiale al Centro Servizi Culturali per il suo primo anno di mandato. Ma devo ammettere che non ne ho avuto riscontro.

    Nicola D’Adamo consigliere PD

  55. Lucfan
    Lucfan
    Mercoledì 14 Maggio 2008 ore 17:51 - Permalink

    Un sentito ringraziamento anche agli amici della Libera Associazione Barbarica..
    Speriamo davvero che la partecipazione e l’interesse decollino

  56. Unregistered

    […] o ad intervenire sul nostro blog nelle discussioni già aperte ed in quelle che seguiranno. http://www.vastesi.com/blog/20.....a-teatina/ Ogni vostro commento a riguardo è benvenuto, […]

  57. Unregistered
    mac
    Mercoledì 14 Maggio 2008 ore 16:40 - Permalink

    Io ho fatto semplicemente una proposta nulla di più, tutto il resto lo si è fatto assieme
    Speriamo solo che si arrivi più presto al comunicato condiviso

  58. Lucfan
    Lucfan
    Mercoledì 14 Maggio 2008 ore 16:40 - Permalink

    Ringraziamo anche Histonium.net per l’articolo pubblicato:
    http://www.histonium.net/news.asp?id=6178

  59. Lucfan
    Lucfan
    Mercoledì 14 Maggio 2008 ore 16:18 - Permalink

    Un particolare ringraziamento va al suo promotore, clap clap soprattutto a MAC :mrgreen:

  60. Unregistered
    mac
    Mercoledì 14 Maggio 2008 ore 15:07 - Permalink

    Questo appello è un ottima risposta a chi pensa che a Vasto sia possibile solo uno sviluppo sconclusionato!!! Un clap clap a vastesi.com. Speriamo che ci sia partecipazione

  61. Unregistered
    Mara
    Mercoledì 14 Maggio 2008 ore 09:29 - Permalink

    Concordo in pieno! la nostra zona è una delle più belle… il parco farà gli interessi di tutti e non solo dei pochi politici!!! Anche se la fiducia sulla politica sta scemando…(o si sta azzerando) spero ancora che ci sia qualcuno con la testa e buon senso che non mandi all’aria storia e cultura di un’intera regione.

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